Difficile gestire l'aglianico, ancora più difficile contenere la forza del vulcano, potenza ed esuberanza sono molto attraenti ma quando si tratta di bere un vino con queste caratteristiche può essere controproducente. Bene, il Terra dei Fuochi, a dispetto del nome è semplicemente uno straordinario esempio di cosa vuol dire equilibrio e digeribilità, con il 2009 si vola addirittura, ci si libra nell'aria, il vulcano lo si osserva dall'alto con gli occhi di un'aquila reale, apprezzandone i colori, le sfumature, immergendovisi senza mai rimanerne travolti o schiacciati; puoi tuffarti fra i filari, osservare quei grappoli scuri e gonfi di succo e ritrovare tutto, ma proprio tutto il meglio nel calice. Ora possiamo dire che l'aglianico è anche e soprattutto questo, sarà stata la bravura di Luca e Sara Carbone, sarà l'annata particolarmente buona (ma anche le precedenti avevano già dato un ottimo esempio delle qualità di questo vino), ma questo è proprio "il vino", un rosso che non teme quasi confronti nella sua categoria (di prezzo), succoso e profumato, tanto frutto ma fresco, vibrante, un trionfo di amarene e ciliegie, speziatura leggera che stuzzica le papille e invita a tavola, pura goduria e niente altro. Poco? Non direi. Questo è un o di quei casi in cui ti domandi se una valutazione, pur con l'ampiezza delle nostre chiocciole, abbia un senso. Infatti se dovessimo valutare la complessità e la profondità del vino non potremmo arrivare alla quinta chiocciola, ed è ovvio perché non è nelle caratteristiche del Terra dei Fuochi, ma sul piano del gusto puro, della piacevolezza, dell'irresistibile voglia di arrivare a fine bottiglia, accidenti, siamo decisamente a fondo scala! Ecco, prendete questa quarta chiocciola (alta) come un compromesso discutibile, anzi, fregatevene altamente e acquistate una cassetta di questo vino stupendo, in fretta, perché non ne rimarrà molto.
Roberto Giuliani Voto: @@@@ (degustazione in data: 11/2011) |