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Immaginate che un produttore decida di offrire la possibilità ad un gruppo di appassionati di produrre la birra (o meglio le birre) dei loro sogni. Ecco in sintesi la storia di Nino Bacelle e della De Ranke. Nino Bacelle ha iniziato a produrre la sua prima Ale nel 1981 ma la sua famiglia era già attiva nel commercio della birra e nella produzione di limonata dal 1930. Negli anni novanta la sua frequentazione con la HOP, un'associazione di appassionati di birra, portò alla nascita della De Ranke, società nella quale Bacelle e la Hop sono, oggi, soci al 50%. Per il nome di questo nuovo birrificio fu scelto quello dei fiori di luppolo impiegati nella produzione. Sono così nate le altre etichette (ben 5) tra cui la De Dottignies, probabilmente, è la più interessante. Sugli scaffali non passa inosservata per via della velina di carta che riprende l'immagine in etichetta e che avvolge la bottiglia aggiungendo quarti di nobiltà, aggiungo io, assolutamente meritati. Questa birra è davvero unica sia per come viene
prodotta sia per le sensazioni che sprigiona nel bicchiere. Il luppolo, l'avrete già capito, è naturalmente il protagonista. Utilizzato in dosi abbondanti e in "dry hoping" (cioè fresco e non solo in cottura) insieme a ben 6 diverse qualità di malto. Il colore è ambra scuro dai riflessi lucidi e rossastri. Il cappello di schiuma cremoso. Il naso fresco e pungente di spezie ed erbe aromatiche. Le note di malto torrefatto sono intense ma perfettamente equilibrate con il floreale del luppolo. Al palato troviamo una sorprendente, per quanto perfetta, corrispondenza di sensazioni con l'amaro ottimamente bilanciato ed integrato. Un quadro d'insieme davvero elegante nonostante si tratti di una birra per certi versi estrema. Grande interpretazione di genere, da non mancare assolutamente.
Voto: @@@@@ (degustazione in data: 11/2010)
Fabio Cimmino
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