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Una birra che si presenta, nella sua versione da 0.75 cl., in una bella bottiglia da spumante con tanto di capsula e gabbietta metallica. Viene ufficialmente classificata nella categoria "barley wine" cioè le birre da meditazione, anche se a me pare piuttosto distante da quella tipologia. Se prendo la Thomas Haardy come punto di riferimento indiscusso per tutti gli appassionati quando si parla di "Barley wine", la Kaastel Bruin ha con questa ben poco a che vedere non solo dal punto di vista squisitamente organolettico. La Thomas Hardy è una birra da centellinare (dalle sensazioni decisamente più estreme) come si farebbe con un grande sherry invecchiato, la Bruin è un rigoglioso scoppiettare di bollicine da bere copiosamente, a fine pasto grazie al riuscito mix di dolcezza e freschezza. Più che da meditazione la vedo bene con un bel dolce, come il panettone oppure per i più temerari azzardata come aperitivo su del prosciutto crudo di maiale o, perchè no, d'anatra, della pancetta affumicata o dei formaggi cremosi . Bisogna solo tener sempre ben presente della dolcezza di questa specialità brassicola. Una birra dal colore mogano, scura, densa e cremosa. Al naso si apprezza lo stile maltato con precise e suadenti note d'uva passa, frutta e fichi secchi, cioccolata e piccoli frutti rossi ed aspri. Al palato il contrasto acido-dolce mantiene viva la tensione con l'amaro da luppolo che fa la sua comparsa appena accennata per donare quel pizzico d'equilibrio in più. Una birra dalla bevibilità straordinaria, nonostante il notevole grado alcolico, che può essere tranquillamente invecchiata per qualche anno. Gli undici gradi
di alcol contribuiscono con le sensazioni olfattive e gustative percepite a rederla molto più simile ad un vino (uno spumante dolce per intenderci) che ad una birra. Veramente un prodotto inetressante. Sfiora le quattro chiocciole. Se vi capita tra le mani vale l'esperienza e se avete del tempo visitate il simpatico ed originalisssimo sito web!
Voto: @@@ (degustazione in data: 12/2007)
Fabio Cimmino
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