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falda acquifera |
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La parte del sottosuolo costituita da
sedimenti quali sabbia e ghiaia, o da rocce vive, porose e
permeabili, impregnata d'acqua. Si divide in falda freatica
(superficiale) e falda confinata (profonda). La falda freatica è
limitata da uno strato di rocce impermeabili, spesso argilla;
secondo la quantità di acque di infiltrazione che confluiscono
nella falda, l'altezza raggiunta dall'acqua all'interno dello
strato poroso determina la superficie di falda. La falda
freatica alimenta le sorgenti e i pozzi. La falda confinata è
compresa tra due strati impermeabili denominati letto
(inferiore) e tetto (superiore). Se la pressione esercitata
sull'acqua imprigionata tra i due strati è sufficiente a
perforare lo strato superiore, provocando la formazione di acque
zampillanti, dà vita al cosiddetto pozzo artesiano. |
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fallanze |
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Rappresenta la perdita di piante in un
vigneto, provocata da gelate primaverili o periodi di siccità
prolungata, malattie fungine e virali o dagli urti accidentali
causati dalle macchine che operano in vigna. Viene indicata con
un numero o una percentuale. In caso di nuovi impianti è,
spesso, previsto un risarcimento in base alla percentuale di
piante morte o malate. |
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fausset |
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Termine francese che indica il piolo in legno a forma
leggermente conica utilizzato per richiudere il foro di
spillatura praticato nella parte bassa di una botte. |
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fecce |
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Deposito di materiale vegetale solidificato
(lieviti e batteri), che sedimenta sul fondo dei recipienti di
lavorazione del vino dopo la fermentazione, durante l'affinamento
e nello stoccaggio. Le fecce, che si formano durante la
pigiatura e la pressatura, vanno eliminate perché renderebbero
il mosto o il vino torbidi. La pratica più frequente per
eliminarle è il
travaso. |
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femminella |
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Germoglio anticipato, laterale al germoglio
principale, che si sviluppa dalla gemma pronta, in modo più o
meno pronunciato, secondo la vigoria della pianta. Dalle
femminelle possono svilupparsi grappoli che fioriscono e
maturano in un secondo tempo rispetto ai grappoli principali. |
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fenoli |
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Composti chimici organici contenuti nei vini
e nei mosti. Sono altamente reattivi e con caratteristiche
acide. In soluzione alcolica, i fenoli sono incolori, ma se
ossidati rendono il vino giallognolo. Non hanno né odore né
sapore, ma per azione di microrganismi possono dare origine a
fenoli volatili che danno un caratteristico odore "animale". Da
essi derivano i
polifenoli e i
flavonoidi. |
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fenologia |
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Disciplina botanica che studia i rapporti tra
fattori climatici e manifestazioni stagionali di alcuni fenomeni
della vita vegetale e animale. Il "ciclo fenologico della vite"
è stato suddiviso in un numero di fasi più o meno numerose da
autori diversi; il più noto è quello di Boggiolini (1952), che
prevede le seguenti fasi: riposo invernale, germogliamento,
grappoli visibili, fioritura, allegagione, invaiatura,
maturazione e caduta delle foglie. La conoscenza del ciclo
fenologico in una determinata zona viticola è determinante per
stabilire quali varietà impiantare. |
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 fermentatori |
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Recipienti utilizzati per contenere il mosto
in fermentazione e consentire la macerazione delle bucce. Sono
contenitori di diverse dimensioni e forme, costruiti in acciaio,
cemento, legno e vetroresina. Si distinguono in vasche aperte e
vasche chiuse (quelle a cappello sommerso utilizzano al loro
interno dei graticci, quelle a cappello galleggiante necessitano
di anidride carbonica), in fermentatori statici o dinamici, se
sono dotati o meno al loro interno di organi in movimento. |
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fermentazione
alcolica |
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Trasformazione,
ad opera dei lieviti, degli
zuccheri presenti nel mosto in alcol
etilico, anidride carbonica
ed energia (calore). La temperatura
ideale per favorire questo processo è di 25-28
°C. |
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fermentazione (whisky di malto) |
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E'
la terza fase della preparazione
del whisky di malto. Dall'underback
il mosto viene fatto passare in un refrigerante e portato ad una
temperatura di circa 20°C. Dal refrigerante esso passa negli wash-back,
enormi tini capaci di contenere fino a 10.000 galloni e il cui
numero varia a seconda della grandezza della distilleria, e qui
assieme al mosto viene pompato il lievito ed ha subito inizio la
fermentazione. Gli
enzimi del lievito entrano in azione facendo sì che dal
maltosio venga fuori il destrosio e poi convertendo
quest'ultimo in alcol e anidride carbonica . E' un processo
violento e rumoroso. Dapprima compaiono le bolle che si gonfiano
e scoppiano debolmente, ma poi l'attività del liquido si fa
sempre più intensa. Lo sviluppo di anidride carbonica lo fa
bollire con abbondante schiuma, e il brewer
deve fare attenzione che non trabocchi. Gli wash-back non
vengono per questo riempiti mai fino in cima, ma solo fino a
circa un metro dall'orlo, in modo che il liquido bollendo non
esca fuori. Alla fine del processo, che prende dalle 36 alle 40
ore, si ha un liquido chiaro, noto semplicemente come wash
e costituito da acqua, lievito e un po' più del 5% di alcol,
cioè circa 10 proof. Il wash, come la birra, è così un
liquido fermentato ma non distillato. |
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fermentazione
malolattica
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Consiste
nella trasformazione di una molecola di acido
malico in una di acido lattico
e una di anidride carbonica ad
opera dei batteri. E'
molto utile nei vini rossi, perché gli dona caratteristiche di
morbidezza, ma è sconsigliata nei vini bianchi che hanno
bisogno di una maggiore acidità (viene fatta eccezione per quei
vini bianchi di grande struttura e pregio, destinati a durare
nel tempo).
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fermentazione
secondaria
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Si
effettua dopo la svinatura, dopo aver travasato il vino in un
recipiente di affinamento/conservazione (p.es. la barrique).
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fermentazione
sommersa
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Diaframmi
forati tengono il cappello delle vinacce sotto il livello
del liquido, per favorire un miglior contatto fra le parti del
mosto in fermentazione.
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 fermentazione
tumultuosa |
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E'
la prima fase della fermentazione alcolica, durante la quale il
mosto ribolle per lo sviluppo di anidride
carbonica.
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ferretto
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Suolo di antica formazione, dal colore rossastro per
l'abbondante presenza di ferro. Poco fertile, non è adatto alla
coltivazione della vite.
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ferro
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Elemento chimico fondamentale nel ciclo di sviluppo della
vite, in quanto promotore della sintesi della
clorofilla e dello sviluppo dei cloroplasti, gli
organuli delle cellule vegetali in cui si forma la clorofilla.
La presenza di ferro è importante anche nelle reazioni di
ossidoriduzione, nei processi di fotosintesi e respirazione e
nel metabolismo dei carboidrati. Carenze o difficoltà di
assorbimento del ferro provocano nelle piante la clorosi
ferrica, che si manifesta con l'ingiallimento delle foglie.
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fertilità |
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Proprietà del suolo indispensabile per lo sviluppo della
vegetazione e il buon esito dei raccolti. La fertilità è
direttamente connessa a fattori fisici quali l'umidità e la
temperatura, chimici per la presenza di sostanze nutritive e
biologici (humus)
del terreno. Può essere ripristinata o migliorata somministrando
nel al suolo correttivi o fertilizzanti, con adeguate pratiche
colturali, lavori di
irrigazione e drenaggio. Uno
sfruttamento eccessivo del terreno, può portare ad un
progressivo abbassamento della fertilità. Un punto di
riferimento della fertilità in viticoltura è dato dal numero
medio di
grappoli che si originano da una
gemma. |
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fiasca |
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Recipiente simile al fiasco ma con la pancia appiattita. In
Toscana è sinonimo di piccola damigiana senza manici, mentre in
Veneto è analogo alla bottiglia. |
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 fiasco
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Recipiente di vetro utilizzato per il vino, con collo
allungato, fondo curvo soffiato e rivestimento esterno in paglia
o plastica. E' stato per anni il contenitore simbolico del
Chianti.
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field blend
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Termine inglese che indica un vigneto coltivato con due o più
vitigni, dai quali si otterrà poi un singolo vino.
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filante o grassume
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Deviazione
della fermentazione malolattica, provocata da batteri lattici
che, in presenza di residui zuccherini, si uniscono formando
sostanze vischiose e mucillaginose. Il vino diventa oleoso e
filante, il sapore fiacco e rancido, ma né il colore né
l'odore subiscono alterazioni. |
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filare |
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Fila ordinata di viti, il cui orientamento
determina la loro esposizione. La distanza tra due filari
paralleli e tra due piante dello stesso filare, determina la
densità di
impianto, ovvero il numero di piante per ettaro. |
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fili |
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Insieme con i
pali, provvedono al sostegno della vite allevata a spalliera
o a tendone. Generalmente sono in ferro zincato, più economici
di quelli in acciaio ma con maggiore facilità ad allungarsi nel
tempo, con conseguente necessità periodica di tiraggi. I fili in
materiale plastico sono i più economici ma assai meno durevoli. |
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fillette |
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Mezza bottiglia di vino, della capacità di 37,5 cl,
utilizzata per i vini della Touraine e dell'Anjou. |
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 fillossera |
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Insetto
parassita della famiglia degli Philloxeridae
(Phylloxera vastatrix) che distrugge le radici della vite
europea (Vitis vinifera e sativa) e l'apparato aereo nella vite
americana (Vitis rupestris, Vitis Berlandieri e Vitis riparia). Per ovviare a questo grave problema
si è adottata la tecnica dell'innesto della vite europea sulla vite americana,
che non viene attaccata dalla fillossera alle radici. E'
conosciuta anche come Phylloxera vitifoliae, anche se è ormai
internazionalmente chiamata Viteus vitifoliae. |
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filtrato dolce |
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Mosto
che ha subito varie filtrazioni con lo scopo di ritardare o
impedire la fermentazione (i microrganismi che operano la
fermentazione vengono trattenuti dai filtri). |
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filtrazione |
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Ha
lo scopo di eliminare le particelle in sospensione e si
definisce sgrossante
se queste sono grossolane, brillantante
se sono piccole, sterilizzante
se si eliminano i microrganismi. |
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fine |
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Nell'esame olfattivo, si dice di un vino dal
profumo gradevole, franco ed equilibrato, privo di difetti. |
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 finocchio selvatico |
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Detto anche
finocchiella,
è una pianta erbacea con foglie a forma di piumette, tipica dei
paesi mediterranei. E' molto utilizzato per aromatizzare zuppe e
grigliate a base di pesce e crostacei, o piatti di agnello o
capretto.
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fiore
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Parte della pianta che contiene gli organi
della riproduzione. La vite coltivata (Vitis vinifera sativa) ha
un fiore ermafrodita, che contiene sia gli organi maschili
(stami) che quelli femminili (pistilli e carpelli).
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Fiore Sardo |
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Vedi
Formaggi D.O.P.
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fioretta |
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Malattia
del vino causata da lieviti del genere Pichia, Candida e Hansenula.
Si manifesta soprattutto nei vini a bassa gradazione alcolica o
provenienti da uve immature, spesso se il recipiente in cui è
contenuto il vino non è colmo.
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fioritura
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Nella vite è rappresentata dal distacco della
caliptra
dal talamo fiorale, la deiscenza (apertura) delle antere e la
secrezione del liquido stigmatico. Le condizioni ideali per la
fioritura sono il clima caldo, asciutto e ventilato.
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F.I.S.A.R.
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Federazione Italiana Sommelier Albergatori e
Ristoratori. Fondata nel 1972, ha ottenuto il riconoscimento
giuridico dello Stato nel 2000. Organizza Corsi di
Qualificazione Professionale per Sommelier, il cui programma è
basato su tre corsi di diverso livello. La frequenza non è
obbligatoria.
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fitoalessina |
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Sostanza prodotta dalle piante in seguito a
lesioni, infezioni fungine o stress dovuto a fattori fisici o
climatici. Il compito delle fitoalessine è quello di impedire lo
svilupparsi di microrganismi. Il
resveratrolo è la più importante fitoalessina
prodotta dalla vite.
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fitoplasma |
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Microrganismo simile al batterio ma di
dimensioni inferiori e sprovvisto di parete cellulare. Nella
vite, un particolare fitoplasma trasmesso dalla cicalina,
provoca la
flavescenza dorata. |
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fitormone |
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Ormone vegetale capace di influenzare
l'accrescimento delle piante. Fra i principali fitormoni: le
auxine,
le
gibberelline, le
citochinine, l'etilene
e l'acido abscissico. |
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 Flammeküche |
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Torta alsaziana
preparata, come la pizza, con la pasta di pane, con cipolla,
pancetta affumicata e panna. |
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flash-détente |
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Tecnica prefermentativa utilizzata nel Midi
della Francia a partire dal 1995 e in qualche azienda italiana, che consiste nel riscaldare le
uve appena pigiate, per poi trattarle sottovuoto. L'uva viene
riscaldata a una temperatura di 75-80 °C, poi posta sottovuoto
passando dalla pressione atmosferica di 1 atm a 50 millibar: per
ogni kg di uva si liberano 3 metri cubi di vapore al secondo
provocando un raffreddamento immediato della massa, con perdita
per evaporazione del 7% di acqua.
L'effetto congiunto del calore e della forte depressione provoca
un indebolimento delle pareti cellulari degli acini, consentendo
una migliore estrazione dei componenti della buccia. Nei vini
così ottenuti si possono avere problemi di illimpidimento perché
gli enzimi naturalmente presenti nelle uve vengono inattivati
dalle alte temperature raggiunte nel processo; per questo motivo
è utile aggiungere all'uva trattata una parte di uva pigiata
tradizionalmente per avere un apporto enzimatico attivo. |
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 flavescenza dorata |
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E' la malattia che sta maggiormente preoccupando i viticoltori;
ancora oggi gli istituti fitosanitari sono impegnati in una
strenua ricerca per trovare i giusti rimedi per combatterla,
soprattutto preventivamente. Da alcuni è denominata anche
"giallume", in Francia è stata descritta nel 1957. Attualmente è
presente in molti vigneti della Francia sud-occidentale, nei Paesi
balcanici, in Grecia, in Romania. In Italia, una delle regioni
viticole più colpite è l'Oltrepò Pavese, dove è stata scoperta nel
1973, mentre nel Piemonte è stata individuata nel 1998 nella zona
dei Colli Tortonesi. Ma la malattia ha una così vasta diffusione
da essere oggetto di quarantena in tutto il territorio dell'Unione
europea. Per lungo tempo si è creduto che fosse provocata da forme
virali o dalla carenza di micro-elementi come il boro. Le ultime
ricerche hanno attribuito le cause della flavescenza dorata
principalmente all'insetto vettore cicadellide Scaphoideus titanus.
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flavoni |
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Pigmenti di
colore giallo presenti nelle bucce di tutte le uve. Danno il
colore ai vini bianchi. Fanno parte dei polifenoli.
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flavonoidi |
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Gruppo di composti organici derivati dai
fenoli, di
struttura chimica complessa. La loro presenza è superiore nei
vini rossi. Fanno parte del gruppo gli
antociani,
i pigmenti responsabili del colore rosso dell'uva e del vino, i
flavonoli, di colore giallo, presenti nelle bucce degli acini in
percentuale diversa secondo il vitigno, i flavanoli che sono
assenti nelle uve. I flavonoidi hanno notevole reattività,
evidenziata nei processi di
polimerizzazione tra
antociani
e tannini.
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flemma |
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Soluzione acquosa di alcoli, ricca di
impurità volatili, frutto di distillazione soprattutto di un
vino. |
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flocculazione |
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Processo fisico che determina
l'agglomerazione dei
colloidi presenti nel vino: le particelle disperse si aggregano
costituendo masse sempre più grandi, che precipitano in forma di
fiocchi. Per eliminare questi aggregati è necessario effettuare
dei travasi. |
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floema |
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Tessuto conduttore vegetale che trasporta la
linfa elaborata. Nella vite gli elementi che costituiscono il
floema sono detti tubi cribrosi, composti da cellule allungate
prive di nucleo, con le pareti trasversali perforate dalle
cosiddette placche cribrose, che consentono le interconnessioni
dei vasi contigui. |
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floreale |
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Nell'analisi sensoriale è riferito a quei
vini che presentano un evidente sentore di fiori. |
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flottazione |
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In enologia è una tecnica utilizzata per la
defecazione dei mosti bianchi. Si separa parte delle
fecce presenti nel mosto attraverso una corrente di
microbollicine prodotte con azoto o aria, che aderiscono alle
particelle in sospensione. In questo modo si forma un composto
schiumoso in parte solido, in parte gassoso, che tende a
galleggiare sulla superficie del mosto, consentendone la
rimozione. |
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 flûte |
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"Flauto", è il termine francese con cui si
indica un bicchiere dal gambo sottile e dalla forma allungata,
usato per i vini spumanti.
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flysh |
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Alternanze regolari di strati di arenaria in
rilievo e di argilla rientranti in quanto soggetti a maggiore
erosione. Queste formazioni detritiche sedimentarie sono
caratteristiche delle Alpi e degli Appennini.
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 foglia |
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Organo della pianta inserito sul
fusto, atto
a svolgerne la fotosintesi clorofilliana e a garantirne la
traspirazione emettendo acqua tramite evaporazione. Nella
vite, la disposizione delle foglie sul fusto (fillotassi) è
alterna (una foglia per nodo). Le differenti forme della foglia
rappresentano uno dei principali metodi di riconoscimento dei
vitigni. Possono essere cuneiformi, orbicolari o pentagonali,
intere o divise da più lobi. |
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foglietta |
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Misura vinicola tipica delle osterie romane, corrispondente a
0,4557 litri, divenuta sinonimo di mezzo litro. |
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follatura
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Consiste nel
disperdere le vinacce affiorate in seno alla massa del mosto,
mediante un bastone, detto appunto follatore
(se il contenitore è particolarmente piccolo il cantiniere
utilizza direttamente le mani). L'operazione è necessaria e va
ripetuta più volte per evitare il pericolo di acetificazione.
Nella vinificazione di grandi masse di uva, la follatura è
preferibile effettuarla sfruttando l'azione dell'aria compressa
per mezzo di aerofollatori, che faciliterà il moltiplicarsi dei
lieviti, necessari ad una fermentazione ottimale. Le
aerofollature vanno, però, effettuate con parsimonia per evitare
rischi di ossidazione.
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fondi di cottura
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Sono
i brodi, i grassi, l'acqua, il vino o loro combinazioni, con
aggiunta di verdure, erbe aromatiche o spezie.
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fondi
di cucina
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Sono
le basi per preparare le salse. Il fondo
bruno si ottiene dalle ossa e dai
ritagli della carne di vitello, con aggiunta di carote, cipolle,
sedano, aglio, alloro, timo, ecc. Il fondo
bianco può essere di vitello, di
pollame o di pesce, da cui derivano le rispettive vellutate.
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fondu
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Termine
francese utilizzato per indicare un vino che abbia raggiunto la
piena maturità; equivalente al nostro concetto di armonico
(vedi).
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fontina
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Vedi
Formaggi D.O.P.
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FORMAGGI D.O.P. |
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Asiago
- ce ne sono due tipi: Asiago
d'Allevo, che a seconda della stagionatura può essere
denominato mezzano (6 mesi), vecchio (12 mesi), stravecchio
(18-24 mesi); Asiago pressato, a pasta semicotta,
commercializzato dopo 20-40 giorni dalla produzione.
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Bitto - prende il nome da un
affluente dell'Adda ed è prodotto nella provincia di Sondrio,
stagiona da 2-6 mesi fino a 3 anni ed è preparato con una
miscela di latte di vacca e capra.
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Bra - provincia di Cuneo,
prodotto in due tipologie: da coltello, stagionato minimo
45 giorni e da grattugia, stagionato oltre 6 mesi.
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Caciocavallo Silano
- può essere dolce se stagionato fino a 2 mesi, piccante se
stagionato più a lungo.
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Canestrato Pugliese - da latte
di pecora, pressato in cestelli caratteristici da cui ha preso
il nome, stagionato da 2 a 10 mesi.
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Casciotta di Urbino - prodotto
miscelando il 70-80% di latte intero di pecora con il 20-30% di
latte di vacca.
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Castelmagno - della provincia di
Cuneo, ricavato da latte vaccino e piccole quantità di latte di
ovino parzialmente scremato; è erborinato. |
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Fiore Sardo - preparato con
latte di pecora, specialmente nella zona di Macomer, se
invecchiato fino a 3 mesi, si utilizza da tavola, altrimenti è
ottimo da grattugia. |
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Fontina - prodotto tipico della
Valle d'Aosta, deve maturare almeno 3 mesi prima di essere messo
in commercio. |
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Formai de mut dell'Alta Val Brembana
- prodotto nell'omonima valle, da latte vaccino intero, con stagionatura che varia da 45
giorni ad 1 anno. |
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Gorgonzola - prende il nome
dall' omonima località in
provincia di Milano ed è prodotto in Lombardia e Piemonte; la
sua caratteristica principale è l'erborinatura dovuta alla
presenza di muffe del genere Penicillum. |
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Grana Padano - prodotto nella
Pianura Padana (province di Brescia, Cremona, Mantova, Piacenza
e Vicenza) da latte di vacca, matura
1-2 anni. |
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Montasio - prodotto in Friuli V.
Giulia e alto Veneto; da latte vaccino intero o parzialmente
scremato, a stagionatura variabile. |
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Monte Veronese - prodotto solo
d'estate, nella zona dei Monti Lessini, ottenuto da latte
vaccino scremato proveniente da razza Pezzata Nera, ha un gusto particolarmente delicato.
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Mozzarella di Bufala Campana -
da latte intero di bufala, ha un peso variabile da 30 a oltre
600 grammi. Può essere sottoposto ad affumicatura e
commercializzato come Mozzarella di Bufala affumicata o Provola
di Bufala affumicata.
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Murazzano - prodotto in
Piemonte, nelle Langhe, da latte intero ovino o misto; matura
4-10 giorni ed ha, quindi, sapore delicato.
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Parmigiano Reggiano - prodotto nelle province di Parma,
Reggio Emilia, Modena, Mantova e Bologna da latte parzialmente
scremato per affioramento, si definisce "vecchio" se stagionato 1 anno,
"stravecchio" se 2 o più; viene detto anche
"vernengo" se prodotto da dicembre a marzo e
"maggengo" se da aprile a novembre.
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Pecorino
di Filiano -
ottenuto con latte intero di pecore di razza Gentile di Puglia e di Lucania, Leccese, Comisana, Sarda e loro incroci, proveniente da allevamenti ubicati nel nord della Basilicata. |
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Pecorino
Romano -
prodotto nel Lazio e in Sardegna da latte di pecora intero; si
fabbrica tra novembre e giugno, se stagiona fino a 8 mesi si
consuma da tavola, altrimenti da grattugia. |
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Pecorino Sardo
- da latte intero di pecora, è dolce e aromatico se matura fino a
3 mesi, piccante se la stagionatura supera gli 8 mesi. |
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Pecorino Siciliano
- prodotto tra ottobre e giugno con
latte intero di pecora, stagiona almeno 3 mesi, ha sapore
piccante. |
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Pecorino Toscano
- prodotto da settembre a giugno, piccante e saporito, a seconda
della maturazione può essere da tavola o da grattugia. |
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Provolone Valpadana
- ha forme variabili (cilindrica, a
pera, a salame ecc.) ed è prodotto in due versioni, una dolce e
una piccante (ottenuta con caglio di capretto). |
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Quartirolo Lombardo
- da latte vaccino, è caratterizzato da una parte centrale leggermente
gessosa e più consistente. |
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Ragusano
- prodotto tutto l'anno nelle province di Ragusa e Siracusa con
latte vaccino intero. Può subire varie stagionature ed essere
affumicato. |
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Raschera -
della zona di Cuneo, da latte vaccino ed eventuali aggiunte di
latte caprino e ovino parzialmente scremato; stagionatura da 30
gg. a 3 mesi; può avere gusto amarognolo. |
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Robiola di Roccaverano
- prodotto in provincia di Asti e Alessandria, con al massimo
l'85% di latte di vacca e, per il restante, di capra o pecora;
E' privo di crosta, grasso e leggermente acidulo. |
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Spressa delle Giudicarie - formaggio a pasta semicotta,
semidura, compatta ed elastica (caratteristica quest'ultima più
accentuata per il prodotto giovane), con occhiatura sparsa di
piccola o media grandezza, di colore bianco o paglierino chiaro.
E' prodotto nel territorio delle valli Giudicarie e nei comuni
di Chiese, Rendena e Ledro.
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Taleggio
- si ottiene da latte vaccino intero, in alcune province di Lombardia, Piemonte e
Veneto; viene lavorato in modo che formi tre parti differenti:
la crosta, al di sotto una parte cremosa e al centro la parte
più dura.
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Toma piemontese - si
produce nelle province di Biella, Cuneo, Novara, Vercelli, Asti
e Alessandria, in due tipologie: una a pasta morbida, con almeno
il 40% di grasso e una a pasta più dura, con il 20% di grasso.
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Valle d'Aosta Fromadzo - da
latte vaccino, eventualmente addizionato di piccole percentuali
di caprino; a volte viene aromatizzato con semi o parti di
piante aromatiche e prodotto in due tipologie, una con al
massimo il 20% di grasso e l'altra con il 20-35%.
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Valtellina Casera - viene
prodotto tra il 1° giugno e il 30 settembre nella provincia di
Sondrio, con latte vaccino; ha sapore dolce che tende ad
aumentare di intensità con la stagionatura.
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formaggio |
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E'
il prodotto che si ricava dal latte intero, parzialmente o
totalmente scremato, o dalla crema, in seguito a coagulazione
acida o enzimatica anche
facendo uso di fermenti e sale da cucina. La coagulazione è
favorita dalla caseina (proteina
del latte). Nella coagulazione acida si aggiunge una piccola
quantità di caglio.
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Formai de mut dell'Alta Val Brembana |
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Vedi
Formaggi D.O.P. |
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formula
per sapere l'alcol che conterrà il vino |
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Si
moltiplica il valore percentuale di zucchero del mosto per 0,6
e si ottiene la gradazione alcolica che il vino avrà dopo la
fermentazione se non ci saranno residui zuccherini. |
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forzatura |
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Nella realizzazione delle barbatelle, è una
pratica effettuata in appositi cassoni detti "di forzatura", per
facilitare l'attecchimento degli innesti e la radicazione delle
talee. Nei cassoni gli innesti vengono disposti a strati
separati da segatura sterilizzata. In seguito i cassoni vengono
sistemati in appositi locali di forzatura, a una temperatura di
25-30 °C e un'umidità relativa dell'80% per circa 15-20 giorni. |
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fosfati |
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Sali dell'acido fosforico necessari per
apportare fosforo alle piante, utilizzati diffusamente come
fertilizzanti in agricoltura.
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fosforo |
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Elemento di importanza fondamentale che fa
parte della composizione degli acidi desossiribonucleico (DNA) e
ribonucleico (RNA), delle membrane cellulari (in forma di
fosfolipidi), delle vitamine e dei trasportatori di energia che
presiedono al metabolismo degli zuccheri e alla respirazione.
Nelle piante il fosforo è indispensabile per la crescita dei
tralci e degli apparati radicali.
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fotosintesi clorofilliana |
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Processo mediante il quale le piante
convertono l'energia luminosa in energia chimica, grazie alla
capacità della
clorofilla, pigmento presente
nelle foglie, di assorbire la luce solare e di indurre una serie
di reazioni che trasformano l'anidride carbonica presente
nell'atmosfera e l'acqua ricavata dal terreno in zuccheri,
liberando ossigeno (acqua + anidride carbonica + glucosio +
ossigeno).
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fragrante |
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Nell'esame olfattivo di un vino è il profumo
che ricorda generalmente la freschezza delle essenze floreali e
fruttate o, come avviene negli spumanti, di crosta di pane.
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franco |
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Si dice di vino dal profumo pulito, netto in
riferimento alla tipologia, con sentori che non possono essere
mascherati da altre sensazioni. E' tipico dei vini di non
particolare complessità.
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franco di coltivazione |
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E' la distanza che intercorre tra il limite
superiore di uno strato di suolo che costituisca un ostacolo
alla crescita delle radici dei vegetali e la superficie del
suolo. Il franco può essere limitato anche da un innalzamento
della falda freatica,
a seguito di piogge.
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franco di piede |
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Si dice di quel vitigno (vite europea) che
non è innestato su piede americano.
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 Frankliniella occidentalis Pergande |
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A partire dall'annata viticola 1989-90, nelle
zone meridionali e, in particolare, nella Puglia, è considerato l'insetto più dannoso
per le uve da tavola dopo la
tignoletta, anche denominato Tripide dei fiori o
Tripide della California. Gli adulti, durante tutto l'anno, si
spostano su varie piante in fiore, nutrendosi di polline e le
femmine depongono all'interno di foglie, fiori, frutti e
germogli, da 20 a 60 uova. Una volta schiuse le uova, le neanidi
si insediano sulle parti più nascoste dei vari organi, dove
permangono fino all'età adulta. La popolazione aumenta in
rapporto alla temperatura e, durante la primavera, in ambienti
ideali, può raggiungere circa una generazione al mese. La
Puglia, proprio per il suo clima ideale, con temperature fra i
20 e i 28 °C, favorisce alla fine di maggio, cioè durante la
fioritura della vite, l'accavallarsi di generazioni di
Frankliniella occidentalis, tanto da rendere difficile
distinguerle, con conseguenti gravi danni al vigneto.
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fresco |
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Nell'esame gustativo si dice di vino in cui
si percepisce una decisa sensazione di acidità, che procura
abbondante salivazione. Condizione essenziale per i vini bianchi
giovani, i rosati frizzanti e gli spumanti secchi.
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friand
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Termine francese
che si riferisce ad un vino che abbia raggiunto un buon
equilibrio fra zuccheri e acidi. |
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friggere
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Cuocere un
alimento immergendolo in olio bollente, badando a non aggiungere
sale o zucchero, che gli alimenti non siano troppo umidi e che
l'olio sia di un'unica qualità (ideali sono l'olio extravergine
d'oliva e quello di arachidi, perché hanno un elevato punto di
fumo). |
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frizzante
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Si dice di vino che contiene una certa
quantità di anidride carbonica. Differisce dallo spumante per
una pressione atmosferica inferiore (non oltre le 2,5 atm). |
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frizzantino
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Vino contenente una certa quantità di
anidride carbonica causata generalmente da una fermentazione
incompleta prima dell'imbottigliamento. |
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frollare |
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Far intenerire le
carni macellate, conservandole per periodi più o meno lunghi,
in celle frigorifere prima di utilizzarle. |
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 frumento |
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E'
il cereale principale in Italia; ne esistono due tipi: grano
tenero e grano duro. La
differenza fra i due è data dalla quantità di amido e dalla
qualità del glutine, una sostanza
proteica che rende i macinati di frumento ideali per la
produzione del pane. |
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fruttato
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Vino che, dall'esame organolettico risulta
essere caratterizzato da sentori o sapori di frutta fresca,
matura o esotica, di confettura o di frutta secca.
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frutto
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Per
frutto si intende il prodotto ottenuto dalla trasformazione
dell'ovario del fiore dopo la fecondazione.
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fruttosio
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E' uno zucchero semplice che si accumula
nell'acino d'uva nel corso della maturazione, insieme al
glucosio.
A maturazione raggiunta, la quantità di fruttosio risulta
leggermente superiore al glucosio.
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fumetto |
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Fondo di cottura,
più o meno concentrato, di un alimento specifico (pesce,
cacciagione, ecc.). |
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 funghi |
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Organismi
privi di
clorofilla, quindi non in grado di utilizzare la luce
del sole, sono prodotti dalle spore. La loro caratteristica
principale è di essere saprofiti, ossia si nutrono di materia
organica in decomposizione, sono anche parassiti patogeni,
vivono cioè su tessuti vivi causando malattie. Fanno parte dei
funghi i
lieviti (unicellulari), importanti nella
fermentazione,
ma anche molti altri organismi pericolosi per la vite come la
peronospora, l'oidio
e la
botrite. |
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fusto |
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Parte della pianta che rimane al di sopra del
terreno costituita da una serie di nodi separati da internodi,
sulla quale si sviluppano le foglie. Quando il fusto è erbaceo
viene detto
germoglio, dopo la
lignificazione si definisce
tralcio (o ramo per le altre
piante). Dopo alcuni anni di crescita diviene cordone (branca
per le altre piante). Se il fusto rappresenta l'asse principale
della pianta viene detto
ceppo (tronco). |