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Prodotti DOP e IGP della Campania

Campania

Riportiamo un elenco dei prodotti a Denominazione di Origine e a Indicazione Geografica Protette della regione. L'elenco non è necessariamente completo ed è suscettibile di possibili modifiche e aggiornamenti. I prodotti sono stati suddivisi per categorie alimentari.

Carni, insaccati e prodotti trasformati

VITELLONE BIANCO DELL'APPENNINO CENTRALE (IGP)

Vitellone Bianco dell'Appennino CentraleArea di produzione - i territori delle province: Bologna, Ravenna, Forlì, Rimini, Pesaro, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Teramo, Pescara, Chieti, L'Aquila, Campobasso, Isernia, Benevento, Avellino, Frosinone, Rieti, Viterbo, Terni, Perugia, Grosseto, Siena, Arezzo, Firenze, Prato, Livorno, Pisa. Razza - la carne di Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale è prodotta da bovini, maschi e femmine, di pura razza Chianina, Marchigiana e Romagnola, di età compresa tra i 12 e i 24 mesi. Metodo di allevamento - dalla nascita allo svezzamento, è consentito l'uso dei seguenti sistemi di allevamento: pascolo, stabulazione libera, stabulazione fissa. Nelle fasi successive allo svezzamento e fino alla macellazione, il pascolo è vietato in quanto incide negativamente sulle caratteristiche qualitative delle carni: pertanto i soggetti devono essere allevati esclusivamente a stabulazione libera o a posta fissa. I vitelli devono essere allattati naturalmente dalle madri fino al momento dello svezzamento. Successivamente la base alimentare è rappresentata da foraggi freschi e/o conservati provenienti da prati naturali, artificiali e coltivazioni erbacee tipiche della zona geografica indicata; in aggiunta, è permesso l'uso di mangimi concentrati semplici o composti e l'addizione con integratori minerali e vitaminici. La razione deve comunque essere calcolata in modo da assicurare livelli nutritivi alti o medio alti e una quota proteica compresa tra il 13% e il 18% in funzione dello stadio di sviluppo dell'animale. Nei quattro mesi che precedono la macellazione è vietato alimentare il bestiame con foraggi insilati e sottoprodotti dell'industria. La macellazione deve avvenire in mattatoi idonei, situati all'interno della zona di produzione; al fine di evitare l'instaurarsi di fenomeni di stress nell'animale, particolare cura va prestata al trasporto e alla sosta prima della macellazione evitando l'utilizzo di mezzi cruenti per il carico e lo scarico degli automezzi e la promiscuità, sia nel viaggio che nella sosta, di animali provenienti da allevamenti diversi. Nel rispetto delle normative vigenti, la refrigerazione delle carcasse deve essere effettuata in modo tale da evitare il fenomeno della contrattura da freddo. Al fine di migliorare la tenerezza delle carni, e' consentito l'uso dell'elettrostimolazione sulle carcasse. Caratteristiche al consumo - la carne deve essere immessa al consumo provvista di particolare contrassegno a garanzia dell'origine e dell'identificazione del prodotto. Il marchio deve essere apposto con caratteri chiari e indelebili, nettamente distinti da ogni altra scritta ed essere seguito dalla menzione Indicazione Geografica Protetta e/o I.G.P. La marchiatura deve essere effettuata al mattatoio da un esperto incaricato dall'organismo di controllo. Il logo deve essere impresso sulla superficie della carcassa, in corrispondenza della faccia esterna dei 18 tagli di seguito elencati (specificando tra parentesi le relative basi muscolari):
1) muscolo posteriore (tibiale anteriore e posteriore, peroneo, estensori comune, anteriore e laterale delle falangi, flessori esterno ed interno delle falangi);
2) campanello (gastrocnemio laterale e mediale, soleo e flessore superficiale delle falangi);
3) girello (semitendinoso);
4) sottofesa (bicipite femorale-lungo vasto, paramerale-lungo-vasto);
5) noce (retto anteriore della coscia, vasto intermedio, laterale e medio);
6) fesa (semimembranoso, adduttore del femore, pettineo, sartorio, gracile);
7) scamone (tensore della fascia lata, gluteo medio, superficiale, profondo e accessorio);
8) lombata (lunghissimo del dorso, lungo spinoso e costale, trapezio, traverso spinoso, intercostale, elevatore delle coste, piccolo dentato e gran dorsale);
9) costata (trapezio, traverso spinoso del dorso, lungo costale e spinoso, intercostale, lunghissimo del dorso, gran dorsale, piccolo dentato ed elevatore delle coste);
10) pancia (obliquo esterno ed interno, trasverso e retto dell'addome);
11) petto (pettorale profondo e superficiale, trasversale delle coste);
12) sottospalla (romboide, trapezio, splenio, lungo flessore del collo, lungo spinoso e costale, trasverso spinoso del dorso, gran dorsale, gran dentato, lunghissimo del dorso, intercostali);
13) reale (intercostale, gran dorsale);
14) collo (romboide, trapezio, splenio, piccolo e grande complesso, lungo flessore del collo, traverso spinoso, atloide del piccolo complesso, cleidoccipitale e mastoideo, intertrasversali del collo);
15) muscolo anteriore (estensore obliquo ed anteriore del metacarpo, estensore proprio delle dita, estensore anteriore delle falangi, cubitale esterno ed interno, gran palmare, flessore superficiale e profondo delle falangi, capo omerale e ulnare del flessore profondo delle falangi, capo radiale del flessore superficiale delle falangi);
16) girello di spalla (sopraspinoso e brachiocefalico);
17) polpa di spalla (bicipite brachiale e pettorale profondo);
18) copertina (sottospinoso e piccolo rotondo). La carne è' posta in vendita al taglio o confezionata. La carne confezionata porzionata, fresca o surgelata, è posta in vendita solo in confezioni sigillate. Il confezionamento può avvenire solo in laboratori abilitati e sotto il controllo dell'organo preposto che consente la stampigliatura del marchio della Indicazione Geografica Protetta sulle singole confezioni. E' comunque vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione non espressamente prevista.

Formaggi

CACIOCAVALLO SILANO (DOP)

Caciocavallo SilanoArea di produzione - Campania, Molise, Puglia, Calabria, Basilicata, Lazio. Forma - tipicamente a pera. Il sapore è dolce e burroso quando è di media stagionatura, piccante quando è di stagionatura avanzata. Crosta - è dura, liscia, sottile e lucida di colore bianco avorio ricoperta da muffe. Pasta - è cruda e filata. Se stagionato a lungo friabile, scagliosa di un colore bianco o giallo oro, omogenea e compatta o con lievissima occhiatura. Metodo di produzione - il latte pastorizzato viene portato a 35°C con aggiunta del caglio di vitello. Dopo la coagulazione viene rotta la cagliata. La pasta viene lasciata maturare sotto siero caldo per diverse ore, per poi farla spurgare sul tavolo di sgrondo. La pasta viene lasciata maturare per 3-4 giorni tagliata a pezzi. La filatura avverrà successivamente in acqua a 80-85 gradi. La salatura si effettua in salamoia da due a 12 ore, a seconda del peso. Matura in un mese in ambiente aerato e fresco, dove le forme vengono appese a coppia a cavallo di un bastone orizzontale. La stagionatura si protrae dai 3 mesi fino ad un anno in cantina a temperatura costante.

MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA (DOP)

Mozzarella di Bufala CampanaArea di produzione - Campania, Puglia e Lazio. Forma - globosa, tondeggiante, ma è possibile trovarla anche sotto forma di bocconcino, trecce, perline, ciliegini, nodini. Il profumo è acidulo con vago odore di muschiato. Crosta - è di circa 1 millimetro, con la superficie liscia e lucente ma non viscida, di colore bianco porcellanato, elastica e comunque sempre fondente. Pasta - si presenta filata, molle e cruda. Il colore è bianco perlaceo. La struttura a foglie sottili è leggermente elastica. Al taglio lascia scolare una sierosità biancastra grassa, dal profumo di fermenti lattici. Metodo di produzione - il latte di bufala pastorizzato, con in aggiunta fermenti lattici, viene lasciato coagulare per 30 minuti. Dopo la rottura della cagliata, si lascia maturare la pasta per 4 ore sotto siero caldo. La pasta viene quindi filata in grosse tinozze di legno con acqua bollente a 100 gradi. Successivamente viene porzionata secondo le esigenze e i pezzi vengono messi a raffreddare in acqua per circa 20 minuti e poi passati nella vasca di salatura da un'ora a 12-14 ore al Sud. Vengono quindi imbustate e messe in commercio senza stagionatura.

Olio

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA CILENTO (DOP)

Olio Extravergine di Oliva CilentoArea di produzione - si espande nel territorio compreso tra il Parco Nazionale del Cilento e il Vallo di Diano, comprendente il comune di San Mauro del Cilento. Varietà - Pisciottana, Rotondella, Ogliarola, Uogliarola, Frantoio, Salella e Leccino, da sole o congiuntamente, per almeno l'85%. Possono concorrere altre varietà presenti nella zona in misura non superiore al 15%. Caratteristiche al consumo - il colore del Cilento varia dal verde al giallo paglierino più o meno intenso; l'odore è leggero di fruttato medio, il sapore è fruttato con media o debole sensazione di amaro e di piccante. Metodo di produzione - le olive devono essere molite il secondo giorno dopo la raccolta. Per l'estrazione dell'olio sono ammessi esclusivamente processi meccanici e fisici atti a produrre oli che presentino il più fedelmente possibile le caratteristiche peculiari originarie del frutto.

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA COLLINE SALERNITANE (DOP)

Olio Extravergine di Oliva Colline SalernitaneArea di produzione - la provincia di Salerno. Varietà - Rotondella, Frantoio, Carpellese o Nostrale, da sole o congiuntamente per almeno il 65%; Ogliarola e Leccino in misura non superiore al 35%. Caratteristiche al consumo - il colore varia dal verde al giallo paglierino più o meno intenso, l'odore è fruttato medio, il sapore fruttato con media o debole sensazione di amaro e leggero sentore di piccante. Metodo di produzione - le operazioni di oleificazione devono avvenire entro il secondo giorno dalla raccolta delle olive. Per l'estrazione dell'olio sono ammessi esclusivamente processi meccanici e fisici atti a produrre oli senza alcuna alterazione delle caratteristiche qualitative contenute nel frutto.

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA PENISOLA SORRENTINA (DOP)

Olio Extravergine di Oliva Penisola SorrentinaArea di produzione - la Penisola Sorrentina. Varietà - Ogliarola o Minucciola per almeno il 65%, Rotondella, Frantoio, Leccino da sole o congiuntamente in misura non superiore al 35%. Caratteristiche al consumo - il colore varia dal verde al giallo paglierino più o meno intenso, l'odore è fruttato, il sapore fruttato con media o debole sensazione di amaro e leggero sentore di piccante. Metodo di produzione - le operazioni di oleificazione devono avvenire entro il secondo giorno dalla raccolta delle olive. Per l'estrazione dell'olio sono ammessi esclusivamente processi meccanici e fisici atti a produrre oli senza alcuna alterazione delle caratteristiche qualitative contenute nel frutto.

Ortofrutta e cereali

CARCIOFO DI PAESTUM (IGP)

Carciofo di PaestumArea di produzione - comprende parte del territorio dei seguenti comuni della provincia di Salerno: Agropoli, Albanella, Altavilla Silentina, Battipaglia, Bellizzi, Campagna, Capaccio, Cicerale, Eboli, Giungano, Montecorvino Pugliano, Ogliastro Cilento, Pontecagnano Faiano, Serre. Varietà - si distingue rispetto ad altre produzioni carcioficole per le sue innumerevoli qualità e caratteristiche tipiche (pezzatura grossa, forma sub-sferica, sapore gradevole), frutto di una accurata tecnica di coltivazione messa a punto dagli agricoltori della Piana del Sele. E' un tipo locale proveniente dal gruppo dei carciofi di tipo Romanesco. Da questi si contraddistingue per una serie di caratteristiche peculiari conferitegli dall'ambiente di coltivazione, come la precocità che gli consente di essere presente sul mercato già dal mese di febbraio prima di ogni altro tipo di carciofo Romanesco e gli conferisce maggiore tenerezza e delicatezza. Raccolta - va effettuata nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 20 maggio. Caratteristiche al consumo - pezzatura media  (non più di 4 capolini con gambo per kg. di prodotto); capolini di forma sub-sferica, compatta, con caratteristico foro all'apice; con diametro della sezione massima trasversale compreso tra 8.5 e 10.5 cm di diametro della sezione massima longitudinale compreso tra 7.5 e 12.5 cm, e con rapporto tra i due compreso tra 0.9 e 1.2; colore verde, con sfumatura violetto-rosacea; brattee esterne ovali, con apice arrotondato ed inciso, inermi; brattee interne paglierino-verdastre con sfumature violette; peduncolo di lunghezza inferiore a 10 cm.

CASTAGNA DI MONTELLA (IGP)

Castagna di MontellaArea di produzione - comprende i comuni di Montella, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Nusco, Montemarano, Volturara Irpina in provincia di Avellino, a un'altitudine compresa tra i 500 e i 1000 metri. Il numero di piante per ettaro oscilla dalle 80 alle 180 ed anche più a seconda dell'acclività delle pendici. Varietà - deriva per almeno il 90% dalla varietà Pallumina e per il restante 10% al massimo da altre varietà e in particolare dalla Verdola. Forma - prevalentemente rotondeggiante con la faccia inferiore piatta, la base convessa. Presenta le sommità ottuse e la torcia di limitata lunghezza. La cicatrice ilare è ellittica, il pericarpo sottile di colore marrone. Raccolta - si effettua nell'arco del mese di ottobre e prosegue sino ai primi giorni di novembre. Caratteristiche al consumo - il frutto si presenta con un guscio. La pezzatura è media o medio piccola. La polpa è bianca e croccante, il sapore è dolce.

FICO BIANCO DEL CILENTO (IGP)

Fico Bianco del CilentoArea di produzione - comprende per intero o in parte, il territorio dei seguenti comuni della provincia di Salerno:
a) comuni totalmente compresi: Agropoli, Aquara, Ascea, Bellosguardo, Camerota, Casalvelino, Castel San Lorenzo, Castellabate, Castelnuovo Cilento, Celle di Bulgheria, Centola, Cicerale, Controne, Felitto, Giungano, Ispani, Laureana Cilento, Lustra, Montecorice, Monteforte Cilento, Ogliastro Cilento, Omignano, Perdifumo, Perito, Pisciotta, Pollica, Prignano Cilento, Roccadaspide, Rutino, Salento, San Giovanni a Piro, San Mauro Cilento, San Mauro la Bruca, Santa Marina, Serramezzana, Sessa Cilento, Stella Cilento, Torchiara, Torre Orsaia, Trentinara, Vibonati;
b) comuni parzialmente compresi: Albanella, Alfano, Altavilla Silentina, Capaccio, Castelcivita, Caselle in Pittari, Casaletto Spartano, Ceraso, Corleto Manforte, Cuccaro Vetere, Futani, Gioi Cilento, Laureto, Oria, Ottati, Moio della Civitella, Montano Antilia, Morigerati, Postiglione, Roccagloriosa, Rossigno, S.Angelo a Fasanella, Sapri, Serre, Torraca, Tortorella, Vallo della Lucania. Caratteristiche al consumo - il prodotto ammesso a tutela con la DOP può essere commercializzato solo allo stato essiccato e si può presentare sia con buccia che senza (fichi mondi). All'atto dell'immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche: fichi con buccia: colore uniforme da giallo chiaro a giallo; fichi con buccia che abbiano subito un processo di cottura: colore uniforme da giallo ambrato a marrone; fichi mondi: colore chiarissimo tendente al bianco; polpa: consistenza pastosa con acheni prevalentemente vuoti, ricettacolo quasi interamente riempito di colore giallo ambrato; pezzatura: numero di fichi essiccati con buccia non superiore a 70 per kg, numero di fichi mondi non superiore a 85 per kg; umidità: massima consentita 26%; contenuto in zuccheri - valore minimo/100 g di sostanza secca: glucosio 21,8 g; fruttosio 23,2 g; saccarosio 0,1 g; difetti: il prodotto non deve presentare danni da insetti, muffe o da altri agenti; è ammessa la presenza di suberificazione fino al 5% della superficie del frutto. E' consentito l'impiego di eventuale farcitura con altri ingredienti quali mandorle, noci, nocciole, semi di finocchietto, bucce di agrumi sempre che l'insieme non superi il 10% del prodotto finito e che sia provata la provenienza di tali ingredienti esclusivamente dal territorio dell'area di produzione.

LIMONE COSTA D'AMALFI (IGP)

Limone Costa d'AmalfiArea di produzione - l'intero territorio del comune di Atrani; parte del territorio dei comuni di: Amalfi, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Scala, Tramonti, Vietri sul Mare. Frutto - ha forma ellittico-allungata, dimensioni medio-grosse, peso non inferiore a 100 grammi; i limoni con peso inferiore a 100 grammi, ma in possesso delle altre caratteristiche previste dal disciplinare, possono essere destinati alla trasformazione. Caratteristiche al consumo - il frutto presenta un colore della buccia giallo citrino; buccia (flavedo e albedo) di spessore medio; flavedo ricco di olio essenziale, aroma e profumo forte; polpa di colore giallo paglierino; succo abbondante (resa uguale o superiore al 25%) e con elevata acidità (non inferiore a 3,5 gr/100 ml).

LIMONE DI SORRENTO (IGP)

Limone di SorrentoArea di produzione - la zona di coltivazione è la Penisola Sorrentina, a un'altitudine non superiore ai 350 metri. Frutto - la varietà tipica della zona è rappresentata dal cosiddetto ovale di Sorrento, unico per equilibrio tra acidi e zuccheri che lo caratterizzano per il particolare microclima della penisola in cui cresce. E' proprio da questa varietà nota per l'intensità del suo sapore e del suo aroma che si ricava il classico liquore di limoni. Caratteristiche al consumo - il frutto presenta un colore dal verde chiaro al giallo citrino, internamente presenta un flavello medio-sottile, ricco di ghiandole oleifere che conferiscono al frutto un aroma intenso e caratteristico. Il profumo è molto forte.

MARRONE DI ROCCADASPIDE (IGP)

Marrone di RoccadaspideArea di produzione - comprende il territorio al di sopra dell'altitudine di 250 metri s.l.m. dei seguenti comuni della provincia di Salerno, per intero: Alfano, Auara, Auletta, Bellosguardo, Buonabitacolo, Campora, Cannalonga, Casalbuono, Casaletto Spartano, Caselle in Pittari, Castel San Lorenzo, Castelcivita, Celle di Bulgheria, Ceraso, Cicerale, Controne, Corleto Monforte, Cuccaro Vetere, Felitto, Futani, Gioi, Laureana Cilento, Laurino, Laurito, Lustra, Magliano Vetere, Moio della Civitella, Montano Antilia, Monte San Giacomo, Monteforte Cilento, Morigerati, Novi Velia, Omignano, Orria, Ottati, Perdifumo, Perito, Petina, Piaggine, Polla, Postiglione, Roccadaspide, Roccagloriosa, Rofrano, Roscigno, Sacco, San Mauro la Bruca, San Pietro al Tanagro, San Rufo, Sant'Angelo a Fasanella, Sant'Arsenio, Sanza, Sassano, Sessa Cilento, Sicignano degli Alburni, Stella Cilento, Stio, Teggiano, Torraca, Tortorella, Trentinara, Valle dell'Angelo, Vallo della Lucania. I comuni parzialmente interessati sono: Ascea, Camerota, Capaccio, Pisciotta, Pollica, San Giovanni a Piro e San Mauro Cilento. Frutto - ha forma tendenzialmente semisferica, talvolta leggermente ellissoidale; pericarpo: di colore castano bruno, tendenzialmente rossastro, con strie scure generalmente poco evidenti; episperma: sottile poco approfondito nel seme, tendenzialmente aderente; pezzatura: non più di 85 frutti per Kg. di prodotto selezionato e/o calibrato; seme: bianco-latteo, con polpa consistente, di sapore dolce, settato per non più del 5%. Commercializzato allo stato essiccato (con buccia o sbucciato), deve rispondere alle seguenti caratteristiche: a) castagne essiccate con buccia: umidità nei frutti interi non superiore al 15%; il prodotto deve essere immune da infestazione attiva di qualsiasi natura (larve di insetti, muffe, etc.); resa in secco con guscio: non superiore al 50% in peso; b) castagne essiccate sbucciate: devono essere sane, di colore bianco paglierino e con non più del 20% di difetti (tracce di bacatura, deformazioni, etc.). Caratteristiche al consumo - il frutto è caratterizzato da uno spiccato sapore dolce e da un elevato contenuto di zuccheri. Tra gli altri aspetti organolettici è da mettere in evidenza una texture croccante e poco farinosa. L'immissione al consumo deve avvenire con le seguenti modalità di confezionamento: A) per prodotto in guscio: in sacchi di tessuto idoneo in contenitori di vimini, legno o altro materiale di origine vegetale; è obbligatorio procedere alla calibratura per la vendita; B) per prodotto sgusciato: in sacchi di carta o di tessuto idoneo ed in scatole di materiale di origine vegetale ed altro materiale riciclabile. Sono ammesse le confezioni sotto vuoto, quelle in vetro ed in idonei materiali. In tutti i casi i contenitori in cui avviene la commercializzazione dovranno essere sigillati in modo tale da impedire che il contenuto possa essere estratto senza la rottura del sigillo. Le confezioni possono essere di peso variabile in relazione alla richiesta del mercato sempre che siano conformi alle normative vigenti.

MELANNURCA CAMPANA (IGP)

Melannurca CampanaArea di produzione - comprende i territori, interi o parziali, dei comuni ricadenti nelle province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno.
Avellino: i comuni parzialmente interessati sono Cervinara, Montoro Inferiore, Montoro Superiore, Rotondi, S.Lucia di Serino, S.Martino Valle Caudina, S.Michele di Serino, S.Stefano del Sole e Serino;
Benevento: i comuni interamente interessati sono Amorosi, Dugenta, Limatola, Puglianello, S.Salvatore Telesino e Telese, mentre quelli parzialmente coinvolti sono Airola, Bonea, Bucciano, Durazzano, Faicchio, Frasso Telesino, Melizzano, Moiano, Montesarchio, Paolisi, S.Lorenzello e Sant'Agata Dei Goti;
Caserta: i comuni interamente interessati sono Aversa, Bellona, Caianello, Calvi Risorta, Camigliano, Carinaro, Casal Di Principe, Casaluce, Casapesenna, Cesa, Frignano, Grazzanise, Gricignano, Lusciano, Orta di Atella, Parete, Pastorano, Pignataro Maggiore, Riardo, S.Arpino, S.Cipriano d'Aversa, S.Maria la Fossa, S.Marcellino, S.Tammaro, Sparanise, Succivo, Teano, Teverola, Trentola-Ducenta, Villa di Briano e Vitulazio, mentre quelli parzialmente interessati sono Ailano, Alvignano, Baia  e  Latina, Caiazzo, Capua, Carinola, Castel di Sasso, Cellole, Conca della Campania, Dragoni, Formicola, Francolise, Galluccio, Giano Vetusto, Maddaloni, Marzano Appio, Mignano Montelungo, Mondragone, Pietramelara, Pietravairano, Pontelatone, Pratella, Presenzano, Rocca d'Evandro, Roccamonfina, Roccaromana, S.Pietro Infine, Sessa Aurunca, Tora e Piccilli, Vairano Patenora, Valle di Maddaloni e Villa Literno;
Napoli: i comuni totalmente coinvolti sono Acerra, Brusciano, Caivano, Calvizzano, Castello di Cisterna, Marano di Napoli, Mariglianella, Marigliano, Mugnano di Napoli, Nola, Pomigliano d'Arco, Qualiano, Quarto, Saviano, S.Antimo, S.Vitaliano e Villaricca, mentre i comuni parzialmente interessati sono Bacoli, Cercola, Giugliano, Massa di Somma, Ottaviano, Napoli, Pollena Trocchia, Pozzuoli, S.Anastasia, S.Sebastiano al Vesuvio e Somma Vesuviana;
Salerno: i comuni interamente coinvolti sono Bellizzi e Montecorvino Pugliano, mentre quelli parzialmente interessati sono Baronissi, Battipaglia, Campagna, Eboli, Fisciano, Giffoni Sei Casali, Giffoni Valle Piana, Mercato S.Severino, Montecorvino Rovella, Olevano sul Tusciano, Pontecagnano Faiano, Salerno, S.Cipriano Picentino e S.Mango Piemonte. Frutto - i biotipi sono riferibili alle cultivar di melo "Annurca" e "Annurca Rossa del Sud"; nei meleti è ammessa la presenza di altre varietà di melo ai fini di idonea impollinazione, nella misura massima del 10% delle piante. Caratteristiche al consumo - per la varietà "Annurca" la forma del frutto è appiattita-rotondeggiante o tronco conica breve, simmetrica o leggermente asimmetrica; dimensioni: 60 mm di diametro ed un peso di 100 g a frutto (valori  minimi  ammessi); nel caso sia prodotto su Franco è ammesso un diametro di 55 mm ed un peso di 80 g a frutto (valori minimi ammessi); buccia: di medio spessore o spessa; di colore, alla raccolta, giallo-verdastro con striature rosse sul 50-80% della superficie e con sovraccolore rosso sul 90-100% della superficie dopo il periodo di arrossamento a terra; nel caso sia prodotto su Franco è ammessa una buccia di medio spessore o spessa, di colore, alla raccolta, giallo-verdastro con striature rosse sul 40-70% della superficie e con sovraccolore rosso sul 85-95% della superficie dopo il periodo di arrossamento a terra; epidermide: liscia, cerosa, con piccole lenticelle numerose ma poco evidenti, mediamente rugginosa, in particolare nella cavità peduncolare; polpa: bianca, molto compatta, croccante, mediamente dolce-acidula, abbastanza succosa, aromatica e profumata, di ottime qualità gustative; resistenza alle manipolazioni: ottima; durezza al penetrometro (con puntale di 11 mm): alla raccolta: 8,5 kg; a fine conservazione: 5 kg (valori minimi ammessi); nel caso sia prodotto su Franco è ammessa una durezza al penetrometro alla raccolta di 9 kg e a fine conservazione 5 kg (valori minimi ammessi); residuo refrattometrico: alla raccolta 11,5° Bx; a fine conservazione 12° Bx (valori medi); acidità titolabile: alla raccolta 9,0 meq/100 ml di succo; a fine conservazione 5,6 meq/l00 ml di succo (valori minimi ammessi). Per la varietà "Rossa del sud" la forma del frutto è appiattita-rotondeggiante  o tronco conico breve, simmetrica o leggermente asimmetrica; dimensioni: 60 mm di diametro ed un peso di 100g a frutto (valori minimi ammessi); buccia: di medio spessore, di colore giallo con sovraccolore rosso sul 90-100% della superficie; epidermide: liscia, cerosa, con piccole lenticelle numerose ma poco evidenti, con tracce di rugginosità, in particolare nella cavità peduncolare; polpa: bianca, compatta, croccante, mediamente dolce-acidula e succosa, aromatica e profumata, di buone qualità gustative; resistenza alle manipolazioni: ottima; durezza al penetrometro: (con puntale di 11 mm): alla raccolta: 8,5 kg; a fine conservazione: 5 kg (valori minimi ammessi); residuo refrattometrico: alla raccolta 12° Bx a fine conservazione 12,5° Bx (valori medi); acidità titolabile: alla raccolta 7,7 meq/100 ml di succo; a fine conservazione 5,0 meq/l00 ml di succo (valori minimi ammessi).

NOCCIOLA DI GIFFONI (IGP)

Nocciola di GiffoniArea di produzione - prevalentemente nelle aree collinari fino a 600 metri e di media montagna. Nelle valli dell'Irno e del Picentino e in particolare nel territorio dei comuni di Calvanico, Castiglione dei Genovesi, Fisciano, Giffoni Sei Casali, Giffoni Valle Piana, Montecorvino Rovella,San Cipriano Picentino, e parte dei comuni di Acerno, Baronissi, Montecorvino Pugliano, Olevano sul Tusciano e S.Mango Piemonte. Forma - subsferica con calibri non inferiori a 18 mm. Caratteristiche al consumo - il guscio è di medio spessore di color nocciola più o meno scuro con striature marrone scuro. Il seme, poco fibroso, ha un calibro non inferiore ai 13 mm, e presenta un'ottima appetibilità. La polpa, di colore bianco, è consistente. Metodo di produzione - i sesti, le distanze e le forme di allevamento devono essere quelli in uso nella zona di produzione con una densità per ettaro non superiore a 660 piante. La resa per ettaro è di 40 quintali. Le nocciole raccolte devono presentarsi sane, prive di residui antiparassitari. La conservazione del prodotto raccolto deve avvenire in locali puliti, privi di odori, asciutti e non areati.

POMODORO SAN MARZANO DELL'AGRO SARNESE-NOCERINO (DOP)

Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-NocerinoArea di produzione - provincia di Salerno: l'intero territorio dei comuni di S.Marzano, Scafati e S.Valentino Torio, parte dei comuni di Baronissi, Fisciano, Mercato S.Severino, Siano, Roccapiemonte, Nocera Superiore, Sarno, Pagani, Angri e S.Egidio Monte Albino; provincia di Avellino: parte dei comuni di Montoro Superiore e Inferiore; provincia di Napoli: l'intero territorio dei comuni di Boscoreale, Poggiomarino, Pompei, S.Antonio Abate, S.Maria La Carità e Striano, parte dei comuni di Gragnano, Castellammare, Acerra, Afragola, Brusciano, Caivano, Casalnuovo, Camposano, Castelcisterna, Cicciano, Cimitile, Mariglianella, Marigliano; Nola, Palma, Pomigliano, Scisciano e S.Vitaliano. Frutto - bacca con due o tre logge, forma allungata o parallelepipeda oppure cilindrica tendente al piramidale, con lunghezza da 6 a 8 cm., colore rosso tipico della varietà; è ammessa un'area gialla fino a 2 cm. quadrati purché non interessi più del 5% del campione considerato. Metodo di produzione - le condizioni ambientali e di coltura del territorio destinato alla produzione del pomodoro devono essere quelle tradizionali e comunque atte a conferire al pomodoro le caratteristiche previste. Il sesto di impianto deve essere minimo di 40 cm. sulla fila e 110 cm. tra le file. La forma di allevamento deve essere quella in verticale con tutori idonei e fili orizzontali. Sono ammesse la spallonatura e la cimatura. La raccolta dei frutti deve avvenire esclusivamente a mano, a scalare e a piena maturazione dei frutti. La raccolta deve avvenire in contenitori di plastica da 25 kg. La resa massima consentita è di 80 tonnellate/ettaro.

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