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Area
di produzione - comprende il territorio dei Comuni di San
Gavino Monreale, Turri e Villanovafranca, situati nella
provincia del Medio Campidano. Varietà
- iridacea geofita, perenne, è una pianta erbacea, alta circa 15
cm, formata da un apparato ipogeo (bulbo-tubero), da foglie e
fiori con le seguenti caratteristiche:
- Bulbo-tuberi tunicati, di forma subovoidale, compressi alla
base, conico-rotondati ed appiattiti all'apice, carnosi,
internamente di colore bianco, ricoperti da tuniche reticolate a
fibre sottili, brune ed allungate ad avvolgere gli scapi fiorali
in forme di guaine membranose. Il peso oscilla dai 0,5 ai 25 gr;
l'altezza da 1 a 5 cm e la larghezza tra 0,5 e 4 cm.
- Foglie strette, lineari, allungate e di colore verde intenso,
avvolte da una spata biancastra costituita da 3-4 strati di
tuniche. Il margine è intero e appena papilloso con uno sviluppo
di 60-70 cm di lunghezza e una larghezza media compresa tra 2-3
mm. Sono presenti in numero di 3-7.
- Perigonio campanulato, violaceo con striature più scure, di
forma tubulosa a fauce dilatata in alto da cui emergono 6 tepali
(tre interni e tre esterni) di colore rosso violaceo e lunghezza
compresa tra i 4 ed i 5,6 cm, sono per lo più solitari oppure in
numero di due o tre, raramente cinque, ciascuno avvolto da 1 o 2
spate. - Stimmi interi, trifidi di colore rosso scarlatto, si
presentano in numero di 3, con una lunghezza tra 1,4 e 4,8 cm ed
un peso compreso tra 0,02 e 0,055 gr, sporgenti dalle lacinie
perigoniali. Metodo di produzione - Il terreno deve
essere sciolto e ben drenato. La sua preparazione inizia con una
sistemazione superficiale seguita da un'aratura a 30-40 cm, da
un'erpicatura e assolcatura. È ammessa la concimazione che deve
avvenire con l'impiego di fertilizzanti ammessi in agricoltura
biologica apportando 300-400 q.li/ha di letame maturo
distribuito nell'autunno precedente l'impianto. L'arricchimento
del terreno di elementi nutritivi è consentito facendo precedere
l'impianto dello Zafferano con una leguminosa da granella (fave,
ceci, ecc.).
Il controllo delle erbe infestanti deve avvenire prevalentemente
attraverso interventi manuali di zappatura sulla fila affiancati
da quelli meccanici di fresatura tra le file, senza, quindi,
l'utilizzo di sostanze chimiche. Tali interventi devono essere
eseguiti in autunno, prima e/o dopo la fioritura, e in
primavera.
La messa a dimora dei bulbo-tuberi deve essere realizzata nel
periodo compreso tra il 1o di giugno e il 10 di ottobre
ponendoli alla profondità di 15-20 cm. I sesti d'impianto devono
essere caratterizzati da una distanza sulla fila di 5-10 cm e
tra le file di almeno 30 cm.
I bulbo-tuberi, provenienti dalle zone precedentemente indicate,
devono essere selezionati, scartando quelli che presentano
malformazioni, lesioni ed evidenti sintomi di avversità
fitopatologiche.
La fioritura avviene in un arco di tempo compreso tra il 15
ottobre e il 30 novembre e si protrae per circa 15-20 gg.
I fiori devono essere raccolti a partire dalle prime ore del
giorno quando sono ancora chiusi o leggermente aperti. La
raccolta deve essere eseguita con un taglio praticato alla base
del perigonio. I fiori devono, quindi, essere adagiati in
sottili strati, senza alcuna compressione, dentro ceste e
conservati in locali areati. La coltivazione ha una durata di 4
anni ed il bulbo-tubero non può essere reimpiantato sullo stesso
terreno prima di 4 anni.
I valori massimi di resa annua dello Zafferano di Sardegna
essiccato sono pari a 15 kg per ettaro, mentre quelli dello
Zafferano di Sardegna fresco sono pari a 75 kg per ettaro. Il
processo di lavorazione, da realizzarsi nel giorno di raccolta,
si articola nelle seguenti fasi:
- separazione degli stimmi dalle restanti parti del fiore
(perigonio e stami); tale operazione deve essere eseguita con
molta cura ed esperienza, in modo che gli stimmi non subiscano
troppe manipolazioni né presentino, nel prodotto finito, residui
del fiore. Essa deve essere realizzata aprendo i fiori e
recidendo lo stilo poco più in alto dell'attaccatura degli
stimmi, facendo attenzione a non dividerli. Per rendere il
prodotto puro, si provvede ad eliminare la parte biancastra che
tiene uniti gli stimmi allo stilo.
- essiccazione degli stimmi: deve essere eseguita dopo aver
distribuito gli stimmi su dei supporti di legno e/o carta
attraverso la loro esposizione a sorgenti di calore blando, in
modo che il processo avvenga lentamente, fino al punto in cui
gli stimmi si spezzano facilmente con frattura netta. Sono
ammessi altri sistemi di essiccamento: solare o in forni o
essiccatoi elettrici. Per tale processo la temperatura della
fonte di calore è compresa tra i 20 ed i 45 °C. Prima
dell'essiccazione degli stimmi è consentita la pratica
dell'umettamento degli stimmi con olio extra vergine d'oliva
prodotto in Sardegna. Essa deve essere realizzata manipolando il
materiale con delicatezza con i polpastrelli delle dita unti; la
quantità di olio per questa operazione è compresa tra 0,1 ml e
1,5 ml per 100 gr di prodotto. |