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Area
di produzione - i confini della zona di produzione
corrispondono ai limiti amministrativi della Provincia di
Treviso, che confina a nord con la provincia di Belluno, ad
ovest con la provincia di Vicenza, a sud ovest con la provincia
di Padova, a sud e sud est con la provincia di Venezia, ad est
con la provincia di Pordenone in Regione Friuli-Venezia Giulia.
Descrizione del prodotto - CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE:
pasta morbida, lucida, lievemente mantecata, fondente in bocca,
di colore da bianco latte a bianco crema; sono ammesse lievi
occhiature minute. La consistenza della pasta è tale da rendere
la Casatella Trevigiana DOP non classificabile tra i formaggi
"spalmabili" o ad elevata cremosità. Crosta assente o appena
percepibile, forma tradizionalmente cilindrica. Profumo lieve,
latteo e fresco. Sapore dolce, caratteristico da latte, con
venature lievemente acidule. CARATTERISTICHE CHIMICHE:
umidità 53-60%, grasso 18-25%, sul tal quale proteine > 12%.
CARATTERISTICHE FISICHE: forma cilindrica, peso: forma grande
1,8-2,2 kg, forma piccola 0,25-0,70 kg, diametro: forma grande
18-22 cm, forma piccola 8-12 cm, scalzo: forma grande 5-8 cm,
forma piccola 4-6 cm. Metodo di produzione - la
trasformazione del latte, proveniente esclusivamente dalle zone
suindicate, deve essere attuata in ogni sua fase presso
caseifici ubicati all'interno della stessa zona tipica.
CARATTERISTICHE DEL LATTE: il formaggio viene ottenuto dalla
trasformazione casearia di latte intero, esclusivamente di
origine vaccina e proveniente dalle seguenti razze bovine:
Frisona, Pezzata Rossa, Bruna. Il grasso del latte, parametro
merceologico fondamentale per la buona riuscita del prodotto
finale, deve avere un quantitativo di grasso superiore al 3,2%.
Per quanto riguarda i parametri igienico-sanitari del latte,
questi devono essere conformi alle normative in vigore. Il latte
impiegato per la caseificazione deve avere odore e sapore
normali e non deve contenere conservanti. Non è ammesso l'uso di
latte colostrale o proveniente da bovine con patologie
conclamate. La razione delle bovine il cui latte è destinato
alla produzione, deve essere composta almeno per il 90% da
mangimi originari della zona delimitata. E' inoltre vietato
l'uso dei seguenti mangimi, non tipici della zona di produzione:
barbabietola da foraggio, frutta e residui della lavorazione di
agrumi e olive, lupinella e sulla, ortaggi integrali o residui
della lavorazione delle piante di carciofo, cavolfiore, rapa e
pomodoro. Tali mangimi, non di uso tradizionale, possono infatti
apportare aromi o fermentazioni anomale nel latte e nel
formaggio. Nelle razioni alimentari delle bovine in lattazione
la sostanza secca giornalmente apportata deve provenire almeno
per il 60% da foraggi. La conservazione del latte in stalla
deve avvenire mediante refrigerazione secondo le disposizioni
previste dalla normativa vigente. La caseificazione deve avere
inizio, in ogni caso, entro e non oltre le 48 ore dalla
mungitura. Fasi della trasformazione PASTORIZZAZIONE: è
ammessa la pastorizzazione del latte impiegato per la produzione
della Casatella, effettuata in un tempo compreso tra 15 e 25
secondi ad una temperatura compresa tra i 70°C e i 75°C, o con
rapporti tempo/temperatura con effetti equivalenti, a seconda
delle caratteristiche del latte. Riscaldamento: il latte va
portato alla temperatura di coagulazione, 34-40°C, in funzione
della stagione e dell'acidità del latte. Acidificazione:
avviene mediante l'aggiunta di lattoinnesto proveniente dalla
zona di produzione. Questa fase è particolarmente importante per
la Casatella, poiché l'acidità determina la consistenza finale
della pasta che, in questo formaggio, risulta consistente e poco
spalmabile. Le popolazioni microbiche degli innesti impiegati
nella produzione del formaggio, responsabili della
caratterizzazione della struttura, consistenza, sapore e aroma,
sono tutte di provenienza autoctona; esse sono costituite da
ceppi appartenenti alla specie Streptococcus thermophilus e in
misura minore da lattobacilli termofili, con prevalenza tra
questi ultimi del Lactobacillus delbrueckii subsp. lactis.
CARATTERISTICHE DEGLI INNESTI: il lattoinnesto va ottenuto da
latte riscaldato ad una temperatura compresa tra 65°C e 68°C,
raffreddato a temperatura ambiente e lasciato maturare fino ad
un'acidità di 8-12 SH/50 ml. Nel caso d'utilizzo di lattoinnesto
le quantità impiegate possono variare tra 1% e 5% del latte di
massa. Coagulazione: determinata dall'aggiunta di caglio
bovino liquido o in polvere. La quantità e il titolo del caglio
devono essere tali da garantire un tempo di coagulazione
compreso tra 15 minuti primi e 40 minuti primi. Il titolo del
caglio può variare tra 1:10.000 e 1:20.000. La temperatura del
latte al momento dell'aggiunta del caglio deve essere compresa
tra 34°C e 40°C. PRIMA ROTTURA DELLA CAGLIATA: la cagliata
viene tagliata a croce, operando con cautela per non sbriciolare
la massa.
SOSTA: a tale punto nella cagliata lasciata ferma inizia la
sineresi e l'espulsione di parte del siero. Il tempo di sosta
può variare da 45 minuti primi a 55 minuti primi. La fase di
sosta è nettamente più lunga rispetto ai formaggi freschi di
tipo cremoso, ed è tale da garantire una maggiore espulsione del
siero, e quindi un coagulo più consistente.
SECONDA ROTTURA DELLA CAGLIATA: sempre operando con cautela, si
pratica la completa rottura della massa. La rottura deve essere
uniforme e completa, i granuli ottenuti devono avere grandezza
di noce. Il taglio più fine della cagliata rispetto a quello
praticato in altri formaggi freschi, garantisce una più completa
espulsione del siero e una maggiore consistenza della pasta nel
prodotto finale. AGITAZIONE, ESTRAZIONE DELLA CAGLIATA E
STUFATURA: in questa fase, la cui durata può variare tra i 7 e i
13 minuti primi, attraverso la lenta agitazione della massa
inizia lo spurgo. Segue l'estrazione della cagliata e la
formatura in stampi cilindrici a parete forata di diametro e
altezza tali da ottenere forme con misure entro gli standard
indicati, tenendo conto della tendenza del prodotto ad
assestarsi fino a due cm una volta estratto dallo stampo. Gli
stampi sono posti in locale di stufatura per un tempo variabile
in relazione al formato prescelto, fino a 3.5 ore per le
pezzature grandi, tempi inferiori per le piccole. La temperatura
del locale di stufatura va compresa tra 25°C e 40°C. In fase di
spurgo si effettuano da 2 a 4 rivoltamenti. SALATURA: può
avvenire in soluzione salina di sale marino a 16°-22° Baume, con
temperatura compresa tra 4°C e 12°C, per un tempo variabile in
funzione della dimensione delle forme, compreso tra 40 minuti
primi e 50 minuti primi per le forme piccole, e tra 80 minuti
primi e 120 minuti primi per le forme grandi. Altresì la
salatura può avvenire a secco per distribuzione superficiale di
sale marino, oppure può avvenire in caldaia con aggiunta di sale
marino in quantità pari allo 0.8% - 1.2% della massa. I tempi
più lunghi della fase di salatura rispetto ad altri formaggi
freschi, concorrono a definire la sapidità e la consistenza del
formaggio.
MATURAZIONE: da effettuarsi in cella a 2°C - 8°C, per 4-8
giorni, in stampi, rivoltando le forme almeno ogni due giorni.
E' ammessa la maturazione applicando a sostegno una fascetta
cilindrica di carta. La temperatura più alta e i tempi più
lunghi di maturazione rispetto agli altri formaggi freschi, sono
aspetti caratterizzanti il sapore della Casatella Trevigiana.
CONFEZIONAMENTO: data la natura altamente deperibile e la
delicatezza di questo formaggio, "a pasta molle", lunghi
trasporti del prodotto non ancora imballato potrebbero
pregiudicarne le caratteristiche organolettiche e
chimico-fisiche, alterando in particolare i tempi e il tipo di
maturazione. Al fine quindi di garantire la conservazione delle
caratteristiche qualitative tipiche del prodotto è necessario
prevedere il vincolo territoriale delle operazioni di
confezionamento, limitando i tempi tra produzione e imballaggio.
Il confezionamento deve pertanto avvenire all'interno della zona
di produzione per garantire la tipicità, la rintracciabilità, il
controllo, oltre che per mantenere inalterate le caratteristiche
chimiche, fisiche e organolettiche della Casatella Trevigiana, e
deve essere effettuato utilizzando materiale conforme alle
disposizioni di legge relative all'imballaggio dei prodotti
alimentari, riportando obbligatoriamente il contrassegno e la
scritta previsti dal presente Disciplinare.
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