La vecchia vigna del Sassicaia potrebbe scomparire? Salviamola con la dendrochirurgia!
Come avviene in tutte le aziende vinicole, periodicamente si interviene con la progressiva sostituzione di vecchie viti in declino con nuove piante che, dopo qualche anno avranno radicato a sufficienza e potranno entrare in produzione.Ma a Castiglioncello, dove dimora l'antico vigneto che ha dato vita al mitico Sassicaia, la questione reimpianto assume un aspetto molto diverso: si tratta di una delle vigne più famose al mondo, un patrimonio storico da preservare.
Il marchese Nicolò Incisa della Rocchetta, proprietario della Tenuta San Guido, che prende il nome dall'oratorio costruito da Simone Maria della Gherardesca all'inizio del diciottesimo secolo e si estende dal mar Tirreno fino alle colline dietro Castiglioncello (piccolo borgo a ridosso di Castagneto Carducci in provincia di Livorno), in piena Doc Bolgheri, ha da tempo iniziato l'opera di rinnovo dei 5 ettari vitati che hanno dato vita al Sassicaia.
Per questo motivo l'Associazione Nazionale Città del Vino ha lanciato l'allarme al Forum Biteg di Riva del Garda, appena terminato, su segnalazione del prof. Attilio Scienza, ordinario presso il dipartimento di colture arboree della facoltà di Agraria dell'Università di Milano, noto studioso e massimo esperto di ampelografia (assolutamente da visitare Podere Guado al Melo, la nuova tenuta acquistata dal figlio Michele, sempre nell'area di Castagneto Carducci, un vero e proprio centro di sperimentazione vitivinicolo, dai sistemi di inerbimento ai prodotti antiparassitari a basso impatto ambientale, dalle concimazioni minerali ottimizzate alle nuove forme di allevamento della vite).
L'Associazione ha proposto al Comune di Castagneto Carducci di "adottare" parte del vigneto di Sassicaia per garantirne la tutela, mentre il prof. Scienza ha messo a disposizione un'equipe di giovani agronomi, capitanati da Marco Simonat, esperti in dendrochirurgia, una tecnica che consente di intervenire in modo puntuale per salvaguardare le piante dai processi degenerativi che le portano inesorabilmente alla morte, sia agendo sull'apparato fogliare che su quello radicale. La dendrochirurgia è indubbiamente una tecnica costosa e complessa, ma chi non vorrebbe utilizzarla per preservare quel vigneto che ha generato il vino italiano più famoso al mondo?








8 Comments:
tanto per cominciare il vino più famoso al mondo è il barolo, non il sangiov..ehm...sassicaia. mi dispiace per le povere viti, ma per quanti danni ha provocato il sassicaia al mercato del vini, io quei vigneti li spianerei a colpi di granate. solo che poi ci sarebbe qualche imbecille che ha pagato 100 euro per una bottiglia che piangerebbe la perdita ed andrebbe ad adorare misticamente i crateri. non accanitevi con la dendrochirurgia, una bella ruspa e tutto passa.Il marchese Nicolò Incisa della Rocchetta, che non è scemo, fa finta di espiantare per poi beccare i soldi dell'adozione dal comune di castagneto, tenendosi il vigneto e spacciandolo per una cosa preziosa. smettetela di dire le stupidagini e procedete al rinnovo di quei 5 ettari di sterpaglia ed il comune di castagneto utilizzi i soldi per gli asili nido, che sono cari guasti e non per rifare a gratis i vigneti dei marchesi.. e noi cittadini paghiamo.
Il Barolo è una tipologia di vino mentre il Sassicaia è un vino prodotto da una sola azienda, è in questo senso che il Sassicaia è il più famoso.
Altrimenti potremmo dire lo stesso del Chianti e del Brunello.
Sulle altre cose che hai detto (potresti anche firmarti con un nick, almeno la prossima volta so con chi ho parlato) potremmo anche essere d'accordo.
Purtroppo parlando di persone fisiche preferisco non dire il mio nome. comunque le cose sono 2, o il comune di castagneto paga il risanamento ma il vigneto diventa statale, oppure il volpino marchese Nicolò Incisa della Rocchetta (poveraccio da 3 grappoli d'uva guadagna almeno 40 euro) se lo ristruttura da solo il vigneto delle mele avvelenate, che ha causato il decadimento nella follia dei vini toscani, montalcino e chianti (diventato un buon tavernello)in testa.
Io di vino non ne capisco molto, tuttavia il Sassicaia è un cabernet (sauvignon e franc) e non ha nulla a che fare col sangiovese.
Non ha nemmeno nulla a che fare col Chianti, visto che in una DOC diversa (Bolgheri).
Piuttosto per sparare così a zero sul sassicaia Anonymous dovrebbe averlo assaggiato, quindi immagino che rientri tra gli imbecilli che hanno pagato 100 euro, oppure non lo ha assaggiato e allora rientra in un'altra categoria di imbecilli, o al massimo in quella degli scrocconi.
Vi invito a dare un'occhiata qui: http://www.gamberorosso.it/cgi-bin/ib3/ikonboard.cgi?s=b0bea4312ed6cc24072211107f732d87;act=ST;f=20;t=59360;st=0;entry499815
Il discorso viaggia su altri binari.
A me se il barone mazzanti vien dal mare vuole estirpare la vigna vecchia cazzi suoi, se la vuole restaurare se la paga, se la deve restaurare lo stato diventa museo statale, proprietà del comune, della regione o chi per loro. troppo comodo farsi la pubblicità così. mi meraviglio dei babbei che gli andate dietro.
ma il sassicaia e' d.o.c. od i.g.t. mica l'ho capito!!!
Il Sassicaia è Doc Bolgheri Superiore.
Ciao
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