Diciamolo, fa un caldo tremendo, ieri in casa mia c'erano 31 gradi nella stanza più fresca, forse neanche nel 2003 abbiamo avuto così tanto caldo. E dato che in me aleggia una vena di masochismo, la sera prima ero a cena nelle sale interne di Popi Popi, una nota trattoria-pizzeria di Trastevere, dove la differenza con la sauna era nel fatto che il vapore acqueo lo producevamo noi! Questa mattina un refolo d'aria un po' più fresca mi ha rimesso parzialmente in carreggiata, consentendomi di ritrovare lo spirito del degustatore con questo vermentino di cui avevo già apprezzato il precedente millesimo. Come avevo già dichiarato allora, siamo nell'agro pontino, zona bonificata ai tempi del duce, ma questo non deve trarre in inganno, ne è passato di tempo e tante cose sono cambiate, clima compreso. Siamo vicini al mare e alle colline di origine vulcanica dei Castelli Romani, e il Terra Marique sembra proprio trovarsi a suo agio. Ha un colore paglierino intenso e luminoso con venature verdoline, profuma di agrumi e riflessi salmastri, di mandorla e biancospino, di pesca bianca e cedro, susina, ribes bianco. L'assaggio rivela una grande sapidità, carattere, acidità vibrante che dimostra la sua piena giovinezza e una non disconoscibile propensione ad un medio invecchiamento, il finale intenso e prolungato continua sui toni agrumati e di mandorla.
Roberto Giuliani Voto: @@@@ (degustazione in data: 07/2012) |