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15 luglio, 2006

Cognac: addio al mitico "Napoleon"?



Ma come! Questo bicchiere, il famoso "Napoleon", che da sempre rappresenta nel mondo il contenitore ideale per il mitico cognac, non va più bene? E perché mai?

Dicono gli esperti che un bicchiere troppo aperto non è in grado di contenere la forte volatilità dell'alcol, che nel caso del cognac si aggira intorno ai 40°.

Intanto facciamo un po' di chiarezza su cos'è il cognac: è un'acquavite di vino ad A.O.C. originaria di una piccola regione nel sud-ovest della Francia, sita intorno alla città denominata appunto "Cognac".
Il vitigno principale è l'ugni blanc, parente stretto del nostro trebbiano, con piccole percentuali di folle blanche e colombard.
L'età dell'acquavite più giovane utilizzata nell'assemblage determina la denominazione in questo modo:
- V.S. (Very Superior) o Trois étoiles (da 2,5 a 4,5 anni)
- V.S.O.P. (Very Superior Old Pale), V.O. (Very Old), Réserve (da 4,5 a 6 anni)
- Napoléon, XO (Extra Old), Extra, Hors d'Age (oltre 6,5 anni)
.

Detto questo, rimane il fatto che quella coppa, che nell'immaginario collettivo ha sempre trasmesso una sensazione di calore e sensualità (difficile non ricordare le storiche pubblicità che mostravano un uomo e una donna adagiati comodamente su un divano, davanti al camino, mentre sorseggiavano un noto cognac con la mano che circuiva interamente la coppa), per quanto sia un bell'oggetto, non è affatto ideale per apprezzare questo famoso liquore.

Fior di studiosi hanno potuto verificare che la forma più corretta, con le opportune variazioni secondo le caratteristiche del cognac sopracitate, sia quella di un calice di più modesto diametro che, partendo da una forma leggermente panciuta, tende a restringersi per poi riaprirsi leggermente sul bordo. Ebbene, signori cari, non è una trovata commerciale! E' tutto vero.
Il cognac bevuto in un siffatto contenitore, perde gran parte della pungenza alcolica per lasciare maggiore spazio alla gamma cromatica dei profumi e, incredibile a dirsi, acquista maggiore equilibrio anche al gusto. Provare per credere...

Bisogna dire però che questa nuova versione, con tutta la buona volontà, il fascino del mitico Napoleon non ce l'ha. E la fantasia non vola...

7 Comments:

Acilia dice...

Personalmente continuerò a sostenere con vigore il "Napoleon": lo si tiene avvolto come in un abbraccio, è un oggetto fortemente evocativo e simbolico. In barba alla volatilità dell'alcol.

Bacioni Rob, a presto

16/7/06 00:20  
Scribacchini dice...

Qualcuno, non ricordo chi, disse: "il cognac, lo si fa girare lungamente nel bicchiere per scaldarlo con il calore della mano, si guardano i riflessi ambrati, lo si rigira nuovamente, lo si annusa, lo si rigira ancora ma non si beve mai!"
L'ultima parte non sono mai riuscito a metterla in pratica :-) ma il resto lo condivido pienamente e il Napoleon ha la forma perfetta per adattarsi alle mani.
A la santée, Remy

16/7/06 15:44  
Anonymous dice...

Mi è andata bene visto che ho un Wine Bar e non ho i Napoleon.
Peppe del Wine Bar le Gourmet Sperone av

17/7/06 11:35  
Gourmet dice...

Rob!!
La mia cara nonna mi aveva regalato una collezione di questi bicchieri!!! :)
Adesso che mi ci fai pensare, preparerò un dolcetto in suo onore e farò un bel post con foto nel bicchiere "N" !

18/7/06 15:48  
RoVino dice...

E cosa ci metterai nel bicchiere?

18/7/06 16:01  
Gourmet dice...

Una bella panna cotta.. o una mousse ai frutti di bosco... vediamo cosa mi ispira di più!! Tu cosa preferisci??
:-)

18/7/06 16:32  
RoVino dice...

La panna cotta...ai frutti di bosco!
R

18/7/06 18:14  

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