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Brassata dal birrificio Opperbacco e dal suo mastro birrario Luigi Recchiuti la TriplIPA vuole essere il punto d'incontro tra due stili: quello delle "tripel" belghe (da cui riprende malti e lievito) e quello delle IPA (da cui riprende l'abbondante luppolatura). I luppoli usati nella TriplIPA si
caratterizzano per ottime caratteristiche sia d'amaro che d'aroma. Ritroviamo i classici Simcoe e Columbus, Saaz ed Amarillo, anche in "dry hopping". Il risultato è una birra dalla schiuma prorompente e dai riflessi molto accesi e luminosi vagamente aranciati. Il naso è intensamente fruttato con sfumati accenni esotici. Al palato la dolcezza maltata contrasta efficacemente la presenza amara del luppolo. La dote sicuramente più importante che la proietta nella fascia alta della categoria, quasi a
farne un punto di riferimento di questa tipologia di per sé ibrida, è l'assoluto equilibrio di sensazioni. Una birra che grazie a questa sua peculiarità riesce anche ad essere una ottima compagna sulla tavola dimostrando grande duttilità di abbinamento. La freschezza e la beva disincantata, altresì, lasciano aperta la porta anche al consumo solitario estivo...
Voto: @@@@ (degustazione in data: 07/2011)
Fabio Cimmino
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