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MA (marque auxiliarie) |
Sigla utilizzata dai produttori di Champagne
per indicare che è elaborato da terzi per conto, ad esempio, di
un ristoratore che vuole il proprio nome in etichetta.
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 macchine agricole |
Sono solitamente distinte in macchine
trattrici e macchine operatrici. Le prime forniscono la forza
motrice necessaria al movimento e all'azionamento degli organi
meccanici delle seconde. Le macchine operatrici hanno specifiche
funzioni, come la potatura,
la legatura dei tralci, la
lavorazione del terreno, i trattamenti fitosanitari e la
vendemmia meccanica (nella
foto una vendemmiatrice). |
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macerare |
Lasciare riposare
un alimento in un liquido, ad esempio vino con erbe aromatiche,
per aromatizzarlo. |
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macerazione a freddo |
Tecnica lungamente sperimentata e
adottata in Bourgogne, basata sul principio fisico del freddo,
che rompe le pectine che costituiscono le pareti cellulari delle
cellule che compongono la buccia; viene attuata iniettando
anidride carbonica liquida prima che inizi la fermentazione
alcolica, ciò permette di estrarre le sostanze coloranti e i
composti aromatici per ottenere vini più colorati e profumati.
Ideale per quelle uve che non sono particolarmente ricche di
antociani.
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macerazione carbonica |
Vedi vinificazione
con macerazione carbonica. |
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macroelementi
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Gli elementi nutritivi consumati dalle piante
in grandi quantità, come l'azoto, il fosforo e il potassio. Una
loro carenza porta alla riduzione o all'arresto dello sviluppo.
L'azoto, in particolare, è responsabile della crescita delle
parti verdi, il fosforo dell'apparato radicale e della
maturazione sessuale, il potassio regola i processi che si
svolgono all'interno delle cellule.
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 Madeira
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Vino
liquoroso dell'isola omonima prodotto con una tecnica simile a
quella del Porto. Esiste sia "vintage"
che "blended".
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maderizzato
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Termine che indica un vino bianco che ha
subito un processo di ossidazione controllata (maderizzazione).
Nei vini rossi, in modo improprio, si dice maderizzato quando
questi si sono ossidati a causa di scarsa tenuta del tappo o di
eccessivo invecchiamento, con conseguente cedimento del colore
verso tonalità mattone, e gusto che ricorda vagamente il
Madeira.
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maderizzazione
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Processo ossidativo dell'alcol etilico nei
vini bianchi durante l'invecchiamento. Il vino perde le sue
caratteristiche e acquisisce un colore tendente all'ambrato e un
odore di svanito o di Madeira. E' causato dalla presenza di
acetaldeide o etanale. Nel caso di vini liquorosi come il
Madeira, il Marsala o il Porto, l'ossidazione fa parte del
processo elaborativo e non è un difetto.
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 maggiorana |
Erba aromatica,
della stessa famiglia della menta e dell'origano; ne esistono
due varietà: maggiorana comune,
più delicata e maggiorana selvatica,
dall'aroma più deciso. E' utilizzata nella cima alla genovese,
nella torta pasqualina, per aromatizzare carni e verdure; è
frequentemente usata nella produzione di insaccati.
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magnesio |
Elemento chimico fondamentale per le specie
vegetali in quanto costituente della molecola della
clorofilla. Il magnesio
consente la formazione di pigmenti come i carotenoidi, attiva
importanti enzimi del metabolismo degli zuccheri e delle
proteine, influenza i processi di ossido-riduzione. La sua
carenza può provocare la necrosi delle foglie giovani e la
clorosi tra le nervature e alla periferia della lamina della
foglia adulta, con conseguente caduta prematura della stessa;
nei vitigni a bacca rossa comporta una prematura colorazione
rossastra sulle foglie. Altri sintomi di carenza del magnesio
sono il disseccamento del
rachide e l'incompleto
agostamento.
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Magnum |
Bottiglia
con capacità doppia (1,5 litri) rispetto al formato standard
(0,75 litri).
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maiorchina |
Tipo
di innesto (a gemma), che si esegue nell'Italia meridionale e
insulare, su un portinnesto (vite americana) già
preventivamente piantato, per preparare la barbatella bimembre
(varietà più portinnesto) di vite. Ha lo scopo di impedire
alla fillossera, insetto parassita, di attaccare la pianta, in
quanto la vite americana ne è immune.
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 mais o
granoturco
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Proviene
dalla graminacea Zea Mais.
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 mal dell'esca o dello spacco
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Si verifica a causa di un parassita
denominato "Esca" (Phellinus ignarius). La
manifestazione della malattia può avvenire in fomra cronica o
acuta (colpo apoplettico). Nel primo caso, dopo la fioritura si
osserva una diffusa decolorazione delle aree internervali delle
foglie, poi disseccamento e ingiallimento che gli danno un
aspetto particolare comunemente denominato "foglia tigrata". Se
la malattia non è completamente debellata, con il succedersi
degli anni si estenderà a tutta la pianta, compromettendone la
produttività.
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malting |
E'
la prima fase della preparazione del whisky di malto. Il malto
è essenzialmente orzo fatto germinare attraverso un processo di
macerazione in acqua e quindi portato ad essiccazione mediante
calore. Il processo del maltaggio ha inizio con una prima fase
detta macerazione, che consiste nell'inumidire l'orzo in
vasche o stanze, le steeps, allo
scopo di favorirne la macerazione. Il tempo della macerazione
varia a seconda delle condizioni atmosferiche, del periodo
dell'anno e della qualità dell'orzo. Esso può andare da un
minimo di 48 ad un massimo di 70 ore. Dopo che l'orzo è
rimasto a macerare il tempo dovuto, l'acqua viene fatta
scolare e il cereale viene steso ad un'altezza dai 60 ai 90
centimetri su un pavimento che può essere di pietra, di cemento
o anche di mattonelle. E' su questo pavimento che ha luogo la germinazione,
un processo durante il quale l'orzo "respira", cioè
assorbe ossigeno ed emette anidride carbonica, generando una
considerevole quantità di calore. Per uniformare la
temperatura, che è maggiore verso il fondo, i chicchi vengono
periodicamente girati con pale o benne,
e in questo modo si impedisce anche che le radichette si
allaccino le une alle altre, radichette che raggiungono i cinque
ottavi della lunghezza dei chicchi stessi. Esse però non devono
crescere più di tanto, e per far questo si insiste nel
rivoltare l'orzo, nell'assottigliarne lo strato e a volte si
arriva addirittura ad ararlo con un vero aratro tirato a mano.
Il processo della germinazione a questo punto è terminato e si
impedisce alla radichetta di svilupparsi ulteriormente. L'orzo
si è ora trasformato in "malto verde"
ed è pronto per l'essiccazione. L'amido
dei chicchi può essere ora trasformato in zucchero fermentescibile. Il malto verde contiene una dose notevole di
umidità, per cui viene passato al forno per l'essiccazione.
Quelle specie di cuspidi a pagoda che ci permettono di
riconoscere nel panorama scozzese le distillerie sono appunto i
forni. Il pavimento del forno è di ferro bucato o di rete
metallica. Qui viene steso il malto verde, a un'altezza di
circa 60 cm., e il fumo che sale dal fuoco di torba
acceso tre o quattro metri più in basso, provvede ad
asciugarlo. Un ventilatore posto sulla sommità del forno aspira
l'aria calda che sale dal fuoco e, grazie al pavimento forato,
attraversa il malto verde. La torba è di primaria importanza in
quanto conferisce al malto un aroma speciale che è poi quello
che si trasmette alla fine al whisky. Al
termine di questi processi il malto deve essere secco,
croccante, friabile, aromatico e assai diverso come struttura e
profumo dall'orzo da cui è stato ricavato, anche se
all'apparenza se ne distingue appena. Prima di passare al mashing
(vedi), cioè la sua
mescolatura con acqua, esso viene ripulito con un'apposita
macchina dalle radichette e da ogni altra impurità. Queste
radichette vengono vendute come mangime per il bestiame sotto il
nome di "culmi di malto.
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manganese |
Elemento chimico che svolge la funzione di catalizzatore in
diverse reazioni enzimatiche e partecipa nella vite a importanti
processi metabolici, come la respirazione, la
fotosintesi, la sintesi
degli amminoacidi. La
carenza di manganese comporta clorosi e bronzature internervali,
con aspetto reticolato lungo le nervature, provoca l'arresto
dell'accrescimento dei germogli, la riduzione della produzione e
il ritardo della maturazione. Anche la sua eccessiva presenza
può indurre gravi conseguenze come decolorazioni e necrosi sui
lembi fogliari e può portare a una caduta anticipata delle
foglie, alla colatura e all'acinellatura
dei grappoli. |
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mantecare |
Lavorare una vivanda insieme a
prodotti grassi, per renderla cremosa e morbida. |
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Maraschino |
Liquore che si ottiene per fermentazione e distillazione delle
marasche intere. Viene fatto invecchiare in botte e poi
imbottigliato. La gradazione alcolica è compresa tra 32-35% vol.
Si serve liscio o con ghiaccio come digestivo a fine pasto ma
soprattutto nella preparazione di cocktail, long drink,
macedonie e altri dessert. |
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marciume acido
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Malattia che colpisce sia le uve bianche che
quelle rosse in prossimità della maturazione. Può essere causata
da diversi microrganismi o dalla Drosophila melanogaster, un
insetto vettore che trasmette l'alterazione con diversi batteri
acetici, che attraverso le lesioni penetrano nell'acino. Gli
acini presentano un colore che va verso il marrone, poi la
buccia si assottiglia fino a rompersi, il succo fuoriesce e cola
sugli altri acini, facendoli diventare traslucidi. Gli acidi
colpiti appassiscono. Gli attacchi possono verificarsi
isolatamente o in associazione alla botrite; in questo caso
però, il decorso dello sviluppo del parassita viene inibito per
la modificazione del pH provocata dall'acido acetico.
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marciume bianco
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Vedi carie
bianca.
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 marciume grigio
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Malattia causata da un fungo polifago, cioè
capace di condurre vita saprofita, su parti di vegetali
marcescenti e parassitaria, a spese cioè di organi viventi. La
muffa grigia colpisce tutti gli organi verdi della pianta, ma il
danno maggiore si riscontra nel grappolo. Questa muffa è la
Botrytis
cinerea, che quando è "pilotata" dall'uomo può
diventare un elemento positivo poiché, concentrata sugli acini,
ne favorisce l'essiccamento e la concentrazione di zuccheri e
aromi. Molti vini passiti o da vendemmia tardiva vengono
ottenuti da uve che hanno subito l'attacco di questa muffa, che
in questo caso è definita "nobile".
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 marciume nero o mal nero
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Il Mal nero (malattia di Pierce della vite) è
causato da un batterio, Xylophilus ampelinus, presente da anni
nei principali paesi viticoli europei. Comparve per la prima
volta in Sicilia nel 1892, poi si estese ad altre zone del
Meridione e in Sardegna. Nelle zone colpite, già alla ripresa
vegetativa numerose gemme si presentano necrotizzate, i germogli
manifestano imbrunimenti longitudinali seguiti da spaccature.
Gli stessi sintomi si presentano sui piccioli, sui graspi, sulle
nervature delle foglie e sui tralci, durante l'estate. I
grappoli vengono colpiti dalle cosiddette "infezioni
secondarie", che determinano un annerimento dell'infiorescenza e
mancata allegagione.
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marciume radicale
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E' una malattia che colpisce le radici della
vite, facilmente individuabile alla vista da un aspetto
caratteristico di vegetazione stentata, rachitica, tralci con
nodi ravvicinati, foglie deformate e giallastre, scarsa
fruttificazione e notevole colatura. Le piante muoiono
prevalentemente durante il riposo vegetativo. Osservando le
radici, si nota sotto la corteccia nerastra e spugnosa un
caratteristico strato filamentoso, fioccoso e biancastro, che
emana il tipico odore di fungo fresco. Al primo attacco di
malattia è necessario intervenire drasticamente, estirpando
tutte le viti colpite e quelle circostanti, lasciare aperta la
fossa creata e bruciare tutte le piante infette.
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margarine
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Miscele
ed emulsioni confezionate con grassi alimentari di origine
animale e vegetale diversi dal burro e dai grassi suini,
contenenti più del 2% di umidità.
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marinata
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Si
forma con vino bianco o rosso, succo di limone, aceto o olio,
erbe aromatiche o spezie e in essa si immerge, per un periodo più
o meno lungo, carne, pesce o selvaggina.
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marna
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Roccia sedimentaria di origine marina e
lacustre, costituita da una parte calcarea e da una argillosa.
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 Marsala |
Vino liquoroso prodotto nella città omonima
in Sicilia che, grazie alla legge del 1984 che ne regola in modo
rigoroso le caratteristiche, sta ritornando ad essere uno dei
migliori prodotti nazionali.
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marsalato |
Si dice di vino bianco o
rosato che ha acquisito colore e sapore simile al Marsala, a
causa di una non voluta ossidazione durante la sua
conservazione.
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marza |
La parte del ramo o del
germoglio, contenente almeno una gemma, che viene utilizzata per
effettuare innesti. Per estensione, marza indica la varietà
innestata sul portinnesto.
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mashing |
E'
la seconda fase della preparazione del whisky di malto. Dopo il malting
(vedi), il malto viene macinato grosso in un mulino e, così
triturato, viene passato nel mash tun,
il tino della mescolatura, un recipiente circolare della capacità
di diverse migliaia di galloni. Il malto cade nel tino, dove
contemporaneamente viene immessa acqua calda, da una tramoggia,
in quantità ben misurata. Questa mescolatura con acqua calda
favorisce il completamento della conversione della destrina
in maltosio. Il malto viene
estratto tre e talora quattro volte dall'acqua calda, ogni
volta a una temperatura diversa che si aggira dai 70°C del
primo trattamento agli 80°C dell'ultimo. Il liquido
risultante è il mosto di malto: il wort. Il
mosto che viene fuori dai due primi lavaggi viene fatto scolare
dal fondo del tino in un recipiente sottostante, o underback,
mentre quello che viene fuori dai lavaggi ulteriori, lo sparge,
viene utilizzato per trattare la successiva partita di malto e
rientra perciò a far parte della prima e della seconda
estrazione di mosto della medesima. La feccia, cioè le scorie
solide che rimangono dopo che il mosto è scolato, ha il nome di
draff e, come per i culmi di malto,
serve da mangime invernale per il bestiame. Il
mashing è un procedimento che propaga un forte odore
caratteristico, che aleggia attorno alle distillerie. Il mosto
così ottenuto è una cosa molto diversa dal pastone formatosi
all'inizio della mescolatura di malto con acqua calda: ora è
infatti un liquido semitrasparente, per quanto non ancora
alcolico, dallo strano odore dolciastro.
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Mathusalem |
Bottiglia
il cui contenuto corrisponde a 8 bottiglie da 0,75 litri (6
litri).
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mattonato |
Termine utilizzato per definire il colore dei
vini. E' corretto in un vino liquoroso come il Marsala o il
Madeira, mentre nei vini rossi invecchiati può evidenziare un
processo di decadimento.
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maturation
sur lies
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Fase
che può durare anni, durante la quale avviene una graduale autolisi
dei lieviti (morte e successiva
rottura delle cellule) mediante la quale si liberano le sostanze
aromatiche precedentemente elaborate (metodo Champenois).
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maturazione del whisky |
E'
l'ultima fase della preparazione del whisky. Appena distillato
ha una gradazione che va dal 57% al 60% di alcol, cioè dai 115°
ai 120° proof, ma a questo stadio si presenta incolore, è acre
e brucia la bocca; insomma è imbevibile. Dal cassone esso viene
ora passato al tino di raccolta dove, prima di metterlo nei
barili a maturare, viene allungato con acqua di sorgente, in
modo da portarlo a circa 110° proof. Dopodiché si trasferisce
nelle botti. E'
opinione comune che la maturazione ottimale sia di una diecina
d'anni; in seguito ci sarebbero delle fasi alterne, con lievi
scadimenti di qualità seguiti da "punte" di eccellenza . In
base a tale teoria, non dimostrata, si vendono whisky di 15, 17,
18, o 21 anni e non di 16, 19 o 20 anni. Infatti il whisky
scozzese non può dirsi legalmente tale, e questo fin dal 1915,
fino a quando non è stato per lo meno tre anni a maturare negli
appositi barili nei magazzini controllati e tenuti sotto chiave
dalla dogana del Governo di Sua Maestà. Ma anche dopo tre anni
il whisky è sempre immaturo, per cui il periodo ottimale è
come minimo di sei anni. Il ritmo della maturazione dipende in
una certa misura dalle dimensioni delle botti: più piccole
sono, più essa è rapida. Di regola si può dire che più sta
nei fusti e meglio è, ma c'è sempre il pericolo che dopo i
quindici anni cominci a sapere un tantino di botte, e, se si
tratta di un fusto piccolo, che al quindicesimo anno abbia già
preso questo difetto. Inoltre, non tutti i malti si comportano
allo stesso modo: quelli delle Highlands
maturano più lentamente e sono più longevi, stesso discorso
per quelli di Islay; al contrario i Lowland e i Campbeltown
evolvono più rapidamente. Più piccolo è il fusto e maggiore
è la quantità di whisky che va perduta per l'assorbimento
provocato dalla porosità del legno. I fusti sono di legno di
rovere con un giusto grado di porosità, in quanto questa
caratteristica, permettendo al distillato di "respirare" senza gocciolare fuori, è essenziale al processo della
maturazione. Durante la maturazione nei fusti di rovere non solo
si ha una perdita di volume, ma anche una perdita di forza, per
cui la credenza popolare che più il whisky invecchia e più
diventa forte è completamente sbagliata. Sulla perdita sia di
volume che di forza influisce anche il grado di umidità del
magazzino in cui sono tenuti i fusti per la maturazione: più
umido è il locale più il whisky perde di forza, mentre più
secco è e più il whisky perde di volume. E' stato calcolato
che ogni anno tra l'assorbimento e l'evaporazione vanno
perduti qualcosa come 18 milioni di litri di whisky. Si
sa da lungo tempo che i fusti di rovere dove è stato prima lo sherry
danno al whisky maturo un tono amabile meraviglioso, infatti è
proprio lo sherry di cui è imbevuto il legno dei fusti che
passa nello spirito e conferisce al whisky il tradizionale color
d'oro. Lo sherry conferisce anche una certa morbidezza e a
volte, nel caso di fusti di sherry scuro, dà al whisky anche un
leggero tocco del suo aroma. Comunque questa non è una regola:
alcune distillerie usano botti di bourbon,
altre di porto o ammontillado.
Al risveglio, il whisky viene ulteriormente ridotto di gradi,
sempre utilizzando acqua, prima dell'imbottigliamento, e la
riduzione è fatta a seconda del mercato a cui esso è
destinato, variando dai 40% ai 45%. Esistono poi delle
confezioni speciali che non vengono diluite e vengono denominate cask proof, a gradazione di botte a
57% circa; il più famoso di questi è sicuramente il Glenfarclas,
un malto veramente di altissimo lignaggio. |
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maturità fisiologica
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In viticoltura corrisponde al momento in cui
la bacca cessa di ricevere la linfa dalla pianta. Da questo
momento inizia il processo di surmaturazione, che comporta la
disidratazione dell'acino e l'accumulo di sostanze zuccherine.
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maturità tecnologica
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In senso lato, riferita all'acino, prende in
considerazione il livello di accumulo di antociani e tannini (maturità
fenolica), la loro estraibilità e il grado di astringenza (maturità
cellulare); in senso più stretto definisce il livello di
zuccheri e di acidità nel succo dell'acino. L'accumulo di
sostanze aromatiche, come terpeni, norisoprenoidi, pirazine,
viene definito maturità aromatica.
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maturo
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Nell'analisi organolettica, si dice di vino
che abbia raggiunto il livello ottimale per esprimere tutte le
sue potenzialità.
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 melangeurs
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Macchine
utilizzate per miscelare il cacao amaro con lo zucchero per
ottenere il cioccolato.
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melanizzazione
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Vedi
processi pedogenetici.
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Melchizedec
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Bottiglia di grandi dimensioni,
corrispondente a 40 bottiglie da 0,75 litri (30 litri).
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 melissa |
Erba aromatica,
poco conosciuta, utilizzata nelle insalate miste, nelle
preparazioni di agnello o capretto, nei ripieni o nelle salse
per pesce al cartoccio; si possono anche friggere le foglie in
pastella.
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 menta |
Erba aromatica di
cui esistono molte specie; le più utilizzate sono la menta
piperita, la menta romana e
la mentuccia. L'olio essenziale in
esse contenuto è il mentolo che, oltre al tipico aroma,
determina in bocca una piacevole sensazione di freschezza. La
menta piperita è usata nella preparazione di caramelle, liquori
o sciroppi, oppure allo stato essiccato per fare il tè alla
menta. La mentuccia, dal sapore delicato, è ideale per i
carciofi alla romana, mentre la menta romana si usa nelle
insalate, nelle frittate e nella tipica salsa alla menta per
carni di agnello e montone.
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mercaptano |
Composto chimico
che si forma in bottiglia quando l'acido solfidrico si combina
con l'alcol, dando un odore molto sgradevole.
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meristema |
Tessuto vegetale capace di crescere per
moltiplicazione cellulare, capacità che i tessuti definitivi
perdono. Si distingue in meristema apicale (dei germogli e delle
radici) da cui dipende la crescita in lunghezza della pianta,
meristema laterale o
cambio, da cui dipende la
crescita secondaria o diametrale.
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metabisolfito di potassio |
Polvere di sale biancastra e cristallina, che
in soluzione sviluppa anidride solforosa. E' l'elemento più
utilizzato in enologia in fase prefermentativa sulle uve e sul
mosto, al fine di evitare ossidazioni o alterazioni.
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metaboliti secondari |
Gruppo di sostanze prodotte dalle piante
prevalentemente come funzione protettiva dagli stress fisici o
biologici, o come difesa del frutto acerbo da potenziali
predatori o, al contrario, per rendere attraente il frutto
maturo agli animali agenti della disseminazione (uccelli e
mammiferi). I principali metaboliti secondari sono i
polifenoli e i
terpeni.
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metanolo |
Vedi alcol
metilico.
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 Metcalfa pruinosa |
E' un Rincoto omottero appartenente alla
famiglia dei Flatidi, originario dell'America settentrionale e
centrale, giunto in Italia probabilmente alla fine degli anni
'70. E' stato avvistato la prima volta nel 1979 nei dintorni di
Treviso. La specie è altamente polifaga, cioè in grado di
nutrirsi di un numero elevato di specie vegetali spontanee e
coltivate. La Metcalfa pruinosa compie una sola generazione
all'anno e sverna come uovo prevalentemente infisso nelle
cortecce suberose di piante arboree e arbustive. Le forme
giovanili appaiono verso la fine di maggio, mentre gli adulti di
circa 1 cm di grandezza, di colore grigiastro, compaiono agli
inizi di luglio. Dotati di apparato boccale succhiatore si
nutrono della linfa e producono un'abbondante secrezione
zuccherina, detta melata, che imbratta le piante e su cui
crescono muffe dette fumaggini, che formano delle patine
nerastre sulla vegetazione. |
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 Metodo Champenois |
Metodo
di spumantizzazione adottato
nella regione francese Champagne che prevede 9 fasi: addition de
la
liqueur de tirage,
mise en bouteille,
prise de mousse,
maturation sur lies,
remuage sur pupitres,
degorgément,
addition de la
liqueur d'expédition,
bouchage définitif,
habillage.
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 Metodo Charmat |
Detto
anche dei "grandi recipienti", si differenzia dal
Metodo Classico (vedi) soprattutto nella rapidità del processo
produttivo, nell'utilizzo di una autoclave per la presa di spuma
e nel fatto che tutte le fasi successive alla rifermentazione
avvengono in condizioni isobariche. Se ne ottengono spumanti
fruttati, molto freschi con gli aromi tipici dei vitigni
utilizzati, fra i quali sono ideali il Moscato, il Prosecco e la
Malvasia aromatica. Tipici vini prodotti con questo metodo sono
l'Asti Spumante e il Prosecco di Valdobbiadene e di Conegliano.
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Metodo
Classico
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Metodo
di spumantizzazione analogo al
metodo Champenois francese utilizzato in Italia.
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 metodo solera
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Tecnica enologica di origine spagnola, il cui
nome deriva dalla parola suelo, ovvero suolo, impiegata
per la produzione dello Sherry e del Malaga. In Italia è
utilizzata per il Marsala. Consiste nell'eseguire diversi
parziali travasi in botti poste scalarmente, che contengono vini
di diverse annate, in modo da ottenere miscele estremamente
ricche di aromi e profumi pregiati. Le botti sono piene per i
2/3 del volume e, ad ogni travaso, 1/3 del vino viene prelevato
da ciascuna di esse e suddiviso nelle due botti sottostanti.
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metossipirazine
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Composti organici aromatici che si formano
con il metabolismo degli amminoacidi. Emanano un odore di tipo
vegetale che ricorda i peperoni verdi, gli asparagi e i piselli;
la soglia olfattiva è molto bassa. Si può riscontrare facilmente
nei vini ottenuti da uve sauvignon, cabernet franc, cabernet
sauvignon e più raramente merlot.
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microrganismi
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Lieviti,
batteri e muffe.
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microssigenatore |
E' una macchina di piccole
dimensioni, collegabile a qualsiasi tipo di contenitore, che ha
lo scopo di inoculare un minimo quantitativo di ossigeno per
consentire una migliore polimerizzazione tra tannini e
antociani, con l'effetto di una maggiore morbidezza, fruttosità
e stabilità nel futuro vino. E' un sistema che viene adottato
per i vini rossi.
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millesimato |
Termine
nato per definire gli Champagne che derivano dall'assemblaggio
di vini prodotti nello stesso anno. Oggi viene utilizzato anche
per indicare qualunque vino che riporti l'annata in
etichetta.
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millesimo |
E' riferito all'anno di vendemmia di un vino.
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mineralizzazione |
Trasformazione del materiale organico
derivante da rifiuti e spoglie di animali e piante, a opera di
microrganismi che ne provocano la decomposizione in sostanze
organiche semplici.
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mise en bouteille |
E' la fase del processo di spumantizzazione
metodo Champenois
in cui si imbottiglia il vino, dopo aver preparato la cuvée,
ovvero la miscela di uve o di vini destinati alla produzione di
un determinato tipo di spumante, con aggiunta di
liqueur de
tirage, per sottoporlo al processo di
rifermentazione. Per gli spumanti non "millesimati", cioè con
annata in etichetta, è consentita l'aggiunta di una quantità
massima del 30% di vino proveniente da vendemmie precedenti. In
questa fase le bottiglie vengono chiuse con il tappo a corona,
che presenta all'interno un piccolo cilindro di plastica, detto
bidule,
che servirà per raccogliere meglio le fecce al termine del
remuage.
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mistella
o sifone
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Prodotto
ottenuto da un mosto con gradazione alcolica totale naturale non
inferiore a 12° e reso infermentescibile
per addizione di alcol etilico o acquavite,
per portarlo ad un titolo alcolometrico svolto di 16-22°.
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molle
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Nell'esame gustativo, si dice di vino rosso
in cui si percepisce una netta sensazione di fiacchezza, dovuta
a una troppo scarsa presenza di tannini, tipico dei vini molto
evoluti.
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 molluschi
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Animali
dal corpo molle con o senza conchiglia. Si dividono in Cefalopodi
(calamaretti, calamari, totani, polpi, moscardini, seppie); Gasteropodi
o Lumache
(patelle, chiocciole); Lamellibranchi
(frutti di mare), privi di cervello e racchiusi in gusci
(ostriche, cozze, vongole, telline, ecc.).
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Montasio |
Vedi
Formaggi D.O.P. |
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Monte Veronese |
Vedi
Formaggi D.O.P. |
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morbido |
Nell'esame organolettico, si dice di un vino in cui è nettamente
percepibile una sensazione di morbidezza, dovuta a una buona
concentrazione glicerica e alcolica. |
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Mordace |
Nella tipologia spumante Metodo Classico, è il nome che è
stato assegnato allo spumante che non ha ricevuto aggiunta di
liqueur d'expedition (pas dosé). |
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morena |
Materiale roccioso trasportato e accumulato dai ghiacciai,
costituiti da blocchi, ciottoli, sabbia e limo. La parte che
riveste il rilievo alla base del ghiacciaio si dice morena di
fondo, mentre lungo il margine glaciale si distribuiscono gli
argini o cordoni morenici. |
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morfologia |
Branca della botanica che studia e descrive la forma delle
piante. |
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mostimetro |
Vedi Babo. |
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mosto
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Prodotto
dalla pigiatura o dalla torchiatura
delle uve, con resa variabile (65-75%). E' una soluzione acido-zuccherina
(70-80% acqua, 15-30% zuccheri, 0,5-1,5% acidi)
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mosto concentrato |
E' un mosto da cui è stata
eliminata una certa quantità di acqua, mediante riscaldamento
(a 105° C per 10 secondi o a 40° C a depressione) o
congelamento (a -10° C circa si formano dei ghiaccioli d'acqua
facilmente asportabili; il sistema è pressoché abbandonato);
questo mosto contiene il 50-70% di zucchero.
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mosto concentrato rettificato |
Ancora più
concentrato del precedente; teoricamente dovrebbe essere
costituito soltanto da zucchero (glucosio e fruttosio), ma la
tecnologia non ha ancora raggiunto questo risultato.
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mosto cotto |
E' un mosto
concentrato previo riscaldamento a fiamma diretta (può essere
usato per il vino Marsala).
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mosto muto |
Mosto infermentescibile, in quanto è stato trattato con dosi elevate
di anidride solforosa, oppure ha subito un'aggiunta di una
notevole quantità di alcol etilico (12-15%); è chiamato così
perché, non potendo fermentare, non produce il caratteristico
rumore delle sostanze in fermentazione.
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mosto parzialmente fermentato |
E' quello in fase
di trasformazione in vino; deve contenere meno del 60%
dell'alcol che avrà a fine fermentazione.
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mousseux |
Francesismo indicante i vini
spumanti.
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Mozzarella di Bufala Campana |
Vedi
Formaggi D.O.P. |
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muffa nobile |
Vedi Botrytis cinerea. |
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muffe |
Microrganismi che appartengono al regno dei
funghi, di cui fanno anche
anche i lieviti. Sono formati
da un lungo filamento detto ifa che forma una massa cotonosa
chiamata micelio, racchiusa da un sistema di tubi rigidi e
ramificati. Si riproducono mediante spore. Le muffe si trovano
nell'aria, nel suolo e nell'uomo, e ricavano energia per il loro
accrescimento dalla degradazione di composti organici, in
particolare di zuccheri e acidi organici. |
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 Munster |
Formaggio a pasta
liscia dall'odore pungente prodotto in Alsazia e Lorena.
Generalmente è accompagnato da patate.
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Murazzano |
Vedi
Formaggi D.O.P. |
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muskateller |
Nome in tedesco del vitigno moscato bianco. |
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 muselet |
E' la gabbietta metallica che serve per trattenere il tappo dei
vini spumanti.
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mutazione |
Modificazione ereditaria del materiale genetico, che può
derivare da alterazioni della struttura del gene (mutazione
genetica), da combinazioni nel numero e nell'ordine dei geni
lungo un cromosoma (mutazione cromosomica), o da modificazione
del numero dei cromosomi (mutazione cromosomica). |
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mutizzazione |
Tecnica che permette di bloccare l'attività fermentativa dei
microrganismi presenti nel mosto. Può essere eseguita
aggiungendo al mosto, alcol, anidride solforosa e altre sostanze
antifermentative, oppure ricorrendo al trattamento termico. |