I rischi per la salute con i trucioli nel vino: non sono più solo...

Era il 12 maggio quando ho pubblicato su LavBlog un post intitolato "I trucioli ve li ciucciate voi!", nel quale affermavo i possibili rischi per la salute di chi, inconsapevole, potrebbe incappare in vini che abbiano "goduto" di una vinificazione in compagnia di graziosi pezzetti di legno tostati.
Ora, grazie alla newsletter del Club di Papillon (in arte Paolo Massobrio), vengo a sapere che il noto nutrizionista Giorgio Calabrese, membro dell'European Food Safety Authority, dichiara sull'edizione regionale de La Stampa di oggi: "Sono rimasto sbalordito dall'assenso che è stato dato dall'OIV, una specie di Onu del vino. I chips sono dannosi alla salute, infatti con questa pratica si favorisce la cessione di idrocarburi e di alcuni metalli pesanti e, fra gli aromi, anche di sostanze come l'acido vanillico e l'acido siringico. Test su cavia hanno dimostrato danni al fegato e ai reni".
Bene, le mie perplessità non erano infondate, oggi mi sento meno solo, ma non certo sereno.








21 Comments:
OIV: complimenti!
Roberto, grazie per le informazioni che mi hai lasciato sul blog, ciao!
ciauuu
scusa se faccio un commento ceh nn ci azzecca nulla,ma sonostrabigliata dalle foto!! Sono meravigliose ma tanto tanto tanto
baci
lucia
Non avevo dubbi...Il nostro stomaco è mica fatto per digerire la cellulosa... Intanto ti annuncio che dpo avre reperito gli ingredienti, i bicchieri adatti e l'ispirazione, questa sera si stappa il Countach!!!
baci
Io affermavo che si trattasse di uno scivolamento verso il basso. Ora devo dire che i trucioli possono fare scivolare verso l'ospedale. D'altra parte L'OIV è come l'ONU: sta facendo una fine non molto gloriosa!
Sei ben accompagnato!! :-)
;-)
Bravo Rob!
mi chiedevo anch'io come fosse possibile che la fermentazione potesse, senza rischi per la salute,accompagnarsi all'ormai famoso truciolato fantasmagorico sostituto del barrique...!
Mah...tutto è consentito in Italia ma non lecito!
Francesca
Io credo che vada fatta chiarezza su questo aspetto,altrimenti si genera solo una grande confusione. Non ho ancora visto un articolo in cui sia stata trattata per esempio la "filiera" di questi "trucioli", ne esistono tipi diversi? come vengono trattati? ecc... sto cercando materiale su questo.
Per quanto riguarda l'acido vanillico e l'acido siringico, sono molecole che appartengono alla famiglia dei polifenoli o derivano dal loro metabolismo. Vengono presentati come "antiossidanti" e quindi con un effetto protettivo legato a caratteristiche strutturali. Ora leggo che avrebbero un effetto dannoso. Ma perchè non vengono mai citate le fonti? Quali sono questi studi? su che modello sono stati testati? scusate la lunghezza!
Non sono riuscito a trovare l'articolo Rovino. E' sul sito di Papillon? Mi piacerebbe leggerlo.
Certo che se le preoccupazioni dell'autorevole esperto, per di più italiano e per di più membro dell'European Food Safety Authority (che dovrebbe essere a Parma, sbaglio?) sono fondate, allora non ci resta che aspettare quelche settimana per veder ritirare questa norma. E che diamine, ci sono apposta questi esperti.
Chi voglia sapere di più sull'autorevolissimo Prof. Calabrese, non può assolutamente astenersi dal visitare il suo sito http://www.gcalabrese.it/,
ma sopratutto questa gustosa chiosa dell'amico Antonio Tombolini, perfetta nel suo stile, si intitola: Giorgio Calabrese, una sòla nutrizionale
http://www.simplicissimus.it/2005/02/giorgio_calabrese_una_sola_nut.html
Uno spettacolo!!!!!!
Scusate, ma da google vengono fuori altre prove della statura scientifica inattacabile del Prof. Calabrese:
http://www.arcimboldo.info/Default.aspx?Section=15&id=30&selected=7
quest'uomo, che non conoscevo, ormai è per me un classico!
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Ciao Rob! Ti invito virtualmente a cena... tu hai portato il Langhe Countach!
Gianna Ferretti - vorrei saperlo anchio. La notizia l'ha data Massobrio nella sua newsletter.
Personalmente ho cercato di evidenziare l'assurdità dell'uso dei trucioli sia dal punto di vista etico che relativamente alla salute.
Non ho detto che fanno male di sicuro ma ho detto che una simile pratica, già ingiustificata eticamente, prima di essere permessa legalmente dovrebbero essere fatte le opportune analisi per valutare se quei trucioli possono essere dannosi per la salute.
Gianpaolo non importa se non è affidabile, quello che conta è che si prenda in considerazione l'eventualità che facciano male, eventualità di cui aveva già ipotizzato Mario Fregoni, non proprio uno qualsiasi.
Rovino, ma ti rendi conto che vista a questo modo non c'e' nulla che si possa dire che non faccia male? Basta che sia alzi uno la mattina e dica che le patate potrebbero far male e smettiamo di mangiarle?
Io capisco il tuo punto, fino ad un certo punto, ma non mi voglio arrendere all'assurdità di questa visione terroristica della vita, dove tutto deve essere provato perfetto, immacolato, politically correct, buono e buonista.
Alla salute del Prof. Calabrese, che campi altri 100 anni con le sue sortite iperboliche!
Cosa c'entra il buonismo? Ripeto, Calabrese potrebbe anche avere detto un'esagerazione, e questo dovrà essere verificato.
Ma l'uso dei trucioli nel vino ha o non ha una ragione di profitto? Cos'altro ne giustifica la presenza? Allora, visto che il vino è una bevanda, cioè un alimento, visto che si decantano ogni giorno i suoi pregi sulla salute se bevuto con moderazione, pregi anch'essi frutto soprattutto di un'interesse speclativo non certo salutistico, altrimenti si dovrebbe ammettere anche che ce ne vorrebbero decine di litri al giorno per assimilare abbastanza resveratrolo da ottenerne beneficio, spiegami perché deve passare il principio che l'uso di trucioli è ammesso purché lo si metta in etichetta.
Cos'è, vogliamo farci prendere in giro un'altra volta?
Dimmi Gianpaolo, ha senso vendere auto da 300 all'ora e mettere i limiti a 130? Ha senso che lo Stato faccia scrivere sui pacchetti di sigarette che nuociono gravemente alla salute e continui a trarne profitto economico perché molti non riescono a smettere di fumare? Sappiamo tutti che l'auto inquina e che la terra sta andando in tilt, ma nessuno smette di usare l'auto.
Sappiamo tutti che l'acqua nel giro di venti anni sarà il più grave problema mondiale eppure pochi si pongono il problema di consumarne meno.
Qual'è la tua filosofia Gianpaolo? Continuiamo a guardare il profitto e poi gli eventuali danni li scriviamo in etichetta?
Hai ragione, è un'ottima soluzione, mette a posto la coscienza e lascia la responsabilità al consumatore di scegliere quale prodotto (più costoso) è più genuino. Peccato che la genuinità sarà sempre più rara, visto che pochi si potranno permettere di comprarla.
Rovino - ma perché ce l'hai tanto con la gente che vuol decidere cosa mangiare, cosa bere, quale auto comprare, come vivere? Tu vuoi imporre il tuo punto di vista per legge. A te cosa importa se uno vuol comprare una macchina che fa 300 all'ora anche se poi ci può andare a 130? Perché deve essere qualcuno, te od altri non importa, ad imporre la sua etica agli altri? Non vuoi la macchina, non vuoi il vino coi trucioli, non vuoi tante altre cose? Benissimo, non le comprare. Ma, veramente, non si capisce perché, se uno lo vuole fare, non possa farlo solo perché tu non vuoi. E la storia del profitto poi, ma tu credi che chi produce un qualcosa per venderlo lo faccia per sport?
Di un pò, non sarai mica comunista :-))?
Ho letto che i trucioli si usano anche nella produzione della birra.. insomma non si salva neanche quest'altra bevanda alcolica, anche per la birra non è obbligatorio riportare gli additivi in etichetta.
Gianpaolo, possiamo anche scherzare se ti fa piacere, ma io non sono per i divieti ad oltranza, ho detto invece che, per quanto riguarda gli alimenti, visto che sono il nostro nutrimento quotidiano, vorrei che si facessero più controlli prima che si autorizzi l'uso di una sostanza e non dopo che eventualmente si è scoperto che questa è dannosa.
Non ci vedo niente di estremo in questo, mi sembra sacrosanto rispetto dei consumatori.
E' questione di etica, Gianpaolo, che purtroppo, in virtù del facile guadagno, ogni giorno va a farsi benedire.
Libertà di scelta fra prodotti sani è una cosa, libertà di scelta fra prodotti senza controllo è un'altra.
Gianna, si l'avevo letto anch'io. Mi spiace che la questione salute venga presa sempre sotto gamba, come se non ci riguardasse direttamente. Viviamo in una società davvero irresponsabile.
Ma vedi che ora sei un po meno comunista e un po più moderato? Sei un po più Udeur :-)))
Se mi dici che vuoi libertà di scelta, ma solo per i prodotti che non fanno male allora siamo d'accordo. Chi non sottoscriverebbe questa affermazione?
Però rimane da mettersi d'accordo su cosa vuol dire non fanno male. Se per questo intendi che, basta che uno come Calabrese si sveglia la mattina e apre bocca, e allora fanno male non mi trovi tanto d'accordo. Oppure che uno dice che pensa che fanno male perché ci sono delle evidenze scientifiche, e poi quando gliele chiedi ti rimanda ad un lavoro fatto su timber and wood sciences, del 1988, dove si parla dell'usura degli utensili da taglio delle quercie appalachiane, beh, forse siamo un pelino sul surreale. Se tu vuoi una patente di "non fa male" sappi che non esiste per niente. Anche i fagiani possono far male, contengono piombo delle cartucce, inquinamento da metalli pesanti!
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