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Area
di produzione - comprende l'intero territorio dei seguenti
comuni della provincia di Treviso: Borso del Grappa, Crespano
del Grappa, Paderno del Grappa, Possagno, Cavaso del Tomba,
Pederobba, San Zenone degli Ezzelini, Fonte, Asolo, Maser,
Castelcucco, Monfumo, Cornuda, Montebelluna, Caerano di San
Marco, Crocetta del Montello, Volpago del Montello, Giavera del
Montello, Nervesa della Battaglia. Varietà - ecotipo
locale di piante della specie Castanea sativa Mill.
Caratteristiche al consumo - devono possedere le seguenti
caratteristiche:
n. di semi max 1 per frutto; CARATTERISTICHE DEL SEME: assenza
di frammentazioni o divisioni, superficie esterna dei cotiledoni
tendenzialmente liscia o leggermente rugosa. È ammessa la
presenza di frutti settati in misura non superiore al 25%.
CARATTERISTICHE DELLA POLPA: colore nocciola molto chiaro
tendente al giallo paglierino, uniforme, struttura omogenea e
compatta, consistenza pastosa/farinosa, sapore dolce e gradevol.
EPISPERMA: Colore nocciola, struttura pellicolare fibrosa e
resistente, scarsamente compenetrato nel seme e facilmente
asportabile. PERICARPO: Colore marrone brillante, più o meno
uniforme, eventualmente con striature più scure che si
sviluppano in senso meridiano, struttura coriacea e resistente,
che si separa facilmente dall'episperma. Superficie tomentosa
con residui stilari tomentosi (torcia). CICATRICE ILARE:
Forma tendenzialmente ovoidale, colore più chiaro del pericarpo
con raggi più o meno evidenti che si sviluppano dal centro verso
il bordo. Il bordo è netto e non deborda sulle facce laterali.
FRUTTO: forma prevalentemente ovoidale, con apice poco rilevato.
Presenta una faccia laterale tendenzialmente piana e l'altra
marcatamente convessa. Numero di frutti per kg minore o uguale a
90.br>RICCIO: contiene al massimo n. 3 frutti; possono ottenere
la IGP i frutti appartenenti alla categoria "Extra" (calibro del
frutto superiore a 3 cm, massimo 4% in peso di frutti con
endocarpo colpito da insetti, massimo 3% in peso di frutti
presentanti rosura del pericarpo) e alla Categoria I (calibro
del frutto compreso tra 2,8 e 3 cm, massimo 6% in peso di frutti
con endocarpo colpito da insetti, massimo 5% in peso di frutti
presentanti rosura del pericarpo). Metodo di produzione
- il numero delle piante ad ettaro non deve superare le 140
unità nei vecchi impianti ed arrivare ad un massimo di 180
esemplari nei nuovi impianti. Le concimazioni possono avvenire
sia nei vecchi castagneti che nei nuovi impianti, con concimi
sia organici sia organo-minerali; in quest'ultimo caso i
rapporti N-P-K variano da 2:1:1 a 1,6:1:1. Le letamazioni
possono essere eseguite da marzo a luglio, con cadenza biennale
utilizzando al massimo 400 q.li ad ettaro di letame maturo.
PROPAGAZIONE: deve avvenire esclusivamente per via agamica,
utilizzando la tecnica dell'innesto. Gli innesti sono effettuati
sia su portainnesti provenienti da cedui, sia su piante prodotte
da seme. Le marze utilizzate per l'innesto vengono prelevate,
durante l'esecuzione della potatura, da piante di "Marroni del
Monfenera". Vengono raccolti solo i rami di un anno di età, in
buono stato sanitario, con gemme senza ferite e senza
costolature. Le marze al momento della raccolta devono avere una
lunghezza massima pari a 30 cm. Le marze vengono poi raggruppate
in fasci, inserite in sacchetti di polietilene e conservate in
celle frigorifere a temperature variabili tra i 2 e 4 °C fino al
momento dell'innesto. Per gli innesti vengono utilizzate solo le
parti centrali delle marze dove è presente la gemma. GLI
INNESTI SUL CEDUO: il ceduo utilizzato per l'innesto deve essere
ben conformato, sano, esente da attacchi di cancro, di età non
inferiore a due anni e con diametro variabile tra 1 e 3 cm. I
tipi di innesto, che si eseguono su tali diametri, sono lo
spacco inglese semplice, il doppio spacco inglese, lo spacco
pieno e lo zufolo. Sono ammessi cedui di età superiore ai 5
anni, e quindi con polloni di diametro compreso tra i 4 e 15 cm.
I tipi di innesto che si eseguono su tali diametri sono lo
spacco diametrale e l'innesto a corona. INNESTI SU PIANTE
PROVENIENTI DA SEME: IL castagneto da frutto viene realizzato
procedendo con la semina delle castagne ed il successivo
innesto. Questa tipologia prevede le seguenti fasi operative: la
castagna viene prelevata dal riccio, se all'interno del riccio
vi sono tre frutti, la scelta delle castagne per la semina deve
escludere quelle al centro del riccio. Le castagne devono essere
disposte a strati su letti di torba acida all'interno di cassoni
di legno dove avviene la germinazione. I letti di torba vengono
nebulizzati con acqua per mantenere un livello di umidità non
inferiore al 70% di U.R., al fine di evitare il disseccamento
delle castagne. Durante il periodo invernale i cassoni devono
essere tenuti in cantine fresche. La primavera successiva, le
castagne, dopo l'emissione della radichetta, vengono poste in
buche delle dimensioni di cm 40x40x40, e concimate con
deposizione sul fondo di letame maturo. Durante il primo anno
devono essere effettuate le cure colturali, tra le quali il
posizionamento di schelters (reti metalliche) per evitare che le
cortecce vengano rosicchiate da caprioli e lepri, l'eliminazione
delle erbe che andrebbero a soffocare la giovane pianta, la
pacciamatura manuale, con l'accortezza di liberare dalle
eventuali erbe infestanti la zona del colletto onde evitare
attacchi fungini. POTATURA: viene effettuata da novembre a
marzo e deve interessare tutta la chioma, andando ad eliminare i
rami soprannumerari, seccaginosi, mal conformati, con
caratteristiche di dominanza nonché tutte quelle parti che
evidenziano attacchi da parte del patogeno fungino agente del
cancro corticale (Cryphonectria parasitica). La potatura viene
eseguita con la tecnica del tree-climbing, escludendo l'utilizzo
di piattaforme, anche in quelle zone dove l'orografia del
terreno lo permette, in quanto la chioma deve essere sottoposta
ad interventi di taglio anche nelle branche più interne. Gli
interventi devono portare a forme di chioma espansa al massimo
per permettere l'utilizzo più efficiente di tutto il biospazio
epigeo. I tagli devono essere eseguiti in modo da permettere una
pronta cicatrizzazione da parte delle zone cambiali. Durante il
periodo della potatura si provvede anche a mantenere pulito il
castagneto eliminando tutte le piante selvatiche invasive.
RACCOLTA: avviene manualmente dal 15 settembre al 15 novembre,
esclusivamente dopo la caduta del prodotto a terra. E' ammesso
l'utilizzo di macchine aspiratrici e raccoglitrici. CERNITA,
PULIZIA E CALIBRATURA: l'operazione di cernita viene effettuata
manualmente. La pulizia e la calibratura vengono effettuate
successivamente, utilizzando appositi macchinari. CURATURA:
il prodotto che non viene immesso sul mercato entro le 48 ore
dalla raccolta subisce il trattamento di curatura. Tale
operazione consiste nell'immergere i "Marroni del Monfenera"
nell'acqua a temperatura ambiente, per un massimo di 9 giorni.
Successivamente vengono tolti dall'acqua e asciugati
nell'apposita macchina. Tale fase consente la conservazione del
prodotto allo stato fresco per un massimo di 3 mesi.
L'operazione di curatura deve essere svolta entro poche ore
dalla raccolta per impedire l'innesco di processi fermentativi,
in particolare nelle annate in cui la raccolta avviene in
periodi piovosi o in condizioni di temperatura ancora elevate e
quindi va svolta all'interno dell'areale di produzione. Le
operazioni di raccolta, cernita, pulizia, calibratura e curatura
devono avvenire nella zona geografica delimitata.
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