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LavBlog - Esalazioni etiliche all'ultimo stadio, ma anche pensieri liberi e volatili.

19 giugno, 2006

MiWine 2006: flop o successo?

...e chi lo sa? o meglio, io non l'ho ancora capito.
L'istinto, settimana scorsa, di ritorno dall'unica giornata (lunedì 12 giugno) che ho dedicato alla manifestazione, anzi, "Esposizione Professionale del Vino e dei Distillati", come recita il sito, era subito di postare qui qualche impressione a caldo.
Poi mi sono detto "aspettiamo, ho le idee un po' confuse, e d'altronde ci sono stato un solo giorno".

La sera, al TG3 regionale, subito un servizio dai toni abbastanza entusiasti, come era prevedibile qualcuno dirà, che mi ha lasciato un po' perplesso, con l’Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Viviana Beccalossi che elogiava il grande successo di questa seconda edizione. Mi dico: "in base a quali numeri, a quali dati, già si afferma questo?". Aspetto quindi.

Nei giorni successivi ricevo due edizioni della newsletter Identità Divino (non vi metto il link perchè sul sito di MiWine sono rimasti ancora al numero 13, mancano i più interessanti numeri 14 e 15) di Paolo Marchi, in una, la numero 14, leggo: "avevano facce sorridenti ieri gli organizzatori del secondo MiWine: lunedì, in un solo giorno, hanno avuto più visitatori che nell'intera prima edizione del 2004."

Poi oggi leggo oggi le news del sito nazionale dell'AIS, e qui, leggo di: "Clima di soddisfazione anche tra gli espositori (rappresentante circa 700 aziende), che nella tre giorni hanno preso contatti molto qualificati su cui costruire il business."
Bene mi dico, d'altronde il motto era: pochi (contatti con buyers), ma buoni (niente orde di rompiscatole visitatori come a Vinitaly, che bevono a scrocco, non sono del settore e bla, bla, bla).
Poi invece leggo il post di Fiorenzo e giungo a quello che dice Susanna Crociani, che vi ha partecipato con suo stand e qui si cambia registro, leggo: "Lo scontento è stato generale, non solo per noi del nobile poliziano, ma anche per i cugini del brunello, quelli del chianti, per non parlare di altre piccole denominazioni con gli stand perennemente vuoti. No, il gioco non vale la candela. Quest'anno l'ente fiera si era ridotta a svendere gli spazi ( prendi 3 paghi 1), il futuro lo vedo davvero dubbio. "

Sicché? Un bel boh? mi pare più che opportuno.
Qualche breve nota:


- L'arrivo per me è alle ore 9.30, dall'ingresso sud: il deserto. Mi ero detto, vado in vespa, così non ho problemi per il parcheggio....il nulla, nel senso che non c'era coda sulla statale provenendo da Pero ed il parcheggio era, neanche semi-deserto, proprio completamente deserto. Tanto che ho tirato fuori il biglietto col dubbio: "Non è che inizia al pomeriggio per caso?". No, no, l'ingresso era per le 10.00 am.

- Entro, mi registro e mi danno un libricino con l'elenco degli espositori: in ordine alfabetico?! e basta!? Ma una divisione per settore, per regione...no è? Vabbè.

- Mi dirigo verso l'entrata principale per incontrarmi con altri tre amici con i quali passerò la giornata e che arrivavano in metro: ammiro, ammetto, l'imponente e bella struttura del nuovo polo fieristico e giungo dove c'è, in effetti, un po' più di gente, poca, ma qualcosa c'è. "Allora, come è il nuovo pezzo di metro?". "Si, dura un bel po', ma non c'era nessuno comunque. C'eravamo solo noi nella carrozza, tanto che abbiamo tirato fuori il biglietto per capire se non fosse al pomeriggio l'apertura". Ah ecco...

- Entriamo, un primo colpo sono i colorati sacchetti Bonarda Style....molto anni '70.



- Interessante l'idea di dedicare un padiglione ai tanto bistrattati rosati....ne assaggio un bel po', praticamente in un colpo solo più di quanti ne abbia mai bevuti in vita mia.



- Qualche assaggio tra gli stand della Campania: mi dirigo immediatamente da Villa Diamante per riprovare l'ottimo Fiano di Avellino Vigna della Congregazione ed il nuovo, futuro, aglianico, appena imbottigliato, che promette bene, anzi, benissimo.



- Nello stand dove si è svolto l'evento "La Grande Milano incontra i Grandi Artisti del Vino", organizzato in collaborazione con la rivista "Civiltà del Bere", c'è un bel banco di assaggio con i produttori ed enologi presenti: qui gente, come era da aspettarsi, ce n'è, d'altronde il blasone dei vini attira.

- Sarzi mette in bella mostra nel suo stand calibri da 90 (Chateau Petrus, Lafite...insomma, praticamente tutti i vini francesi più famosi del mondo che la maggior parte di noi ha visto solo in foto): tavoli pieni...alla classica e scontata domanda: "Come sta andando?" la risposta, considerando che era il primo giorno, è di soddisfazione per la qualità dei contatti.

- La fotografatissima (sicchè, mi sono unito allo stuolo di fotografi) Vinzia di Gaetano dell'azienda siciliana Firriato



Per chiudere, mi chiedo, in attesa di capire come realmente sia andata:
- Perchè Lunedì, Martedì e Mercoledì? Certo, il Lunedì è, più o meno, sia per enotecari che ristoratori giorno di riposo, se non completo, almeno parziale. Ma il martedì ed il mercoledì? Sbaglio o sono per la maggior parte di questi operatori giorni lavorativi?

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