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Innanzitutto chiariamo che per "organic beer" si intende una birra ottenuta
con ingredienti coltivati biologicamente, dove per ingredienti ci si
riferisce al malto ed al luppolo impiegati. In questo caso abbiamo due
diversi tipi di luppolo: Goldings, dal carattere prevalentemente aromatico,
fruttato e leggermente speziato, e Target usato, essenzialmente, per amaro.
Anche i malti utilizzati sono di due tipi: chiaro (pale) e rosso (crystal).
Alla fine difficile classificarla, rigorosamente, come bitter piuttosto che
pale ale, direi una riuscita via di mezzo. I lieviti, rigorosamente della
casa, contribuiscono ad imprimere un profilo organolettico decisamente
originale per una birra dalla spiccata personalità. La Oxford Gold
ha ottenuto numerosi riconoscimenti in concorsi internazionali dedicati alla
produzione di "organic beer" tanto da essere considerata una delle migliori
birre in circolazione in questa categoria. Nel bicchiere si presenta di uno
scintillante color arancio dai riflessi ambrati ed unghia rossastra. La
schiuma non è particolarmente abbondante ma compatta. Il naso è fresco ed
equilibrato. Frutta rossa (prugna), succo d'uva e mela. Lieviti e luppoli ne
arricchiscono il ventaglio olfattivo con le loro note terrose e floreali.
Sembra quasi avvertire una suggestione "minerale", cosa rara da riuscire a
percepire in una birra. Come tutte le ale al sorso si rivela delicatamente
frizzante nonostante allo stappo la veloce risalita di numerose bollicine,
di finissima grana, avesse lasciato presagire una carbonica più
pronunciata. Il palato è, davvero, sorprendente. Ritorna una sensazione
minerale, direi proprio salata. Il finale è vibrante, agrumato, giustamente
amaro. Birra candidata ai barbecue estivi sia di pesce che di carne. L'alcol
contenuto e la piacevolezza della beva la rendono facilmente abbinabile a
tutto campo ma anche ideale per essere consumata da sola.
Voto: @@@@ (degustazione in data: 07/2009)
Fabio Cimmino
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