Con questo millesimo Le Stanze non è più cabernet sauvignon in purezza, ma si avvale del contributo di un 25% di merlot e di un 5% di petit verdot. L'annata 1996 è stata assai difficile da interpretare, meno immediata e prevedibile della 1997, ma ha spesso destato notevoli sorprese, tanto che in alcune zone ha dimostrato di esserle superiore. Federico Carletti ha le idee chiare, è sicuramente attento all'andamento del mercato, ma i vini che produce devono piacere prima di tutto a lui. I risultati e i premi ricevuti gli hanno dato sicuramente ragione, anche se personalmente avrei preferito che il rinnovamento e la modernizzazione in vigna e in cantina non comportasse anche un approccio ai vini piuttosto internazionale, disponendo sicuramente di vigne di pregio e di mezzi per ottenere risultati importanti con il sangiovese, senza l'apporto "migliorativo" del merlot, almeno nel Rosso e nel Nobile dei Montepulciano. Ma Le Stanze non ha questi problemi, è un classico bordolese alla toscana, dichiarato e senza possibilità di fraintendimenti. Il colore è tuttora un bel rubino denso con unghia appena granata, mentre il bouquet non nasconde la sua natura, frutto dolce e in confettura, morbido già al naso, richiami al cacao, alla grafite, note speziate che spaziano dal cardamomo alla noce moscata e al pepe rosa. Al palato il tannino si presenta ancora ruvido e aggressivo, il sapore vira verso note amare, richiamando la liquirizia e il cacao, non c'è molta freschezza e il finale appare piuttosto sottile, non complesso. Non sembra avere le carte per ulteriore crescita.
Roberto Giuliani Voto: @@@ (degustazione in data: 09/2007) |