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Area
di produzione - il latte ovino e caprino destinato alla
produzione del "Canestrato di Moliterno Dop" deve provenire da
ovini e caprini di aziende agricole ubicate nei territori
amministrativi dei seguenti comuni in provincia di Potenza:
Armento, Brienza, Calvello, Calvera, Carbone, Castelluccio
Inferiore, Castelluccio Superiore, Castelsaraceno, Castronuovo
Sant'Andrea, Cersosimo, Chiaromonte, Corleto Perticara,
Episcopia, Fardella, Francavilla in Sinni, Gallicchio, Grumento
Nova, Guardia Perticara, Lagonegro, Latronico, Lauria,
Marsiconuovo, Marsicovetere, Missanello, Moliterno, Montemurro,
Nemoli, Noepoli, Paterno, Rivello, Roccanova, Rotonda, San
Chirico Raparo, San Costantino Albanese, San Martino d'Agri, San
Paolo Albanese, San Severino Lucano, Sant'Arcangelo, Sarconi,
Senise, Spinoso, Teana, Terranova del Pollino, Tramutola,
Viggianello, Viggiano; in provincia di Matera: Accettura, Aliano,
Bernalda, Craco, Cirigliano, Ferrandina, Gorgoglione, Montalbano
Jonico, Montescaglioso, Pisticci, Pomarico, Scanzano Jonico,
Stigliano, Tursi. Nella stessa zona deve avvenire anche la
produzione del "Canestrato di Moliterno".
Forma - cilindrica a facce piane con scalzo più o meno convesso.
Dimensioni - diametro delle facce da 15 a 25 cm, con altezza
dello scalzo da 10 a 15 cm.
Peso - variabile da 2 a 5,5 kg in relazione alle dimensioni della
forma.
Crosta - di colore giallo più o meno intenso nella tipologia
primitivo fino al bruno nella tipologia stagionato; il colore
della crosta può dipendere dai trattamenti subiti durante la
stagionatura fino al nero ardesia se la crosta è stata trattata
con l'emulsione di acqua e nerofumo, olio di oliva e aceto di
vino; la stessa non è edibile.
Pasta - struttura compatta con occhiatura non regolarmente distribuita;
al taglio il colore si presenta bianco o leggermente paglierino
per la tipologia primitivo; di colore paglierino più o meno
intenso per la tipologia stagionato ed extra.
Sapore - tendenzialmente dolce e delicato all'inizio della stagionatura,
con il protrarsi della stessa, evolve verso caratteristiche
organolettiche più accentuate e piccanti.
Grasso - il contenuto del grasso sulla sostanza secca non deve essere
inferiore al 30%; utilizzo: come formaggio da tavola per la
tipologia primitivo; da tavola o da grattugia per le tipologie
stagionato ed extra.
Metodo di produzione - l'indicazione geografica protetta "Canestrato di
Moliterno" è riservata ai formaggi ovi-caprini a pasta dura
prodotti con latte di pecora intero, in quantità non inferiore
al 70% e non superiore al 90%, e di capra intero, in quantità
non inferiore al 10% e non superiore al 30%. Il latte destinato
alla trasformazione deve provenire da allevamenti la cui
alimentazione è costituita principalmente dal pascolo, da
foraggi freschi e comunque da fieni prodotti nell'area prevista
dal disciplinare. E' consentita l'integrazione alimentare solo
con granelle di cereali quali avena, orzo, grano, mais e di
leguminose quali fava, favino e cece. E' vietato l'utilizzo di
prodotti derivati di origine animale e di insilati. Il latte che
non viene trasformato immediatamente dopo la mungitura, deve
essere refrigerato nel rispetto dei valori minimi previsti dalle
vigenti disposizioni legislative in materia. Il latte
proveniente da una o più mungiture deve essere trasformato al
massimo entro 48 ore dalla prima mungitura. Il latte da
impiegare per la produzione del "Canestrato di Moliterno" deve
provenire da pecore di razza "Gentile di Puglia", "Gentile di
Lucania", "Leccese", "Sarda", "Comisana" e loro incroci, per la
parte ovina, e da capre di razza "Garganica", "Maltese", "Jonica",
"Camosciata" e loro incroci, per la parte caprina, allevate nei
territori di produzione e alimentate secondo quanto disposto dal
presente disciplinare.
Il processo tecnologico e lo standard produttivo del "Canestrato
di Moliterno" vengono di seguito descritti:
a. la produzione del "Canestrato di Moliterno" è consentita
tutto l'anno;
b. il latte destinato alla trasformazione può essere utilizzato
crudo o può essere sottoposto a termizzazione;
c. il latte sottoposto a termizzazione viene successivamente
inoculato con colture di fermenti lattici naturali o con colture
autoctone selezionate;
d. la coagulazione del latte è ottenuta per via presamica
aggiungendo caglio, di agnello o di capretto in pasta, e si
effettua alla temperatura compresa tra 36 e 40°C in un tempo
massimo di 35 minuti;
e. il caglio può essere ricavato artigianalmente da animali
allevati nell'area di produzione del "Canestrato di Moliterno" e
preparato con la tecnica di seguito descritta;
f. la cagliata così ottenuta viene rotta fino ad ottenere grumi
delle dimensioni del chicco di riso; dopo pochi minuti di
riposo, essa viene estratta dal siero e messa in canestri di
giunco o di altro materiale autorizzato per l'uso alimentare,
purché conferiscano comunque alla crosta la tipica striatura del
canestrato, ove viene pressata e lavorata con le mani per
favorire la fuoriuscita del siero; le forme possono essere
immerse nel siero a temperatura non superiore a 90°C per un
tempo non superiore a 3 minuti per una rapidissima cottura al
fine di favorire lo spurgo del siero e la formazione della
crosta;
g. la salatura delle forme può essere effettuata sia a secco che
in salamoia; nel primo caso essa si protrae fino a dieci giorni
dalla messa in forma, variabili secondo il peso e le dimensioni
della forma, con aggiunta diretta di sale; nel secondo caso con
immersione in salamoia satura per 10-12 ore per kg di formaggio
pesato al momento della messa in forma;
h. l'asciugatura viene effettuata presso l'azienda
trasformatrice e dura da trenta a quaranta giorni dalla messa in
forma.
La stagionatura deve avvenire esclusivamente nei fondaci della
zona tradizionalmente vocata ovvero nel territorio
amministrativo del comune di Moliterno (Potenza). Il regime
climatico del comune di Moliterno è determinante nella dinamica
del ciclo di stagionatura. La stessa è strettamente collegata
alle particolari condizioni ambientali e microclimatiche che si
ritrovano nei fondaci assicurate dal possesso delle seguenti
caratteristiche minime:
1. altimetria dei fondaci superiore a 700 m s.l.m.;
2. spessore delle murature uguale o superiore a 40 cm;
3. presenza di almeno due aperture che permettano l'aerazione;
4. almeno due lati perimetrali del locale interrati.
La stagionatura inizia dal trentunesimo al quarantunesimo giorno
dalla messa in forma. Durante questa fase:
a. è consentito trattare il "Canestrato di Moliterno" con solo
olio di oliva o con lo stesso emulsionato ad aceto di vino;
b. è consentito altresì trattare il "Canestrato di Moliterno"
con acqua di fuliggine ossia con acqua bollita per 25/30 minuti
col nerofumo raschiato dai camini a legna e riportata a
temperatura ambiente. Il caglio utilizzato per la coagulazione
del latte si ricava dallo stomaco di capretti o agnelli lattanti
così come indicato nel presente articolo. Le modalità di
preparazione sono le seguenti:
a. i capretti o gli agnelli vanno allevati in appositi ricoveri
affinché non vengano a contatto con alimenti e ricevano solo il
latte materno;
b. all'età compresa tra 25 e 45 giorni si procede alla
mattazione prelevando i caglioli che vanno gonfiati e posti ad
asciugare per un periodo che varia da 10 a 15 giorni con
eventuale successiva aggiunta di latte intero e crudo di capra o
pecora;
c. i caglioli asciutti possono eventualmente essere riposti, con
eventuale aggiunta di sale, stratificati in cassette che ne
permettono lo sgrondo per circa 15 giorni;
d. una volta asciutti, i cagli vengono raccolti, puliti
togliendo le parti di grasso e impurità, tagliati e
successivamente macinati;
e. alla pasta ottenuta, vengono aggiunti da 100 a 200 grammi di
sale per chilogrammo di pasta;
f. il caglio così ottenuto viene conservato in barattoli di
vetro ben chiusi in luogo fresco e al riparo dalla luce.
Il condizionamento e il porzionamento del "Canestrato di
Moliterno" devono avvenire nella stessa area di produzione, al
fine di garantirne la tracciabilità e il controllo. |