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 abbinamento cibo-vino |
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L'arte di armonizzare e valorizzare al meglio
le caratteristiche dei vini e dei cibi fra di loro. E' basata su
regole che lasciano comunque spazio al gusto e all'esperienza di
chi le adotta. |
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abbinamento per contrapposizione |
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Nasce dalla necessità di contrastare o
almeno ridurre, in un abbinamento, le caratteristiche dominanti,
onde consentire un maggiore equilibrio gustativo. Se un cibo, ad
esempio, è prevalentemente grasso, sarà opportuno abbinarlo ad
un vino fresco, vivace, ricco di acidità, in grado di pulire la
bocca, oppure tannico e alcolico, purché la struttura del
piatto lo consenta. |
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abbinamento per similitudine |
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E' indispensabile quando il sapore del cibo
è a prevalenza dolce. Abbinare uno spumante secco ad una torta
di crema farcita è un grossolano errore: il piatto perderebbe
quella sua sensazione di piacevolezza e rotondità e il vino
sembrerebbe aggressivo e quasi amaro. Molto meglio un Moscato
d'Asti dolce (se si prediligono le bollicine). |
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abboccato |
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Vino a tendenza dolce, con leggero residuo
zuccherino (il processo di fermentazione viene arrestato prima
che tutto lo zucchero si trasformi in alcol). |
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abbonimento |
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Riguarda il processo di pulitura delle botti
per renderle adatte a contenere il vino. Si effettua con lavaggi
e getti a pressione di vapore caldo che asportano le impurità
presenti sulla superficie del vaso vinario. Nelle botti di
grandi dimensioni si può anche piallare la parte interna delle
doghe. |
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ABC |
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Acronimo di Anything but
Chardonnay/Cabernet, ovvero "tutto tranne chardonnay e
cabernet". Associazione nata per raccogliere il dissenso verso
quei vini che rappresentano il cosiddetto "stile
internazionale", fatto di vini barricati e superconcentrati,
potenti e senza eleganza. |
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abfüller |
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Termine tedesco che indica
l'imbottigliatore. |
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accartocciamento |
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Malattia della vite provocata da diversi
virus, i cui sintomi sono facilmente individuabili: la foglia
della pianta si ripiega verso il basso, mentre l'area compresa
fra le nervature assume una colorazione rossa (nelle varietà a
bacca nera) o gialla (in quelle a bacca bianca). |
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 acciaio inox |
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materiale impiegato per la costruzione di serbatoi (detti anche "vasche") adibiti alla fermentazione del mosto e alla maturazione del vino. Le dimensioni sono in rapporto alla tipologia di azienda e alle quantità prodotte. Nelle versioni più moderne, sono provvisti di sistema computerizzato per la gestione di serpentine atte a riscaldare o raffreddare le pareti mediante un flusso d'acqua, allo scopo di ottenere il controllo della temperatura interna. |
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acerbo |
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Indica un vino che ha bisogno di affinamento,
ancora sovrastato dall'acidità che dà una sgradevole
sensazione di frutta acerba. |
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acescenza |
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Malattia del vino
generata da batteri acetici (acetobacter), responsabili della trasformazione
di alcol etilico in acido acetico ed acqua. La migliore
prevenzione è nell'evitare qualsiasi contatto del vino con
l'ossigeno; una volta iniziata, l'acescenza è pressoché
inarrestabile. |
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acetaldeide |
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Composto chimico della famiglia delle
aldeidi, presente nell'uva. Deriva come prodotto secondario
dalla fermentazione alcolica tramite ossidazione dell'alcol
etilico. Normalmente è presente nei vini in misura bassissima,
tale da non essere percepita dall'uomo. Oltre una certa soglia
il vino acquista un gusto di "svanito" e assume
riflessi giallognoli. L'acetaldeide si lega con l'anidride
solforosa e con gli antociani, facilitando la polimerizzazione
dei tannini e determinando il colore del vino. |
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acetato di etile |
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Composto chimico della famiglia degli
esteri,
derivato dalla combinazione dell'alcol etilico e dell'acido
acetico. Si trova nella maggior parte della frutta e nelle
bevande alcoliche. In moderata quantità conferisce ai vini un
sapore piacevolmente fruttato, in dosi maggiori uno sgradevole
odore di aceto. |
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 aceto
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E'
il prodotto ottenuto dalla fermentazione acetica del vino. Si
ottiene per fermentazione ossidativa svolta da batteri aerobi (acetobacter)
che trasformano l'alcol etilico in acido acetico.
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Aceto balsamico di Modena
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Si
ottiene dalla fermentazione alcolica e acetica di mosti d'uva,
con l'addizione di una parte di aceto vecchio di almeno 10 anni.
Può maturare in botti di rovere, castagno, quercia, gelso o
ginepro. E' consentita l'aggiunta di caramello.
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Aceto
balsamico tradizionale di Modena e Reggio Emilia
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Aceto
a denominazione di origine (dal 1986) che si ricava da uve selezionate di
trebbiano, occhi di gatta, spergola, berzemino e lambruschi,
coltivate nelle rispettive province. Ha tre livelli qualitativi:
bollino Aragosta (buono, 240-260
punti), bollino Argento
(260-300 punti), bollino Oro (oltre 300 punti, è il
migliore in assoluto). E' ottenuto da cottura a fuoco diretto
del mosto (70 °C) che, una volta concentrato, viene fatto
riposare per tutto l'inverno allo scopo di farlo decantare
e illimpidire naturalmente. In
primavera viene filtrato e travasato
in piccole botti per realizzare la fermentazione alcolica (lieviti)
e l'ossidazione acetica (acetobacter).
La maturazione avviene in una serie di barili di capacità via
via inferiore, ognuno di legno diverso (ciliegio, gelso,
ginepro, castagno, rovere). E' previsto un invecchiamento minimo
di 12 anni utilizzando un metodo del tutto simile al 'Soleras'.
Partendo da un peso iniziale delle uve di 100 kg. si arriva ad
ottenere solo 2,5-3 litri di aceto; questo spiega il perché del
prezzo molto elevato. Non va confuso con l'Aceto balsamico di
Modena (vedi), prodotto completamente diverso e di qualità
inferiore.
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 acetosa |
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erba
aromatica spontanea della famiglia delle polygonacee, detta
anche erba brusca
o romice, con foglie a punta di freccia, usata per
preparare insalate o salse per carni e pesci.
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acidi
organici fissi
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Acido
tartarico (ossidazione del glucosio), acido malico, acido
citrico, acido ossalico, acido glicolico.
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acidi
organici volatili
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Acido
acetico.
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acidificazione |
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Detta anche tartarizzazione, è un
procedimento che consiste nell'aggiungere acido tartarico ai
mosti e ai vini. Per incrementare la limitata acidità dei mosti
derivati da uve particolarmente mature, o nelle annate deboli,
l'acido tartarico viene utilizzato (nella misura massima di 1,5
g/l) al fine di ridurre il rischio di alterazioni
chimico-fisiche durante la maturazione del vino. |
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 acidimetro |
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Strumento che misura l'acidità
volatile nei vini. E' molto utile per verificare la quantità di
acido acetico, un acido che è possibile separare dagli altri ed
è considerato nocivo per la conservazione del vino. |
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acidità fissa
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E' l'insieme degli acidi presenti nel mosto
(tartarico, malico, lattico, citrico ecc.) la cui volatilità è
talmente bassa da non poter essere separati dal mosto tramite
distillazione. L'acidità fissa si ricava dalla differenza fra il
valore di quella totale e quella volatile, espressa in g/l di
acido acetico.
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acidità
totale
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E' rappresentata dalla somma di tutti gli
acidi contenuti nel mosto e nel vino, ovvero l'acidità
fissa + l'acidità volatile. E' espressa in g/l di acido
tartarico e varia da 4 a 15 g/l. L'acidità totale, il grado
alcolico e il grado zuccherino residuo rappresentano le
caratteristiche più rilevanti del vino.
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acidità volatile
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Valore ottenuto dalla somma degli acidi detti volatili perché, al
contrario di quelli fissi, possono essere separati dal liquido
alcolico mediante la distillazione. Nei vini il grado di acidità
varia da 0,3 a 0,6 g/l di acido acetico. |
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acido acetico |
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E' il principale acido volatile del vino e si forma durante la fermentazione acetica, per ossidazione dell'acetaldeide, a sua volta prodotto della ossidazione dell'etanolo con valori tra 0,2 e 0,4 g/l p per alterazione dovuta all'azione dei batteri acetobacter, che ossidano l'etanolo in ambiente aerobico. |
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acido citrico |
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Si trova nell'uva
in quantità minima (tracce); è sintetizzato negli acini a meno
che non provenga direttamente dalle radici. |
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acido lattico |
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Presente nei vini ma non nell'uva in quanto
prodotto dai lieviti durante la
fermentazione alcolica. Nella
maggior parte dei vini rossi e, più raramente nei vini bianchi,
l'acido lattico si riduce drasticamente durante la
fermentazione
malolattica. |
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acido malico |
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Presente in tutti
i frutti, è sintetizzato nei tessuti clorofilliani della
pianta; ha il ruolo di vettore di energia; è poco stabile e si
riduce considerevolmente durante la maturazione della bacca.
Nella preparazione dei vini rossi viene quasi completamente
trasformato in acido lattico, attraverso la fermentazione detta
appunto
malolattica, allo scopo di dare maggior morbidezza al
prodotto finale. |
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acido solfidrico |
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Nei vini che si
trovano in cantine o luoghi non sufficientemente aerati, lo
zolfo aggiunto come antiossidante si può trasformare in acido
solfidrico, dando uno spiacevole odore di uova marce. |
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acido succinico |
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Non presente naturalmente nel mosto, è
prodotto dai lieviti durante la
fermentazione alcolica in
quantità massime di 1 g/l. La sua presenza nel vino non
conferisce sensazioni acide ma una percezione complessa di
carattere salato-amaro-acido. In alcuni vino l'acido succinico
reagisce con le molecole di etanolo per dare vita a sostanze
caratterizzate da un aroma fruttato. |
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acido tartarico |
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E' considerato specifico della vite in quanto
è la sola pianta europea capace di sintetizzarlo. E' prodotto
soprattutto negli organi in fase di crescita ed è sintetizzato
nell'uva acerba ma proviene anche dalle foglie giovani. E'
stabile e poco utile per il fabbisogno energetico della bacca. |
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acidulo |
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Si dice di vino che, al gusto, manifesta una
forte e predominante sensazione di acidità, che procura
un'abbondante e fluida salivazione e una certa contrazione delle
gengive. |
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 acinellatura |
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Aborto
floreale spontaneo, per cui una più o meno cospicua parte del
grappolo d'uva non dà frutti. Un esempio tipico è il picolit,
uva friulana, così chiamata per i suoi acini di ridotte
dimensioni.
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 acquavite
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Si
dicono distillati alcolici o acquaviti le bevande originate
dalla distillazione di sostanze vegetali fermentate. Il Whisky,
il Gin, la Vodka ecc., sono acquaviti di cereali. In Italia
l'acquavite si distilla dall'uva ammostata e fermentata,
proveniente prevalentemente da vitigni aromatici o semiaromatici.
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acroleina |
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Sostanza
che, se presente in quantità significative, è indice di
malattia del vino (amarore).
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acrotonia |
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Si verifica quando i germogli sulla cima del
tralcio si sviluppano più di quelli alla base della vite.
L'acrotonia dipende dall'inclinazione del tralcio e può essere
attenuata con la potatura e la legatura dei tralci.
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addition
de la liqueur de tirage - mise en bouteille
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Nella
formazione della partita o cuvée
(miscela di uve o vini con caratteristiche diverse) è
consentita l'aggiunta di vini di annate precedenti al massimo
del 30% (non per i millesimati). I millesimati devono maturare
per almeno 24 mesi dal momento dell'imbottigliamento. Nello
sciroppo aggiunto c'è zucchero raffinato di canna (o
barbabietola), lieviti (Saccharomyces
cerevisiae e bayanus),
sostanze minerali. I lieviti sono selezionati con cura perché
devono essere attivi a temperature di 11-13 °C e devono
sopportare le alte pressioni dovute all'anidride carbonica che
essi producono. 4 g/l di zucchero danno 1 atm., quindi per
ottenere 6 atm. ci vogliono 24 g/l. Le sostanze minerali (sali
di ammonio) servono per la riproduzione e lo sviluppo dei
lieviti (metodo Champenois).
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addition
de la liqueur d'expédition
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Serve
per compensare la parte di liquido perso (5-20 ml). Questo
sciroppo è formato da vino invecchiato, mosto fresco,
concentrato o parzialmente fermentato ed eventualmente da una
piccola quantità di distillato di vino e zucchero di canna
candito (o saccarosio). Se questa addizione non viene effettuata
lo spumante si dice "pas dosé" o "nature"
(metodo Champenois).
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additivi |
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Sostanze
che vengono aggiunte agli alimenti per migliorarne le
caratteristiche organolettiche e di conservazione. Si dividono
in:
- coloranti: possono essere di origine naturale
(estratti dalle piante o dai frutti) o artificiale (sintetizzati
in laboratorio); secondo la legislazione europea sono
raggruppati nelle sigle che vanno da E100
a E199;
- conservanti: impediscono la riproduzione microbica.
I più utilizzati sono l'acido ascorbico, i nitrati e i nitriti
di sodio e potassio, l'anidride solforosa; sono raggruppati
nelle sigle che vanno da E200 a E299;
- antiossidanti: hanno lo scopo di impedire
all'ossigeno di combinarsi con i grassi presenti negli alimenti.
I più utilizzati sono l'acido ascorbico, citrico, tartarico e
lattico; sono raggruppati nelle sigle che vanno da E300
a E350;
- emulsionanti e stabilizzanti: riescono a
legare due liquidi immiscibili tra loro come l'acqua e l'olio;
sono usati i mono e digliceridi degli acidi grassi alimentari e
le lecitine.
- addensanti e gelificanti: inglobano acqua per
rendere il prodotto più denso; i più usati sono la farina di
semi di carrube, l'agar agar, le pectine, le carragenine, la
gomma arabica e la farina di semi di guar;
- aromi: forniscono sensazioni gustative aggiuntive
come quella di burro nella margarina o di frutta negli yogurt e
nelle caramelle. Non esiste una distinzione in Italia fra quelli
naturali e quelli artificiali.
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Adega |
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E' l'azienda vinicola in
portoghese. |
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Adulterazione |
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Frode alimentare consistente nel produrre
vino con caratteristiche non rispondenti a quelle dichiarate in
etichetta o previste dalla normativa, aggiungendo o sostituendo
sostanze al prodotto originale. |
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A.E.E.I. |
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Associazione Enologi Enotecnici Italiani,
fondata nel 1891 a Conegliano Veneto da Arturo Marescalchi con
il nome "Società degli Enotecnici Italiani", con lo scopo di
tutelare chi esercita la professione, sotto il profilo
sindacale, etico, giuridico ed economico. |
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affinamento |
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E' la fase finale del processo di maturazione
del vino, ovvero quella che il vino trascorre in bottiglia prima
della commercializzazione. Negli ultimi anni il termine
affinamento è diventato anche sinonimo di "elevazione del vino
in barrique" e, più in generale, di maturazione, anche se non è
proprio corretto. |
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affumicare |
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Essiccare
esternamente carni o pesci, lasciandoli in ambiente pieno di
fumo, per ottenere un sapore particolare o per conservare. |
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 afrometro |
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Strumento
utilizzato per misurare la pressione nelle bottiglie di spumante
dopo la presa di spuma. |
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ageusia |
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Assenza di sensazioni gustative o perdita di sensibilità
gustativa.
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 aglio |
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Pianta
di origine asiatica di cui si utilizza il bulbo; ha un odore
penetrante causato dall'allicina, sostanza batteriostatica
(solfuro di allile). La presenza di potassio favorisce
l'abbassamento della pressione arteriosa. E' classificato fra le
erbe aromatiche.
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agostamento |
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E'
la fase di maturazione dei germogli che da verdi diventano
marroni (in Italia mediamente tra luglio e agosto), cioè
lignificano diventando tralci. Una corretta lignificazione dei
tralci è un fattore determinante per la resistenza al freddo
invernale e per la ripresa vegetativa in primavera.
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 agricoltura biodinamica |
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Nata in Germania negli anni Venti,
l'agricoltura biodinamica utilizza preparati di origine vegetale
e animale che intensificano i processi di formazione dell'humus
nel terreno, favoriscono il miglioramento della qualità dei
frutti, regolano e ottimizzano i processi di compostaggio dei
materiali organici. Le operazioni colturali e le semine seguono
un calendario biodinamico. Sessanta anni di esperimenti hanno
dimostrato che, unitamente ad altre tecniche agricole, è
possibile massimizzare la qualità dei prodotti e nello stesso
tempo ottenere rese molto vicine o a volte superiori a quelle
convenzionali. |
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agricoltura biologica |
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Agricoltura diretta a una produzione
agro-alimentare "pulita", ottenuta cioè con tecniche di
coltivazione e di allevamento a basso impatto ambientale, che
escludono l'uso, nei campi e nelle stalle, dei prodotti chimici
di sintesi (pesticidi, erbicidi, fertilizzanti, antibiotici,
ecc.). Molteplici gli obiettivi: produrre cibi sani, ad alto
valore nutrizionale ed esenti da contaminazione; allevare
animali sani, rispettando il loro benessere; recuperare la
biodiversità, preservando l'integrità del territorio e i suoi
aspetti paesaggistici. Per rendere fertili i terreni si ricorre
alla rotazione delle colture e si utilizzano concimi organici e
minerali naturali, mentre per difendere le coltivazioni dai
parassiti si adottano prodotti e tecniche che non hanno impatto
sull'ambiente. Organismi controllori, che operano su tutto il
territorio nazionale con oltre un migliaio di tecnici, sono i
protagonisti di quel sistema di controllo (istituito negli Stati
dell'Unione europea) che certifica in Italia i processi
produttivi del biologico. |
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agricoltura convenzionale |
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Agricoltura di tipo intensivo e generalmente monocolturale, che
prevede l'adozione di tecniche di coltivazione e di allevamento
tradizionali, con uso di prodotti chimici di sintesi a scopo
fertilizzante e antiparassitario. |
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agricoltura integrata |
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Questo tipo di agricoltura, per la quale non esiste una
legislazione comunitaria o nazionale di riferimento ma solo
provvedimenti emessi da alcune regioni, prevede l'adozione di
tecniche di coltivazione e di allevamento con utilizzo di
prodotti naturali ed un limitato impiego di prodotti chimici
sintetici. |
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agriotta |
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Varietà di visciola dal gusto selvatico, quasi animale, il cui
odore fruttato caratterizza i vini della Bourgogne. |
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agrodolce (o fermentazione mannitica) |
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Malattia della vite causata da batteri
lattici che trasformano gli zuccheri residui presenti nel vino a
causa di una fermentazione incompleta o interrotta.
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agronomo |
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Professionista, laureato in scienze agrarie e
iscritto all'albo, specializzato nella coltivazione del terreno
e delle piante. Il suo ruolo in campo vinicolo è strettamente
collegato alla coltivazione e alle metodologie per ottenere uve
di qualità.
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Aguardente |
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Distillato di vinacce in
portoghese.
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 A.I.S. |
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Associazione Italiana Sommeliers, fondata nel
1965 e dal 1973 riconosciuta come persona giuridica, il cui
scopo primario è quello di formare la figura e la
professionalità del sommelier e di valorizzare la cultura del
vino, anche nell'ambito della ristorazione. |
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A.I.V.V. |
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Associazione
Italiana della Vite e del Vino. Da oltre 50 anni si impegna a
dare un contributo sostanziale al progresso della viticoltura e
dell'enologia. |
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albariza
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Nello Jerez, in Spagna, è la
terra biancastra ricca di gesso.
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alberata
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Antica forma di allevamento della vite
utilizzata in Italia e ora totalmente in disuso, che consiste
nell'appoggiare la pianta a filari di pioppi, olmi o piante da
frutto. In Campania è la forma tradizionale di allevamento dell'Asprinio
di Aversa, dove la vite "maritata" soprattutto al pioppo, è
priva del portainnesto, ovvero "franca di piede" e può
raggiungere anche i 15 metri di altezza. Si mantiene viva questa
tradizione nell'aversano poiché è considerata bene ambientale e
culturale del territorio.
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 alberello
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Forma di allevamento della vite, tipica
dell'Italia meridionale e delle zone calde europee,
caratterizzata dal fato di non prevedere sostegni alla pianta.
Attualmente l'uso di questa forma di allevamento è in
diminuzione poiché non idonea per i sistemi di potatura e
raccolta meccanizzate. Si dimostra molto utile, invece, nelle
zone particolarmente ventose, come nell'isola di Pantelleria,
dove la pianta viene coltivata molto bassa e protetta da
muretti. L'impalcatura dell'alberello consiste in tre o quattro
branche, inserite sul tronco, ognuna provvista di uno sperone
potato generalmente a due gemme.
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Albese
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Bottiglia di vetro bruno con spalle scivolate
impiegata per vini rossi importanti, conosciuta come "Albeisa"
in Piemonte, dove ha avuto origine. Nel 1973, dopo un lungo
esilio, è stata riportata alla luce da 16 produttori di Langhe e
Roero ed oggi è utilizzata da numerose aziende.
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Albo dei vigneti
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Pubblico registro conservato presso le Camere
di commercio nel quale devono essere iscritti tutti i vigneti le
cui uve contribuiscono alla produzione di vini DOC e DOCG.
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albumina
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Sostanza proteica solubile in acqua presente
nei tessuti vegetali e animali. L'ovoalbumina, derivata
dall'albume dell'uovo, viene utilizzata per la chiarificazione
dei vini (a contatto con alcol e tannini forma dei grumi collosi
che trasportano le impurità sul fondo) o per eliminare parte dei
tannini (detannizzazione) nei vini troppo astringenti.
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Alchermes
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Liquore molto dolce, con gradazione alcolica
compresa tra 21-32% vol. Un tempo veniva ottenuto da una
macerazione in alcol, di spezie come la cannella, la noce
moscata, la vaniglia, di erbe aromatiche, zucchero ed essenze di
rosa e gelsomino. Il colore veniva dato dalla cocciniglia,
pigmento prodotto dall'insetto omonimo. Oggi si usa soprattutto
nei prodotti di pasticceria, grazie al colore rosso che dona
alle preparazioni.
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alcol
complessivo
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Alcol
svolto + alcol potenziale.
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alcol etilico
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E' il più importante del gruppo degli alcoli,
detto etanolo, incolore e dall'odore caratteristico, che si
forma durante la
fermentazione alcolica, il processo in cui
gli zuccheri contenuti nel mosto si trasformano in alcol.
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alcol metilico
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Conosciuto anche come metanolo, è l'alcol più
semplice sempre presente nei vini in piccole quantità (60-150
mg/l). Originato durante la vinificazione, influisce sul gusto e
sui profumi, ma essendo altamente tossico, la legislazione ha
necessariamente posto dei limiti precisi alla sua presenza nel
vino. Il metanolo è tristemente noto per lo scandalo che nel
1986 provocò la morte di decine di persone e un forte scossone
al vino italiano. Successivamente, fu proprio questo evento a
determinare un forte cambiamento nella qualità della produzione
vinicola.
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alcol
potenziale
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Quello
che si otterrebbe se anche gli zuccheri residui venissero
fermentati (ha un certo valore nei vini dolci).
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alcol
svolto
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E'
quello effettivamente presente nel vino a fine fermentazione.
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alcolico
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Si dice di un vino che presenti all'olfatto
una forte pungenza, e al gusto una notevole sensazione
pseudocalorica. Può essere un elemento negativo se il vino non
ha caratteristiche di elevata alcolicità.
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aldeidi
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Composti
profumati che risultano dall'ossidazione degli alcoli e portano
al vino una nota floreale; ad esempio l'aldeide etilica dà il
profumo di giacinto, quella anisica di biancospino,
la cinnamica di cannella, la fenilpropionica di lillà
ecc. |
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allappante |
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Sensazione sgradevole provocata da quei vini
troppo astringenti per eccesso di tannini o acidità, sostanze
che si legano alle proteine della saliva dando una sensazione di
asciugamento delle mucose.
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 allegagione |
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Si
verifica verso la metà di giugno, ed è la formazione delle
bacche (acini) per trasformazione ed ingrossamento dell'ovario
del fiore. L'allegagione è provocata dall'impollinazione del
fiore, cioè dalla fecondazione della cellula uovo, con il
conseguente sviluppo del seme. Se l'acino si forma senza che sia
avvenuta l'impollinazione o lo sviluppo regolare del seme, si ha
un'allegagione partenocarpica o apirenia, che genera acini privi
di semi.
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 alloro
o lauro |
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Pianta diffusa
nel bacino del Mediterraneo, di cui si usano le foglie un po'
amare, fresche o essiccate. E' un'erba aromatica utilizzata per
preparazioni a base di carne e pesce, per salse, per il bouquet
garnì francese (insieme a prezzemolo e timo) e per il mazzetto
guarnito italiano (con basilico, timo e prezzemolo). |
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almacenista |
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Nello Jerez, in Spagna, è il
produttore che invecchia piccole quantità di Sherry per poi
rivenderlo alle bodegas più grandi. |
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Alsazia |
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E' l'unica
regione vinicola francese che vende i suoi vini mettendo in
etichetta l'indicazione dei vitigni che li compongono. I
principali sono: gewürztraminer, muscat, pinot blanc, pinot gris,
riesling (il migliore), sylvaner, auxerrois, pinot noir e in minima quantità
chasselas. |
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alterazione |
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Vedi
processi pedogenetici. |
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 alzavino |
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Strumento enologico in vetro, utilizzato per prelevare
campioni di vino dalle botti sprovviste di rubinetti per
l'assaggio. E' simile a una grossa pipetta ed è conosciuto anche
col nome di "ladro". |
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amabile
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Si dice di un vino che presenti al gusto, una
chiara sensazione di dolcezza, ma non predominante. Normalmente
si tratta di vini il cui residuo zuccherino varia tra i 20 e i 50
g/l.
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Amaretto
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Liquore caratterizzato dal gradevole aroma di
mandorla, il cui grado è compreso tra 20-40% vol. Un tempo si
ricavava dalla macerazione dei noccioli di albicocca in alcol o
acquavite, mentre oggi si usa prevalentemente l'essenza di
mandorla amara addizionata di alcol neutro, sciroppo o zucchero
e aromi vari. Ha colore ambrato, profumo ammandorlato, sapore
dolce e fragrante.
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Amaricante
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Liquore ottenuto dall'infusione di circa 30
erbe nel Marsala, con
addizione di alcol etilico buon gusto e zucchero. E' utilizzato
come digestivo o come aromatizzante in alcune miscele, per il
suo gusto dolce-amaro.
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amaro
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1) liquore
ottenuto per infusione o macerazione in alcol di erbe
medicinali, spezie o scorze di agrumi, addizionati di zucchero.
2) malattia che consiste nella trasformazione dei batteri
lattici da parte della glicerina (alcol) in acroleina
(aldeide), successivamente unendosi ai polifenoli arricchisce il
vino di sostanze resinose molto amare. Il fenomeno è più
frequente nei vini rossi poveri di alcol e di acidità e ottenuti
da uve non perfettamente sane.
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American Viticultural Area (AVA) |
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Indica una zona vitivinicola
negli Stati Uniti. |
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amarore |
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Malattia
provocata da batteri lattici responsabili della trasformazione
della glicerina in acroleina che, combinandosi con i polifenoli
presenti nel vino, produce sostanze resinose molto amare. |
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amido |
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Polimero del glucosio sintetizzato dalle
piante di cui rappresenta la principale sostanza di riserva (è
un carboidrato). Si trova in forma di granuli nei germogli,
nelle foglie e nelle radici. Durante il giorno, quando la
fotosintesi delle celle vegetali provoca l'aumento del livello
del glucosio, la pianta produce amido, che di notte viene
metabolizzato per produrre lo zucchero necessario alla
respirazione. Nella vite l'amido si accumula, nella fase finale
del ciclo vegetativo, nel legno vecchio per fornire alla pianta
maggiore energia durante il germogliamento. |
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 amilico |
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E' il tipico
retrogusto di pera che si trova nei vini che hanno subito una
fermentazione a bassa temperatura. |
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ammendante |
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Qualsiasi sostanza, naturale o sintetica,
capace di modificare e migliorare le caratteristiche chimiche,
fisiche, biologiche, meccaniche e in particolare la fertilità
del terreno. Ad esempio il letame svolge bene questa funzione
perché, oltre ad apportare una buona quantità di elementi
nutritivi, migliora la struttura del terreno. |
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amminoacidi |
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Composti chimici organici costituenti
elementari delle proteine che nel mosto, assieme all'azoto
ammoniacale, sono i principali vettori di trasporto dell'azoto,
necessario per la crescita cellulare dei lieviti. |
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ammostamento |
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E' l'operazione di pigiatura più o meno
soffice, dopo eventuale diraspatura, per ottenere il mosto
d'uva. |
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amontillado |
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Vedi
Jerez. |
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ampelografia |
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Il nome deriva da "ampelos" (viti) e "grapho" ((de)scrivo)
cioè descrizione delle viti. Materia che studia la vite,
identifica e classifica i vitigni sulla base della diverse
caratteristiche delle piante e della morfologia delle foglie e
dei frutti. Sebbene questa disciplina risulti praticata già
nell'antichità (De Historia Naturalis di Plinio) è solamente
nell'800 che assume il profilo della scienza grazie ad una
catalogazione più oggettiva, connessa alle peculiarità botaniche
della vite. Sono nati filoni specializzati di ricerca quali
l'ampelometria, che si occupa specificamente delle misure della
pianta, delle foglie (fillometria) e dei frutti (carpometria),
nonché della loro comparazione. Attività vasta e da completare,
ha permesso di fare chiarezza sulla catalogazione di moltissime
varietà. Oggi la descrizione di un vitigno viene fatta
attraverso le schede ampelografiche approvate dall'O.I.V.
(Office International de la Vigne et du Vin) che evidenziano per
ogni varietà, nome ed eventuali sinonimi, caratteristiche
morfologiche e vegetative, attitudini colturali, terreni idonei
alla coltura. Altri settori di attività sono lo studio e la
creazione di cloni migliorativi di vitigni esistenti o di nuove
varietà mediante incrocio. Nuove tecniche di indagine
comprendono l'ampelografia computerizzata, gli indici
fillometrici, l'analisi del DNA e dei diagrammi enzimatici
(isoenzimi). |
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anaerobiosi |
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condizione di assenza o carenza di ossigeno,
nella quale sono capaci di vivere microrganismi come lieviti e
muffe, che attuano processi metabolici di fermentazione. |
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analisi chimica |
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In enologia serve a determinare
qualitativamente e quantitativamente i componenti dei mosti e
dei vini, quali ad esempio l'acidità volatile e totale, l'alcol
svolto, il residuo zuccherino, la densità, il pH, ma anche gli
elementi che determinano il colore e le sostanze necessarie alla
stabilità del vino, come il ferro, il sodio, il potassio, il
rame. |
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anbaugebiete |
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Indica un distretto vinicolo
in Germania. |
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añejo |
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Termine spagnolo che indica un vino affinato
per un anno. |
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 aneto |
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Pianta originaria
del Mediterraneo con aroma misto di prezzemolo e finocchio. Va
spezzato con le dita per utilizzarne al meglio gli aromi, ed è
utilizzato per insaporire formaggi, verdure, carni bianche,
pesci cotti a vapore ecc. |
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 anice |
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Spezie,
prodotta soprattutto in Messico e Spagna,
si ricava dai fiori essiccati della pianta omonima. E' l'anetolo,
l'olio essenziale da cui si ricava il caratteristico aroma.
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Anice |
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Insieme all'Anisone e all'Anisette, è un
liquore ottenuto per infusione dei semi di diversi tipi di anice
in alcol. La gradazione alcolica è compresa tra 28-60% vol.
Dall'aromatizzazione dell'anice con i fiori di sambuco bianco
viene prodotta la Sambuca, la cui gradazione è compresa tra
40-43% vol. Questi tipi di liquori vengono serviti come
digestivi e, diluiti con acqua e ghiaccio, come dissetanti.
Alcuni li usano per correggere il caffè.
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 anice
stellato |
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E'
detto anche badiana e proviene
dalla Cina, i suoi frutti a forma di stella essiccati,
costituiscono l'ingrediente principale di molte ricette a base
di maiale e anatra.
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anidride carbonica |
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Gas prodotto, assieme all'alcol etilico,
dalla fermentazione alcolica. Tenderà naturalmente a scomparire
nel corso dell'affinamento del vino.
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anidride solforosa |
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Composto gassoso (diossido di zolfo)
fondamentale nel processo produttivo del vino per le sue
proprietà antimicrobiche e antiossidanti. Inibisce, infatti, lo
sviluppo dei batteri lattici e acetici che alterano le
caratteristiche del vino. Trattandosi comunque di un composto
tossico, la legislazione ne impone un uso moderato. Oggi, grazie
ai progressi della tecnica di vinificazione, la quantità di
solforosa impiegata è molto ridotta.
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 annatto |
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Spezie,
ricavata da semi aromatici tritati finemente, di colore
arancione; viene utilizzata prevalentemente come colorante
naturale.
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anosmia |
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Perdita della capacità di percepire gli
odori. |
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antiossidante |
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sostanza necessaria a proteggere il mosto o
il vino da possibile ossidazione, generalmente viene usata
l'anidride solforosa, più raramente l'acido ascorbico. |
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anreicherung |
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In tedesco significa aggiunta
di zucchero al mosto. |
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antera |
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Parte terminale dello stame, l'organo
maschile del fiore di vite. Il fiore ermafrodita è composto da
cinque stami con lunghi filamenti che sostengono le antere, le
quali sono a loro volta divise in due parti, chiamate lobi, che
contengono due sacche polliniche nelle quali si sviluppano e
maturano i grani di polline (microsporogenesi). Al momento della
fioritura le antere si aprono per liberare il polline
(deiscenza). |
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antociani |
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Famiglia di
sostanze vegetali fortemente coloranti, presenti nelle uve a
bacca rossa. Oltre a dare un forte apporto di colore (a seconda
della varietà di uva), hanno una funzione protettiva nei
confronti delle radiazioni solari (specialmente quelle a più
elevata frequenza, come i raggi ultravioletti). La
concentrazione maggiore di antociani è situata nella buccia
dell'acino. La differente intensità di colore è determinata
dal livello di pH presente nell'acino: più il fattore pH è
acido, maggiore sarà la concentrazione di colore del vino e la
tinta sarà più vicina al rubino-violaceo. Gli antociani sono
poco solubili nel mosto e nell'acqua e molto solubili nell'alcol
che si produce durante la fermentazione alcolica (infatti, se si
escludono le uve tintore, la polpa, che è ricca di acqua e
priva di alcol, è incolore). Per questo motivo le vinificazioni
in rosso comprendono la macerazione delle parti solide durante
la fermentazione; inoltre una temperatura più elevata (circa 28
°C) favorisce ulteriormente la solubilità degli antociani. Il
colore del futuro vino dipende dal grado di maturazione del
vitigno e dalla durata del periodo di macerazione buccia-succo
(minimo 6 giorni). Fanno parte del gruppo dei polifenoli. |
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 Antracnosi (o vaiolo) |
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Malattia della vite (Elsinoe ampelina) che colpisce qualsiasi
organo erbaceo. I primi segni possono comparire già in
primavera, sui giovani tralci, in particolare nei punti di
intersezione con la parte vecchia, con macchioline
grigio-rossastre orlate di bruno. Successivamente proseguono
lungo l'asse del tralcio e si allargano prendendo l'aspetto di
cancri. La parte di tralcio colpita sembra carbonizzata e si
dissecca con facilità. Gli stessi segni si manifestano sui
rachidi, sui viticci, sulle nervature delle foglie. Gli acini
presentano delle macchie tondeggianti grigio-giallastre, orlate
di bruno, che penetrano nei tessuti interni fino a scoprire i
semi.
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A.O.C. |
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Appellation d'Origine Controlée, corrisponde alla
nostra D.O.C. in Francia.
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 A.O.I. |
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Associazione Osterie Italiane, costituita il 6 dicembre 2004 da
un'idea dell'enologo, artista, scrittore e oste, Walter Perotti, con l'intento di diffondere la cultura dell'Osteria e
salvaguardarne il patrimonio culturale, la tipicità, gli antichi
sapori e leggende.
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apice |
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Parte terminale del germoglio e della vite e sede
dell'accrescimento in lunghezza dell'organo. L'apice cresce
nella prima fase della stagione vegetativa, producendo nuovi
nodi con le relative foglie e viticci, poi arresta lo sviluppo e
muore.
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apirene |
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Si dice di quelle varietà d'uva
nelle quali l'acino è privo di vinaccioli; sono utilizzate
prevalentemente per la produzione di uve passe.
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apirenia |
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Formazione dell'acino senza lo sviluppo dei semi. Nella vite
esiste l'apirenia vegetativa, che si verifica quando
l'acino si forma senza impollinazione, rimanendo piccolo e verde
(acinellatura verde); l'apirenia stimolativa si forma,
invece, quando avviene l'impollinazione ma non la fecondazione:
l'acino rimane piccolo ma raggiunge la maturazione (acinellatura
dolce, ad esempio nell'uva Corinto). L'apirenia
stenospermocarpica è caratterizzata dalla morte precoce del
seme dopo l'impollinazione e la fecondazione (ad esempio
nell'uva Sultanina).
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appassimento |
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Processo di disidratazione dell'uva per aumentare la
concentrazione di zucchero negli acini. I grappoli possono
appassire direttamente sulla pianta (vendemmia tardiva) o su
appositi graticci.
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ara |
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Unità di misura della superficie agraria. Corrisponde a 100
metri quadrati.
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archetti |
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Quando il vino viene fatto roteare nel calice e poi si arresta
il movimento, si formano delle linee curve lungo la parete, a
sembianza di piccoli archi, che secondo la loro dimensione e la
velocità di discesa del liquido, indicano il livello di alcol e
di glicerina presenti nel vino. Tanto più gli archetti sono
serrati, maggiore è la quantità di alcol; tanto più è lenta la
discesa del liquido, maggiore è la presenza di glicerina.
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 archetto |
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Forma di allevamento simile al Guyot (vedi), da cui si
differenzia per la curvatura ad arco dei ralci, che può essere
più o meno pronunciata. L'archetto è molto diffuso in
Valtellina, ma si trova anche in Toscana ed Emilia Romagna, dove
è più conosciuto come "capovolto".
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ardesia
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Roccia metamorfica derivata dall'argilla, di colore nerastro
o grigio-verde, caratterizzata da una grana molto fine. E'
ideale per la fabbricazione di tegole, mentre la varietà più
scura è utilizzata per la produzione di lavagne. |
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arenaria
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Roccia sedimentaria clastica originata da accumuli di
materiale trasportato dalle acque fluviali e marine e dal vento.
E' costituita da frammenti minerali (clasti) derivanti dalla
disgregazione delle rocce preesistenti e legati fra loro da una
composizione variabile di silice, argilla, calcare ecc. |
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aristolochia
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Odore erbaceo che assumono alcuni vini quando la pianta
omonima (presente nei vigneti) si mischia all'uva durante la
vendemmia, oppure quando le uve sono state raccolte prima della
piena maturazione. |
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 Armagnac
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E'
forse il più antico distillato del mondo, ad A.O.C., è
prodotto in 3 zone: Bas-Armagnac, Ténarèze
e Haut-Armagnac. Si ottiene dalla
distillazione di un vino leggero e con acidità elevata. I
vitigni sono ugni blanc, colombard, folle blanche, bacco, clairette,
mauzac,
ecc. In funzione dell'età viene classificato:
- Trois étoiles (2-3
anni di invecchiamento) - V.O.
(Very Old) e V.S.O.P. (Very Superior Old
Pale) (almeno 4,5 anni) - Extra, Hors d'Age, Napoléon, Vieille
Réserve, XO (Extra Old) (almeno 5,5). |
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armonico |
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Si dice di un
vino in cui si combinano in modo perfetto tutte le componenti
che, durante l'analisi organolettica risultano essere al massimo
della loro espressione qualitativa. Non sempre i vini sono in
grado di raggiungere questa condizione, anche dopo un lungo
invecchiamento. L'armonia coincide con lo stato ottimale di
maturazione del vino. |
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aromatico |
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Nell'esame olfattivo, si dice di un vino le
cui componenti odorose richiamano in modo evidente la presenza
di uve aromatiche (moscato, malvasia, gewürztraminer
ecc.). |
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 aromi
primari o di prefermentazione
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Tipici
dei vitigni, soprattutto aromatici come le malvasie,
i moscati e il gewürztraminer.
I principali responsabili sono i terpeni:
linalolo (uve Moscato), geraniolo
(profumo di rosa, è presente anche nei fiori d'arancio e nella
cannella), nerolo e terpineolo.
Altre sostanze danno sentori erbacei, oppure "foxy",
selvatici.
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 aromi
secondari
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Si
formano durante la fermentazione e ne sono responsabili gli alcoli,
le aldeidi e gli
esteri.
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 aromi
terziari
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Si
formano durante il periodo di invecchiamento, per reazioni di
ossidoriduzione, eterificazione, polimerizzazione, idrolisi,
esterificazione e acetalizzazione. I più importanti sono gli
esteri
(fino a 500 mg/l in un vino invecchiato) che si formano a
partire dall'alcol etilico e dagli alcoli superiori, seguiti
dalle aldeidi, dai chetoni,
dagli acetali, dagli eteri
e dai lattoni.
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arricchimento |
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Tecnica utilizzata in enologia per aumentare
la gradazione alcolica del vino. L'aumento del titolo
alcolometrico può essere ottenuto con l'aggiunta di mosti neutri
non zuccherini, oppure concentrati dolci; oppure si può
concentrare mosto povero sottraendogli la parte acquosa, o
ancora aggiungere uve appassite, ma la tecnica più utilizzata è
quella di aggiungere mosti concentrati. |
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arricciamento |
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Malattia virale della vite che dà luogo a
foglie maculate, asimmetriche, a ventaglio e con margini
frastagliati, riduzione della produzione e delle dimensioni
della pianta. |
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arrope |
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Mosto cotto concentrato, usato
per la dolcificazione dello Sherry in Spagna. |
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arrossamento |
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Colore assunto dalle foglie di vite alla fine
del ciclo vegetativo, causato dall'aumento di antociani nei
tessuti, provocato da una minore efficienza della fotosintesi;
nelle foglie giovani l'arrossamento può essere provocato da
malattie virali o da carenze nutrizionali. |
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arrostire |
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Cuocere
un alimento a temperature molto alte, utilizzando come mezzo di
trasmissione del calore delle materie grasse. |
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arzelle |
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In Francia identifica un tipo
di terreno composto prevalentemente di ardesia, gesso e
quarzite. |
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Asiago |
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Vedi
Formaggi D.O.P. |
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 aspic |
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Vivanda a base di carne, pesce, verdura o
frutta in gelatina. Originariamente aveva la forma di un
serpente, da cui ha preso il nome. |
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assemblaggio |
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Indica un'operazione di taglio nel vino. Può
essere rappresentato dalla percentuale di vitigni utilizzati per
la produzione di un vino. Nel caso degli spumanti si dice
cuvée.
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 Associazione
Enologi Enotecnici Italiani |
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L'Associazione Enologi Enotecnici Italiani (Assoenologi) è l'organizzazione di categoria
che nel nostro Paese raggruppa e rappresenta oltre il 90% dei tecnici vitivinicoli attivamente impegnati nel settore, di cui
il 50% ha mansioni direttive in cantine sociali e private, il 10% svolge l'attività di libero professionista, mentre la
rimanente percentuale è impegnata con incarichi diversi. Essa si propone la tutela professionale dell'enologo e
dell'enotecnico sotto il profilo sindacale, etico, giuridico ed economico, nonché di rappresentare la categoria a tutti
i livelli e di curarne l'aggiornamento tecnico scientifico. Inoltre garantisce ai suoi associati una serie di servizi
professionali di tutta considerazione. Fondata nel 1891, è stata recentemente riconosciuta dall'Union Internationale des
Oenologues, l'associazione di categoria più antica, più numerosa e meglio organizzata a livello mondiale, tanto che il suo
direttore generale, il dottor Giuseppe Martelli, è stato eletto presidente dell'U.I.Oe. La Sede centrale dell'Associazione
Enologi Enotecnici Italiani è a Milano, in via Privata Vasto 3, mentre ben 17 Sedi periferiche garantiscono la
rappresentatività e l’operatività della categoria nelle diverse zone vitivinicole italiane.
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astringenza |
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Sensazione di asciugamento delle mucose della
bocca (e delle gengive) dovuta alla presenza nei vini rossi dei
tannini, sostanze che si legano alle proteine della saliva.
L'intensità dell'astringenza diminuisce con l'aumentare della
massa molecolare (polimerizzazione) dei tannini, processo che si
verifica nei vini con l'invecchiamento.
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aume |
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Botte, utilizzata anticamente in Alsazia, in
grado di contenere 114 litri.
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ausbruch |
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Classificazione austriaca che
indica che il vino è di un grado
Oechsle tra il
Beerenauslese e il
Trockenbeerenauslese.
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Auslese |
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Vino
di Qualità prodotto in Germania e Austria; è ottenuto da un'
accurata selezione di uve
che hanno raggiunto la piena maturazione; fa parte del gruppo dei "Qualitätswein mit Prädikat"
per i quali non è ammesso lo zuccheraggio. Ha una gradazione
variabile tra 11,1-13%, generalmente è dolce e con bouquet
intenso.
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austero |
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Termine che indica un vino di grado alcolico
elevato, strutturato e complesso, dove le componenti
organolettiche mettono in evidenza un carattere non di facile
lettura.
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Australia
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Vitigni
bianchi: muscat, sémillon, riesling, sauvignon blanc,
tokay, chardonnay; vitigni rossi:
pinot noir, cabernet sauvignon, malbec. Zone
viticole principali: Coonawarra, Barossa Valley.
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 autoclave |
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Recipiente di
grandi dimensioni nel quale si effettua la rifermentazione del
vino, secondo il
Metodo Charmat. |
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autolisi |
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Processo progressivo di distruzione delle
cellule dei lieviti ad opera dei loro stessi enzimi che si
solubilizzano nel vino, influenzandone aroma e sapore. E'
utilizzato specialmente nell'elaborazione dello spumante
prodotto con il
Metodo Classico. |
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auxina |
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Ormone delle piante che stimola la crescita
cellulare e la formazione di nuove radici, regola la dominanza
apicale e la caduta dei frutti e delle foglie. L'auxina è
utilizzata nel periodo dell'allegagione, perché favorisce la
trasformazione del fiore in frutto. |
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AVA |
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Acronimo di American Viticultural Area,
denominazione che garantisce la provenienza dell'uva dalla zona
indicata in etichetta |
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avvinamento |
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Pratica enologica che consiste nel bagnare
con vino o mosto le superfici interne dei vasi vinari, ma anche
i bicchieri, le bottiglie o gli strumenti di laboratorio) allo
scopo di eliminare eventuali odori residui o impurità. In
degustazione l'avvinamento viene effettuato con una piccola
quantità del vino che si dovrà degustare, sui bicchieri nuovi o
che abbiano già contenuto vini di diversa tipologia (ad esempio
passando da un vino bianco a uno rosso o a un passito). |
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AWC |
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Available Water Capacity. Indica la capacità
di un terreno di trattenere l'acqua utilizzabile dalle piante
attraverso le radici. |
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azoto |
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Elemento chimico e principale gas componente
dell'atmosfera e tra i più importanti costituenti della materia
vivente. L'azoto, insieme a carbonio, ossigeno e idrogeno, è
presente negli amminoacidi, nelle proteine, nelle vitamine, nei
coenzimi e negli acidi nucleici. Le piante assimilano l'azoto
dal terreno sotto forma di sali di ammonio, nitriti e nitrati.
In forma gassosa, l'azoto è inerte e non si combina con gli
elementi con cui viene a contatto. Per questo motivo può essere
utilizzato in enologia per la conservazione dei vini in
recipienti non perfettamente riempiti, per evitare qualsiasi
rischio di ossidazione o attacco di batteri. |