|
Area
di produzione - REGIONE CAMPANIA: per la Provincia di
Benevento l'intero territorio dei comuni di Limatola, Dugenta,
Amorosi; per la Provincia di Caserta l'intero territorio; per la
Provincia di Napoli l'intero territorio dei comuni di Acerra,
Arzano, Cardito, Frattamaggiore, Frattaminore, Giugliano in
Campania, Mugnano di Napoli, Pozzuoli, Qualiano; per la
Provincia di Salerno l'intero territorio. REGIONE LAZIO: per la
Provincia di Frosinone l'intero territorio dei comuni di Amaseno,
Giuliano di Roma, Villa S.Stefano, Castro dei Volsci, Pofi,
Ceccano, Frosinone, Ferentino, Morolo, Alatri, Castrocielo,
Ceprano, Roccasecca; per la Provincia di Latina l'intero
territorio dei comuni di Cisterna di Latina, Fondi, Lenola,
Latina, Maenza, Minturno, Monte S. Biagio, Pontinia, Priverno,
Prossedi, Roccagorga, Roccasecca dei Volsci, Sabaudia, S.Felice
Circeo, Sermoneta, Sezze, Sonnino, Sperlonga, Terracina,
Aprilia, S.Cosma e Damiano; per la Provincia di Roma l'intero
territorio dei comuni di Anzio, Ardea, Nettuno, Pomezia, Roma,
Monterotondo. REGIONE PUGLIA: per la Provincia di Foggia
l'intero territorio dei comuni di Manfredonia, Lesina, Poggio
Imperiale e parte del territorio di Cerignola, Foggia, Lucera,
Torremaggiore, Apricena, Sannicandro Garganico, Cagnano Varano,
San Marco in Lamis. REGIONE MOLISE: per la Provincia di Isernia
l'intero territorio del comune di Venafro. Descrizione del
prodotto - è un prodotto lattiero caseario ottenuto per
coagulazione al calore delle proteine, caratterizzato da un
elevato contenuto in acqua. Caratteristiche al consumo
- forma tronco piramidale o tronco conica, peso fino a 2.000
grammi, colore bianco porcellana, esternamente privo di crosta,
consistenza morbida, granulosa, ma non sabbiosa; dal punto di
vista chimico: grasso sulla sostanza secca minimo 45%, grasso
non inferiore al 12% stq, umidità non superiore al 75%, acido
lattico inferiore o uguale a 0,3%, contenuto in sodio inferiore
o uguale a 0,3%; dal punto di vista organolettico: sapore
caratteristico, fresco e delicatamente dolce, odore fragrante di
latte e crema. Metodo di produzione - Alimentazione
delle bufale: il razionamento delle bufale in lattazione si basa
per più della metà sulla somministrazione di foraggi provenienti
dal comprensorio DOP. I foraggi possono essere integrati
convenientemente con mangimi in grado di bilanciare l'apporto
dei diversi nutrienti della dieta. Gli alimenti da somministrare
alle bufale il cui latte e relativo siero è destinato anche alla
produzione della "Ricotta di Bufala Campana", dovranno essere
idonei e qualitativamente sicuri al fine di non compromettere la
salute degli animali e di non trasferire sostanze, odori o
sapori sgradevoli al latte. Sono ammessi gli insilati di mais e
dei foraggi non riportati nella lista degli alimenti vietati. La
massa insilata, chiusa ermeticamente, va coperta con idoneo telo
evitando teli di colore nero all'esterno e coperture
trasparenti. La somministrazione di foraggi insilati deve
avvenire non prima di 40 giorni dalla chiusura del silo. Il Ph
della massa insilata deve essere intorno a 4,3 o inferiore per
le graminacee e intorno a 4,5 per le leguminose. Alimenti
ammessi: possono essere somministrati foraggi freschi,
affienati, essiccati, disidratati ed insilati purché non
espressamente riportati al paragrafo "Alimenti vietati". Stesso
dicasi per quanto concerne i mangimi aziendali o di produzione
industriale e per i prodotti complementari dei foraggi e i
sottoprodotti industriali. Alimenti vietati: nell'alimentazione
delle bufale da latte è vietato l'utilizzo di foraggi riscaldati
per fermentazione, è vietato l'impiego delle sotto elencate
essenze di origine vegetale:
a) colza, ravizzone, senape, fieno greco, foglie di piante da
frutto e non, aglio selvatico, coriandolo;
b) finocchi, cavolfiore, cavoli, rape ed altre crucifere;
c) vinacce, raspi e vinaccioli;
d) foglie e colletti di barbabietole, borlande;
e) buccette e semi di pomodoro, residui della lavorazione
dell'industria conserviera;
f) sansa di olive;
g) pastazzo di agrumi (fresco ed insilato);
h) semi di veccia (comprese le svecciature), di fieno greco, di
colza, di ravizzone;
i) sottoprodotti della lavorazione del riso: lolla, pula,
puletta, farinaccio, gemma e grana verde;
j) farine di estrazione, panelli ed expeller di: arachidi,
colza, ravizzone, semi di pomodoro, babassu, neuk, cocco,
tabacco, sesamo, papavero, palmisto, olive, mandorle e noci;
k) amminoacidi ramificati, peptidi, lisati proteici, isoacidi;
l) olii di semi di oleaginose. Materia prima - è
costituita dal "primo siero" (o "siero dolce") proveniente dalla
lavorazione del latte di bufala, ottenuto dalla mungitura
manuale e/o meccanica di bufale di Razza Mediterranea Italiana
allevate nell'areale di produzione. Il "primo siero" deve essere
ottenuto dal meccanismo di spurgo dovuto alla rottura della
cagliata destinata alla produzione della mozzarella di bufala
campana. L'acidità titolabile massima del siero utilizzato per
la produzione è 3,5°SH/50 ml, pertanto il "siero acido"
derivante dal completamento della maturazione della cagliata non
può essere utilizzato per la produzione di "Ricotta di Bufala
Campana". Qualora la trasformazione immediata del siero non
fosse possibile, questo deve essere sottoposto a trattamenti di
stabilizzazione (pastorizzazione, termizzazione e/o
refrigerazione) con tecniche e tempi tali da evitare comunque la
sua acidificazione oltre il valore massimo definito. In ogni
caso, il siero è trasformato in DOP "Ricotta di Bufala Campana"
entro 24 ore dalla separazione dalla cagliata.
E' ammessa l'aggiunta di latte di bufala crudo, termizzato o
pastorizzato, proveniente dalla zona di produzione in misura
massima del 6% della massa del "primo siero".
E' ammessa l'aggiunta di panna fresca di siero di latte di
bufala proveniente dalla zona di produzione nella misura massima
del 5% della massa del primo siero. Tale procedimento serve per
aumentare la consistenza della ricotta e favorirne anche la
cavatura o estrazione. E' ammessa l'aggiunta di sale (NaCl)
in misura massima di 1 kg per 100 kg di "primo siero" o miscela
di siero con latte e/o panna fresca. L'addizione di sale
direttamente al siero non solo conferisce maggior sapidità al
prodotto, ma influenza anche i processi di denaturazione ed
aggregazione delle proteine e quindi la consistenza del
prodotto. Lavorazione - il "primo siero" (o "siero
dolce") è inviato subito, o dopo trattamento di stabilizzazione
e stoccaggio inferiore alle 24 ore, alle apposite caldaie dove
avviene la produzione della DOP "Ricotta di Bufala Campana".
Il riscaldamento può avvenire sia per iniezione diretta di
vapore che per scambio indiretto di calore. L'eventuale
addizione di latte di bufala e/o panna fresca può avvenire sia
prima dell'inizio del riscaldamento che anche a riscaldamento
avviato. Dopo aver raggiunto una temperatura media di 82°C, per
favorire il processo di coagulazione delle proteine è ammessa
l'aggiunta di aliquote variabili di "cizza" (siero innesto
naturale derivante da precedenti lavorazioni di mozzarella di
bufala campana avvenute nelle aziende ubicate nella zona di
produzione, acido lattico o acido citrico al fine di modificare
l'acidità del mezzo e quindi facilitare l'ottenimento della
ricotta. Si completa la fase di riscaldamento fino al
raggiungimento di una temperatura non superiore a 92°C. Il
calore determina la denaturazione delle proteine e la loro
aggregazione, dunque la formazione di un coagulo morbido e fine
che inizia ad affiorare immediatamente alla superficie grazie
alla presenza del grasso. Questa fase si completa in qualche
minuto. La separazione della ricotta è effettuata sia
manualmente utilizzando un mestolo forato e deponendo
gentilmente il coagulo umido direttamente nelle caratteristiche
fiscelle di materiale plastico per uso alimentare o nelle tele,
sia meccanicamente con l'uso di appositi estrattori. La ricotta
posta nelle fiscelle o nelle tele completa quindi la separazione
della scotta per assumere la sua consistenza definitiva. La
ricotta così sgrondata viene parzialmente raffreddata. Il
confezionamento deve avvenire comunque entro le 24 ore dalla
produzione e viene effettuato o prima o dopo la procedura di
raffreddamento. Qualora la ricotta non venga immediatamente
confezionata, il raffreddamento prosegue fino a raggiungere la
temperatura di + 4°C in cella frigorifera; qualora invece la
ricotta venga confezionata, il raffreddamento prosegue fino a
raggiungere la temperatura di + 4°C in cella frigorifera o in
bagno di acqua e/o ghiaccio. La durata massima della
conservabilità (shelf-life) della "Ricotta di Bufala Campana"
"fresca" non potrà essere superiore, dalla data di produzione a
7 giorni. Al fine di ottenere una ricotta con una
conservabilità superiore (massimo 21 giorni dalla data di
produzione), prima di procedere alla fase di confezionamento è
ammesso un trattamento termico della ricotta sgrondata dalla
scotta. Successivamente la ricotta viene lisciata od
omogeneizzata al fine di conferirle un aspetto più cremoso. Il
prodotto così ottenuto è definito "Ricotta di Bufala Campana"
"fresca omogeneizzata". E' ammesso il confezionamento della
ricotta ancora calda, anche con l'ausilio di macchine
operatrici, in contenitori di plastica immediatamente chiusi per
termosaldatura. La ricotta confezionata è quindi rapidamente
raffreddata fino a raggiungere la temperatura di +4 °C in cella
frigorifera oppure in bagno di acqua e/o ghiaccio. Le
operazioni di produzione di latte, di siero e di panna fresca
che concorrono alla produzione della "Ricotta di Bufala Campana"
e le operazioni di produzione e confezionamento devono avvenire
nel territorio di produzione al fine di garantire la
tracciabilità ed il controllo e per non alterare la qualità del
prodotto. |