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Prodotti DOP e IGP del Veneto |
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Riportiamo un elenco dei prodotti a Denominazione di
Origine e a Indicazione Geografica Protette della regione. L'elenco non è
necessariamente completo ed è suscettibile di possibili modifiche e
aggiornamenti. I prodotti sono stati suddivisi per categorie alimentari.
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Carni, insaccati e prodotti trasformati
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Cotechino
di Modena (IGP)
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Area di produzione - è molto vasta e
comprende le province di Bergamo,
Bologna, Brescia, Como, Cremona, Ferrara, Forlì-Cesena, Lecco, Lodi,
Mantova, Milano, Modena, Parma, Pavia, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia,
Rimini, Rovigo, Varese e Verona. Caratteristiche al consumo - può essere commercializzato come prodotto fresco o cotto. Il prodotto
deve essere facilmente affettabile. Al taglio la fetta si presenta
compatta con granulometria uniforme, ma tenera. Il colore della fetta è
roseo tendente al rosso non uniforme. Metodo di
produzione - si ottiene con una miscela di carni suine ottenute dalla
muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale, pepe intero e a pezzi.
Questa miscela viene insaccata in involucri naturali o artificiali. La
preparazione deve essere effettuata con la macinatura in tritacarne, con
stampi con fori di dimensioni comprese tra 7 e 10 mm per le frazioni
muscolari e adipose e, per la cotenna, con stampi con fori di dimensioni
comprese tra 3 e 5 mm.
L'impasto ottenuto viene a quel punto insaccato e commercializzato.
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Mortadella
di Bologna (IGP)
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Area di produzione
- è molto vasta e coinvolge le regioni Emilia Romagna, Piemonte,
Lombardia, Veneto, provincia di Trento, Toscana, Marche e Lazio. Caratteristiche
al consumo - al taglio
presenta una superficie vellutata di colore rosa vivo uniforme. Nella
fetta devono essere presenti in quantità non inferiore al 15% della
massa totale, delle quadrettature bianche perlacee di tessuto adiposo. Il gusto è
delicato senza tracce di affumicatura, il profumo
è aromatico. Forma - ovale o cilindrica. Metodo di produzione
- la
mortadella si ottiene da una miscela di carni suine ottenuta dalla
muscolatura striata appartenente alla carcassa, ridotta in grani fini con
il tritacarne, lardelli di grasso suino di gola cubettato, sale e pepe. Le
componenti carnee vengono sottoposte a sgrossatura ed omogeneizzazione per
poi essere triturate sempre finemente e la loro temperatura non deve
essere maggiore a 1°C. Per la preparazione dei lardelli il grasso suino
di gola è cubettato, scaldato e quindi lavato in acqua e sgocciolato.
L'impastatura di tutti i componenti deve esere effettuata in macchine
sottovuoto o a pressione atmosferica. Dopo l'impastatura e il successivo
insacco il prodotto viene cotto in stufe ad aria secca. La temperatura nel
cuore del prodotto non deve essere inferiore a 70°C. Dopo la cottura deve
essere rapidamente raffreddato. |
Prosciutto
Veneto Berico Euganeo (IGP)
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Area di produzione - comuni di Montagnana,
Saletto, Ospedaletto Euganeo, Este, Pressana,
Roveredo di Guà, Noventa Vicentina, Poiana Maggiore, Orgaino, Alonte,
Sossano, Lonigo, Sarego Villaga, Barbarano Vientino. L'allevamento dei
suini avviene nelle regioni del Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e
Umbria. Caratteristiche al consumo - La carne è
di colore rosa tendente al rosso: le parti grasse sono perfettamente
bianche; l'aroma è
delicato dolce e fragrante. Forma - la legatura
è effettuata a mezzo di una corda passata con un foro praticato nella
parte superiore del gambo. La forma è naturale semipressata. Metodo di
produzione - Le cosce
devono essere sottoposte alla salagione entro 48 ore dalla macellazione. Vengono
poi rifilate dal grasso e dall'eccesso di cotenna e devono
essere appese per la lavorazione e la stagionatura in modo da evitare la
strozzatura del gambo. Il prosciutto Veneto Berico Euganeo viene allora
stagionato per un periodo non inferiore ai 10 mesi dalla salatura.
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Salame
di Cremona (IGP)
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Area di produzione - comprende il territorio delle
regioni Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto. Caratteristiche
al consumo - Aspetto esterno: forma cilindrica a tratti
irregolare. Consistenza: il prodotto deve essere compatto di
consistenza morbida. Aspetto al taglio: la fetta si presenta
compatta ed omogenea, caratterizzandosi per la tipica coesione
delle frazioni muscolari e adipose, tale da non consentire una
netta evidenziazione dei contorni (aspetto "smelmato"). Non sono
presenti frazioni aponeurotiche evidenti. Colore: rosso intenso.
Odore: profumo tipico e speziato. Metodo di produzione
- la materia prima per la produzione della IGP deve
provenire da suini oggetto di una serie di prescrizioni che regolano
la composizione degli alimenti e le modalità della loro
somministrazione. In particolare i suini devono appartenere alle
razze tradizionali Large White Italiana e Landrace Italiana, o figli di verri
delle stesse razze; suini figli di verri di razza Duroc Italiana; suini figli di
verri di altre razze ovvero di verri ibridi purché provengano da
schemi di selezione o incrocio attuati con finalità non
incompatibili con quelle del Libro Genealogico Italiano per la
produzione del suino pesante.
I suini sono inviati alla macellazione non prima che sia
trascorso il nono mese e non dopo il quindicesimo mese dalla nascita.
Il peso medio della singola partita inviata alla macellazione deve
essere ricompreso nell'intervallo corrente tra Kg. 144 e Kg. 176.
La carne suina da destinare all'impasto è quella ottenuta dalla
muscolatura della carcassa e dalle frazioni muscolari striate ed
adipose.
Ingredienti: sale, spezie, pepe in grani o pezzi grossolani,
aglio pestato e spalmato nell'impasto.
Eventuali altri ingredienti: vino bianco o rosso fermo, zucchero
e/o destrosio e/o fruttosio e/o lattosio, colture di avviamento alla
fermentazione, nitrito di sodio e/o potassio, acido ascorbico e suo
sale sodico.
Sono vietate carni separate meccanicamente.
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Soprèssa
vicentina (DOP)
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Area di produzione - l'intero territorio della provincia
di Vicenza. Caratteristiche al consumo - profumo
speziato, con eventuale fragranza di erbe aromatiche con o senza
aglio; sapore delicato, leggermente dolce e pepato o di aglio; colore
rosato, tendente al rosso; consistenza: grana medio grossa, poca
resistenza alla masticazione. Forma - cilindrica. La
legatura è caratterizzata da uno spago non colorato, che può
essere elasticizzato, posto in verticale (imbragatura) e da una
serie di anelli dello stesso materiale, posti in orizzontale
sopra l'imbragatura che coprono tutta la lunghezza della
Sopressa. Per la legatura non è ammesso l'uso di reti. Per il
prodotto con aglio è consentito l'utilizzo di spago colorato
solo per la parte terminale (asola). Gli anelli hanno tra di
loro una distanza di circa 2-4 cm e devono essere presenti in un
numero minimo di tre. La superficie esterna si presenta
ricoperta da una patina chiara che si sviluppa naturalmente in
fase di stagionatura. Metodo di
produzione - per la produzione della "Sopressa
Vicentina si parte dalla mezzena selezionata e si utilizzano
tutte le parti più pregiate quali: prosciutti, coppa, spalla,
pancetta, grasso di gola, lombo. Gli ingredienti aggiunti
consentiti nella dose massima sono: sale: 2700 gr in 100 kg di
impasto; pepe 1/4 di grano: 300 gr in 100 kg di impasto; miscela
di spezie macinate fini (cannella, chiodi di garofano e
rosmarino) 50 gr in 100 kg di impasto; aglio 100 gr in 100 kg di
impasto; zuccheri 150 gr in 100 kg di impasto; nitrato di
potassio nei limiti consentiti. Le mezzene dei suini, vengono
sezionate, quindi i vari tagli sono raffreddati a una
temperatura compresa tra 0° C e +3° C per un minimo di 24 ore.
Segue il disosso, la mondatura, la snervatura. I tagli di carne
selezionati vengono sottoposti a macinatura in tritacarne
utilizzando stampi con fori di diametro compreso tra 6 e 7 mm.
Alla carne macinata, portata a temperatura compresa tra +3° C e
+6° C, vengono aggiunti gli ingredienti preventivamente
miscelati. Possono inoltre essere aggiunti preparati di colture
microbiche specifiche autoctone, di avviamento alla
fermentazione. Quindi il tutto viene ben amalgamato in modo che
il grasso sia miscelato con il magro fino al limite della
smelmatura. L'impasto così ottenuto viene insaccato utilizzando
budelli naturali con diametro minimo di 8 cm.
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Salamini
Italiani alla Cacciatora (DOP)
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Area di produzione - l'intero
territorio delle seguenti regioni: Friuli Venezia Giulia,
Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Toscana,
Abruzzo, Lazio e Molise. Caratteristiche
al consumo - venduti sfusi, confezionati sotto-vuoto o
in atmosfera modificata. Si conservano in luoghi freschi e
asciutti, per lunghi periodi in frigorifero. Forma - cilindrica. Metodo di produzione
- si producono con carni magre, tratte dalla muscolatura striata
delle carcasse di suino, grasso suino duro, sale e pepe a pezzi
o macinato, aglio. Talvolta, addizionati con vino, zucchero
(destrosio, fruttosio, lattosio) latte (magro o in polvere) o
caseinati, con avviamento alla fermentazione, nitrato di sodio e
potassio, acido ascorbico e sale sodico. Il preparato, così
ottenuto è insaccato in budelli naturali o artificiali con
diametro superiore a 75 millimetri, eventualmente legati con
filza e di lunghezza superiore a 350 millimetri.
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Zampone
di Modena (IGP)
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Area di produzione - è molto vasta e
comprende le province di Bergamo, Bologna, Brescia, Como,
Cremona, Ferrara, Forlì-Cesena, Lecco, Lodi, Mantova, Milano,
Modena, Parma, Pavia, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini,
Rovigo, Varese e Verona. Caratteristiche al consumo - il prodotto
si presenta facilmente affettabile. La fetta, tenera, è compatta con
granulometria uniforme. Il colore è roseo tendente al rosso uniforme. Forma
- la forma è
dell'arto anteriore del suino, completo di falangi, e legato all'estremità
superiore.
Metodo di
produzione -
è costituito da una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura
striata, il grasso e la cotenna, sale e pepe. La preparazione deve essere
effettuata con la macinatura in tritacarne con stampi con fori di
dimensioni tra 7 e 10 mm per le frazioni muscolari e adipose e con stampi
di dimensioni tra 3 e 5 mm per la cotenna. Tale operazione può essere
preceduta da un'eventuale sgrossatura. L'impastatura di tutti i componenti
viene effettuata in macchine sottovuoto. L'impasto così ottenuto deve
essere insaccato nell'involucro naturale costituito dal rivestimento
dell'arto anteriore del suino completo delle falangi distali e legato
all'estremità superiore. Lo zampone può essere commercializzato sia
cotto che crudo.
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Formaggi
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Asiago (DOP)
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Area di produzione - comprende
due zone confinanti delle province di Padova e Treviso e le
province di Vicenza e Trento. Forma - cilindrica.
Il sapore è leggermente piccante e ben stagionato. Crosta - è
spessa appena 3-4 mm ed è liscia e regolare. Pasta - si presenta compatta, con occhiatura di piccola e media
grandezza, di colore leggermente paglierino. Quando la stagionatura supera
l'anno la pasta si presenta granulosa, a spaccatura concoide e di
colore paglierino. Metodo di produzione -
viene utilizzato esclusivamente latte di vacca che viene lasciato
riposare per 6-12 ore in apposite vaschette per la scrematura.
Successivamente si procede con la lavorazione in caldaia che permette
l'estrazione della cagliata. Questa verrà deposta in fascere di legno
apposite per modellare la forma. In seguito la massa verrà spostata in
altre fascere in plastica per permettere l'impressione del marchio. La
salatura avviene in salomoia o a secco, utilizzando sale grosso da cucina.
A seconda del tempo di stagionatura si distinguono due tipi di Asiago d'Allevo: quello "mezzano", maturo in 3/5 mesi e quello
"vecchio", stagionato in 9 mesi dal sapore leggermente piccante.
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Grana
Padano (DOP)
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Area di produzione - comprende il territorio mdelle
province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino,
Verbania, Vercelli, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco,
Lodi, Mantova a sinistra del fiume Po, Milano, Monza, Pavia,
Sondrio, Varese, Trento, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia,
Verona, Vicenza, Bologna a destra del fiume Reno, Ferrara,
Forlì-Cesena, Piacenza, Ravenna e Rimini.
Forma - è
cilindrica, a scalzo leggermente convesso o quasi diritto con le facce
piane leggermente orlate. Il sapore è
dolce e saporito. Crosta - è
dura, spessa e di colore giallo scuro.
Pasta - la pasta
cotta, si presenta granulosa, a volte umida e attaccaticcia, di colore
giallo chiaro. Metodo di
produzione - il latte
usato è di due mungiture diverse di cui una scremata per affioramento o
centrifugata. Il latte viene portato a 32-35°C aggiungendovi siero
innesto e caglio di vitello. Dopo la coagulazione e la rottura della
cagliata si aggiunge dello zafferano e si cuoce in due fasi: la prima a 45
gradi. Lo si lascia spurgare e lo si fa riscaldare nuovamente a 55 gradi.
In seguito la massa viene estratta con delle tele, previa eliminazione di
gran parte del siero e messa in mastelli di legno a spurgare per trenta
minuti. Si deposita poi nelle fascere e si sottopone a pressione per 8-10
ore. La salatura si effettua a secco, ad intervalli di due giorni per 15
giorni, oppure in salamoia per 30-40 gioni, per il tipo lombardo, o 15-20
giorni, per il tipo emiliano. Matura in 60 giorni circa, durante i quali
le forme vengono periodicamente unte con olio di lino. La stagionatura
dura dai 12 mesi ai 3 anni.
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Montasio (DOP)
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Area di produzione - comprende l'intero territorio del
Friuli Venezia-Giulia, le province di
Belluno e Treviso, e parte delle province di Padova e Venezia. Forma - è
cilindrica. Il sapore è piccante e gradevole, caratteristico
nel tipo grattugia (12-18 mesi). Crosta - si presenta
appena accennata a due mesi, successivamente ben formata,
elastica, giallo paglierino.
Pasta - è compatta, elastica o adatta alla grattugia nel prodotto
stagionato. L'occhiatura rada a occhio di pernice, il colore è
giallo di varie tonalità. Metodo di
produzione - il latte
intero e/o parzialmente scremato proveniente da razza Frisona (25%),
Bruno-alpina (10%), e Pezzata rossa (65%) viene portato a 33-35° C,
aggiungendovi fermenti selezionati o latte-innesto più caglio di vitello.
Dopo la coagulazione e la successiva rottura della cagliata, viene cotto
per 15 min. circa. La massa viene poi fatta spurgare estratta con telo di
iuta e sistemata nelle fascere dove viene pressata rivoltandola 5-6 volte.
La salatura si effettua in salamoia per 24 ore successivamente a secco per
4-8 giorni. La forma matura in 2 mesi in ambiente a temperatura di 12-18
gradi e ad umidità 80-85%, dove le forme vengono rivoltate e strofinate
con uno straccio. La stagionatura è dai 6 mesi fino ai 18 in ambiente a
14-16 gradi e umidità 80-85%. Durante questo periodo, le forme vengono
rivoltate e unte con uno straccio imbevuto di olio di lino.
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Monte
Veronese (DOP)
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Area di produzione -
comprende i comuni della provincia di Verona delimitanti un'area continua.
Forma - è cilindrica. Il Monte
Veronese Latte Intero ha un sapore dolce e delicato, mentre quello
d'Allevo è fragrante e piccante. Crosta - è sottile, morbida, di colore paglierino scuro.
Pasta - si
presenta con occhiatura regolare; di colore paglierino se di produzione
estiva, altrimenti bianco avorio. Metodo di
produzione - il latte
intero prevalentemente di razza Pezzata nera, viene portato a 33-34 gradi,
aggiungendo latte-innesto e caglio di vitello. Dopo la coagulazione e la
rottura della cagliata, viene cotto a 43-46 gradi per circa 10-15 minuti.
La massa viene quindi estratta e messa nelle fascere. La salatura avviene
a secco per un massimo di 10 giorni. Matura in 30 giorni durante i quali
le forme vengono regolarmente rivoltate. La stagionatura arriva massimo a
due mesi.
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Provolone
Valpadana (DOP)
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Area di produzione -
l'intero territorio delle province di
Brescia, Cremona, Padova, Piacenza, Rovigo, Verona, Vicenza e
parte delle province di Bergamo, Mantova, Lodi e Trento. Forma - a salame, a melone, a pera anche con una testolina sferica,
detta fiaschetta, o tronco-conica. Può presentare delle insenatura
formatesi con il passaggio delle corde. Il sapore è
delicato per la qualità dolce, mentre è piccante nelle forme stagionate
oltre i 90 giorni. Pasta - è
compatta, con una leggera e rada occhiatura, di colore leggermente
paglierino. Crosta - si
presenta sottile, lucida e liscia, di colore giallo dorato, talvolta giallo
bruno. Metodo di
produzione - la pasta
ottenuta dalla cagliatura del latte con il caglio di vitello o di capretto
o agnello da soli o congiuntamente, viene spostata dalla polivalente,
caldaia, in apposite vasche di sgrondo. Viene poi trasferita sulle tavole
di maturazoine. In seguito viene filata, mettendo la
pasta in acqua a 70°C circa, per essere modellata nelle forme
tradizionali. La salatura avviene in salamoia dai 12 ai 15 gioni a seconda
delle dimensioni. La stagionatura varia in relazione al peso e alla forma. |
Taleggio (DOP)
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Area di produzione - coinvolge le
province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano,
Novara, Pavia e Treviso. Forma - quadrangolare a scalzo
dritto con le facce piane. Il sapore è burroso, dolce con
sfumature aromatiche; tende al piccante con l'invecchiamento. Crosta
- è rugosa, ma sottile, morbida e asciutta di colore giallognola
o rosato. Pasta - è molle e un po' filante, fondente con
una leggera occhiatura di colore paglierino. Al centro è
consistente e friabile. Metodo di produzione - il latte di
vacca crudo con aggiunta di caglio di vitello viene portato a
30-36 gradi. Coagula in 20-25 minuti; dopo la rottura della
cagliata la massa viene estratta e sistemata nelle fascere o in
teli per favorire lo spurgo. In seguito viene effettuata la
stufatura in locali a temperatura e umidità controllate per 18
ore durante le quali le forme vengono spesso rivoltate. Una volta
tolte dalle fascere le forme vengono salate a secco o per bagno in
salamoia. La maturazione avviene in 4-7 giorni durante i quali le
forme vengono rivoltate e spolverate.
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Ortofrutta e cereali
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Fagiolo di
Lamon (IGP)
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Area di produzione - La zona di produzione della
semente è limitata all'altopiano di Lamon e Sovramonte e
interessa vari comuni della Comunità Montana Feltrina,
Bellunese e Valbelluna. Caratteristiche al consumo - Il
tipo "Spagnol" ha forma ovoidale e si presenta con le
tipiche striature rosso carnose. Il peso medio è di 1.2 gr per
seme. Per la sua aromaticità è un tipo di fagiolo adatto per
la preparazione d'insalate. Il tipo "Spagnolet" è più
piccolo del precedente, ha una forma piuttosto rotondeggiante, a
botte, e si presenta con striature rosso brillanti su fondo
bianco crema. E' particolarmente ricercato a motivo della buccia
particolarmente tenera e sottile. Il suo baccello è di colore
rosso fuoco ed al suo interno ospita 4 semi. E' senz'altro il più
indicato per la preparazione di antipasti e contorni. Il tipo
"Calonega" è il più grande di tutti. Facilmente
riconoscibile per la forma a barchetta del seme. Viene
intensamente coltivato a motivo dell'elevata produttività e del
particolare gusto, che ricorda l'aroma di castagna. E' il
fagiolo ideale per la preparazione di minestre. Il tipo "Canalino",
pur essendo un fagiolo dall'ottima resa, particolarmente
aromatico e di bell'aspetto, attualmente è in disuso a causa
della buccia spessa. Rimane pur sempre un ottimo fagiolo per la
preparazione di passati di fagiolo.
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Marrone
di San Zeno (DOP)
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Area di produzione - comprende parte
del territorio situato fra il lago di Garda ed il fiume Adige
dei comuni di Brentino-Belluno, Brenzone, Caprino Veronese,
Costermano, Ferrara di Monte Baldo, San Zeno di Montagna, tutti
compresi nella zona omogenea della Comunità Montana del Baldo. Frutto -
appartiene alla specie Castanea Sativa Mill, riconducibile alla
varietà "marrone". I frutti devono presentare le
seguenti caratteristiche: numero di frutti per riccio non
superiore a tre; pezzatura variabile, ossia un numero di frutti
per chilogrammo non superiore a 120, ma non inferiore a 50;
forma elissoidale con apice poco rilevato, facce laterali in
prevalenza convesse, ma caratterizzate da diverso grado di
convessità, cicatrice ilare simile ad un cerchio schiacciato
tendente al rettangolo che non deborda sulle facce laterali, di
colore più chiaro del pericarpo; pericarpo sottile, lucido, di
colore marrone chiaro con striature più scure, evidenziate in
senso mediano; episperma (pellicola) sottile lievemente
penetrante nel seme, che si stacca con facilità alla pelatura;
seme di colore tendente al giallo paglierino, lievemente
corrugato, pastoso e di gusto dolce. Al momento dell'immissione
al consumo i frutti, oltre a presentare le caratteristiche di
forma ed aspetto sopra specificate, devono essere: interi, sani,
puliti e asciutti. Metodo di produzione - i castagneti
devono essere localizzati nella tradizionale fascia vegetazionale del Castanetum, fra 250 e 900m s.l.m. Le forme di
allevamento, nel rispettare il tradizionale inserimento del
castagno nel pregevole paesaggio del sistema lago di Garda-Monte
Baldo, devono essere legate a sesti di impianto ed a sistemi di
potatura adeguati a non modificarne le caratteristiche di tipicità.
Il numero di piante in produzione per ettaro, tenendo conto
delle caratteristiche pedoclimatiche e delle forme di
allevamento, può variare da un minimo di 30 ad un massimo di
120 piante. Non è consentito l'uso di prodotti di sintesi, né
pratiche di forzatura, a salvaguardia della naturalità della
produzione. La raccolta, seguendo la naturale deiscenza
del frutto, potrà essere effettuata a mano o con mezzi
meccanici idonei. La resa produttiva massima è fissata in 30 kg
di frutti per pianta e in 3,6 t per ettaro. I frutti raccolti
vanno sottoposti ad operazioni di cernita e calibratura volte a
verificarne la rispondenza ai caratteri di tipicità. I
trattamenti di cura, prima della immissione dei frutti al
consumo, vanno effettuati con le tradizionali tecniche fisiche,
quali la "novena" e la "rissara". La "novena"
consiste nel prolungare la "cura dell'acqua" per nove
giorni avendo attenzione di cambiare parte o tutta l'acqua ogni
due giorni, senza aggiunta di nessun additivo e secondo la
corretta tecnica locale che consente di preservarne e migliorarne
le caratteristiche di tipicità. La "rissara" consiste
nell'accumulare all'aperto i frutti e i ricci per 8-15 giorni.
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Asparago
bianco di Cimadolmo (IGP)
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Area di produzione - ricade nella
provincia di Treviso e comprende l'intero territorio comunale di
Breda di Piave, Cimadolmo, Fontanelle, Mareno di Piave, Maserada
sul Piave, Oderzo, Ormelle, Ponte di Piave, San Polo di Piave,
Santa Lucia di Piave e Vazzola. Varietà: le cultivar
idonee alla coltivazione sono: Precoce d'Argenteuil, Gladio,
Larac, Dariana, JM 2001 e JM 2004. Caratteristiche al consumo -
i turioni dell'asparago di Cimadolmo devono essere totalmente
bianchi, interi, sani, di aspetto e di odore freschi, esenti da
attacco di roditori o di insetti, esenti da ammaccature, puliti,
privi di terra o di altre impurità, privi di umidità esterna
eccessiva, cioè sufficientemente asciutti dopo il lavaggio o la
refrigerazione con acqua fredda (possono essere lavati ma non
immersi), privi di odore o sapore estraneo, non devono essere
vuoti, spaccati, pelati o spezzati; sono tollerati lievi spacchi
sopraggiunti dopo la raccolta purché non superino i limiti
previsti. L'asparago bianco di Cimadolmo, ai fini
dell'immissione al consumo, è classificato in "categoria extra"
e "categoria prima". Conservazione e confezionamento -
dopo la raccolta devono essere avviati al centro di lavorazione
entro 12 ore, consegnati in mazzi o alla rinfusa; è
indispensabile rallentare il metabolismo del prodotto mediante
rapido raffreddamento fino a temperatura idonea. Il
condizionamento deve essere tale da assicurare una sufficiente
protezione e il prodotto ad esso sottoposto deve essere privo di
qualsiasi corpo estraneo.
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Radicchio
rosso di Treviso (IGP)
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Area di produzione - nel territorio delle
province di Padova, Venezia e Treviso. Caratteristiche al consumo -
il radicchio
presenta un cespo voluminoso, allungato, ben chiuso, corredato da modeste
radici. Le foglie sono caratterizzate da una nervatura principale bianca
molto accentuata che si dirama in numerose penninervie nel rosso intenso
dello sviluppato lembo fogliare. La sua consistenza è mediamente
croccante. I cespi hanno un peso min. di 100 gr. e una lunghezza senza
radice di 18-25 cm. Metodo di produzione - è una coltura intercalare la cui semina si effettua
entro il mese di luglio direttamente in campo o in appositi contenitori. Il
processo di imbiancamento, forzatura e preparazione dei cespi avviene sia
per il tipo precoce che tardivo.
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Radicchio
variegato di Castelfranco (IGP)
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Area di produzione - nel territorio delle
province di Padova, Venezia e Treviso. Caratteristiche al consumo -
il cespo del
radicchio variegato ha forma bella e colori splendidi, presenta un primo
giro di foglie piatte, un secondo un po' più sollevato, un terzo ancora
più inclinato e così via fino al cuore. Le foglie sono spesse e
frastagliate, superficie ondulata, forma rotondeggiante. Il colore è
bianco crema con variegature distribuite su tutta la pagina fogliare, che
vanno dal viola chiaro al rosso violaceo al rosso vivo. Il sapore varia
dal dolce al gradevolmente amarognolo molto delicato. I suoi cespi hanno
un peso minimo di 100 gr. e un diametro di 15 cm. Metodo di produzione -
Le
operazione di semina per il radicchio variegato devono essere effettuate
dal 1° giugno al 15 agosto. Il trapianto avviene dal 15 giugno al 31
agosto; la raccolta inizia il 20 settembre. Il processo di
lavorazione post-raccolta si articola in tre fasi. Nella prima,
preforzatura, si puliscono le piante raccolte, con circa 15 cm di fittone,
che vengono poste in gabbie di plastica con fondo retinato. La seconda
fase, forzatura imbiancamento, consente di esaltare i pregi organolettici,
merceologici ed estetici del radicchio. I cespi sono immersi verticalmente
in vasche contenenti acqua risorgiva a 11° per un periodo massimo di 20
giorni oppure collocati in magazzini, serre, tunnels o direttamente in
pieno campo, purchè venga garantito il giusto grado di umidità e calore
alle piante: in questo modo le nuove foglie, che in assenza di luce sono
prive o quasi di pigmenti clorofilliani, mettono in evidenza la
variegatura sullo sfondo dela lamina fogliare, perdono consistenza
fibrosa, assumono croccantezza e un sapore gradevolmente amaragnolo. I
cespi vengono poi portati a 18° su materiali assorbenti affinchè
raggiungano la completa maturazione. Con la terza fase, di toilettatura, i
cespi vengono liberati dai lacci e dalle cassette, ripuliti dalle foglie
deteriorate e lavati prima di essere confezionati in contenitori
sigillati.
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Riso
Vialone Nano Veronese (IGP)
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Area di produzione - viene prodotto nella zona sud della provincia di
Verona, nei comuni di Mazzecane, Nagarole, Rocca, Vigasio, Trevenzuolo,
Erbè, Sorgà, Nogara, Gazza Veronese, Salizzole, Isole della Scala,
Buttapietra, Sanguinetto, Concamarise, Casaleone, Cerea, San Pietro di
Morubio, Bovolone, Roverchiara, Isola Rizza, Oppeano, Ronco dell'Adige,
Palù, Zevio e Povegliano Veronese. Caratteristiche al consumo - si presenta bianco, tondo di media grandezza. La perla centrale
è estesa e la testa tozza è senza striscia. Le dimensioni medie sono: lunghezza di 5,7 mm,
larghezza di 3,5 mm e spessore di 2,1 mm. Metodo di produzione - cresce su terreni coltivati in avvicendamento o
rotazione: lo stesso appezzamento di terra deve essere utilizzato per un
massimo di 6 anni per poi rimanere a riposo per 2. La produzione massima
per ettaro non deve superare i 70 quintali. Prima della lavorazione,
l'umidità del risone, posto in essicatoi a fuoco indiretto ed
eccezionalmente in quelli alimentati a metano o gpl, non deve superare il
14,5%. Per il confezionamento si procede prima con la sbramatura,
eliminando le glumelle e poi con la sbiancatura, togliendo il pericarpo e
l'embrione. Infine il riso viene spazzolato e lucidato prima di entrare in
commercio.
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Olio
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Olio
Extravergine di Oliva Garda (DOP)
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Area di produzione - con la
menzione aggiuntiva "Bresciano" comprende 27 comuni
della provincia di Brescia; con la menzione aggiuntiva
"Orientale" comprende 19 comuni delle province di Verona e 6
comuni della provincia di Mantova; con quella "Trentino"
comprende 11 comuni della provincia di Trento". Varietà - il tipo "Bresciano" deve essere ottenuto dalle varietà Casaliva, Frantoio e
Leccino per almeno il 55%; il tipo "Orientale" deve essere ottenuto dalle
varietà di olivo Casaliva o Drizzar per almeno il 50%, Rossanel, Razza, Fort,
Morcai, Trepp, Pendolino presenti da sole o congiuntamente in misura non
superiore al 50%; il "Trentino" deve essere ottenuto dalle varietà di olivo,
presenti da sole o congiuntamente, Casaliva, Frantoio, Pendolino e Leccino per
almeno l'80%. Caratteristiche al consumo -
il colore del "Bresciano" varia dal
verde al giallo, l'odore è fruttato
medio o leggero, il sapore
fruttato con leggera sensazione di amaro e piccante. Il colore del tipo "Orientale"
è
verde da intenso a marcato, con modeste variazioni della componente del
giallo; l'odore è fruttato e leggero, il sapore è
fruttato con sensazione di mandorla dolce. Il "Trentino" ha un colore
verde con riflessi dorati; l'odore è leggermente fruttato con sensazione
erbacea e il sapore è sapido. Metodo di produzione - le
operazioni di oleificazione devono avvenire entro cinque giorni dalla
raccolta delle olive. Per l'estrazione dell'olio sono ammessi
esclusivamente processi meccanici e fisici atti a produrre oli senza
alcuna alterazione delle caratteristiche qualitative contenute nel frutto.
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Olio
Extravergine di Oliva Veneto (DOP)
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Area di produzione - viene prodotto
nei territori amministrativi dei seguenti comuni: Brentino
Belluno, Dolcè, S.Ambrogio di Valpolicella, Fumane, S.Pietro in
Cariano, S.Anna d'Alfaedo, Marano di Valpolicella, Negrar, Cerro
Veronese, Grezzana, Verona, S.Martino Buonalbergo, S.Mauro di
Saline, Mezzane di Sotto, Lavagno, Badia Calavena, Tregnago,
Illasi, Colognola ai Colli, Caldiero, Cazzano di Tramigna,
Soave, Vestenanova, S.Giovanni Ilarione, Montecchia di Crosara,
Roncà, Monteforte d'Alpone, S.Bonifacio nella provincia di
Verona; Rovolon, Vò Euganeo, Lazzo Atestino, Teolo, Cinto
Euganeo, Baone, Este, Torreglia, Galzignano Terme, Arquà
Petrarca, Monselice, Abano Terme, Montegrotto Terme, Battaglia
Terme, Cervarese S.Croce in provincia di Padova; Arzignano,
Montorso Vicentino, Zermeghedo, Montebello Vicentino,
Gambellara, Lonigo, Castelgomberto, Sovizzo, Montecchio
Maggiore, Brendola, Sarego, Alonte, Creazzo, Altavilla
Vicentina, Zovencedo, Grancona, Villaga, S.Germano dei Berici,
Orgiano, Sossano, Campiglia dei Berici, Vicenza, Arcugnano,
Langare, Castegnero, Nanto, Mossano, Barbarano Vicentino,
Zugliano, Sarcedo, Thiene, Fara Vicentino, Breganze, Molvena,
Pianezze, S.Lorenzo, Mason Vicentino, Marostica, S.Nazario,
Solagna, Pove del Grappa, Bassano del Grappa, Romano d'Ezzelino,
Mussolente in provincia di Vicenza; Borso del Grappa, Crespano
del Grappa, S.Zenone degli Ezzelini, Fonte, Possagno, Cavaso del
Tomba, Castelcucco, Monfumo, Asolo, Maser, Pederobba, Comuda,
Valdobbiadene, Vittorio Veneto, Conegliano e Susegana in
provincia di Treviso. Varietà - per la denominazione "Veneto
Valpolicella" Grignano o Favarol almeno il 50%, Leccino,
Casaliva o Frantoio, Maurino, Pendolino, Leccio del Corno, Trep
o Dropp in misura non superiore al 50%; possono concorrere altre
varietà sperimentali presenti negli oliveti nella misura massima
del 10%. Per la denominazione "Veneto Euganei e Berici"
Leccino e Rasara per almeno il 50%; Frantoio, Maurino,
Pendolino, Marzemino, Rondinella, Trep o Dropp, Matosso in
misura non superiore al 50%, possono concorrere altre varietà
sperimentali presenti negli oliveti nella misura massima del
10%. Per la denominazione "Veneto del Grappa" Frantoio e
Leccino per almeno il 50%; Grignano, Maurino, Pendolino, Leccio
del Corno, Padanina in misura non superiore al 50%, possono
concorrere altre varietà sperimentali presenti negli oliveti
nella misura massima del 10%. Caratteristiche al consumo -
"Veneto
Valpolicella": colore giallo con lieve tonalità di verde per
gli oli freschi; sapore fruttato con leggera sensazione di amaro
e retrogusto muschiato; acidità massima totale espressa in acido
oleico non superiore allo 0,5%; "Veneto Euganei e Berici":
colore verde-oro da intenso a marcato; odore fruttato di varia
intensità; sapore fruttato con leggera sensazione di amaro;
acidità massima totale espressa in acido oleico non superiore
allo 0,6%; "Veneto del Grappa": colore verde-oro con
modeste variazioni del giallo; odore fruttato di varia
intensità; sapore fruttato con sensazione di amaro per gli oli
freschi; acidità massima totale espressa in acido oleico non
superiore allo 0,5%. Metodo di produzione - la raccolta
delle olive deve essere effettuata a mano o con mezzi meccanici
direttamente dalla pianta; Per l'estrazione dell'olio sono
ammessi esclusivamente processi meccanici e fisici atti a
produrre oli senza alcuna alterazione delle caratteristiche
qualitative contenute nel frutto. |
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