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Il motto attribuito a San Benedetto "Ora et labora" (preghiera e lavoro) non
è un semplice incoraggiamento ma una fondamentale regola della vita
monastica. I monaci cistercensi devono, pertanto, essere in grado di
provvedere al proprio sostentamento. Il surplus viene donato in opere
caritatevoli. A questo scopo hanno, da sempre, svolto tradizionali attività
d'artigianato ed industriali. Nell'Abbazia di Westmalle c'è una fattoria,
un laboratorio per la produzione di formaggio ed un birrificio. La versione
Tripel (ne vengono prodotte anche una "Dubbel" ed una, per me sconosciuta,
"Extra") viene prodotta secondo una ricetta del 1956. Le Tripel sono
solitamente birre chiare ad alta fermentazione così denominate per indicare
la loro supremazia nella gerarchia qualitativa della produzione trappista.
La Tripel svolge una seconda rifermentazione in bottiglia con risultati
abbastanza differenti quando ciò avviene nel formato da 75 cl. In questo
caso acquista aromi più fruttati e maturi con una delicata nota di vaniglia.
Dal colore giallo caldo e dorato evidenzia una volta versata nel bicchiere
un effervescenza particolarmente sottile e persistente. La schiuma è fine ed
abbondante. E' una birra dai profumi di erbe aromatiche e dalle delicate
sfumature sia luppolate che maltate. Abbisogna di qualche mese di bottiglia
per raggiungere il giusto equilibrio tra le sue componenti olfattive.
L'alcol è decisamente importante e ne definisce in qualche modo il
carattere. Soffice e cremosa al palato chiude con una lieve nota amarognola.
Un trappista di grande struttura ed eleganza. Il finale è lungo ed
appagante. L'abbiniamo a succulente preparazioni di carne di maiale. Vedo
bene un filetto di porco saltato in padella con patate e "papaccelle"
(peperoni tondi piccoli e conservati nell'aceto).
Voto: @@@@@ (degustazione in data: 08/2008)
Fabio Cimmino
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