L'incubo dei veleni nel nostro corpo
E' vero, per certi aspetti gli allarmismi possono condurci a rifiutare in blocco di informarci per salvaguardare la nostra salute, al punto di preferire non sapere e sperare di campare il più a lungo possibile. D'altronde è comprensibile, soprattutto quando ci si rende conto che evitare tutto ciò che è tossico non è proprio possibile, dato che siamo a tutti gli effetti circondati. Persino la pioggia dovremmo evitare, ma non basta neanche l'ombrello!Ma non è sempre così. Report, ad esempio, una delle rare trasmissioni di denuncia che la nostra televisione impomatata e lottizzata ancora consente, inevitabilmente su Rai3, quella "comunista", con l'ultimo servizio dedicato all'11 settembre, mostrando per la prima volta il filmato "Confronting the evidence" prodotto nel 2004 dal miliardario americano Jimmy Walter con l'intento di spingere la Commissione di inchiesta a riaprire l'indagine, ha ottenuto un effetto boomerang sulla popolazione newyorkese.
Il filmato metteva in evidenza il fatto che, dopo il crollo delle torri gemelle, l'aria era assolutamente irrespirabile e altamente inquinata, in particolare dall'amianto e da altri metalli pesanti, ma l'EPA (l'ente americano per la tutela dell'ambiente) dichiarò pochi giorni dopo che la gente poteva tornare a lavorare in quel quartiere devastato perché l'aria era pulita. Molta di questa gente si è ammalata e oggi, grazie a Report, ci sono 8.000 cittadini e 2.000 squadre di pronto soccorso e pulizia che hanno intentato causa all'Agenzia per la protezione ambientale e al sindaco di New York.
Le troppe contraddizioni di quel drammatico evento, le cose non dette, i tentativi di vanificare gli sforzi di chi ha cercato di far luce sui fatti, hanno prodotto non poche inquietudini e sospetti sulle verità ufficiali: da una recente indagine, infatti, risulta che più di un terzo degli americani sospetta che il governo abbia favorito gli attacchi o che non abbia intrapreso alcuna azione per bloccarli, mentre il 66,6% dei newyorkesi chiede la riapertura della Commissione dell’11 settembre. Chi si è ammalato non può tornare indietro, ma il silenzio non aiuta certo le generazioni successive ad essere più diffidenti.
Ma in questi giorni, scusate se mi si accende il campanellino d'allarme, sto assistendo a un bombardamento di notizie sui veleni che ci appestano da ogni parte, attraverso i cibi, gli oggetti, i vestiti:
- il WWF ha preso in esame 27 alimenti di largo consumo, prelevati dai supermercati europei, dall'olio al pane, alla pasta, alle carni, al pesce e ha scoperto ben 119 veleni. Fra i più frequenti, i pesticidi organoclorurati (usati per combattere gli insetti nel settore agricolo e sanitario), i policlorobifenili (come refrigeranti e lubrificanti per le apparecchiature elettroniche, sostanze bandite in tutto il mondo), sostanze perfluorate (per i rivestimenti antiaderenti, per le confezioni da fast food, per i trattamenti antimacchia e resistenti all'acqua), ftalati (per rendere flessibili i materiali plastici, fra cui il PVC, per i cosmetici e l'igiene personale), composti organostannici (come biocidi, conservanti del legno, antincrostanti, per vernici da imbarcazioni), ecc.
- un giornalista statunitense si è fatto analizzare il sangue durante l'arco della sua esistenza, dimostrando che in ogni fase della sua vita e pre-vita (cioè quando era la madre a passargli le sostanze) ha accumulato veleni di ogni tipo facendo una vita assolutamente normale.
- poi c'è la questione dei vestiti cancerogeni prodotti in China (ma arrivati anche in Italia)...
Insomma un concentrato di notizie preoccupanti che sembrano ormai inarrestabili.
Che ci sia sotto sotto l'intento di distrarci da qualcosa di ben più grave che sta per accadere o è già accaduto e non ce ne siamo neanche accorti?








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