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Area
di produzione - in provincia di Potenza, nell'area
Nord-Occidentale della Basilicata, nella fascia appenninica che
dal Monte Vulture arriva al Monte Li Foy fino ad arretrare alla
Montagna Grande di Muro Lucano. Il territorio, caratterizzato da
terreni vulcanici e da pascoli naturali ricchi di essenze
spontanee aromatiche, comprende l'intero territorio
amministrativo dei comuni di: Atella, Avigliano, Balvano,
Baragiano, Barile, Bella, Cancellara, Castelgrande, Filiano,
Forenza, Ginestra, Maschito, Melfi, Muro Lucano, Pescopagano,
Picerno, Pietragalla, Pignola, Potenza, Rapolla, Rapone, Rionero
in Vulture, Ripacandida, Ruoti, Ruvo del Monte, San Fele, Savoia
di Lucania, Tito, Vaglio di Basilicata, Vietri di Potenza.
Metodo di produzione - è ottenuto con latte intero di pecore
di razza Gentile di Puglia e di Lucania, Leccese, Comisana,
Sarda e loro incroci, proveniente da allevamenti ubicati
nell'area precedentemente descritta. Il latte destinato alla
produzione del formaggio Pecorino di Filiano deve provenire da
una o due mungiture, in genere quella serale e quella del
mattino successivo. La lavorazione del latte deve essere
eseguita entro 24 ore dall'effettuazione della prima mungitura.
E' consentita la refrigerazione del latte nel rispetto dei
valori minimi previsti dalle vigenti disposizioni legislative in
materia. Il latte destinato alla trasformazione in Pecorino di
Filiano deve derivare da allevamenti la cui alimentazione è
costituita principalmente dal pascolo, foraggi freschi e da
fieni di ottima qualità prodotti nell'areale descritta.
L'integrazione è consentita solo con granella di cereali e
leguminose prodotti nella stessa area. Nell'alimentazione è
vietato l'utilizzo di prodotti derivati di origine animale, di
insilati e di piante o parti di piante (semi) di trigonella,
tapioca, e manioca. Nel contempo è vietato utilizzare alimenti
di origine animale o vegetale di qualsiasi tipo geneticamente
modificati. Il processo produttivo prevede: a) il latte
crudo, opportunamente filtrato con appositi stacci e/o filtri
(da lavare dopo ogni filtraggio con acqua calda e prodotti
consentiti per assicurare una adeguata igiene del latte) in tela
quando munto a mano, è riscaldato tradizionalmente in caldaie,
fino alla temperatura massima di 40°C, col fuoco a legna o
mediante altre forme di energia; quindi alla temperatura di
36-40°C viene aggiunto caglio di capretto o agnello in pasta,
prodotto ricavato artigianalmente da animali allevati
nell'areale di produzione del presente disciplinare;
b) il caglio utilizzato per la coagulazione del latte si ricava
dallo stomaco di capretti e agnelli lattanti degli animali
indicati nel presente disciplinare;
c) formatasi la cagliata, deve essere rotta in modo energico,
con l'ausilio di un mestolo di legno, detto "scuopolo" o "ruotolo"
recante una protuberanza all'apice, fino ad ottenere grumi delle
dimensioni di un chicco di riso;
d) dopo pochi minuti di riposo sotto siero la cagliata viene
estratta e inserita in forma nelle caratteristiche "fuscelle" di
giunco dette "fuscedd'" o in altro materiale idoneo per prodotti
alimentari con la caratteristica sagomatura tipo giunco; e) la
cagliata viene "frugata" mediante pressatura con le mani per
favorire la fuoriuscita del siero. Le forme ottenute vengono
immesse nella scotta a temperatura non superiore a 90°C fino ad
un massimo di 15 minuti;
f) la salatura viene effettuata sia a secco che in salamoia. Nel
primo caso si protrae per diversi giorni,variabili secondo le
dimensioni della forma, con aggiunta diretta di sale; nell'altro
caso il formaggio permane immerso in salamoia satura per 10-12
ore per kg della forma;
g) il formaggio va messo a maturare nelle caratteristiche grotte
in tufo o in idonei locali per la stagionatura dei formaggi ad
una temperatura di 12-14°C e un'umidita' relativa del 70-85% per
almeno 180 giorni. A partire dal 20° giorno di maturazione la
crosta dei pecorini può essere curata con olio extra vergine di
oliva prodotto in Basilicata e aceto di vino.
Caratteristiche al consumo - può essere utilizzato come
formaggio da tavola e da grattugia e deve avere le seguenti
caratteristiche: la forma deve essere cilindrica a facce piane
con scalzo diritto o leggermente convesso; la dimensione delle
forme deve rispettare il diametro delle facce da 15 a 30 cm e
l'altezza dello scalzo da 8 a 18 cm; il peso deve essere
compreso da 2,5 a 5 kg in relazione alle dimensioni della forma;
il colore della crosta recante i caratteristici segni della
fuscella si presenta dal giallo dorato al bruno scuro nelle
forme piu' stagionate e trattate superficialmente con olio extra
vergine di oliva prodotto in Basilicata e aceto di vino, tramite
uno sfregamento superficiale effettuato a mano; la pasta mostra
una struttura di consistenza compatta con presenza di minute
occhiature non regolarmente distribuite; il colore della pasta
varia dal bianco nei pecorini giovani al paglierino in quelli
più stagionati; il sapore che inizialmente è dolce e delicato
diviene leggermente piccante quando il formaggio ha raggiunto il
periodo minimo di stagionatura, diventando più accentuato con il
protrarsi della stessa; il grasso sulla sostanza secca non deve
essere inferiore al 30%. |