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I "De Struise Brouwers" esordiscono nel 2001, quasi per gioco, trasformando,
lentamente, quello che è un hobby, pura passione, in un'attività sempre più
seria e, direi, di successo. In Italia le loro birre sono state, per il
momento, importate solo in occasione di manifestazioni e da qualche locale
specializzato della capitale. Le etichette attualmente prodotte sono diverse
nonostante si tratti di una piccola produzione e questo, di certo, non aiuta
a districarsi nella selezione dell'offerta. Io grazie ad alcuni amici
olandesi trapiantati in Belgio, sono riuscito ad assaggiare sia la Kloeke,
oggetto di questa recensione, che la Pannepot, probabilmente, la birra più
quotata dagli appassionati ma che considero, sia per il notevole grado
alcolico sia per la presenza generosa di spezie, decisamente troppo
impegnativa. La Kloeke Blonde è più beverina senza rinunciare ad essere
originale e complessa. E'una semplicità da non confondere con banalità.
Carattere e personalità, corpo e struttura non mancano ma quello che si fa
apprezzare è proprio la capacità di interpretare la tradizione fiamminga
conservando una straordinaria bevibilità. Si tratta di una birra di frumento
crudo prodotta seguendo, in parte, una antica tradizione medioevale, in cui
anziché usare il luppolo si ricorreva a una mistura di erbe e spezie. Nella
ricetta moderna troviamo coriandolo, scorza d'arancia e luppolo. Quindi si
procede: alta fermentazione, nessuna filtrazione e pastorizzazione. Il
cappello di schiuma rivela un'apprezzabile compattezza. Il colore mostra
brillanti riflessi aranciati. Il naso profuma di grano fresco e lieviti con
leggere note fruttate ma anche di erbe, resina ed altre sensazioni vegetali.
Il suo sapore agrumato ed acidulo la rende, particolarmente, accattivante.
La carbonica risulta ben fusa e carezzevole sul palato. Molto equilibrata ed
elegante riesce ad entusiasmare giocando sulla perfetta armonia delle parti
e la delicata persistenza delle sensazioni alternando toni delicatamente
dolci ad una punta d'amaro, a tratti pronunciata. Finale dissetante ed
asciutto che lascia pulito e soddisfatto il palato. Da abbinare ad un buon
prosciutto cotto tagliato a fettone (belle doppie, mi raccomando) irrorato
con un filo d'olio extravergine d'oliva e cosparso di "pimenton picante"(varietà di peperoncino affumicato poi macinato, simile alla
paprika).
Voto: @@@@ (degustazione in data: 09/2009)
Fabio Cimmino
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