Dieci cose che vorrei/non vorrei-farei/non farei in un ristorante

Visto che il mio MeMe arriva dopo innumerevoli altri (passatomi dalla simpatica Piperita), non vorrei rischiare di ripetere cose già dette, ma dato che 10 sono davvero poche, tenendo conto della media qualitativa dei nostri ristoranti, tenterò di trovare il modo per evidenziare almeno le cose che ritengo inaccettabili. Desidero però fare una precisazione: ci sono ristoranti di diverso livello e prezzo che, come gli alberghi, possono permettersi solo alcuni accorgimenti, pena spese troppo elevate. Pertanto io voglio mirare in alto, laddove il livello dovrebbe essere massimo, sia per le nostre tasche che per le loro, e quindi offrire una professionalità e una qualità assolute. Ovviamente 10 punti sono pochi, pochissimi...
1) Dato per scontato che il ristorante abbia accettato la mia prenotazione (perché io so che quel ristorante è richiestissimo, quindi mi premuro di chiamare con dovuto anticipo), non farei: consegnare il mio soprabito senza poterlo vedere e raggiungere in qualsiasi momento. Non porto borsette o quant'altro potrebbe consentirmi di tenere insieme portafoglio, agendina, penna, cellulare e pacchetto di fazzoletti senza doverli poggiare sul tavolo. Mi aspetto quindi che in un locale di classe sia previsto l'appendiabiti prossimo al tavolo.
2) Non vorrei: trovarmi di fronte ad un tavolo imbandito in modo esagerato, che renda pericoloso qualsiasi mio movimento; in base alle dimensioni deve contenere l'indispensabile, evitando la presenza di fiori e candelabri (che fra l'altro possono emanare odori, impedendomi di gioire appieno dei profumi delle portate e dei vini);
3) Vorrei: avere a disposizione un menu nel quale i piatti di fantasia siano sempre descritti e una carta dei vini EFFETTIVAMENTE presenti, ordinati in modo intelligente (va benissimo per tipologia, suddivisi per regione). Nei ristoranti di livello è ovvio che i piatti sono quasi sempre particolari, pertanto dover chiedere spiegazioni allunga paurosamente i tempi di ordinazione; per i vini ritengo che sia giusto avere una vasta scelta, ma è fondamentale che questi siano ordinati in modo da renderne facile la lettura, non ci devono essere cancellazioni, oltre al nome deve essere scritta l'annata, il produttore e il prezzo. Per chi non lo sapesse, c'è una legge che impone la presenza di un menu con i prezzi degli alimenti in tutti i ristoranti. Quindi se vi dicono che al momento non è disponibile, ABBANDONARE IL LOCALE!
P.S. perfettamente d'accordo con Sandra sulla presenza della carta degli oli e, perché no, degli aceti e delle acque minerali.
4)Non vorrei: che il sommelier mi serva un vino difettoso. Non deve accadere, il sommelier è lì apposta per verificare se il vino che mi servirà è in perfette condizioni. Non devo essere io a dirglielo, sia perché mi mette nella condizione di offenderlo (e lo devo fare se sono certo del difetto), sia perché lui dovrebbe essere più preparato di me.
5) Non vorrei: dover essere io a chiedere al sommelier di lasciare sul tavolo la bottiglia con il tappo accanto. In molti ristoranti ci sono ancora troppe cattive abitudini; portare la bottiglia lontano e mettersi a distanza, pronti ad intervenire per riempire il calice, fa molto chic, ma io preferisco poter aggiungere vino quanto e quando mi pare, senza dovermi trovare nella incresciosa situazione di avere bisogno di bere e dover aspettare che il sommelier se ne accorga, distratto magari dall'arrivo di una prosperosa fanciulla. Il tappo accanto (oggi si usa un apposito elastichetto che lega il tappo alla bottiglia, ma io lo ritengo sbagliato perché rende più difficile versare il vino) è un segno di rispetto, vuol dire che il cliente, se lo desidera, potrà portarsi via la bottiglia che ha pagato senza doverlo chiedere, anche vuota (potrebbe essere un collezionista di etichette!).
6)Vorrei: che i piatti serviti, oltre ad avere una presentazione ricercata, abbiano realmente una qualità e una quantità che giustifichino il prezzo. La nouvelle cuisine di danni ne ha fatti molti.
7) Vorrei: che le posate fossero servite man mano che vengono serviti i piatti. Non ha senso avere tre, quattro tipologie di forchette e coltelli, che (come faceva notare Sandra) possono mettere in difficoltà il cliente.
8) Farei: le mie rimostranze se il sommelier, o lo chef, o il maitre, facessero troppo frequentemente irruzione alla mia tavola per chiedere se "è tutto a posto"! Fino alla loro ossessiva presenza, forse si!
9) Non vorrei: dover centellinare il pane, in attesa che abbiano la sensibilità di capire che non ce n'è abbastanza.
10) Vorrei che, pur mantenendo il dovuto distacco professionale, non esagerino con i loro modi al punto da farmi sentire a disagio, attento a non farmi uscire un colpo di tosse per non turbare il silenzio asettico e mortale della sala.
PASSO LA PALLA A VIOLACEA E DANIELA.








8 Comments:
cit "Il tappo accanto ...vuol dire che il cliente, se lo desidera, potrà portarsi via la bottiglia"
Guarda, nella mia passata esperienza di pinguino al ristorante il tappo glielo lasciavo sempre al cliente, nell'apposito piattino, mai nessuno però si è portato via poi la boccia se non aveva finito il contenuto, non credo ancora ci sia questa giusta e sacrosanta cultura in Italia. Anzi, molte volte mi richiamavano al tavolo dicendomi che mi ero dimenticato il tappo o perchè glielo avevo lasciato!
Molti feticisti però volevano l'etichetta, perfettamente staccata, da portarsi a casa e dovevamo essere veloci anche, il tempo di bere caffè ed ammazza caffè e poi la volevano insieme al conto...nel retro facevamo i numeri per cercare di esaudire il desiderio, il più delle volte gliela davamo in condizioni pietose
niente male come lista, direi che concordo, in special modo riguardo alla nouvelle couisine perchè un piatto oltre che bello deve essere buono e di qualità.
Riguardo al punto 4 mi sembra evidente sia piuttosto raro trovare qualcuno esperto di vini più di te Roberto, dato il tuo mestiere...Mi immagino la scena, mentre "bacchetti" il sommelier! :-)
Sottoscrivo in pieno!
presa la palla!!!
Mi sembrano dei desideri più che onesti e sono convinta che anche nei locali meno raffinati (dove ad esempio non c'è una carta dei vini) ne possano essere esauditi più della metà... Lavorando quotidianamente a contatto con degli utenti più o meno esigenti posso testimoniare che la gentilezza, le attenzioni, la disponibilità non hanno prezzo, ma se le sai utilizzare al moment giusto il cliente-utente-paziente (quello dotato di un minimo di sensibilità) non solo se ne accorge, ma valorizza il tuo lavoro e ritorna volentieri da te!
Perchè non rendere note queste "liste dei desideri" alla maggior parte dei ristoratori?
una volta sola sono stata a parigi in un locale schicchissimo (una pelata che non ti dico).... mi aspettavo veramente una diversa accoglienza(cucina a parte...quella francese dolci a parte proprio non mi riesce a stupire)Io poi son sfigata In attesa che ci prendessero i cappotti un cameriere nel prendere la famosa aragosta dalla vasca, perde la presa, il mostro acquatico ricade in acqua provocando uno tsunami che mi investe in pieno...a parte una parola di scusa nulla nè un asciugamano nè una parola di più ..ero baganta come un pulcino...mha???
E puzzavi di pesce...;D
Che dire, certe cose lasciano il segno.
Sono troppi quelli che ti guardano come una fonte di guadagno e non come una persona.
Ho provato a dire la mia :-)))
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