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Bartolo sarebbe contento, anzi, esulterebbe se potesse assaggiare
lo splendido Barolo 2005 che sua figlia Maria Teresa ha fatto "tutto da sola" e presentato nei giorni scorsi a
Vino Vino Vino 2009. L'ho trovata sorridente, piena di vita, almeno in apparenza serena, tutti tratti che ho percepito nel vino, degustato venerdì sera durante la manifestazione che si è svolta a Villa Boschi, nei pressi di Isola della Scala, a pochi chilometri da Verona. Erano due anni che non la vedevo. L'anno scorso sono anche passato davanti alla sua casa, ma non avevo proprio il tempo per fermarmi. Vederla così carica, con gli occhi pieni di energia positiva, energia che ho percepito anche durante il suo intervento durante l'assemblea
che si è svolta la sera, mi ha fatto immensamente piacere. La foto che ha
scattato Alessandro Franceschini la riprende esattamente così, nella
sua semplicità, che non nasconde un velo di soddisfazione, assolutamente
giustificata. Perché il suo Barolo 2005, il primo prodotto interamente da sola,
è splendido, frutto di un millesimo che forse non sarà subito apprezzato da
tutti, come accade con le annate di Barolo "classiche", se non da coloro che
amano il nebbiolo anche quando "morde". Ma quello di Maria Teresa,
contrariamente a molte annate precedenti, appare avere quasi un tocco femminile,
non tanto nella trama tannica, pur sempre decisa e bisognosa di tempo per
smussarsi, quanto in una vivacità espressiva del frutto, fresco e dinamico,
coadiuvato da una florealità ricca di grazia. E che pulizia! Un naso magnifico,
sin dal primo approccio, una trama vibrante che ritroviamo perfettamente al
palato, un Barolo che riesce a fondere la grazia e la dolcezza con l'acidità e
la forza tannica dell'annata, senza apparente difficoltà. Un vino che ha un
profilo elegante e un carattere langarolo, longevo eppure già godibile,
invitante. Una gran bella prova per la figlia di Bartolo, ma chi la conosce non
ha mai avuto dubbi sulle sue capacità. Brava Maria Teresa!
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