|
 |
|
|
|
 cacao |
|
E'
ottenuto dalla macinazione dei semi della Theobroma
cacao, pianta originaria dell'America centrale e delle
zone amazzoniche. Ora è coltivato anche in Africa e Asia. |
|
|
|
|
|
Caciocavallo Silano |
|
Vedi
Formaggi D.O.P. |
|
|
|
|
 caffè |
|
Viene
estratto da un arbusto della famiglia delle Rubiacee.
Ne esistono varie specie, le più diffuse sono l'Arabica
(la più pregiata) e la Robusta. |
|
|
|
|
|
caglio |
|
Proviene
dallo stomaco dei ruminanti ed è utilizzato per far coagulare i
formaggi. |
|
|
|
|
|
calcio |
|
Elemento chimico, costituente essenziale
della parete cellulare della pianta, necessario alla sua
crescita. La carenza di calcio nel terreno provoca nella vite la
clorosi delle foglie, mentre una quantità eccessiva può inibire
la capacità della pianta di assorbire il ferro, provocando la
clorosi ferrica. |
|
|
|
|
|
caldo |
|
Si dice di un vino che, al gusto, presenti
una decisa sensazione pseudocalorica. Si tratta in genere di
vini strutturati e con buon grado alcolico (tra i 12 e i 13,5
°C), ma la sensazione di calore può essere evidenziata anche
dall'assenza di una struttura e di una complessità adeguate. |
|
|
|
|
| California |
|
Vitigni
bianchi: chardonnay, sauvignon, sémillon, chenin blanc; vitigni
rossi: pinot noir, cabernet sauvignon, zinfandel,
carignan, merlot. Zone viticole principali: Napa Valley, Sonoma, Sacramento, Monterey. |
|
|
|
|
 caliptra |
|
E' la struttura a forma di cuffia, costituita
da 5 petali tra loro riuniti e situati nella parte superiore del
fiore di vite. |
|
|
|
|
|
callo |
|
Tessuto bianco che si forma sulla superficie
tagliata o ferita della pianta per effetto dell'attività del
cambio. La formazione di un callo dopo aver praticato un
innesto, indica positivamente che le due parti innestate si sono
saldate. |
|
|
|
|
|
cambio |
|
Tessuto presente nel fusto e nella radice
della vite che regola lo sviluppo della pianta e la formazione
di nuove cellule. L'attività del cambio inizia in primavera dopo
il germogliamento, è massima dopo la fioritura, si riduce
progressivamente durante l'invaiatura
e riprende dopo la maturazione dell'uva. |
|
|
|
|
|
camicia
|
|
Strato più o meno sottile che si può formare
sulla parete e sul fondo della bottiglia contenente vino,
causato dal deposito di sostanze presenti nel vino stesso. Il
fenomeno è più frequente nei vini rossi invecchiati e lo
spessore del deposito può risultare di diversa consistenza,
variando da una leggera patina a una vera e propria "crosta" a
seconda della tipologia del vino e della durata
dell'invecchiamento del vino.
|
|
|
|
|
|
Campagna vinicola
|
|
Dicitura usata spesso in atti amministrativi. Segna il tempo
di riferimento per le scadenze e le principali attività per la
produzione del vino. Di fatto individua l'anno di vendemmia e le
fasi delle attività produttive seguenti: la campagna vinicola
non si rifà quindi all'anno solare, semmai individua un periodo
che comincia con la vendemmia e termina poco prima della
vendemmia dell'annata successiva.
|
|
|
|
|
|
Canestrato Pugliese
|
|
Vedi
Formaggi D.O.P.
|
|
|
|
|
 cannella |
|
Originaria di Sri Lanka, è una pianta della
quale si usa la corteccia come spezie. Più questa è sottile
maggiore è il suo pregio. Ci si prepara il vin brulé, dolci e
creme, ma è utilizzata anche per la carne in salmì o stufata.
|
|
|
|
|
|

cannone antigrandine
|
|
Apparecchio utilizzato in certe zone d'Italia
(ad esempio nelle Langhe) per combattere il fenomeno della
grandine, causa primaria della distruzione dei vigneti. Si
tratta di un enorme cono rovesciato alla cui base vi è una
camera di combustione. Il tutto è sorretto da un treppiede che
sostiene il vertice del cono e dirige la cavità verso il cielo.
La camera di combustione viene ciclicamente riempita di gas
combustibile, come propano o acetilene, e una candela ne causa
l'esplosione. La forte deflagrazione, amplificata dalla forma a
megafono del cannone, lancia un'onda sonica di forte potenza
verso il cielo, e viene ripetuta, grazie ad un timer
elettronico, ogni 5-10 secondi. Nelle dichiarazioni dei
costruttori l'onda di pressione sarebbe in grado di disturbare
il processo d'accrescimento della grandine, o secondo altri far
perdere equilibrio ai nuclei di condensazione in sospensione, e
generare l'immediata caduta dell'idrometeora, prima che essa
diventi di grosse e rovinose dimensioni.
Scientificamente,
l'efficacia dei cannoni non è mai stata dimostrata, ma molti
produttori continuano ad utilizzarli.
Al contrario, sembra invece che i cannoni antigrandine, a causa
delle potenti onde di pressione, danneggino irreparabilmente le
cascine e le case più vecchie dei borghi di pianura, causando
crepe e fessurazioni nei rivestimenti esterni e negli intonaci
interni.
|
|
|
|
|
|
capacità di campo
|
|
Quantità massima di acqua che il suolo può
trattenere una volta persa l'acqua assorbita dal terreno.
|
|
|
|
|

Capovolto |
|
Una delle forme di allevamento derivate dal
Guyot, diffusa in Toscana ed Emilia Romagna. Sul tronco,
che può raggiungere fino a 2 m, vengono allevati uno o due capi
a frutto piegati verso il basso e uno o due speroni. E' detto
anche "cappuccina". |
|
|
|
|
|
cappello |
|
E' formato dai residui solidi delle uve, come
i raspi, le bucce e i vinaccioli, che si concentrano in una
massa schiumosa che galleggia sulla superficie del mosto durante
la fermentazione. Per evitare che il cappello non subisca
processi di acetificazione, è necessario intervenire con
frequenti
follature e
rimontaggi. |
|
|
|
|
|
 cappero
|
|
E' il bocciolo
del fiore ancora chiuso di una pianta del mediterraneo. Viene
conservato sotto sale, in salamoia o sott'aceto. Si addiziona
all'ultimo momento per evitare che trasmetta all'alimento un
sapore amarognolo. Va bene per carni bollite, pesci e salse.
|
|
|
|
|
|
 capsula
|
|
Guaina che ricopre il tappo e l'imboccatura della bottiglia, con
il duplice scopo di proteggere l'imboccatura da sostanze
inquinanti e per conferire alla confezione un aspetto elegante. In
passato era di stagnola, ma a causa delle possibili cessioni di
piombo, ne è stata vietata la fabbricazione con questo materiale,
sostituito dai polilaminati in alluminio e polietilene, oppure di
cellulosa.
|
|
|
|
|
|
caratello
|
|
Piccola botte in rovere di capacità tra i 25 e
i 100 l, usata prevalentemente in Toscana per la produzione del
Vin Santo. |
|
|
|
|
|
carbone attivo |
|
Carbone artificiale ricavato da residui
vegetali o animali con un processo di distillazione che gli
conferisce elevate caratteristiche adsorbenti. E' adatto a usi
enologici come decolorante o deodorante. |
|
|
|
|
 cardamomo |
|
Spezie che ricorda il profumo del limone, molto utilizzata nella
cucina indiana. |
|
|
|
|
|
carente |
|
Nell'esame olfattivo, si dice di un vino in cui si avvertono
pochissime sensazioni odorose, quasi da non essere percepite
all'olfatto. Analogamente, nell'esame gustativo, si riscontrerà
scarsezza di sensazioni e una piattezza generale. |
|
|
|
|
|
carie bianca o marciume bianco |
|
Malattia della vite che si sviluppa in seguito a forti grandinate,
particolarmente verso la fase di maturazione e con temperature
superiori a 20 °C. E' piuttosto rara e solo eccezionalmente può
causare danni gravi. E' provocata da un fungo che si conserva sui
tralci o sugli acini caduti al suolo, si sviluppa bene sul mosto
d'uva ormai dolce e facilmente disponibile dopo forti grandinate
che hanno rotto gli acini. Vengono colpite parti dei grappoli sui
cui acini compaiono macchie giallognole leggermente depresse.
Frequentemente l'infezione interessa l'intero grappolo che
dissecca e presenta una muffa biancastra, data dagli organi
fruttiferi del fungo. |
|
|
|
|
 carta dei vini |
|
E' la lista che qualunque ristorante dovrebbe avere per presentare
i vini ai propri clienti. Una carta dei vini seria, deve prevedere
una suddivisione per Stati e regioni (Francia: Bordeaux,
Bourgogne, Champagne ecc.; Italia: Piemonte, Lombardia, Sicilia
ecc.) e per tipologia (bianchi, spumanti, rosati, rossi, dolci
ecc.). Per ogni vino deve essere riportato il nome per esteso,
l'annata, se possibile il grado alcolico e la capacità della
bottiglia, il produttore e il prezzo. E' fondamentale che la carta
dei vini sia sempre aggiornata e sia esteticamente ben fatta e di
facile leggibilità. E' bene che i vini siano adeguati alla
tipologia e al livello del ristorante, sia per fascia di prezzo
che per possibilità di abbinamento con i piatti del locale. |
|
|
|
|
 cartamo |
|
Detto anche
zafferanone
perché dà alle preparazioni colore giallo e aroma simile a
quello dello zafferano. Se ne ricava anche un olio commestibile. |
|
|
|
|

Carthagène |
|
Vino liquoroso prodotto, in ridottissime
quantità, nel sud della Francia. Si ottiene aggiungendo acquavite
a mosto non fermentato di uve molto ricche di zucchero. Dopo un
anno di maturazione in fusto, il vino assume un colore dorato e un
titolo alcolimetrico di circa 16 °C. |
|
|
|
|
 Casarsa |
|
Forma di allevamento
diffusa in tutte le regioni viticole italiane, in particolare
nel Veneto e nel Friuli Venezia-Giulia. Deriva dal sylvoz, dal
quale si distingue per avere i capi a frutto liberi e con minori
inconvenienti riguardo la difformità di attività vegetativa
sui tralci sin dalla fase di germogliamento. Consente una
facile meccanizzazione, il raggiungimento di elevati livelli
produttivi e, di conseguenza, un basso costo di impianto e un
bisogno contenuto di manodopera. Fra i suoi pregi ha anche
l'ottima resistenza dei giovani germogli al vento, l'adattamento
a tutti i vitigni, compresi quelli con bassa fertilità delle
gemme basali. Qualche rischio può presentarsi intorno ai
grappoli, troppo consistenti, con ripercussioni negative sulla
produttività, oppure un eccesso di produzione con l'adozione di
potature lunghe sulle singole viti.
|
|
|
|
|
|
Casciotta di Urbino
|
|
Vedi
Formaggi D.O.P.
|
|
|
|
|
|
caseina |
|
Sostanza
proteica contenuta nel latte, indispensabile per produrre
formaggi. Viene utilizzata anche per il collaggio
(vedi) dei vini, specialmente bianchi, in quanto facilita
l'eliminazione del ferro ed è utile come trattamento preventivo
o curativo della maderizzazione.
|
|
|
|
|
|
casse ferrica |
|
Alterazione
che determina intorbidimento e precipitati di colore bluastro,
soprattutto nei vini rossi, causata da un eccesso di presenza di
ferro che, legandosi ai tannini
presenti può formare i tannati ferrici.
|
|
|
|
|
|
casse fosfatica
|
|
Si
presenta soprattutto nei vini bianchi ed è causata dalla
presenza eccessiva di fosfato ferrico; provoca torbidità dovuta
alla formazione di precipitati che danno un colore bianco-grigio
lattiginoso.
|
|
|
|
|
|
casse ossidasica
|
|
Alterazione
del colore del vino (prevalentemente da uve bianche), dovuta
all'azione di enzimi (vedi) che, in presenza di ossigeno,
determinano un imbrunimento nei vini con comparsa di iridescenza
in superficie. Il vino può acquisire uno sgradevole sapore di
cotto ed avere un odore di "maderizzato".
|
|
|
|
|
|
casse proteica |
|
E'
dovuta a composti che si formano tra proteine e tannini e dà
luogo a precipitati biancastri che inducono all'intorbidimento
del vino.
|
|
|
|
|
|
casse rameosa |
|
Alterazione
provocata soprattutto nei vini bianchi, da eccesso di rame che,
reagendo con lo zolfo o con altri composti solforati presenti
nell'ambiente ridotto della bottiglia, forma un precipitato
rosso-giallastro più o meno scuro. |
|
|
|
|
|
cassone di forzatura |
|
Contenitore dove si "forza" l'unione fra la
marza e il portinnesto, la formazione del callo e l'emissione
delle radici per la produzione delle barbatelle. Gli innesti
talea vengono sistemati nei cassoni alternandoli con uno strato
di segatura disinfettata. I cassoni di forzatura vengono tenuti
per circa un mese a una temperatura di 25-30° e a un'umidità
relativa dell'80% circa per facilitare la formazione del callo. |
|
|
|
|
|
Castelmagno |
|
Vedi
Formaggi D.O.P. |
|
|
|
|
|
catechine |
|
Composti organici naturali che fanno parte
dei tannini enologici. Sono presenti nei vinaccioli, nella
buccia e in minima misura nella polpa dell'uva. La quantità di
catechine è maggiore nei vini rossi che nei bianchi, a causa
del diverso sistema di vinificazione, che prevede da parte dei
primi un più o meno lungo contatto con le bucce del mosto. |
|
|
|
|
|
caudalia |
|
Unità di misura gustativa di un vino, che
corrisponde a un secondo e definisce la persistenza aromatica
dopo la deglutizione. Così, per esempio, si parla di 5 o 6
caudalie per i Novelli, dalle 14 alle 18 caudalie per i grandi
millesimi, 18 per un vino rosso o bianco di qualità, 20 o 22 per
i grandi vini liquorosi.
|
|
|
|
|
|
cava |
|
Vino spumante spagnolo
prodotto con il metodo classico.
|
|
|
|
|
|
cavalcapoggio |
|
Sistemazione del terreno utilizzata da
aziende di piccole dimensioni su terreni con pendenze fino al
30%. I filari vengono disposti perpendicolarmente alle linee di
massima pendenza e spesso affiancati a valle da muretti di
50-100 cm. E' un sistema molto usato nel Monferrato, nel
Pescarese e nell'Appennino Tosco-Emiliano. Il cavalcapoggio fu
adottato per la prima volta in Toscana nel secolo XVIII da G.B.
Laudeschi.
|
|
|
|
|

cavatappi |
|
Strumento a vite o a leva utilizzato per
estrarre il tappo dal collo della bottiglia. Ne esistono
numerose tipologie, spesso prodotte più per moda che per reale
utilità. Il cavatappi professionale ha un coltellino dentellato
per incidere la capsula, una spirale fine e affilata con cinque
avvolgimenti per entrare nel sughero, una parte metallica, a
volte con uno snodo, per fare leva sul bordo del collo della
bottiglia. E' importante evitare che la spirale non perfori il
tappo completamente, onde evitare che frammenti di sughero
cadano nel liquido.
|
|
|
|
|
|
Cazenave |
|
Forma di allevamento che prevede un cordone
permanente portante, alternato con speroni e capi a frutto di
poche gemme. E' assai poco usata. |
|
|
|
|
|
Cècubo |
|
Antico vino prodotto nella zona di Fondi
(LT), citato da Catone, Plinio il Vecchio, Virgilio, Orazio e
Ovidio. Con lo stesso nome viene oggi prodotto un vino rosso
ottenuto principalmente da uve abbuoto, piedirosso, coda di
volpe rosso e altre uve locali. |
|
|
|
|
|
cemento |
|
Materiale utilizzato per la costruzione di
vasi vinari destinati alla conservazione del vino e alla
fermentazione delle uve. La porosità delle vasche di cemento ne
limita l'utilizzo, in quanto l'azione svolta dall'acidità dei
vini e dall'anidride solforosa, tendono a corrodere la struttura
della vasca provocando la cessione al vino di sali di calcio
presenti nel cemento. Inoltre, per effetto della corrosione, si
formano dei tartrati sulle pareti, che divengono ricettacolo di
microrganismi e impediscono l'alternanza di vino bianco e rosso.
Oggi si usa smaltare le superfici interne con resine
epossidiche, rendendole impermeabili. |
|
|
|
|
|
ceneri |
|
Sono
la totalità dei minerali presenti nel mosto e nel vino
(potassio, calcio, magnesio, ferro, rame, zinco, piombo come
impurità, ecc.). |
|
|
|
|
|
centrifugazione |
|
E' una tecnica ad alta velocità che separa,
grazie alla forza centrifuga prodotta, le particelle grossolane
in sospensione dal vino. Il procedimento è sempre meno
utilizzato in quanto si ritiene possa stressare il vino e
alterarne alcune caratteristiche. |
|
|
|
|
|
cepa |
|
Vitigno o vite in spagnolo.
|
|
|
|
|
|
cépage |
|
Vitigno in francese.
|
|
|
|
|
|
ceppo |
|
Parte della pianta di vite che fuoriesce dalla terra. E' detto
anche fusto, su di esso crescono i tralci che, una volta
lignificati, prendono il nome di sarmenti.
|
|
|
|
|
|
cercine |
|
Parte terminale allargata del pedicello sulla quale è inserito
l'acino.
|
|
|
|
|
|
cereali |
|
Sono
un gruppo di piante della famiglia delle Graminacee,
i loro semi (cariossidi) sono
utilizzati a scopo alimentare. I più utilizzati sono riso,
frumento o grano, mais o granoturco, orzo, avena, segale; in
seconda battuta miglio, farro, sorgo, grano saraceno. |
|
|
|
|
 cerfoglio |
|
Pianta della
quale si utilizzano le foglie dal profumo simile al prezzemolo.
E' utilizzata per fare salse come la Bearnaise
e la Tartare, per aromatizzare
frittate, minestre e preparazioni a base di legumi. |
|
|
|
|
|
chai
|
|
In Francia è la cantina a un
piano per la vinificazione e l'invecchiamento del vino.
|
|
|
|
|
|
chambrer
|
|
Procedimento che si usa per i vini rossi
invecchiati e di particolare pregio, che consiste nel
trasportare il vino dalla cantina alla sala in cui verrà
consumato affinché raggiunga la stessa temperatura
dell'ambiente.
|
|
|
|
|
|
Champagne
|
|
La patria delle
bollicine, qui si fa lo spumante più imitato al mondo. Vitigni
primari bianchi: chardonnay; vitigni
primari rossi: pinot noir, pinot meunier. Zone
viticole principali: Aube, Côte des Blancs.
|
|
|
|
|
|
 Champagnotta
|
|
Bottiglia di colore verde o bianco, di forma
simile alla
Borgognona, ma più rigonfia nella parte centrale. E'
impiegata per Champagne e spumanti in genere.
|
|
|
|
|
|
Champenois
|
|
Vedi Metodo
Champenois.
|
|
|
|
|
|
 Chaource
|
|
Formaggio dolce
da latte vaccino di breve stagionatura, prodotto nella
Champagne. La crosta è bianca e commestibile e l'interno è
morbido e cremoso.
|
|
|
|
|
|
chaptalisé
|
|
Termine francese
che sta ad indicare un vino il cui grado alcolico è stato
aumentato con l'aggiunta di zucchero durante la fermentazione.
|
|
|
|
|
|
Charmat
|
|
Vedi Metodo
Charmat.
|
|
|
|
|
|
charpenté
|
|
Termine francese
utilizzato per indicare quei vini rossi di buona fattura ma
ancora piuttosto tannici, che hanno bisogno di una prolungata
maturazione.
|
|
|
|
|
|

Chartreuse
|
|
Liquore francese, prodotto a Voiron, vicino a
Grenoble, la cui gradazione alcolica è compresa tra 42-55% vol.
Ne esiste una versione dolce con etichetta gialla, indicata a
fine pasto, ed una con etichetta verde, dal sapore accentuato,
ideale come aperitivo o digestivo.
|
|
|
|
|
|
Chef de cave
|
|
Maestro
di cantina. Degustatore dal palato finissimo che si
occupa di valutare l'assemblaggio ideale della cuvée che
comporrà il vino da spumantizzare. Ciascun Maestro di cantina
è custode dei propri segreti e lavora per una sola azienda
produttrice di Champagne.
|
|
|
|
|
|

Cherry Brandy
|
|
Liquore ottenuto per macerazione di ciliege
intere in brandy o in alcol neutro, la cui gradazione è di circa
40% vol. Si serve come digestivo a temperatura ambiente o con
ghiaccio, ma può essere utilizzato anche per la composizione di
cocktail e long drink.
|
|
|
|
|
|
chiarificazione
o collaggio
|
|
Si
aggiungono al vino sostanze che lo illimpidiscono (inorganiche:
bentonite o silice; organiche:
caseina, gelatina, albumina o tannino). Viene favorita dalle
basse temperature.
|
|
|
|
|
|
chiavennasca |
|
E' il nome dato in Valtellina al nebbiolo. |
|
|
|
|
|
chinato |
|
Vino aromatizzato con corteccia di china.
Tipico di questa tipologia è il Barolo chinato.
|
|
|
|
|
 chiodi di garofano |
|
Ottenuti per
essiccamento dei bottoni dei fiori di una pianta proveniente
dalle Comore e dal Madagascar. L'olio essenziale di questa
spezie è l'eugenolo. Si utilizzano
nel vin brulé, nelle marinate per carni rosse e per la
selvaggina, per aromatizzare verdure sott'olio o sott'aceto e in
pasticceria.
|
|
|
|
|
|
chips |
|
Piccoli pezzi di legno di quercia di varie
dimensioni e diverse tostature, che vengono aggiunti al vino
per dargli maggiore aromaticità e concentrazione di tannini. E'
una pratica vietata in Italia, ma consentita ad esempio in
Australia e California, che produce effetti simili
all'invecchiamento in barrique. |
|
|
|
|

cicalina |
|
E' un gruppo di insetti piuttosto numeroso,
in parte proveniente dall'America, ma quella che causa i danni
maggiori è la Scaphoideus titanus o littoralis,
che determina la flavescenza
dorata. Altre cicaline piuttosto pericolose sono la Empoasca
vitis (cicalina gialla), che danneggia la vite pungendola
lungo le nervature delle foglie, determinando un disseccamento
parziale preceduto da ingiallimento o arrossamento, secondo la
varietà; la Zygina rhamni (cicalina della vite), che provoca un
danno più contenuto, limitato al disseccamento della parte di
foglia che è stata punta; la Stictocephala bisonia (cicalina
bufalo americana), simile a una piccola cicala ma dal
caratteristico corpo gibboso, con il suo apparato boccale
effettua una serie di tagli allineati, tutti intorno al tralcio,
determinando strozzature anulari e conseguenti rigonfiamenti. In
questo modo viene ridotta la circolazione della linfa e le
foglie che si trovano al di sopra della strozzatura tendono ad
accartocciarsi, a ingiallirsi o arrossire e, nella pagina
superiore, ad acquistare una lucentezza anormale. |
|
|
|
|
|
ciclo vegetativo della vite |
|
comprende
tre fasi:
-
periodo invernale (quiescenza,
la pianta è a riposo, priva di foglie); -
periodo di crescita (germogliamento, crescita dei tralci, fioritura); -
periodo di maturazione (crescita
delle uve fino a loro raccolta). |
|
|
|
|
|
ciglione |
|
Metodo di sistemazione dei filari di vite sui
terreni in pendenza, che prevede la creazione di ampi terrazzi
che seguono le curve di livello del terreno. Per realizzare il
ciglione occorre che il terreno sia profondo e la pendenza
moderata. |
|
|
|
|
|
Cile
|
|
Vitigni bianchi: Sémillon, Sauvignon Blanc,
Riesling, Moscatel; vitigni rossi: Pais, Cabernet, Merlot,
Malbec, Carignan.
|
|
|
|
|
|
cimatura
|
|
Nella coltivazione della vite rappresenta la
soppressione dell'estremità dei germogli, durante la fase di
crescita. La cimatura precoce serve per stimolare l'emissione di
nuovi germogli, detti femminelle,
migliorando la capacità di fotosintesi
della vite, consentendo un maggiore accumulo di zuccheri nei
grappoli; la cimatura tardiva si esegue durante la maturazione
dell'uva e consente una migliore esposizione al sole dei
grappoli. Una buona cimatura può facilitare la vendemmia
manuale e meccanica.
|
|
|
|
|
|
citochinine
|
|
Ormoni vegetali sintetizzati nei tessuti in
crescita attiva, quali gli apici delle radici e i semi in
germinazione. Nelle piante le citochinine sono trasportate dalle
radici alla chioma e stimolano la divisione cellulare, la
sintesi delle proteine, in richiamo dei prodotti del metabolismo
e lo sviluppo dei germogli laterali. Il liquido che fuoriesce
dai tagli di potatura della vite, detto pianto,
è ricco di questi ormoni.
|
|
|
|
|
|
Clairet
|
|
Vino rosso chiaro di Bordeaux,
simile al nostro Chiaretto.
|
|
|
|
|
|
claret
|
|
In inglese identifica i vini
rossi di Bordeaux.
|
|
|
|
|
|
classificazione
alimentare dei pesci
|
|
Pesci
magri (grasso inferiore al 3%)
(merluzzo, acciuga, orata, sogliola, palombo); pesci
semigrassi (3-8%) (triglia, storione,
pesce spada, carpa); pesci
grassi (oltre 8%) (anguilla, sgombro,
tonno, salmone).
|
|
|
|
|
|
classificazione
del colore del vino bianco |
|
Giallo
verdolino, giallo paglierino, giallo dorato, giallo ambrato. |
|
|
|
|
|
classificazione
del colore del vino rosato |
|
Rosa
tenue, rosa cerasuolo, rosa chiaretto. |
|
|
|
|
|
classificazione
del colore del vino rosso |
|
Rosso
porpora, rosso rubino, rosso granato, rosso aranciato. |
|
|
|
|
|
classificazione
del riso |
|
Comune
o Originario (varietà: balilla, ticinese), Semifino (varietà:
italico, vialone nano, maratelli, neretto, monticelli, padano),
Fino (varietà: ribe, europa, rizzotto, S.Andrea, vialone, nero,
romanico), Superfino (varietà: arborio, volano, roma, razza,
carnaroli, silla, redi). |
|
|
|
|
 Clavelin |
|
Bottiglia da 62 cl. utilizzata
per i Vins Jeaunes du Jura. |
|
|
|
|
|
climat |
|
Termine con il quale si
identifica il vigneto in Borgogna. |
|
|
|
|
|
clone |
|
In viticoltura un clone è un'entità
sub-varietale (cioè derivata da una certa varietà di pianta),
che mostra differenze da quella stessa varietà in seguito a
mutazioni genetiche che si ripercuotono su alcuni aspetti
morfologici (foglia, grappolo, acino) e fisiologici (accumulo
nelle bacche di metaboliti primari e secondari). Affinché un
clone sia caratterizzabile deve mantenere nel tempo le proprie
caratteristiche e trasmetterle alla discendenza ottenuta per
moltiplicazione vegetativa. Il processo di identificazione dei
cloni si definisce selezione
clonale. |
|
|
|
|
|
clorofilla |
|
E' il pigmento verde principale delle piante,
costituito da una molecola di porfirina, un composto organico al
cui centro è disposto un atomo di magnesio. Negli acini è
presente nel primo stadio di crescita, man mano che il frutto
matura, la clorofilla si riduce fino a scomparire. |
|
|
|
|
 clorosi |
|
E' causata dalla mancanza di clorofilla nella
pianta, con conseguente ingiallimento delle foglie. Al
cambiamento di colore segue il disseccamento e la caduta delle
foglie. La vegetazione tende al cespuglioso per l'abbondanza di
femminelle corte, rachitiche. La manifestazione si completa
frequentemente con la colatura dei fiori e i grappoli, quando
esistono, sono impallinati senza giungere a maturazione. La clorosi
più frequente è quella ferrica, che si verifica
prevalentemente in primavera e all'inizio dell'estate per
mancanza di ferro. Le cause vanno ricercate nel tipo di terreno
o nel tipo di innesto utilizzato, a meno che non dipendano da
malattie virali o fungine. |
|
|
|
|
|
clos |
|
Vigneto recintato (Borgogna). |
|
|
|
|
|
CM (Coopérative de manipulant) |
|
Sigla usata dai produttori di Champagne, che
indica la cantina sociale che vinifica e spumantizza le uve dei
propri soci. |
|
|
|
|
|
cocchiume |
|
Il foro situato nella parte superiore della
botte. |
|
|
|
|
 cocciniglia |
|
Insetto, appartenente all'ordine dei Rincoti
e comprendente numerose differenti specie, che sulla vite si
nutre succhiando la linfa dai tralci e causando un indebolimento
della pianta. Il danno è aggravato dalla melata, la sostanza
che la cocciniglia secerne dalla digestione della linfa, che
cadendo sui grappoli li sottopone al rischio di attacchi di
muffe.
|
|
|
|
|
 Cognac |
|
Acquavite
di vino ad A.O.C. prodotta esclusivamente in una zona delimitata
della Francia. Il vitigno principale è ugni
blanc, con piccole percentuali di folle
blanche e colombard. L'età
dell'acquavite più giovane utilizzata nell'assemblage determina
la denominazione come segue:
- V.S. (Very Superior) o Trois étoiles (da 2,5
a 4,5 anni) - V.S.O.P. (Very Superior Old Pale), V.O. (Very
Old), Réserve (da 4,5 a 6 anni) - Napoléon, XO (Extra Old), Extra, Hors d'Age (oltre 6,5 anni).
|
|
|
|
|
 Cointreau |
|
Liquore
ottenuto dalle scorze di arance amare delle Antille e di arance
dolci, con aggiunta di alcol etilico buon gusto.
|
|
|
|
|
|
colatura |
|
Fenomeno che consiste nella produzione di
grappoli con pochi acini, provocato da avversità meteoriche
durante la fioritura o da carenza di sostanze nutrienti o di
sostanze apportate ai fiori dalla fotosintesi al momento dell'allegagione.
Nei vitigni a fiore femminile, non coltivati a stretto contatto
con vitigni ermafroditi (picolit, lambrusco di Sorbara, moscato
rosa ecc.), la colatura è la conseguenza della ridotta
impollinazione dei fiori per scarsità di polline fertile
nell'aria durante la fioritura.
|
|
|
|
|
|
Colheita |
|
Vendemmia in portoghese. Vedi
Porto.
|
|
|
|
|
|
colla di pesce |
|
Collante naturale ottenuto dalle cartilagini
e dalle vesciche natatorie dei pesci, utilizzato per eliminare
le sostanze che intorbidiscono il vino. La colla di pesce è
usata prevalentemente nella vinificazione dei vini bianchi.
|
|
|
|
|
|
collaggio |
|
E' l'operazione con la quale si eliminano le
sostanze che intorbidiscono il vino, quali tannini, proteine e
sostanze pectiche. |
|
|
|
|
|
collarino |
|
Etichetta posizionata sul collo della
bottiglia che riporta il nome del produttore e la zona di
produzione del vino. |
|
|
|
|
|
colloidi |
|
Sostanze solide suddivise in particelle
microscopiche che rimangono disperse in sospensione in un
liquido senza aggregarsi (flocculazione).
I colloidi micellari sono aggregati di molecole semplici che si
possono formare naturalmente durante la conservazione del vino
(composti polifenolici condensati), o a seguito di trattamenti
con solfuro di rame; i colloidi macromolecolari sono costituiti
da composti di maggiori dimensioni come i polisaccaridi e le
proteine. I polisaccaridi sono detti "colloidi
protettori" perché danno stabilità ai colloidi micellari,
impedendone la precipitazione. |
|
|
|
|
|
colmatura |
|
Durante la conservazione del vino nella botte
avviene una perdita di volume a causa del raffreddamento che
segue la fermentazione e dell'evaporazione del liquido
attraverso le pareti di legno. Per evitare che l'aumento di
superficie a contatto con l'aria provochi possibili ossidazioni,
è necessario colmare i vuoti aggiungendo altro vino dal cocchiume
della botte, o gas inerti come azoto e anidride carbonica.
|
|
|
|
|
|
colore
dei vini bianchi |
|
E'
dato dai flavoni, dai leucoantociani
e dalle catechine (questi due, col
tempo e in seguito a fenomeni ossidativi, possono dare colori e
tonalità più cupi).
|
|
|
|
|
|
colore
dei vini rossi |
|
E'
dato dai fenoli (antociani e tannini). Le caratteristiche
cromatiche di un vino sono definite da due parametri analitici:
la tonalità o tinta e l'intensità, elementi che subiscono
variazioni con l'evoluzione del vino e ne rivelano la qualità e
lo stato di salute.
|
|
|
|
|
|
Comitato nazionale per la tutela e la
valorizzazione delle Denominazioni di origine e delle
Indicazioni geografiche tipiche dei vini |
|
E' l'organo del Ministero delle Politiche
Agricole (Mipaf) con competenza consultiva, propositiva ed esecutiva su
tutti i vini designati con indicazione geografica. Istituito
dalla legge 10 febbraio 1992 n. 164, sostituisce il precedente
Comitato nazionale per la tutela delle denominazioni di origine.
Fra le numerose funzioni,. formula e propone al Mipaf i
disciplinari di produzione dei vini, le strategie di intervento,
la modifica o la revoca delle denominazioni di origine o delle
indicazioni geografiche tipiche riconosciute e dei loro
disciplinari di produzione.
|
|
|
|
|
 compost |
|
Fertilizzante ottenuto in seguito alla
decomposizione dei rifiuti urbani a opera di microrganismi, al
quale vengono aggiunti altri materiali come paglia, vinacce,
fango, liquame. Viene impiegato per apportare sostanze
organiche al terreno.
|
|
|
|
|
|
composti volatili |
|
Sostanze che passano facilmente allo stato
gassoso, percepibili dal nostro olfatto se presenti in elevate
concentrazioni. Nel vino sono presenti in forte quantità e
costituiscono gli aromi
primari (terpeni) se derivano dall'uva, gli
aromi
secondari se derivano dalla fermentazione del vino e
terziari
quando si sviluppano durante l'affinamento.
|
|
|
|
|
|
comune |
|
Nell'esame olfattivo, si dice di un vino i
cui profumi sono scadenti e privi di qualsiasi pregio, non
gradevoli ai sensi.
|
|
|
|
|
 concentratore |
|
Macchinario di
varie dimensioni che funziona con la logica del sottovuoto,
portando il mosto non ancora fermentato a temperature
estremamente basse, vicine allo zero. La pressione che viene
inserita produce una spinta che porta a scaldare parte del mosto
fino a 25°, provocando l'evaporazione della parte acquosa, per
effetto del vuoto e della bassa temperatura. In questo modo si
vengono a concentrare tutte le sostanze presenti nel vino
(alcool, tannini, acidità ecc.). E' una tecnica che può essere
utilizzata per "compensare" quelle uve che non abbiano
caratteristiche nobili, ma del tutto sconsigliata in quelle già
ricche di qualità, pena la perdita di equilibrio e armonia.
|
|
|
|
|
|
concime |
|
Sostanza organica o minerale, di origine
naturale o di sintesi (concime chimico), che fornisce alle
colture i principali elementi nutritivi necessari per
l'alimentazione.
|
|
|
|
|
|
Consorzio
|
|
Associazione volontaria legalmente riconosciuta che coordina
e regola le iniziative di tutela, sviluppo, valorizzazione di
una denominazione, di un territorio o di una specifica attività.
Nel settore vitivinicolo i Consorzi salvaguardano gli interessi
delle IGT, DOC e DOCG. |
|
|
|
|
|
 controetichetta
|
|
E' l'etichetta apposta sulla parte posteriore
della bottiglia che, se presente, può fornire informazioni
sulle caratteristiche organolettiche del vino, sui vitigni che
lo compongono, sulla zona di produzione, sull'azienda
produttrice e imbottigliatrice. A volte si usa la
controetichetta per indicare l'annata del vino o la gradazione
alcolica. |
|
|
|
|
|
Cooperativa
|
|
In ambito enologico è la società di produttori/soci le cui
uve vengono conferite e vinificate in un comune centro
produttivo. I vini sono commercializzati col marchio sociale e
il ricavato è ridistribuito tra i soci. |
|
|
|
|
|
 Cordiale
|
|
Liquore di origine francese, ottenuto per
macerazione o infusione di erbe, frutti in alcol etilico o per
addizione di essenze ad alcol neutro. La gradazione alcolica è
di circa 40% vol. e viene servito come digestivo e tonico. In
Italia il più conosciuto è il Cordial Campari. |
|
|
|
|
 cordone libero o
cortina semplice |
|
Forma di allevamento costituita da un cordone
permanente orizzontale, posto a poco meno di due metri dal suolo
e sostenuto da un filo portante, sul quale viene eseguita una
potatura a speroni. La vegetazione, priva di sostegni, ricade
lateralmente e verso il basso sotto il peso dei grappoli.
Rispetto al cordone speronato è meno costosa e più indicata per
produzioni elevate. Fra i suoi pregi: grande semplicità della
struttura e quindi costi di impianti molto contenuti; buona
qualità della produzione; eliminazione totale delle legature;
ottima possibilità di meccanizzazione delle potature e della
vendemmia; rallentamento dell'attività vegetativa grazie ai
germogli ricadenti; buona resistenza al vento. I possibili
difetti: altezza della struttura piuttosto elevata e, quindi,
maggiori difficoltà a soddisfare le esigenze idriche della
pianta in ambienti aridi e quelle di temperatura ottimale in
ambienti freddi; indebolimento della vite con combinazioni di
innesto poco vigorose e in terreni molto poveri; rischi di
potature troppo ricche e di marciume dei grappoli in ambienti
umidi. |
|
|
|
|
|
cordone permanente |
|
E' la parte del ceppo
che viene piegata orizzontalmente sul filo di ferro fino a
raggiungere la vite vicina; è detta permanente perché non
viene potata ogni anno. |
|
|
|
|
|
 cordone speronato
o controspalliera
|
|
Sistema di allevamento a spalliera molto in
voga nella moderna viticoltura, poiché consente una quasi totale
meccanizzazione e una qualità potenziale delle uve elevata. E'
costituito da un fusto alto 60-100 cm, che si sviluppa
orizzontalmente in un cordone permanente di lunghezza variabile in funzione
della densità di impianto. Fra i suoi pregi: si adatta bene ai vitigni che
presentano una buona fertilità delle prime gemme del tralcio a
frutto; semplicità della struttura portante; regolare fittezza
d'impianto e quindi produzioni equilibrate; assenza di legature
dopo l'entrata in produzione del vigneto; stimolazione quando
necessario dell'attività vegetativa; maggiore equilibrio
vegeto-produttivo con potatura corta; buone possibilità di
meccanizzazione; buona esposizione fogliare al sole; discreto
ombreggiamento dei grappoli, indispensabile per la maturazione
dei vitigni precoci in ambienti caldi. I possibili difetti:
rischi di eccessiva stimolazione della nuova vegetazione;
possibilità di esagerare con la carica di gemme in potatura;
qualche rischio in più di marciumi del grappolo rispetto al
Guyot.
|
|
|
|
|
|
 coriandolo
|
|
Spezie
originaria dell'Africa settentrionale. Se ne utilizzano i fiori
essiccati, dall'aroma delicato e fruttato. In Italia è usato
per aromatizzare stufati di carni, salse e verdure.
|
|
|
|
|
|
correzione
aumentativa del grado di acidità
|
|
Si
effettua addizionando acido tartarico
o acido citrico (per legge max
1g/l nel vino).
|
|
|
|
|
|
correzione
aumentativa del grado zuccherino |
|
Tagli
con mosti più ricchi di zucchero, mosto
concentrato, mosto concentrato rettificato (ottenuto per
evaporazione, sottovuoto e rettificato per ottenere una
soluzione di acqua e zucchero d'uva, adatto per i vini
pregiati), mosto muto (reso
infermentescibile con anidride solforosa), filtrato
dolce (ottenuto per centrifugazione e filtrazione di
mosto parzialmente fermentato). |
|
|
|
|
|
correzione
del colore, del contenuto in tannino e dell'estratto |
|
Si
ottiene prolungando il tempo di contatto del mosto con le
vinacce o effettuando tagli con mosti molto colorati. |
|
|
|
|
|
correzione
diminutiva del grado di acidità |
|
Tagli
con mosti meno acidi, addizione di Sali come il carbonato di
calcio o il tartrato di potassio. |
|
|
|
|
|
correzione
diminutiva del grado zuccherino |
|
Tagli
con mosti meno ricchi di zucchero. |
|
|
|
|
|
correzioni
del mosto |
|
Le
più frequenti sono relative al contenuto zuccherino, l'acidità,
il colore, la quantità di tannino e l'estratto; è vietata
l'aggiunta di saccarosio (tranne che nei vini speciali). |
|
|
|
|
|
correzioni
del vino |
|
Il titolo alcolometrico
può essere aumentato con la refrigerazione
(-10/-18 °C), che permette l'allontanamento di parte
dell'acqua. L'acidità,
addizionando acido tartarico o acido
citrico (quest'ultimo è indicato per vini destinati al
consumo in tempi brevi e protegge i vini bianchi da fenomeni di
imbrunimento); se si vuole abbassarla si possono addizionare carbonato
di calcio, bicarbonato di potassio, tartrato neutro di potassio (che
fanno precipitare sul fondo gli acidi in eccesso). Il colore
si aumenta con tagli con vini più
colorati, si diminuisce con carboni
vegetali che fissano i pigmenti facendoli precipitare. Il tannino,
se è in difetto, si può addizionare quello ottenuto dal legno
di quercia o castagno. |
|
|
|
|
|
cortina semplice |
|
Vedi cordone
libero.
|
|
|
|
|
|
corto |
|
Si dice di un vino che abbia una persistenza
gusto-olfattiva brevissima (sotto i 2 secondi).
|
|
|
|
|
|
cosecha |
|
In sapgnolo identifica la
vendemmia o l'annata.
|
|
|
|
|
|
Côtes
du Rhône |
|
Vitigni
primari bianchi: marsanne, roussanne, viognier, picpoul,
clairette, muscat; vitigni primari rossi: syrah, grenache,
mourvèdre, cinsault. Zone
viticole principali: Châteauneuf-du-Pape, Côtes du Rhône,
Hermitage.
|
|
|
|
|
|
cottura a vapore |
|
Sistema di
cottura che prevede l'utilizzo di un recipiente con poca acqua
salata e/o aromatizzata, sul quale posare una griglia e, una
volta che inizia a formarsi il vapore, vi si dispone il prodotto
da cucinare e lo si copre. In questo modo si evita di disperdere
le sostanze nell'acqua e, dato che il metodo di cottura è
veloce, si possono mantenere meglio alcune vitamine
dell'alimento più sensibili.
|
|
|
|
|
|
coupage |
|
Termine francese
corrispondente al concetto di "taglio", cioè
miscelazione di più vini, mosti o acqueviti.
|
|
|
|
|
|
court-bouillon
|
|
Brodo vegetale acidulato, utilizzato
per la cottura del pesce.
|
|
|
|
|
|
crema
al burro o gateau |
|
Crema
pasticcera con aggiunta di burro e liquori. |
|
|
|
|
|
crema
chantilly |
|
Crema
pasticcera alla quale viene aggiunta panna montata. |
|
|
|
|
|
crema
pasticcera |
|
Latte,
tuorli d'uovo, zucchero, farina o amido e vaniglia. |
|
|
|
|
|
crémant |
|
Termine che fino al 31 agosto 1994 indicava
gli Champagne elaborati in modo da sviluppare meno anidride
carbonica, quindi con una spuma meno accentuata e una pressione
di circa 3-4,5 atmosfere invece di 5-6 atm. In seguito, in
Francia, il termine è stato consentito solo per i vini a
denominazione (Crémant de Bourgogne, Crémant d'Alsace,
Crémant de Bordeaux ecc.). In Italia, fino a quella data, ne
era consentito l'utilizzo per gli spumanti della Franciacorta,
sostituito poi con il termine "satèn". |
|
|
|
|
|
Crème de cassis |
|
E' ottenuta per macerazione del ribes in
alcol etilico, con addizione di sciroppo, in modo che il
prodotto finale contenga almeno 400 grammi di zucchero per
litro. Viene utilizzato come aperitivo, diluito con vino. In
Bourgogne, regione di origine, viene diluito con l'Aligoté,
dando origine al famoso cocktail Kir, mentre in altre zone si
usa il Muscadet. Viene diluito anche con Champagne. Come
digestivo viene servito a temperatura ambiente o con ghiaccio. |
|
|
|
|
|
cremortartaro |
|
Vedi tartrati. |
|
|
|
|
 crescione |
|
Erba aromatica di
cui esistono tre specie: il crescione inglese o comune, il
crescione d'acqua e il crescione dei prati. Se ne utilizzano le
foglie, dall'aroma piccante e aspro per insaporire insalate e
burro aromatizzato, minestre e zuppe di patate. |
|
|
|
|
|
criadera |
|
Letteralmente "camera dei
bambini", in spagnolo indica le botti con le annate più giovani
di vino "solera". |
|
|
|
|
|
crianza |
|
In spagnolo è il vino
invecchiato in legno. |
|
|
|
|
|
criomacerazione |
|
Tecnica di
macerazione che consiste nel raffreddare il mosto, ottenuto
tramite pigia-diraspatura, tra 5 e 8 °C per 10-24 ore. Durante
la macerazione a bassa temperatura, le bucce cedono molte
sostanze odorose aromatiche e pochi polifenoli, mentre sono
inibiti gli enzimi. Si ottiene un vino ricco di aromi primari,
povero di tannini e di colore. |
|
|
|
|
|
cristallino |
|
Parametro che, nell'esame visivo dell'analisi
organolettica, indica un vino presenta, oltre alla totale
mancanza di particelle in sospensione, una sua particolare
luminosità. |
|
|
|
|
|
cromatografia |
|
Metodo di analisi e identificazione dei
componenti di una sostanza mediante separazione e dosaggio.
Diversi i procedimenti utilizzabili: cromatografia su ghiaccio o
colonna, in fase gassosa, di ripartizione su strato sottile o su
carta. |
|
|
|
|
 crostacei |
|
Sono
artropodi con esoscheletro a
segmenti formato da chitina; si classificano in: Macruri
(addome lungo e pinna caudale a forma di ventaglio: aragosta,
astice, gambero, scampo); Brachiuri
(addome corto e ripiegato: Grancevole); Stomatopodi
(hanno due appendici sulla bocca, costituite da un articolo
mobile dentato simile ad una lama di coltello: pannocchie). |
|
|
|
|
|
cru |
|
Termine
francese, utilizzato ormai anche in Italia, che indica un
terreno viticolo particolarmente vocato; spesso è sinonimo di
"vigna". In Francia la prima designazione di cru
risale al 1855, per i vini della zona di Bordeaux. |
|
|
|
|
|
cru bourgeois |
|
Denominazione (inferiore ai cru classé) di vini di qualità provenienti dai
vigneti non classificati come cru classé nel Medoc. |
|
|
|
|
|
cru classé |
|
Rappresenta la più elevata
classificazione dei vigneti di Bordeaux. |
|
|
|
|
|
cru exceptionnel |
|
Rappresenta i migliori cru
bourgeois nel Medoc. |
|
|
|
|
|
CSC |
|
Acronimo di "capacità di scambio
cationico", vale a dire la somma dei cationi scambiabili da
parte del terreno, espressa in milliequivalenti per cento grammi
di materiale. Nella chimica del suolo la capacità di scambio,
cioè la capacità di trattenere e rilasciare ioni fondamentali
per la nutrizione delle piante come calcio, potassio e magnesio,
è uno degli indici per valutare la fertilità del terreno. |
|
|
|
|
|
cultivar |
|
Termine botanico sinonimo di vitigno o
varietà. |
|
|
|
|
 cumino
dei prati |
|
Spezie
proveniente dalle zone orientali del Mediterraneo i cui frutti
essiccati vengono utilizzati per aromatizzare pane e dolci. Si
utilizza anche per preparare distillati e liquori come il Kümmel. |
|
|
|
|
 cumino nero |
|
E' il vero cumino,
più penetrante ed aggressivo, tipico della cucina messicana. |
|
|
|
|

Curaçao |
|
Liquore che prende il nome dall'omonima isola
delle Piccole Antille, ottenuto per infusione di fiori e scorze
di arancia amara. I primi a produrlo furono gli Olandesi. Ce ne
sono di vari tipi: incolori o variamente colorati, come il Blue
e il Green Curaçao, ideali per
la preparazione di cocktail. La gradazione si aggira intorno al
35% vol. Si producono anche Curaçao
secchi, con gradazione che raggiunge il 40% vol., come i Dry
Orange Curaçao e il
Triple-sec, bianco paglierino, più secco e fine. |
|
|
|
|
 curcuma |
|
Si
ottiene dalla macinazione di rizomi essiccati, che producono una
polvere gialla utilizzata sia come spezie vera e propria sia per
le proprietà coloranti. |
|
|
|
|
 curry |
|
Miscela di colore
giallo di diverse spezie tra cui la curcuma, il coriandolo, il
pepe, il cumino nero, la noce moscata, lo zafferano, lo zenzero,
il tamarindo, la cannella e la senape. Esiste in tre versioni: mild
(leggero), il più diffuso in Italia; hot
(piccante) e very hot
(molto piccante). E' tipico ingrediente della salsa per
accompagnare crostacei alla griglia serviti con riso pilaf. |
|
|
|
|
|
cuticola |
|
Deposito impermeabile della parete esterna
delle cellule dell'epidermide di foglie, germogli e bacche, che
ha lo scopo di proteggere gli organi dalla perdita di acqua per
traspirazione. E' costituita da pellicole di cera immerse in una
sostanza polimerica detta cutina. Le cere che si depositano, ad
esempio sugli acini d'uva, costituiscono la
pruina. |
|
|
|
|
|
cuvée |
|
Termine francese utilizzato per lo Champagne
con tre diversi significati: - mosto ottenuto dalla prima
spremitura delle uve; - assemblaggio di vini base (per la
produzione dello spumante) provenienti da vigneti e annate
diversi; - Champagne di maggior prestigio. |