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I vini del mondo

 


E. & J. Gallo Winery

Roma, 15/01/2008
 

Ernest e Julio GalloDopo aver parlato nel precedente articolo di Robert Mondavi, debbo raccontare la storia dell'altra grande dinastia americana del vino, i fratelli Ernest e Julio Gallo.
Ernest e Julio, entrambe di origini italiane, crearono nel 1933, quella che diventerà una delle più grandi aziende mondiali nel vino. Con poco più di seimila dollari, dettero vita a quella che oggi la E. e J. Gallo, ora Gallo Family, rappresenta nel mondo, un'impresa bilionaria, un risultato che molto probabilmente a quel tempo non avevano neanche immaginato.
Una delle mosse aziendali più importanti viene attuata nel 1948, firmando un accordo con Louis Frey, grosso produttore di uva nell'area di Dry Creek Valley, Sonoma, un passo che rappresenta un grosso salto di quantità nella produzione e
, quindi, una iniziale espansione. Nel 1977 viene concluso l'acquisto di tutti i vigneti di Louis Frey, dopo una cooperazione durata trent'anni.

Copertina del Time dedicata ai fratelli GalloE & J Gallo Winery diventano, e sono tuttora, la più grande azienda produttrice di vino, a gestione famigliare, in USA. Con l'innesto nell'azienda delle nuove generazioni, E & J Gallo Winery si interessa anche di import ed export, divenendo tra i più grossi esportatori di vino Californiano all'estero, ricordo che i loro vini erano già presenti, negli scaffali del supermercato, più di quindici anni fa. I due fratelli sono anche tra i più grandi importatori di vino in USA, creando diverse "Private Label", con la collaborazione di grandi case produttrici e consorzi in Italia e Australia, di cui l'esempio più vicino a noi è Ecco Domani, Pinot Grigio. Bisogna dire che la filosofia di Ernest e Julio si è nettamente differenziata dal progetto di Robert Mondavi, infatti i due fratelli puntarono da subito ad un pubblico di massa, cercando di creare ed aprire il mercato del vino in USA, il quale dobbiamo ricordare si risvegliava dal "proibizionismo". Quindi la qualità della produzione, la finezza dei prodotti, veniva lasciata un po' da parte, puntando molto sulla commercializzazione dei prodotti, i due fratelli sono stati geniali pionieri nella creazione di vini ed etichette, capaci di fare avvicinare una grande fetta di Americani al mondo del vino.
Sebbene la loro visione e produzione di vino, non sia stata qualitativamente all'altezza dei Mondavi, bisogna riconoscere grandi meriti alla famiglia Gallo, la quale ha trascinato e trasformato il settore economico del vino, essendo stati i primi ad organizzare e pianificare moderne strategie di vendita e marketing, che hanno dato beneficio a tutto il settore.
Oltre ad essere stati grandi nell'arte di commercializzare i loro prodotti, i Gallo hanno anche fatto opera pioneristica nel mercato vitivinicolo ed enologico, facendo e sovvenzionando ricerche, impegnandosi in una viticoltura sostenibile, cercando di ridurre l'impatto ambientale delle loro operazioni. Nel 2006 Ernest Gallo, mancato il 6 marzo scorso, entra nella famosa lista dei 400 multi-milionari di Forbes. Oggi anche Julio è scomparso, ma la Gallo Winery viene portata avanti dai successori, che continuano e implementano con grande etica lavorativa il colosso creato dai due fratelli.

Antonio Cabibi   

Nota a margine del direttore
Anche se i Fratelli Gallo sono e restano dei grandi protagonisti del vino americano e internazionale, va ricordato che furono artefici negli anni Novanta di due spiacevoli episodi: il primo avvenne nel 1991, quando fecero pressioni e azioni legali nei confronti del Consorzio del Gallo Nero, poiché sotto al marchio che rappresentava (e rappresenta tuttora) un gallo nero era riportata la dicitura "Gallo nero". I Fratelli Gallo, con un'agguerrita battaglia legale, costrinsero il Consorzio a cambiare ragione sociale (ora è Consorzio del Chianti Classico) e riuscirono ad imporre che non venissero più commercializzati i nostri Chianti Classico con la dicitura "Gallo nero". Il secondo riguarda due produttori friulani, Fabrizio (Vie di Romans) e Gianfranco Gallo (Masut da Rive), che furono costretti a proporsi all'estero rinunciando al cognome di famiglia.
Roberto Giuliani

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