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Prodotti DOP e IGP del Molise |
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Riportiamo un elenco dei prodotti a Denominazione di
Origine e a Indicazione Geografica Protette della regione. L'elenco non è
necessariamente completo ed è suscettibile di possibili modifiche e
aggiornamenti. I prodotti sono stati suddivisi per categorie alimentari. |
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Carni, insaccati e prodotti trasformati |
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SALAMINI ITALIANI ALLA CACCIATORA (IGP)
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Area di produzione - l'intero
territorio delle seguenti regioni: Friuli Venezia Giulia,
Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Toscana,
Abruzzo, Lazio e Molise. Caratteristiche
al consumo - venduti sfusi, confezionati sotto-vuoto o
in atmosfera modificata. Si conservano in luoghi freschi e
asciutti, per lunghi periodi in frigorifero. Forma - cilindrica. Metodo di produzione
- si producono con carni magre, tratte dalla muscolatura striata
delle carcasse di suino, grasso suino duro, sale e pepe a pezzi
o macinato, aglio. Talvolta, addizionati con vino, zucchero
(destrosio, fruttosio, lattosio) latte (magro o in polvere) o
caseinati, con avviamento alla fermentazione, nitrato di sodio e
potassio, acido ascorbico e sale sodico. Il preparato, così
ottenuto è insaccato in budelli naturali o artificiali con
diametro superiore a 75 millimetri, eventualmente legati con
filza e di lunghezza superiore a 350 millimetri. |
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VITELLONE BIANCO DELL'APPENNINO CENTRALE (IGP)
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Area di produzione - i territori
delle province: Bologna, Ravenna, Forlì, Rimini, Pesaro,
Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Teramo, Pescara, Chieti,
L'Aquila, Campobasso, Isernia, Benevento, Avellino, Frosinone,
Rieti, Viterbo, Terni, Perugia, Grosseto, Siena, Arezzo,
Firenze, Prato, Livorno, Pisa. Razza - la carne di
Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale è prodotta da bovini,
maschi e femmine, di pura razza Chianina, Marchigiana e
Romagnola, di età compresa tra i 12 e i 24 mesi. Metodo di
allevamento - dalla nascita allo svezzamento, è consentito
l'uso dei seguenti sistemi di allevamento: pascolo, stabulazione
libera, stabulazione fissa. Nelle fasi successive allo
svezzamento e fino alla macellazione, il pascolo è vietato in
quanto incide negativamente sulle caratteristiche qualitative
delle carni: pertanto i soggetti devono essere allevati
esclusivamente a stabulazione libera o a posta fissa. I vitelli
devono essere allattati naturalmente dalle madri fino al momento
dello svezzamento. Successivamente la base alimentare è
rappresentata da foraggi freschi e/o conservati provenienti da
prati naturali, artificiali e coltivazioni erbacee tipiche della
zona geografica indicata; in aggiunta, è permesso l'uso di
mangimi concentrati semplici o composti e l'addizione con
integratori minerali e vitaminici. La razione deve comunque
essere calcolata in modo da assicurare livelli nutritivi alti o
medio alti e una quota proteica compresa tra il 13% e il 18% in
funzione dello stadio di sviluppo dell'animale. Nei quattro mesi
che precedono la macellazione è vietato alimentare il bestiame
con foraggi insilati e sottoprodotti dell'industria. La
macellazione deve avvenire in mattatoi idonei, situati
all'interno della zona di produzione; al fine di evitare
l'instaurarsi di fenomeni di stress nell'animale, particolare
cura va prestata al trasporto e alla sosta prima della
macellazione evitando l'utilizzo di mezzi cruenti per il carico
e lo scarico degli automezzi e la promiscuità, sia nel viaggio
che nella sosta, di animali provenienti da allevamenti diversi.
Nel rispetto delle normative vigenti, la refrigerazione delle
carcasse deve essere effettuata in modo tale da evitare il
fenomeno della contrattura da freddo. Al fine di migliorare la
tenerezza delle carni, e' consentito l'uso
dell'elettrostimolazione sulle carcasse. Caratteristiche al
consumo - la carne deve essere immessa al consumo provvista
di particolare contrassegno a garanzia dell'origine e
dell'identificazione del prodotto. Il marchio deve essere
apposto con caratteri chiari e indelebili, nettamente distinti
da ogni altra scritta ed essere seguito dalla menzione
Indicazione Geografica Protetta e/o I.G.P. La marchiatura deve
essere effettuata al mattatoio da un esperto incaricato
dall'organismo di controllo. Il logo deve essere impresso sulla
superficie della carcassa, in corrispondenza della faccia
esterna dei 18 tagli di seguito elencati (specificando tra
parentesi le relative basi muscolari): 1) muscolo posteriore
(tibiale anteriore e posteriore, peroneo, estensori comune,
anteriore e laterale delle falangi, flessori esterno ed interno
delle falangi); 2) campanello (gastrocnemio laterale e mediale,
soleo e flessore superficiale delle falangi); 3) girello
(semitendinoso); 4) sottofesa (bicipite femorale-lungo vasto,
paramerale-lungo-vasto); 5) noce (retto anteriore della coscia,
vasto intermedio, laterale e medio); 6) fesa (semimembranoso,
adduttore del femore, pettineo, sartorio, gracile); 7) scamone
(tensore della fascia lata, gluteo medio, superficiale, profondo
e accessorio); 8) lombata (lunghissimo del dorso, lungo spinoso e
costale, trapezio, traverso spinoso, intercostale, elevatore
delle coste, piccolo dentato e gran dorsale); 9) costata
(trapezio, traverso spinoso del dorso, lungo costale e spinoso,
intercostale, lunghissimo del dorso, gran dorsale, piccolo
dentato ed elevatore delle coste); 10) pancia (obliquo esterno ed
interno, trasverso e retto dell'addome); 11) petto (pettorale
profondo e superficiale, trasversale delle coste); 12)
sottospalla (romboide, trapezio, splenio, lungo flessore del
collo, lungo spinoso e costale, trasverso spinoso del dorso,
gran dorsale, gran dentato, lunghissimo del dorso, intercostali);
13) reale (intercostale, gran dorsale); 14) collo (romboide,
trapezio, splenio, piccolo e grande complesso, lungo flessore
del collo, traverso spinoso, atloide del piccolo complesso,
cleidoccipitale e mastoideo, intertrasversali del collo); 15)
muscolo anteriore (estensore obliquo ed anteriore del metacarpo,
estensore proprio delle dita, estensore anteriore delle falangi,
cubitale esterno ed interno, gran palmare, flessore superficiale
e profondo delle falangi, capo omerale e ulnare del flessore
profondo delle falangi, capo radiale del flessore superficiale
delle falangi); 16) girello di spalla (sopraspinoso e
brachiocefalico); 17) polpa di spalla (bicipite brachiale e
pettorale profondo); 18) copertina (sottospinoso e piccolo
rotondo). La carne è' posta in vendita al taglio o
confezionata. La carne confezionata porzionata,
fresca o surgelata, è posta in vendita solo in confezioni
sigillate. Il confezionamento può avvenire solo in laboratori
abilitati e sotto il controllo dell'organo preposto che consente
la stampigliatura del marchio della Indicazione Geografica
Protetta sulle singole confezioni. E' comunque vietata
l'aggiunta di qualsiasi qualificazione non espressamente
prevista. |
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Formaggi |
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CACIOCAVALLO SILANO (DOP)
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Area di produzione - Campania,
Molise, Puglia, Calabria, Basilicata, Lazio. Forma -
tipicamente a pera. Il sapore è dolce e burroso quando è di
media stagionatura, piccante quando è di stagionatura avanzata.
Crosta - è dura, liscia, sottile e lucida di colore
bianco avorio ricoperta da muffe. Pasta - è cruda e
filata. Se stagionato a lungo friabile, scagliosa di un colore
bianco o giallo oro, omogenea e compatta o con lievissima
occhiatura. Metodo di produzione - il latte pastorizzato
viene portato a 35°C con aggiunta del caglio di vitello. Dopo
la coagulazione viene rotta la cagliata. La pasta viene lasciata
maturare sotto siero caldo per diverse ore, per poi farla
spurgare sul tavolo di sgrondo. La pasta viene lasciata maturare
per 3-4 giorni tagliata a pezzi. La filatura avverrà
successivamente in acqua a 80-85 gradi. La salatura si effettua
in salamoia da due a 12 ore, a seconda del peso. Matura in un
mese in ambiente aerato e fresco, dove le forme vengono appese a
coppia a cavallo di un bastone orizzontale. La stagionatura si
protrae dai 3 mesi fino ad un anno in cantina a temperatura
costante. |
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Olio |
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OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
MOLISE (DOP)
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Area di produzione - comprende i territori dei comuni: Acquaviva Collecroce,
Agnone, Bagnoli del Trigno, Baranello, Belmonte del Sannio, Boiano,
Bonefro, Busso, Campobasso, Campodipietra, Campolieto, Campomarino,
Cantalupo nel Sannio, Carpinone, Casacalenda, Casalciprano,
Castelbottaccio, Castellino del Biferno, Castelmauro, Castelpetroso,
Castelpizzuto, Castelverrino, Castel S. Vincenzo, Castropignano,
Cercemaggiore, Cercepiccola, Cerro al Volturno, Civitacampomarano,
Civitanova del Sannio, Colle d'Anchise, Colletorto, Colli al
Volturno, Conca Casale, Duronia, Ferrazzano, Filignano, Forlì del Sannio, Fornelli, Fossalto, Frosolone, Gambatesa, Gildone,
Guardialfiera, Guardiaregia, Guglionesi, Jelsi, Isernia, Larino,
Limosano, Longano, Lucito, Lupara, Macchia d'Isernia, Macchiagodena,
Macchia Valfortore, Mafalda, Matrice, Mirabello Sannitico, Miranda,
Molise, Monacilioni, Montagano, Montaquila, Montecilfone,
Montefalcone nel Sannio, Montelongo, Montemitro, Montenero di
Bisaccia, Montenero Valcocchiara, Monteroduni, Montorio nei Frentani,
Morrone nel Sannio, Oratino, Palata, Pesche, Pescolanciano,
Petacciato, Petrella Tifernina, Pettoranello del Molise,
Pietrabbondante, Pietracatella, Pietracupa, Pizzone Poggio Sannita,
Portocannone, Pozzilli, Provvidenti, Riccia, Ripabottoni,
Ripalimosani, Roccamandolfi, Roccasicura, Roccavivara, Rocchetta al
Voltumo, Rotello, Salcito, San Biase, San Felice del Molise, San
Giacomo degli Schiavoni, San Giovanni in Galdo, San Giuliano del
Sannio, San Giuliano di Puglia, San Martino in Pensilis, San Massimo,
Santa Croce di Magliano, Sant'Agapito, Sant'Angelo Limosano,
Sant'Elena Sannita, Sant'Elia a Pianisi, Santa Maria del Molise,
Scapoli, Sepino, Sesto Campano, Spinete, Tavenna, Termoli, Torella
del Sannio, Toro, Trivento, Tufara, Ururi, Vastogirardi, Venafro,
Vinchiaturo. Varietà - è ottenutO dalle varietà
di olivo presenti negli oliveti congiuntamente o disgiuntamente, per
almeno l'80% di: Aurina (o Licinia), Gentile di Larino, Oliva nera di
Colletorto e Leccino; il restante 20% è costituito congiuntamente o
disgiuntamente dalle varietà autoctone Paesana bianca,
Sperone di gallo, Olivastro e Rosciola. Caratteristiche
al consumo - colore giallo-verde, odore fruttato, da leggero a medio;
sapore fruttato, delicato sentore di amaro e di piccante. Metodo di produzione
- Nella oleificazione delle olive sono ammessi soltanto i processi meccanici e
fisici atti a garantire l'ottenimento di oli esenti da alterazioni. La gramolatura, a prescindere dal sistema di estrazione adottato,
dovrà essere effettuata con acqua termoregolata alla temperatura
massima di 25 °C e per tempi compatibili ai sistemi di lavorazione.
Le operazioni di oleificazione delle olive sono effettuate in impianti di molitura posti
nell'ambito del territorio indicato. |
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