Di Majo Norante è sicuramente l'azienda che, più di altri, ha portato alla notorietà il Molise come regione di grandi vini. Sebbene non rientrino fra quelli che mi emozionano, riconosco che dal punto di vista stilistico i rossi di questa storica realtà hanno un'impronta decisa, forse anche troppo. Diciamo che dell'aglianico preferisco una maggiore naturalezza, una mano più leggera in cantina e meno accondiscendente sul piano della "forma". D'altronde la presenza di Riccardo Cotarella come enologo è una sicurezza, ma si fa sentire molto, sul Don Luigi come su questo Contado Riserva 2007, acquistato di recente a 10,95 euro al Maxi Sidis, prezzo che fra l'altro si discosta ben poco da quello medio in enoteca, ponendo sempre più in evidenza il fatto che il risparmio nei supermercati è quasi sempre illusorio. Il colore è un rubino-granato di buona fittezza, mentre il bouquet è marcato fortemente da note di cioccolato e, in seconda battuta, di tabacco scuro, a cui faticosamente si affiancano toni di prugna in confettura, qualche effluvio di cuoio e delle sfumature di legno dolce chiudono una trama olfattiva molto contratta. La bocca non cambia registro, offrendosi corposa e compatta, le sensazioni sono un po' dolciastre sebbene non manchi l'acidità, il tannino emerge sostanzioso e ci mette un poco a placarsi, la confettura è lì ad arrotondare e smussare, manca però il guizzo che fa la differenza, colpevole in parte anche l'annata non eccelsa, confermata da un fondo leggermente amarognolo ma piuttosto persistente. Una volta deglutito resta poco a poco una certa secchezza in bocca e la sensazione di qualcosa di incompiuto, un vorrei ma non posso, cosa che da una riserva, che dovrebbe rappresentare il meglio di una tipologia, proprio non ti aspetti.
Roberto Giuliani Voto: @@@ (degustazione in data: 12/2010) |