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DiVini Profumi 2013: Carmignano, Barco Reale, Vin Ruspo e Vin Santo


10 giugno 2013

DiVini Profumi 2013Era da un po' di anni che non partecipavo all'anteprima di DiVini Profumi dedicata alla stampa, che si svolge nella bellissima Villa Medicea La Ferdinanda, a pochi chilometri da Artimino (PO), non perché l'evento non mi piacesse, anzi, è sempre stato tra i miei preferiti. Fra l'altro il numero di vini in degustazione non è mai stato proibitivo, l'atmosfera estremamente tranquilla, silenziosa, il luogo semplicemente stupendo, con una veduta altrettanto avvincente.
Mi ha fatto piacere tornarvi il 28 maggio scorso, anche se debbo dire di essere rimasto piuttosto turbato dal limitato numero di partecipanti, sia giornalisti che aziende vinicole. Delle 15 aziende previste sull'opuscolo disponibile all'ingresso, ne erano presenti con i loro vini solo 9, mancavano Bacchereto, Le Ginestre, La Borriana, Le Poggiarelle, Marchesi Pancrazi e Colline San Biagio. Effetto crisi? Sembrerebbe di no, a quanto mi riferisce Paolo Valdastri, le ragioni sono altre: "l'evento doveva svolgersi a febbraio, ma sembrava che il governo questa volta avesse veramente deciso di eliminare una serie di Province, compresa quella di Prato, pertanto era stato cancellato. Poi, come tutti sapete, non se ne è fatto nulla e la provincia è rimasta, ma come sempre accade bisogna fare nuovi accordi per stabilire chi finanzia il progetto, così la questione si è risolta solo a fine aprile e la data è stata fissata per il 28 maggio. Il patrocinio quindi è andato alla Regione in collaborazione con Vetrina Toscana. Gli inviti sono stati quindi approvati e inviati solo ai primi di maggio. In queste condizioni era naturale che le partecipazioni fossero limitate. Inoltre in questo periodo i colleghi delle Guide sono tutti in campagna assaggi, quindi alcuni sono venuti già prima dell'evento e altri dopo". Per quanto riguarda le aziende c'è da dire che alcune hanno scelto di non mandare i campioni, altre non avevano i vini pronti, pertanto abbiamo dovuto "accontentarci" dei 9 partecipanti. Non è escluso che l'anno prossimo la Regione faccia da supervisore e sostenitore di un sistema di "anteprime" che animi tutti i territori, questo risolverebbe indubbiamente molti problemi.

Il bosco della Ferdinanda

Ma facciamo una breve presentazione della zona: i vini dell'area di Prato sono racchiusi dal 1998 in due disciplinari, la Docg per Carmignano e Carmignano Riserva (vedi) e la Doc per Barco Reale, Rosato, Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice (vedi). Carmignano ha un primato, è la più piccola Docg italiana, infatti in essa rientrano il comune omonimo e Poggio a Caiano, ambedue in provincia di Prato, per una superficie vitata di soli 160 ettari (insieme alla Doc Barco Reale supera di poco i 200 ettari), distribuita sulla fascia collinare tra i 250 e i 400 metri s.l.m.; le condizioni climatiche sono ideali, grazie alla presenza del Montalbano, che si innalza sul lato occidentale proteggendo l'area dai venti impetuosi che possono provenire dal mare, ma anche alla prossimità con gli appennini, condizioni che favoriscono fra l'altro ottime escursioni termiche e una regolare distribuzione delle piogge.
Un'altra particolarità dei vigneti di Carmignano è che, da almeno cinque secoli, al fianco del sangiovese e di altre uve locali, dimorano cabernet franc e sauvignon, trapiantati su queste colline per desiderio di Caterina de' Medici; non a caso ancora oggi tra i vecchi viticoltori il cabernet viene chiamato "uva francesca", una chiara storpiatura dal francese di un aggettivo che forse ne indicava la provenienza. Pertanto, mai come in questo caso, ha poco senso fare distinzioni fra uva "autoctona" e "alloctona".

Giampaolo Giacomelli e Mayumi Nakagawara durante la degustazioneLA DEGUSTAZIONE

Carmignano
Otto i campioni dell'annata 2011: ►Podere Allocco - colore rubino fitto con evidenti riflessi violacei, al naso domina la visciola, l'amarena e la mora di rovo, a cui si aggiungono venature di cacao e piacevoli ricordi di viola; in bocca ha una buona freschezza, tannino ben estratto, si sente leggermente il legno ma è peccato veniale, nel tempo si assorbirà, finale molto balsamico.
Fattoria Ambra - il Santa Cristina in Pilli si manifesta rubino di buona intensità, molto classico, al naso rivela piccoli frutti appena maturi, lampone, ribes, viola, buon inizio speziato, ginepro, leggero pepe, cardamomo, cola; bocca piena e ben fatta, di ottima levatura tannica, frutto generoso, sicura capacità di invecchiamento.
Il Montefortini mantiene lo stesso rubino classico ma con leggere venature granate, naso di prugna, ciliegia nera e speziatura dove affiora l'ematite, la china, la liquirizia, in bocca ha una bella trama, succosa, piena, fresca e avvolgente con venature balsamiche, molto bello.
Podere Il Sassolo - rubino luminoso con riflessi porpora, naso fine in bella fusione con il legno, note di frutto appena maturo, sottobosco e macchia mediterranea, cacao; al palato è un po' spinto nella concentrazione di frutto ma è ben fatto, succoso, balsamico, buon finale persistente di liquirizia.
Castelvecchio - da non confondersi con l'omonima azienda della famiglia Ronchi di San Casciano Val di Pesa, altra zona altri vini. Il Carmignano 2011 presenta un colore rubino intenso con riflessi violacei, la trama olfattiva è imperniata su profumi di ciliegia in confettura, amarena e leggera mora, grafite, sfumature di china e liquirizia; in bocca ha trama tannica corretta e senza asperità, buon frutto, unico neo il finale che chiude un po' corto.
Pratesi - conobbi quest'azienda nel 2006, allora i vini non mi convinsero molto, lo stile era molto cercato, il legno fin troppo presente, grande concentrazione di colore e di materia, più "supertuscan" che impronta del territorio. A mio avviso il loro Carmignano non rispecchiava quel carattere distintivo che, non lo nego, mi ha subito fatto innamorare di questa piccola, meravigliosa terra, capace di dare vini che si distinguono facilmente pur con la presenza di cabernet e, a volte, merlot o syrah. Con gli anni, e probabilmente l'esperienza dell'enologo Stefano Chioccioli, c'è stata una progressiva messa a punto; certi eccessi hanno lasciato spazio ad una maggiore misura, anche se l'impronta, lo stile, non è cambiato di molto. Il 2011 presenta un colore rubino violaceo luminoso, al naso il legno si sta integrando abbastanza bene con il frutto, i toni sono un po' dolci e maturi, ma trovano una buona compensazione nei tratti di macchia mediterranea e liquirizia. Il tutto si ritrova all'assaggio, la buona acidità dà slancio al frutto concentrato, mentre il tannino si rivela setoso, non aggressivo; nel complesso è un vino riuscito anche se mantiene uno stampo più internazionale degli altri.
Piaggia - non dissimile il percorso effettuato da quest'azienda di proprietà di Silvia Vannucci: la selezione Il Sasso si offre di colore rubino luminoso e compatto, naso molto particolare, dove il frutto si esprime su toni più rotondi, prugna e mora in particolare, venati da sfumature di cacao e menta, liquirizia, ginepro e un vago ricordo di viola appassita; al palato ha buona materia, succo, freschezza, tirato un po' nel frutto scuro, materia abbondante, con finale di cacao e liquirizia dolce, molto speziato.
Tenuta Le Farnete - solitamente il Carmignano che propone la famiglia Pierazzuoli è uno di quelli che mi convincono maggiormente, questa volta, forse, non era ancora nella fase giusta per essere apprezzato appieno, soprattutto all'olfatto non mi è sembrato pulito, lineare, composto, ma piuttosto offuscato da toni in parte evoluti e in parte "sporchi", di buccia più che di polpa. Al gusto invece era più pronto e in buon equilibrio, con un buon frutto espresso, tannino pulito, solo ancora un po' contratto. Da riprovare assolutamente.

2010, 2009 e 2008
Fattoria Artimino - di questa storica azienda, in passato un po' altalenante, ho sempre apprezzato lo stile molto classico, che ritrovo anche in quest'occasione con il Villa Artimino 2010: rubino medio con riflessi granati, naso già con buone venature speziate, cuoio e tabacco si mescolano a liquirizia, in bocca prevale ancora il frutto, fresco e succoso, non manca l'acidità, finale piacevole e non pesante.
Tenuta Le Farnete - a dimostrazione che il 2011 doveva assestarsi, il 2010 si rivela di ben altra fattura: colore rubino luminoso con cenni granati ai bordi, naso appena vegetale, toni di prugna, ciliegia, caffè, al palato ha densità di frutto, buona acidità, note di cioccolato all'amarena, finale sapido e prolungato.
Tenuta Capezzana - il Villa di Capezzana 2009 presenta una tinta rubino vivace con unghia appena granata, note di viole, ciliegie, lamponi, ribes, more, chiodi di garofano con un accenno finale a liquirizia e cioccolato; in bocca ha toni scuri, concentrazione di frutto, ottima freschezza, ancora liquirizia, finale speziato e persistente.
Ancora dall'azienda più antica di Carmignano (risale all'800), il Villa di Capezzana 2008 regala una tonalità rubino fitto con accenni granati, slancio olfattivo di mora, susina rossa matura, ribes nero, ginepro, liquirizia; bocca ricca di materia fruttata ancora freschissima, tannino perfetto, materia ineccepibile per uno stile che si riconosce sempre ed è il marchio di fabbrica di Capezzana.

Villa Medicea La FerdinandaCarmignano Riserva
Pratesi - il Circo Rosso 2010 rivela la sua indole già nel colore rubino intenso e fitto, al naso è caratterizzato da toni scuri di prugna e ribes nero in confettura, mora, cacao, liquirizia, tabacco, cuoio e rabarbaro; al palato denota una materia molto estrattiva, frutto denso e compatto, non manca l'acidità anche se appare un po' slegata, tannino ineccepibile, potenza ma ben sotto controllo.
Piaggia - la Riserva 2010 presenta un colore rubino cupo e concentrato, naso materico e scuro, di prugna, mora, china, liquirizia; concentrato in bocca, è evidente la mole estrattiva, c'è alcol, tannino, acidità, a mio avviso troppa tecnica e un sangiovese che rimane schiacciato dall'esuberanza di cabernet, merlot e legno.
Tenuta Le Farnete - terza Riserva 2010, dal timbro rubino vivace con riflessi ancora violacei, naso fine con accenni floreali, ammirevole la misura del frutto e l'iniziale speziatura, giocati più sull'eleganza che sull'intensità; in bocca invece il frutto torna fitto e pieno, sorretto dall'acidità e da un tannino già setoso; un tocco di personalità in più gli darebbe un balzo in avanti.
Segue la Riserva 2009, rubino intenso, naso che torna a non convincere, tra il vegetale e l'ossidato; in bocca va meglio, non manca di freschezza, c'è sempre un'ottima carica fruttata e un tannino ben rifinito, ma ancora una volta, soprattutto nel finale, sembra lasciare qualcosa di incompiuto, forse il tempo...
Fattoria Artimino - il Villa Medicea Riserva 2009 colora il calice di rubino di buona luminosità con primi cenni granati, naso di caffè, cuoio, meno frutto, mora, ciliegia nera; in bocca ha concentrazione e ricchezza estrattiva, toni balsamici, tannino risolto, finale che tiene bene.
Il Vigna Grumarello Riserva 2008 rubino non concentrato, naso con accenti vegetali maturi, mora, prugna, sottobosco, ma anche richiami alla viola mammola; in bocca ha buona struttura, freschezza, tannino ancora vivo ed austero, stimolante, finale di carattere.

La sala degustazione di Villa La Ferdinanda
Toscana IGT
Se nel Carmignano possiamo riconoscere in buona parte dei vini una caratterizzazione e una tipicità che vedono nel sangiovese e nel terreno calcareo un ruolo da protagonisti, con gli IGT (in questo caso solo quattro esemplari, ma ne ho degustati molti altri in passato) sembra di spostarsi più verso quella colonia che si identifica sotto il marchio "Vini della Costa Toscana", che parte da Massa e si spinge a sud fino a Grosseto, all'interno della quale sono frequenti i vini ottenuti da uve internazionali, uso del piccolo legno nuovo più disinvolto, estrazioni abbondanti, rotondità, fino ad alcuni e inevitabili eccessi. Insomma, con gli IGT parlare di territorio e tipicità diventa difficile, salvo rare eccezioni che, del resto, conosciamo un po' tutti.
Dei quattro vini degustati desidero segnalare quello che è stato, storicamente, l'apripista qui a Carmignano, il Ghiaie della Furba di ►Tenuta Capezzana, annata 2008, decisamente in gran lustro, rubino profondo, naso che ha una sua specificità, molto bello lo spunto pepato che emerge dal frutto, toni terrosi, balsamici, tamarindo, sottobosco, felci; in bocca è indubbiamente potente, molto frutto, cioccolata, balsamicità, ma gli va riconosciuta una bella mano, un legno calibrato, una classe indiscutibile.

Vini Bianchi, Vin Ruspo e Barco Reale
Per ovvie ragioni di spazio mi limito a citare i vini che più mi hanno convinto, gli altri li troverete nella sezione "Produttori", nelle schede riferite a ciascuna azienda. I Bianchi presentati sono stati 5, fra questi mi ha particolarmente convinto il Trebbiano di Capezzana 2012 dell'azienda omonima, paglierino carico tendente al dorato chiaro, con una trama olfattiva ricca e interessante, con note di cedro, pesca e un tocco leggero di legno aromatico, su uno sfondo gradevolmente salmastro; in bocca il legno torna a confermare la sua presenza con una leggera percezione tostata, la materia è succosa, fresca e al tempo stesso equilibrata, fortemente sapido e di struttura importante, ora è ancora giovanissimo, nel giro di un paio d'anni darà grandi soddisfazioni.
Per quanto riguarda il Vin Ruspo, il rosato tipico di queste zone, dei sei campioni 2012 proposti spicca ancora una volta quello di ►Tenuta Capezzana, floreale, quasi di geranio, poi ciliegia e fragolina di bosco, mentre al palato ha una sottile nota pepata, molto ben fatto; seguito a breve distanza dalla versione di ►Podere Il Sassolo, naso molto interessante, ciliegia ma senza squilli di tromba, si percepisce una leggera speziatura, erbe aromatiche; al palato è fresco, gradevole, ben fatto, con una buona dose di carattere che trasuda sangiovese.
I Barco Reale erano otto, di cui 3 del 2012, 4 del 2011 e 1 del 2010. Dei 2012 ho apprezzato maggiormente quello di ►Tenuta Le Farnete, dotato di note di ribes nero, ciliegia, lampone maturo, in bocca ha buona acidità, fresco e godibile con un tannino ben estratto e suadente, il frutto torna pulito e croccante invitando al riassaggio.
Ottima la versione 2011 di ►Podere Il Sassolo, rubino luminoso, naso sottile ma di bella finezza, molto floreale, piccoli frutti e mineralità, in bocca mantiene quella fresca linearità percepita all'olfatto, è molto giovane e asciuga un po' nel tessuto tannico ma non è affatto male.
L'unico 2010 appartiene a ►Tenuta Capezzana, i cui vini escono mediamente un anno più in là degli altri, rubino intenso e profondo, naso sempre molto fine e ben congegnato (nello stile Capezzana), gioca su note di mora, ribes, cenni di grafite, liquirizia; in bocca ha una bella corrispondenza, liquirizia in primis, cacao amaro, frutto fresco, buona trama tannica, bel vino.

Vin Santo di Carmignano e Passito Rosso IGT
Chiude la tornata di assaggi il Vin Santo, 5 campioni più un passito 100% aleatico. Lodevole il 2009 di ►Castelvecchio, dal bel colore oro antico con venature ambrate, al naso profuma di albicocca candita, dattero, fichi passiti, nocciola tostata, noce, agrumi canditi; in bocca ha buona freschezza, toni affumicati, c'è sapidità e buon corpo.
La versione 2008 di ►Fattoria Artimino mi è particolarmente piaciuta, colore ambrato luminoso, naso ancora vivace e fresco, vibrante, gioca molto su frutta e agrumi canditi, dattero e fico, croccantino, ma anche tostatura. In bocca va molto bene, ha buona freschezza, non è troppo spinto nell'intensità aromatica e l'equilibrio è ottimale, questo evita qualsiasi stucchevolezza.
Chiudiamo la carrellata con il Passito Rosso 2012 di ►Tenuta Le Farnete, rubino porpora luminoso, naso tipico e varietale, si sente molto la caramella di ciliegia, il lampone, le fragole, in bocca è succoso, fresco, godibile, semplice ma di ottima bevibilità.

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