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Area
di produzione - comprende parte del territorio situato fra
il lago di Garda ed il fiume Adige dei comuni di
Brentino-Belluno, Brenzone, Caprino Veronese, Costermano,
Ferrara di Monte Baldo, San Zeno di Montagna, tutti compresi
nella zona omogenea della Comunità Montana del Baldo.
Frutto - appartiene alla specie Castanea Sativa Mill,
riconducibile alla varietà "marrone". I frutti devono presentare
le seguenti caratteristiche: numero di frutti per riccio non
superiore a tre; pezzatura variabile, ossia un numero di frutti
per chilogrammo non superiore a 120, ma non inferiore a 50;
forma ellissoidale con apice poco rilevato, facce laterali in
prevalenza convesse, ma caratterizzate da diverso grado di
convessità, cicatrice ilare simile ad un cerchio schiacciato
tendente al rettangolo che non deborda sulle facce laterali, di
colore più chiaro del pericarpo; pericarpo sottile, lucido, di
colore marrone chiaro con striature più scure, evidenziate in
senso mediano; episperma (pellicola) sottile lievemente
penetrante nel seme, che si stacca con facilità alla pelatura;
seme di colore tendente al giallo paglierino, lievemente
corrugato, pastoso e di gusto dolce. Al momento dell'immissione
al consumo i frutti, oltre a presentare le caratteristiche di
forma ed aspetto sopra specificate, devono essere: interi, sani,
puliti e asciutti. Metodo di produzione - i castagneti
devono essere localizzati nella tradizionale fascia
vegetazionale del Castanetum, fra 250 e 900m s.l.m. Le forme di
allevamento, nel rispettare il tradizionale inserimento del
castagno nel pregevole paesaggio del sistema lago di Garda-Monte
Baldo, devono essere legate a sesti di impianto ed a sistemi di
potatura adeguati a non modificarne le caratteristiche di
tipicità. Il numero di piante in produzione per ettaro, tenendo
conto delle caratteristiche pedoclimatiche e delle forme di
allevamento, può variare da un minimo di 30 ad un massimo di 120
piante. Non è consentito l'uso di prodotti di sintesi, né
pratiche di forzatura, a salvaguardia della naturalità della
produzione. La raccolta, seguendo la naturale deiscenza
del frutto, potrà essere effettuata a mano o con mezzi meccanici
idonei. La resa produttiva massima è fissata in 30 kg di frutti
per pianta e in 3,6 t per ettaro. I frutti raccolti vanno
sottoposti ad operazioni di cernita e calibratura volte a
verificarne la rispondenza ai caratteri di tipicità. I
trattamenti di cura, prima della immissione dei frutti al
consumo, vanno effettuati con le tradizionali tecniche fisiche,
quali la "novena" e la "rissara". La "novena" consiste nel
prolungare la "cura dell'acqua" per nove giorni avendo
attenzione di cambiare parte o tutta l'acqua ogni due giorni,
senza aggiunta di nessun additivo e secondo la corretta tecnica
locale che consente di preservarne e migliorarne le
caratteristiche di tipicità. La "rissara" consiste
nell'accumulare all'aperto i frutti e i ricci per 8-15 giorni.
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