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laVINIum - i vini
Orcia Rosso Abelardo 2004
Tipologia...................: D.O.C. rosso
Vitigni........................: sangiovese
Titolo alcolometrico..: 14%
Produttore..................: PODERE PAGANICO - Azienda Agricola

Prezzo enoteca..........: D
(da 10,01 a 15,00 Euro)

Corrispondenza valutazione chiocciole/centesimi
@ = da 71 a 75; @@ = da 76 a 80; @@@ = da 81 a 85; @@@@ = da 86 a 90; @@@@@ = da 91 a 100
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Orcia Rosso AbelardoNon ho nessun problema a dire che sono stato "tirato" nel mio giudizio dato cinque anni fa a questo vino. A proposito di certi discorsi che si fanno da tempo con Carlo Macchi e altri wine writers sul destino delle degustazioni in anteprima, questo è uno dei tanti esempi che testimoniano come il vino debba essere valutato quando è "il suo momento".
Viviamo in un'epoca assurda, continuano a fioccare eventi che chiedono la partecipazione degli appassionati, blogger o giornalisti che siano, ma gli organizzatori (e i produttori) non si preoccupano minimamente di domandarsi "ha senso fare un evento dove i vini non sono ancora pronti, magari prelevati dalla botte o non ancora affinati in bottiglia, quindi suscettibili di giudizi mal riposti?". No, ancora nessuno se lo chiede, o quantomeno spinge per cambiare le cose.
Non è questo il caso dell'Abelardo 2004, che non ho degustato a nessuna anteprima ma avevo avuto in omaggio da Anna Maria Buzdon appena era stato messo in commercio. Allora questo vino era piacevole, buono, interessante, ma non del tutto espresso, del resto il sangiovese è una brutta bestia, e la terra da cui proviene questo è la stessa dove nasce il Brunello, anche se in questo caso rientra nella Doc Orcia.
Sta di fatto che ho sentito il desiderio di aprire un'altra bottiglia di questo 2004, conservato al buio ma non in apposita cella frigorifera, bensì sottoposto agli inevitabili sbalzi di temperatura che si sono succeduti fra estate e inverno nella mia casa, per ben 5 anni. Che dire? Pensavo di trovarmi di fronte ad un vino stanco, seduto, anzi quasi sdraiato...ero profondamente lontano dalla verità! Io non bevo molto, è davvero raro che in un solo pasto, soprattutto se in solitudine come oggi è stato, arrivi a svuotare più di mezza bottiglia. Se accade è per una sola ragione: il vino elimina qualsiasi mia resistenza e decide lui quando è il momento di dire basta, perché la sua bontà va oltre ogni ragionevole volontà di controllo.
Non sto a farvi inutili descrittori sensoriali, credetemi, non serve, la questione è un'altra: ho di fronte un sangiovese coi fiocchi, perfetto, esempio non comune di armonia, in ogni sua parte, complesso quanto e forse più di svariati Brunello dal prezzo ben più esorbitante e, fatto davvero spiazzante, non ha mai visto legno! E questo la dice lunga anche su certe nostre convinzioni, forse mai verificate a sufficienza.
Vi ho raccontato di Podere Paganico ben sette anni fa, quando era un'azienda quasi sconosciuta. Beh ne sono proprio contento, ancora più se penso che qualche esperto potrebbe ritenere la frazione Torrenieri meno vocata di altre più rinomate, ma basta farsi un giro per le vigne di quest'azienda per rendersi conto che non gli manca nulla, a partire dalla cura che i proprietari ci mettono nel seguire ogni pianta. Un vino come questo è la testimonianza concreta del valore di un'azienda, e solo ora, dopo ben 8 anni dalla vendemmia, ne abbiamo la totale, indiscutibile, conferma. C'è da riflettere...

Roberto Giuliani           

Valutazione: @@@@        (degustazione in data: 05/2012)
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