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Il Portogallo è l'ottavo paese
produttore di vino per quantità. Nel 1703 un diplomatico inglese di nome
Methuen firmò un trattato per la riduzione delle tasse doganali sul vino
portoghese, consentendo finalmente l'espansione della viticoltura in questo
Stato. Nel 1756 vennero stabiliti i confini legali della regione del Porto, nel
1946 fu stilata la prima classificazione piramidale dei vini nazionali: Vini
Comuni (vini da tavola o da dessert con almeno 14° di alcol), Vini
Speciali ( si dividono in: vini liquorosi,
la cui forza alcolica è ottenuta con l'aggiunta di alcol al mosto o al vino; vini
generosi, uguali ai precedenti, ma provenienti da zone a denominazione di
origine, come il Porto e
il Madera) e Denominazioni
di Provenienza (si dividono in: Denominazioni
di Origine, che seguono i criteri stabiliti dalla legislazione, quali il
tipo di vitigni e le rese per ettaro; Denominazioni
definite dalla tradizione, simili alle nostre Indicazioni Geografiche
Tipiche; Denominazioni Naturali, ovvero quelle
indicazioni geografiche di provenienza in attesa di definizione che possono
essere comunque utilizzate, come Alentejo, Lafoes, Pinhel). Nel 1986, con
l'ingresso del Portogallo nella CEE, vengono introdotte le Denominaçao
de Orien Controlada e le Indicaçao de
Proveniencia regulamentada. A tutt'oggi l'unico vino che è riuscito
ad oltrepassare commercialmente i confini nazionali è il Porto, che nasce
dall'assemblaggio di ben 15 varietà, fra cui Touriga
Nacional (con le varie sottovarietà) e Tinta
Carvalha; queste uve sono coltivate nella Valle
del Douro, che ha un clima con estati torride e forti escursioni
termiche.
1) Alentejo:
vasta regione ad Indicazione geografica di provenienza, che è delimitata a nord
dal fiume Tejo e confina a sud con l'Algarve.
2) Bairrada:
regione delimitata nel 1908, i cui terreni sono costituiti da minerali
provenienti dalle epoche geologiche del pliocene secondario e terziario. Si
tratta di terreni poveri, composti prevalentemente di sabbia e argilla. Qui si
producono i "vini tipici", sia bianchi che rossi. I principali vitigni
utilizzati sono Bical, Braga o Poceirinha, Castelào, Maria-Gomes, Rabo de Ovelha e
Tinta
Pinheira.
3) Dâo:
regione situata nel centro-nord del Paese, con terreni di origine granitica e
scistosa. I vini rossi sono morbidi e di buon corpo e permangono in fusti di
legno per almeno 18 mesi; i vini bianchi sono più leggeri e con un tenore
alcolico moderato. I vitigni più utilizzati sono: Alvarelho, Arinto, Bago-de-Louro,
Barcelo, Bastardo, Dona Branca, Fernào-Pires, Sercial, Tinta
Carvalha, Tinta Pinheira e Touriga
Nacional.
4) Douro: regione che occupa la
valle del fiume omonimo, nella zona nord del Portogallo. I terreni sono
prevalentemente scistosi, più raramente granitici o calcarei. E' qui che,
grazie alla particolare condizione climatica e geologica, le uve sono
particolarmente adatte alla composizione del famoso vino Porto.
5)
Madeira: isola situata a sud-ovest del Portogallo, famosa per la
produzione del vino liquoroso Madera.
Il vigneto occupa un quarto della superficie (circa 20.000 ha) ed è situato in
terrazze a pendio ad una altitudine di poco inferiore ai 600 m. Il Madera, al
contrario del Porto, viene prodotto da monovitigno, riportato in etichetta
insieme al residuo zuccherino. I vitigni utilizzati sono Sercial
(che dà vini secchi, ambrati, piuttosto leggeri e di aroma delicato), Verdelho
(secchi, fortemente ambrati e aromatici), Boal
(semisecchi, dal colore topazio bruciato, di corpo e aromatici), Malvasia
(dolci, di corpo e colore intenso), Terrantez
(semisecchi, colore tenue).
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