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Prodotti DOP e IGP della Sicilia |
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Riportiamo un elenco dei prodotti a Denominazione di
Origine e a Indicazione Geografica Protette della regione. L'elenco non è
necessariamente completo ed è suscettibile di possibili modifiche e
aggiornamenti. I prodotti sono stati suddivisi per categorie alimentari. |
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Formaggi |
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PECORINO SICILIANO (DOP)
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Area di produzione - l'intera regione.
Forma - cilindrica a facce piane o leggermente concave. Il sapore è
piccante. Crosta - bianca giallognola, con impressa
l'impronta del canestro. Pasta - compatta, di colore bianco o paglierino, con un'occhiatura
limitata. Metodo di
produzione - la pasta,
ottenuta da latte intero con aggiunta di caglio di agnello, viene immessa
cruda in appositi stampi che conferiscono alla forma dei segni
caratteristici; viene quindi sottoposta a salatura per un periodo non
inferiore ai quattro mesi. |
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RAGUSANO (DOP)
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Area di produzione - nell'intero territorio dei Comuni di Acate,
Chiaramento, Gulfi, Comiso, Giarratana, Ispica, Modica, Monterosso Almo,
Pozzallo, Agusa, S.Croce Camerina, Scicli e Vittoria in provincia di
Ragusa, e dei comuni di Noto, Palazzolo Acreide e Rosolino in provincia di
Siracusa. Forma -
parallelepipeda a sezione quadrata con gli angoli smussati. Sulla
superficie sono presenti delle leggere insenature causate dal passaggio
delle corde di sostegno utilizzate per la stagionatura. Crosta -
liscia, sottile e compatta di colore giallo dorato; può presentarsi paglierina
tendente al marrone per i formaggi da grattugia quando la stagionatura è
più prolungata. Pasta -
filata, di colore bianco tendente al paglierino; la struttura è compatta
con eventuali fessure. Metodo di
produzione - si lascia inacidire naturalmente il
latte di razza modicana; in seguito, con
l'aggiunta di caglio di vitello verrà fatto coagulare. Si passa quindi
alla rottura della cagliata che viene poi cotta in acqua calda per
procedere alla lavorazione della pasta. Questa fase consiste nel portare
la pasta a sfogliatella, per ottenere una consistenza gommosa
di forma sferica con la superficie esterna, liscia, senza smagliature e
saldata da un polo. Infine la massa viene modellata per ottenere la
caratteristica forma parallelepipeda a sezione quadrata. La salatura si
effettua in salamoia. La stagionatura avviene in locali a 14-16 gradi
legando le forme a coppia con sottili funi e appendendole a cavallo di
appositi sostegni per garantire una perfetta aerazione dell'intera
superficie della forma. |
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Olio |
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OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
MONTE ETNA (DOP)
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Area di produzione - i comuni in provincia
di Catania: Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Camporotondo
Etneo, Castiglione di Sicilia, Maletto, Maniace, Motta
S.Anastasia, Paternò, Ragalna, Randazzo, Santa Maria di Licodia
e San Pietro Clarenza; in provincia di Enna: Centuripe; in provincia
di Messina: Malvagna, Mojo Alcantara, Roccella Valdemone e Santa
Domenica Vittoria. Varietà - è ottenuto dalla varietà
"Nocellara Etnea" per almeno il 65%, possono concorrere le varietà
presenti nella zona, la Moresca, la Tonda Iblea, la Ogliarola
Messinese, la Biancolilla, la Brandofino e l'Olivo di
Castiglione, in percentuali variabili e fino al limite massimo
del 35%. Caratteristiche al consumo - colore giallo oro
con riflessi verdi, odore di fruttato leggero, sapore fruttato
con sensazione leggera di amaro e piccante, acidità massima
totale espressa in acido oleico, in peso, non superiore a grammi
0,6 per 100 grammi di olio. Metodo di produzione - per l'estrazione
dell'olio sono ammessi soltanto processi meccanici e fisici atti a
produrre oli che presentino il più fedelmente possibile le
caratteristiche peculiari originarie del frutto. Le operazioni di molitura
sono precedute dalla separazione delle foglie mediante
aspiratrici, da un accurato lavaggio delle olive in corrente di
acqua e dal passaggio delle olive su griglie vibranti per
l'allontanamento dell'acqua e di eventuali residui di foglie e
corpi estranei. La gramolatura è effettuata nel rispetto dei
tempi e delle temperature. La permanenza della pasta di olive
nella gramola varia in funzione del grado di maturazione dei
frutti da quindici a quaranta minuti, mentre la temperatura
dell'acqua nell'intercapedine esterna della gramolatrice
deve garantire che la pasta di olive in lavorazione non
superi i 28-30 °C. |
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OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
MONTI IBLEI (DOP)
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Area di produzione - si espande sul
massiccio dei Monti Iblei e coinvolge numerosi comuni delle
province di Siracusa, Ragusa e Catania. Varietà - con la menzione "Monte
Lauro" è ottenuto dalla varietà di olivo Tonda Iblea in
misura non inferiore al 90%; possono essere presenti anche altre
varietà in misura non superiore al 10%. "Val d'Anapo" è ottenuto
da Tonda Iblea in misura non inferiore al 60%; altre in misura non superiore al
40%; "Val Tellaro" da Moresca in misura non inferiore al
70%; altre in misura non superiore
al 30%. "Frigintini" da Moresco in misura non inferiore al 60%; altre
in misura non superiore
al 40%; "Gulfi" da Tonda Iblea in misura non inferiore al 90%; altre varietà in misura non superiore
al 10%; "Valle dell'Erminio" da Moresca in misura non inferiore al
60%; altre in misura non
superiore al 40%; "Calatino" da Tonda Iblea in misura non inferiore al
60%; altre varietà in misura non
superiore al 40%; "Trigona Pancali" da Nocellara Etna in misura non
inferiore al 60%; altre in
misura non superiore al 40%. Caratteristiche al consumo - tutti gli
oli sono di colore verde. Monte Lauro ha odore fruttato medio
con sensazione erbacea, sapore fruttato con sensazione media
piccante;
Val d'Anapo ha odore fruttato leggero e media sensazione erbacea, sapore
fruttato con sensazione leggera piccante;
Val Tellaro ha odore fruttato medio con leggera sensazione erbacea, sapore
fruttato con sensazione media piccante;
Frigintini ha odore fruttato intenso e sensazione erbacea media, sapore
fruttato con sensazione media piccante;
Gulfi ha odore fruttato intenso con sensazione media di erba, sapore
fruttato con sensazione media piccante;
Valle dell'Erminio ha odore fruttato con leggera sensazione d'erba, sapore
fruttato con leggera sensazione piccante;
Calatino ha odore fruttato leggero con sensazione media di erba, sapore
fruttato con leggera sensazione piccante;
Trigona Pancali ha odore fruttato medio con leggera sensazione di erba,
sapore fruttato con leggera sensazione piccante. |
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OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
VAL DI MAZARA (DOP)
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Area di produzione - in tutta la provincia di Palermo e nei
seguenti comuni della provincia di Agrigento: Alessandria della Rocca,
Bivona, Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Cattolica, Eraclea, Cianciana,
Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, Montevago, Ribera, Sambuca di Sicilia,
Santa Margherita del Monbelice, Sciacca, Villafranca Sicula. Varietà - è prodotto
dalle varietà di olive "Biancolilla", "Nocellara del
Belice", "Cerasuola", "Ogliarola Messinese". Possono concorrere
altre varietà presenti nella zona in misura non superiore al
10%. Caratteristiche al consumo - colore giallo oro con sfumature verde intenso.
L'odore è
fruttato, alle volte può anche avere un profumo di mandorla. Il sapore è
vellutato, fruttato con un retrogusto dolce. Metodo di produzione -
l'estrazione
avviene per lo più con il sistema a ciclo continuo e il sistema di
molitura a freddo. |
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OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
VALDEMONE (DOP)
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Area di produzione
- comprende i territori di tutti i comuni della provincia di Messina, fatta
eccezione per Floresta, Moio Alcantara e Malvagna. Varietà
- è ottenuto dalle varietà di olivo Santagatese, Ogliarola Messinese e Minuta presenti negli oliveti, da soli o
congiuntamente, nella misura minima del 70%. Le varietà Mandanici, Nocellara Messinese, Ottobratica, Verdello e Brandofino possono essere presenti per il restante
30%. Caratteristiche al consumo - aspetto limpido e leggermente velato;
colore da verde con tonalità gialle a giallo oliva; fruttato: la sensazione olfattiva mette in risalto il profumo più o meno intenso delle olive appena raccolte, accompagnato sempre da sentori di erbe, foglie e fiori di piante spontanee presenti nel corteggio floristico degli oliveti della provincia di Messina; sensazioni gustative: al gusto, l'olio ribadisce le percezioni olfattive con una sensazione di olive fresche appena raccolte contrastata, in minor misura, dall'amaro;
le sensazioni retro-olfattive che accompagnano più o meno nettamente l'olfatto
e il gusto dell'olio Valdemone, sono la mandorla, la frutta fresca, il pomodoro, il cardo;
l'acidità massima è dello 0,7%. Metodo di produzione - la raccolta deve essere effettuata dalla pianta sia a mano che con macchine agevolatrici (es. pettini vibranti). E' ammesso l'impiego di reti per l'intercettamento delle olive al momento della raccolta;
dove possibile è ammessa la raccolta meccanica con l'impiego di vibratori. E' comunque vietato l'impiego di prodotti cascolanti così come non sono ammessi altri metodi di raccolta che possono danneggiare le olive o determinare il contatto del frutto con il terreno. L'operazione di raccolta deve essere effettuata nel periodo che va da ottobre
fino a gennaio. Le olive appena raccolte vanno conservate in cassette di plastica finestrate, ben arieggiate in modo da non alterare la
qualità originaria e vanno molite entro due giorni dalla raccolta. Per il trasporto si possono usare anche cassoni di plastica di maggiore capacità. Le olive devono essere prive di imperfezioni (attacchi di mosca e tignola) che potrebbero influenzare negativamente la qualità dell'olio. Le operazioni di oleificazione e di imbottigliamento dell'olio devono essere effettuate entro il territorio
previsto dal disciplinare. La produzione massima di olive per ettaro non deve superare i 60 q.li negli impianti tradizionali
e i 100 q.li per ettaro negli impianti intensivi. Le rese massime in olio delle olive non possono superare il 24%. Prima della molitura, le olive devono essere preventivamente lavate e defogliate. Per l'operazione di frangitura sono ammessi tutti i tipi di frantoio. L'operazione di molitura avviene con il controllo della temperatura che non deve superare i 28-30 °C. I frantoi tradizionali possono essere a 2-4 macine. Nei frantoi a molazza,
i tempi di lavorazione sono di 20-30 minuti, mentre con i frangitori sono dell'ordine di un minuto; tali tempi di lavorazione variano in funzione del grado di maturazione delle olive. La temperatura ottimale della gramolatura si aggira intorno ai 28-30 °C, mentre i tempi di lavorazione sono mediamente di 30 minuti. |
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OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
VALLE DEL BELICE (DOP)
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Area di produzione - i territori della
provincia di Trapani che coinvolgono i comuni di Castelvetrano,
Campobello di Mazara, Partanna, Poggioreale, Salaparuta e Santa
Ninfa. Varietà - è ottenuto dalla varietà "Nocellara
del Belice", cultivar a duplice attitudine, che è presente
negli impianti tradizionali per almeno il 70%. Le altre
cultivars, che concorrono alla composizione dell'olio, sono
quelle coltivate nell'areale di produzione e in particolare: la
Giarraffa, la Biancolilla, la Cerasuola, la Buscionetto, la
Santagatese, l'Ogliarola Messinese e altre cultivar
minori. Singolarmente o complessivamente esse non potranno
superare il 30%. Caratteristiche al consumo - sapore
fruttato: da medio a intenso; sensazione di amaro: da leggero a
intenso; sensazione di piccante: da leggero a intenso; odore:
fruttato di oliva da acerbo a maturo; colore: da verde a giallo
con riflessi verdognoli; acidità massima
totale espressa in acido oleico, in peso, non superiore a grammi
0,5 per 100 grammi di olio. Metodo di produzione - le
operazioni di oleificazione delle olive devono essere effettuate
in impianti di molitura posti nel territorio dei comuni
coinvolti; i frantoi devono disporre di opportuni dispositivi
per il lavaggio e la defogliazione cui sottoporre
obbligatoriamente le drupe. E' vietata la pratica di ripasso
delle paste estratte. La conservazione dell'olio deve essere
effettuata in ambienti che consentano il mantenimento delle
temperature costanti al variare delle stagioni e al riparo da
aria e luce. L'olio deve essere conservato in recipienti a norma
di legge. |
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OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
VALLI TRAPANESI (DOP)
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Area di produzione - i comuni in
provincia di Trapani nei quali è prodotto questo olio sono i seguenti:
Alcamo, Buseto, Palizzolo, Calatafimi, Castellammare del Golfo, Custonaci,
Erice, Gibellina, Marsala, Mazara del Vallo, Paceco, Petrosino,
Poggioreale, Salemi, San Vito lo Capo, Valderice, Vita. Varietà - è ottenuto dalle varietà
"Cerasuola" e "Nocellara del Belice"
in misura non inferiore all'80%. Possono concorrere altre varietà
presenti nella zona in misura non superiore al 20%. Caratteristiche al consumo -
il colore è
verde con eventuali riflessi giallo oro; l'odore è
netto di olive con eventuali toni erbacei, il sapore è
fruttato con una leggera sensazione di piccante e di amaro. Metodo di produzione -
le olive
devono essere molite il secondo giorno dalla raccolta. Per l'estrazione
dell'olio sono ammessi soltanto processi meccanici e fisici atti a
produrre oli che presentino il più fedelmente possibile le
caratteristiche peculiari originarie del frutto. |
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Ortofrutta e cereali |
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ARANCIA ROSSA DI
SICILIA (IGP)
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Area di produzione - viene coltivata
nella Sicilia orientale. Frutto - il colore
della polpa è arancione, mentre nella varietà Moro è interamente rossa.
Varietà - Esistono tre
qualità di Arance Rosse: Tarocco, Moro e Sanguinello. Forma -
obovata-globosa e ovoidale, del calibro minimo di 10, pari a 60/68 mm di
diametro. Raccolta - le arance vengono raccolte con forbici particolari che tagliano il frutto alla base per
non recare alcun danno alla pianta e al frutto. |
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CAPPERO DI
PANTELLERIA (IGP)
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Area di produzione - l'intera isola di
Pantelleria. Frutto - il colore è verde senape.
Varietà - i cappereti
destinati alla produzione del Cappero di Pantelleria devono essere
costituiti da piante della specie botanica Capperis spinosa, varietà
inermis cultivar nocellara. E' ammessa una percentuale non superiore al
10% di altre varietà. Forma -
globosa, subsferica raramente oblunga o conica. Il suo calibro è di 9 mm.
Caratteristiche al consumo - l'odore è
forte e aromatico, il sapore è
aromatico e salato. Metodo di produzione - per le
operazioni di salatura a secco vien utilizzato del sale marino nella
percentuale del 40% della massa totale di capperi, che viene rimescolata
giornalmente al fine di favorire la fermentazione lattica. Le operazioni
successive consistono in aggiunte di sale marino nella misura del 25%
rispetto al totale della massa. Il prodotto viene rimescolato e fatto
sgrondare giornalmente del deposito d'acqua di vegetazione che si
produce naturalmente. I capperi raggiungono la maturazione acquisendo
le loro caratteristiche dopo circa 10 giorni. |
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FICODINDIA DELL'ETNA (DOP)
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Area di produzione - ricade nel
territorio dei comuni di Bronte, Adrano, Biancavilla, Santa
Maria di Licodia, Ragalna, Camporotondo, Belpasso e Paternò. Frutto -
le cultivar della Opuntia ficus-indica dell'area considerata
sono: gialla detta anche Sulfarina o Nostrale, rossa detta anche
Sanguigna, bianca detta anche Muscaredda o Sciannarina. E'
ammessa una percentuale non superiore al 5% di altri ecotipi.
Sono considerate varianti di pregio le selezioni Trunzara o
Pannittera, delle cultivar bianca, rossa e gialla. I frutti
vengono distinti secondo il periodo di maturazione in "Agostani"
o "Latini" (primo fiore), "Scozzolati"
(seconda fioritura). All'atto dell'immissione al consumo devono
rispondere alle comuni norme di qualità e alle seguenti
caratteristiche: peso del frutto non inferiore a 95 g;
percentuale di polpa non inferiore al 60% del peso fresco
dell'intero frutto; i frutti devono essere esenti da
malformazioni; colore e forma, caratteristici della cultivar
(sono ammessi frutti raccolti nella fase di invaiatura); grado
rifrattometrico non inferiore al 13%. Art. 7. Metodo di produzione -
gli impianti possono essere sia specializzati che consociati e
la densità di piantagione massima ammessa, in dipendenza della
tipologia di impianto, è di 400 piante ad ettaro. In
abbinamento alle forme libere di allevamento delle piante ("vaso
libero" o "a cespuglio"), è ammesso altro tipo
di allevamento, per agevolare la raccolta e le operazioni
colturali. I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i
sistemi di potatura devono essere quelli tradizionali. Sono
consentite negli impianti, a sostegno del nuovo flusso
vegeto-produttivo, le operazioni di concimazione, di irrigazione
dopo la "scozzolatura" (che consiste
nell'asportare fiori, frutticini appena allegati e giovani
cladodi). Le tecniche colturali del terreno non devono
danneggiare l'apparato radicale delle piante che si espande in
superficie. La scozzolatura viene eseguita tra la fine del mese
di maggio e la prima metà del mese di giugno, in relazione alle
zone di produzione e alle condizioni climatiche. Le operazioni
di raccolta, in relazione alle zone di produzione e
all'andamento climatico, si svolgono dalla seconda decade
di agosto per i frutti di prima fioritura ("Agostani"),
da settembre a dicembre per i frutti di seconda fioritura
("Scozzolati" o "Bastardoni"). I frutti dopo
la raccolta devono essere immagazzinati in locali idonei
ventilati e asciutti. Successivamente il prodotto può essere
frigoconservato. Le operazioni di raccolta vanno iniziate
all'invaiatura eseguendo il prelievo in modo tale che una
sottile porzione di cladodio rimanga alla base del frutto.
Successivamente alla raccolta i frutti debbono essere sottoposti
al processo di despinatura, per essere commercializzati con la
qualifica di despinati. |
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POMODORO DI PACHINO (IGP)
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Area di produzione - l'intero territorio
comunale di Pachino e Porto Palo di Capo Passero e parte dei
territori comunali di Noto (Siracusa) ed Ispica (Ragusa). Caratteristiche al consumo -
i frutti devono appartenere alle categorie merceologiche "extra"
e "prima" e devono essere interi, di aspetto fresco,
sani (sono esclusi i prodotti affetti da marciume o che presentino
alterazioni tali da renderli inadatti al consumo), puliti, privi
di sostanze estranee visibili, privi di odori e/o sapori estranei.
Metodo di produzione - la coltivazione del "Pomodoro
di Pachino" deve essere effettuata in ambiente protetto
(serre e/o tunnel ricoperti con film di polietilene o altro
materiale di copertura); quando la coltivazione viene effettuata
nel periodo estivo la coltura può essere protetta da idonee
strutture ricoperte con rete anti-insetto. La tecnica di
coltivazione prevede le seguenti fasi: il trapianto si esegue da
agosto a febbraio, tranne per la tipologia cherry che si può
effettuare tutto l'anno; la densità d'impianto è di 2-6 piante
per mq; le piantine devono essere fornite da vivai specializzati
ed autorizzati dall'Osservatorio per le malattie delle piante. E'
consentito l'uso di piantine innestate; la forma di allevamento
deve essere in verticale, ad una o più branche; durante il ciclo
si esegue la potatura verde consistente nell'asportazione delle
foglie senescenti e germogli ascellari; è ammessa l'operazione
colturale di cimatura; l'irrigazione è effettuata con acque di
falda prelevate da pozzi ricadenti nel comprensorio delimitato. La
qualità dell'acqua è caratterizzata da una salinità che varia
da 1.500 a 10.000 ms; l'impollinazione può essere agevolata per
via fisica, chimica o entomofila; è vietato l'uso di qualsiasi
sostanza ormonale che abbia azione diversa da quella allegante; la
raccolta viene effettuata manualmente ogni 3-4 giorni a seconda
delle condizioni climatiche. La produzione massima consentita non
deve superare i seguenti quantitativi per tipologia: pomodoro
tondo liscio: 100t/Ha, pomodoro costoluto: 75t/Ha, pomodoro
ciliegino o cherry: 50t/Ha. |
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UVA DA TAVOLA DI
CANICATTI' (IGP)
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Area di produzione - il
territorio di coltivazione comprende 20 comuni intorno a Canicattì
appartenenti alle province di Agrigento, Caltanissetta e la zona intorno
a Mazzarrone, in provincia di Catania. Frutto - è ottenuto dalla fecondazione della cultivar Bicane
con polline di Moscato d'Amburgo, presenta grappoli del peso di circa 1
kg, acini spargoli medio-grossi, turgidi, dorati e croccanti. Il prodotto
biologico e convenzionale assume inoltre una colorazione giallo oro. Ha un
profumo gradevole e aroma di Moscato. Metodo di produzione -
i vigneti
sono coltivati a tendone con 1.100 piante per ettaro; per le produzioni
medio-tardive, sono ricoperti con materiale plastico per evitare che i
grappoli si bagnino durante le piogge. Tre sono i metodi di coltivazione:
il sistema convenzionale, largamente utilizzato, che consente di ottenere
grappoli uniformi eliminando quelli non idonei già a giugno; il sistema
biologico, che dà un prodotto meno perfetto dal punto di vista estetico;
l'insaccamento dei grappoli, tecnica a metà fra i due sistemi.
La raccolta inizia la terza decade di agosto nelle zone costiere e
prosegue fino a settembre, mentre si raccoglie a dicembre nelle zone più
fresche come Canicattì e Delia. L'uva viene
conservata in ambienti freddi e in celle frigorifere a temperatura e
umidità controllate per un massimo di 90 giorni. |
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UVA DA TAVOLA DI
MAZZARRONE (IGP)
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Area di produzione - il
territorio di coltivazione comprende i comuni Caltagirone, Licodia Eubea e
Mazzarrone in provincia di Catania, Acate, Chiaromonte Gulfi e
Comiso in provincia di Ragusa. Frutto - viene prodotto
nelle tipologie bianco, rosso e nero; le dimensioni del grappolo
devono essere di almeno 400 g per le varietà nera e bianca, di
almeno 350 g per quella rossa; peso medio dell'acino: minimo 3 g
per varietà ad acino piccolo e 5 g per varietà ad acino
grosso; caratteristiche della buccia dell'uva nera: colore
nero-blu intenso, vellutato con riflessi perlacei, ricoperta di
pruina; caratteristiche della buccia dell'uva rossa: colore
rosso-palissandro, blu-rosso, ricoperta di pruina;
caratteristiche della buccia dell'uva bianca: colore da
bianco-crema a giallo-dorato, ricoperto di pruina. Metodo di produzione -
La forma di allevamento è il tendone. Può
essere utilizzata anche la forma di allevamento a
controspalliera. I sesti di impianto e i sistemi di potatura
devono essere quelli in uso generalizzato atti a mantenere un
perfetto equilibrio e sviluppo della pianta oltre ad una normale
aerazione e soleggiamento della stessa. La densità di
piantagione è compresa tra 800 e 1600 piante per ettaro per il
tendone e tra le 1800 e 2500 piante per ettaro per la
controspalliera. La produzione unitaria massima consentita di
"Uva da tavola di Mazzarrone" è fissata in 300 q/ha
per i vigneti allevati a tendone e in 200 q/ha per i vigneti
allevati a controspalliera. |
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