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L'Abbazia cistercense di San Benedetto ad Achel è l'ultima, in ordine di
tempo, entrata a fare parte delle produttrici di birra trappista. Sorge
presso un piccolo corso d'acqua, il Tongelreep, in un remoto angolo della
regione fiamminga, a soli 20 km dalla città olandese di Eindhoven, al
confine con i Paesi Bassi. Il birrificio ha rischiato di scomparire quando
durante la seconda guerra mondiale, a seguito di un bombardamento tedesco,
fu prima occupata e poi letteralmente smantellata con i bollitori di rame
venduti a peso. Nel 1998 è ripresa l'attività di brassificazione sotto la
supervisione di padre Thomas dell'abbazia di Westmalle (abbazia "madre" di Achel, cioè quella da cui provenivano i monaci fondatori di Achel stessa).
La Achel Blonde fu la prima trappista del genere "blond" ad essere prodotta,
anticipando la Westvleteren di qualche mese. Birra ad alta fermentazione,
rifermentata in bottiglia, si presenta colore oro dai riflessi ambrati ed
una schiuma non particolarmente abbondante e poco persistente. Il na"so offre
un profilo ampio, esuberante e fruttato, con sentori di melone giallo, mela,
pera, pesca sciroppata, ananas e banana, ma anche sensazioni agrumate e di
piccoli frutti rossi. La complessità aromatica è impreziosita da note di
miele, chiodi di garofano, coriandolo, pepe nero, vaniglia e fiori di campo.
Al palato ha un andamento snello e piacevole in cui la dinamica gustativa è
fortemente accentuata dalla decisa carbonazione. Il finale è finemente
speziato con richiami di luppolo fresco e lievito che ne bilanciano la
dolcezza. Una classica birra da tutto pasto che può affrontare senza
problemi sia preparazioni più semplici che strutturate grazie alla
gradazione alcolica comunque importante. Rimaniamo in Belgio con "moules et
frites" (cozze e patatine fritte) piatto nazionale.
Voto: @@@@ (degustazione in data:
10/2008)
Fabio Cimmino
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