La questione sudtirolese: la strana richiesta di 113 sindaci

Come avevamo già spiegato in un post precedente, il 1° febbraio 2006, 113 sindaci altoatesini hanno presentato al Senato una petizione che ha creato un vero e proprio vespaio (vedi i numerosi blog coinvolti, primo fra tutti Il Franco Tiratore, seguito dal Papero Giallo di Stefano Bonilli, direttore del Gambero Rosso).
Per amor di cronaca vi riportiamo il testo presente sul sito del Senato della Repubblica:
"Premesso che:
113 sindaci dell’Alto Adige hanno presentato una petizione al Presidente del Parlamento di Vienna affinché nella nuova carta costituzionale austriaca sia inserita un’esplicita menzione di tutela da parte della stessa Austria nei confronti dell’Alto Adige/Südtirol;
nel documento in questione si fa riferimento al diritto di autodeterminazione della popolazione di lingua tedesca e ladina dell’Alto Adige in palese violazione con gli accordi internazionali, sottoscritti da Vienna e da Roma, che regolano definitivamente la questione;
tale petizione è stata avanzata da 113 amministratori che sono cittadini italiani;
si è di fronte ad un grave gesto, che reca un’implicita offesa alla Costituzione;
l’iniziativa dei 113 amministratori di lingua tedesca costituisce una grave violazione della pacifica convivenza interetnica all’interno dello Stato italiano;
tale iniziativa costituisce ragione di grave motivo di turbamento nei rapporti tra due paesi, Italia ed Austria, facenti parte dell’Unione europea;
iniziative del genere, se non denunciate, costituiscono un pericoloso precedente per le relazioni tra gli Stati dell’Unione riproponendo contenziosi storici già definiti;
a quanto risulta agli interroganti, un’indiretta adesione o giustificazione, pur tra qualche distinguo, è venuta anche dal sindaco di Bolzano, Spagnoli, della Margherita, gli interroganti chiedono di sapere:
quali passi si intendano compiere, ad integrazione di quanto già fatto, presso il Governo di Vienna per rappresentare l’inaccettabilità della petizione avanzata dai sindaci di 113 comuni della Repubblica italiana;
quali passi per denunciare l’adesione, riportata dalla stampa, del Presidente del Parlamento austriaco, Andrea Khol, all’iniziativa in questione;
quali iniziative si intendano promuovere in sede europea per ogni necessario chiarimento sulle possibili violazioni delle condizioni che regolano l’appartenenza di un paese all’Unione;
quali provvedimenti si ritenga di assumere, in riferimento al contesto costituzionale italiano ed alle leggi che ne derivano, nei confronti dei 113 sindaci, a tutela dell’unità nazionale".
Franco Ziliani (Il Franco Tiratore), ha proposto provocatoriamente di non fare più vacanza in Alto Adige e non bere vino sudtirolese, ben sapendo che avrebbe suscitato una reazione.
Conosciamo bene Franco e sappiamo la stima che ha per molti produttori altoatesini.
Era chiaro che l'intento era quello di "far parlare" coloro che sostenevano una simile petizione.
E' altrettanto chiaro che questo fatto ha messo in evidenza un problema locale non da sottovalutare: i cittadini di lingua tedesca, non più in minoranza, non sembrano gradire l'appartenenza allo Stato italiano, nonostante questo gli abbia garantito sin dall'accordo stipulato nel 1992 una assoluta autonomia e abbia sempre contribuito economicamente in modo sostanziale.
Ora, che da parte italiana, e parlo di chi vive in Alto Adige, non ci siano delle possibili responsabilità, sarebbe almeno da rifletterci.
Le note che un certo "Publius" ha evidenziato nel blog di Bonilli, per quanto imperative e caustiche, hanno almeno l'onestà di dire "pane al pane, vino al vino".
Non è poi così sbagliato pensare che, come gli altoatesini di lingua tedesca abbiano dovuto imparare l'italiano, anche quelli di lingua italiana avrebbero dovuto imparare il tedesco.
L'Alto Adige è sicuramente una regione particolare, non a caso è a statuto speciale, come tale non si può pretendere che il popolo che ci vive, con lingue e culture differenti, possa convivere se non c'è equivalenza di sforzi per accettare e imparare a conoscere le rispettive differenze.
A ciascuno le sue responsabilità.








5 Comments:
Ciao, ho accolto il tuo invito ed eccomi qua. La "questione Alto Adige" è molto più vasta e profonda di quello che può trasparire da qualche piccolo e breve commento in qualche blog. Capisco che le sensibilità di tutti vadano tutelate, ma bisogna anche capire che nella vita non si può e non si deve solo pretendere. Vivere in Alto Adige non è così ameno come sembra. Troppe cose e troppa politica ruota intorno ai soldi a getto che arrivano da Roma. Fai un piccolo sforzo e vai a vedere a quanto ammonta il bilancio della Provincia di Bolzano, poi sappimi dire se certe pretese non possono, anzi, devono scuotere gli animi degli Italiani di ogni regione d'Italia.
Cordialmente Monica d/V
Bene, leggo nel testo del resoconto di bilancio che lo Stato, sotto forma di tributi riscossi e poi devoluti per il 2005, ha dato alla provincia di Bolzano 2.757,8 milioni di euro.
Una bella sommetta.
Non sono però ferrato in economia, cosa mi vuoi far capire nella lettura del bilancio?
Roberto
Un bilancio di quasi 5.000,00 milioni di euro per una provincia di circa 450.000 abitanti. Gran parte dei quali provenienti dallo Stato Italiano a vario titolo. Nessuno vuol togliere nulla a nessuno, e nessuno ha dato adito a simili idee, dunque perchè ostentare altre pretese? Perchè? E' facile pretendere l'autoderminazione a queste condizioni. Pretese da facce di tolla!
Cara Monica,
credo che alla fine tutto il mondo è paese.
Il problema nasce probabilmente dalla parte estrema di una diversa etnia.
Mi pare che avvenga in tutto il mondo, temo che essere italiani in una regione che ha comunque una concentrazione di persone che non si sentono italiane sia un bel problema.
Le lotte intestine tra partiti politici tedeschi in campagna elettorale potrebbero essere la causa che porta a questi paradossi.Così si vive in Alto Adige (che stranamente è la provincia con il più alto tasso di suicidi, forse in fondo in fondo così bene non si sta....) Purtroppo a fare le spese di tutto questo sono le persone civili e corrette, che prima di rapportarsi con gli altri non valutano di quale etnia fai parte. Il problema è molto più importante di quel che sembra,hai proprio ragione.
Un cordiale saluto e complimenti per il blog! Monica
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