Il MA CHE festeggia, BE RE apre e Roma si arrende (2-4 dicembre)

Amici, Romani, concittadini, ma ancora di più forestieri e italiani tutti…arrendetevi al week end in arrivo. Da oggi a domenica infatti, le strade del centro storico accoglieranno i pellegrini birrofili che a tappe si muoveranno dalle rive del biondo (biondo…) Tevere, per giungere proprio alla Città del Vaticano. Sono due gli eventi cui non può mancare chi la birra artigianale la ama, la conosce, o ne è anche solo incuriosito. A Trastevere si festeggiano i 15 anni dello storico Ma Che Siete Venuti a Fà, mentre, proprio accanto alle mura vaticane, l’apertura di Be.Re., che con il Ma Che ha diverse cose in comune, a cominciare da Manuele Colonna.

Da poco terminato il festival francone che in via Benedetta ci ha deliziato la scorsa settimana, e in vista, tra un paio di settimane, dell’attesissimo Birre Sotto l’Albero, da oggi per 3 giorni, l’immersione nella birra sarà totale e di alto livello (a caso: Dieu du Ciel, Struise, Cantillon -special guest Lambic Armagnac, Carignan- De Dolle che come ogni anno arriva prima di Babbo Natale, Narke, Moor, Fyne Ales, Brewski, e poi tutti i nostri migliori birrifici).

Per l’occasione, tanti bei nomi, alla spina e anche di persona, e tante aperture speciali. Oltretutto la passeggiata che collega i due locali costituisce una scusa perfetta per (smaltire gli assaggi) visitare gli angoli, tra i più belli, della città, sotto il sole splendente di questi giorni.

Be.Re. apre infatti in Piazza Risorgimento, tra San Pietro e Prati, ampio punto di snodo per tutti i palati, che si tratti di una visita ai Musei Vaticani, o alla Cupola (da cui la vista al tramonto è impareggiabile), o di qualche ora di shopping e semplice ciondolare tra vie signorili e commerciali. L’orario di apertura in questo senso è letteralmente prono ai più svariati desideri: dalle 11 di mattina alle 2 di notte, che neanche al Vaticano tanta dedizione alla Fede. O sete.

Il locale, che darà da bere come Colonna comanda, e che coinvolge anche Luigi Parise e Lorenzo D’Annibale, nomi già noti alla ristorazione romana, godrà della collaborazione di un altro big, Stefano Callegari, che già famoso per le sue indescrivibili pizze, è senza dubbio il papà del trapizzino, invenzione diabolica che proprio qui ritroveremo.

Le 18 spine e le 6 handpump, il bancone protagonista della sala e della scena, le birre franconi e le botticelle a caduta, saranno gli elementi che, già molto amati da chi frequenta Ma Che e Co, in questa zona (molto turistica, tra l’altro) arrivano come elementi totalmente nuovi e in grado di alzare di parecchio la qualità del bere artigianale, in una scena in cui l’offerta, ad oggi, è rimasta un bel po’limitata.

E poi qualcosa di nuovo per tutti quanti, almeno a Roma (escludendo un paio di eccezioni), almeno per quanto ne sappia io. Si parla infatti di una teca in cui conservare il proprio boccale, come da tradizione nel sud della Germania, ma soprattutto dei monitor con informazioni costantemente aggiornate sulle birre al momento attaccate, oltre che su quelle in arrivo. Fattore che forse toglie un po’ di romanticismo alla tradizione, ma che non può non affascinarmi, soprattutto dopo averne già goduto negli USA (dove non è difficile trovarli).

Insomma, considerate le premesse che altro aggiungere, se no che restano poche ore per verificare…per cui basta parlarne, io nel frattempo vado a farmi un giro per le vie del centro.