Ogni volta che assaggio i vini a base aglianico che provengono dal Vulture, come in questo caso, oppure dal Massico, dai Colli Irpini, dalla circoscritta zona di Taurasi e, nel beneventano, dalla doc Taburno, ho la conferma che questo vitigno a bacca rossa, pur con le dovute differenze espressive, ha qualcosa di nobile e di unico che lo annovera tra i più importanti di tutta la penisola, al fianco del nebbiolo e del sangiovese. E qui, sui terreni vulcanici di Rionero in Vulture, dalle Cantine del Notaio, nasce Il Repertorio, fratello non minore del La Firma, bensì con un proprio carattere. Il colore rubino, dai bei riflessi purpurei, presenta una concentrazione media, molto naturale, che gli consente bei riflessi luminosi. Il mantello di profumi avvolge con facilità i sensi, proponendo subito un bouquet di fiori appena appassiti e di frutta rossa matura, fra cui emerge la ciliegia e l'amarena. Man mano che passano i secondi, compaiono sfumature speziate, sottobosco, pepe, tostato, chiodo di garofano e leggere venature di smalto. In bocca ha buona fittezza, tannino ancora giovane e mordente ma ben estratto, un sottofondo sapido e una bella polpa di frutto quasi fresco e croccante. Una leggera amaritudine fa capolino nel lungo finale, non alterandone la qualità e la piacevolezza d'insieme.
Roberto Giuliani Voto: @@@ (degustazione in data: 11/2004) |