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sabbia |
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Sedimento sciolto derivato dalla
frammentazione di rocce, costituito da granuli di dimensione
compresa tra 0,062 mm e 2 mm. In seguito a compattazione e
cementazione si trasforma in
arenaria. La percentuale di sabbia presente in un terreno,
insieme al limo e all'argilla, rappresenta un parametro
importante per valutare la fertilità del suolo e scegliere la
tecnica colturale di vite adatta. |
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Saké |
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Bevanda che si
ottiene dalla fermentazione di riso maltato. |
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salamoia |
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Acqua fortemente
salata e aromatizzata in cui immergere alimenti per conservarli. |
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salasso |
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Pratica utilizzata per ottenere una maggiore concentrazione di
colore e ponifenoli: si estrae parte di liquido dal mosto
all'inizio della fermentazione; la parte rimasta continuerà il
processo di fermentazione alcolica e macerazione con le bucce.
E' un metodo utilizzato da molto tempo, che ha lo svantaggio di
poter alterare l'equilibrio di partenza delle uve, con
conseguenza di un possibile eccesso di tannini. Il vino che si
otterrebbe, difficilmente potrebbe raggiungere una buona
armonia. |
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sali minerali |
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Componenti del suolo, derivanti dal
dilavamento delle rocce e dalla mineralizzazione dell'humus,
che circolano in soluzione nelle acque che si infiltrano nel
terreno. |
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salinità |
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Misura della quantità di sali solubili
presenti in un terreno. I sali sono costituiti principalmente da
solfati e cloruri di sodio, calcio, magnesio e potassio. La
salinità è valutata misurando la conducibilità elettrica degli
strati acquosi del suolo, portato alla capacità idrica massima.
Una quantità eccessiva di sali presenti nel terreno, comporta
seri problemi per la vite, soprattutto se innestata su
portinnesto americano. |
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Salmanazar |
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Bottiglia il cui contenuto corrisponde a 12 bottiglie da 0,75 litri (9
litri). |
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salmistrare |
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Immergere carni
di manzo o di maiale in una salamoia, con l'aggiunta di erbe e
spezie, per ottenere la salagione. |
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Salomon |
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Bottiglia il cui contenuto corrisponde a 24
bottiglie da 0,75 litri (18 litri). |
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salsa |
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Preparazione
fluida o semiliquida che perfeziona il sapore di piatti a base
di carne, pesce, uova, pasta, verdure, ecc. e comprende sia i
fondi di cottura "legati"
sia i condimenti caldi o freddi. |
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salse
di base
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Possono
essere al burro (Olandese,
Bearnaise) o all'olio (Maionese, Vinaigrette).
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salse madri
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Sono:
fondo bruno ridotto e legato; vellutata; besciamella, salsa di pomodoro.
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saltare
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Cuocere in
padella o tegame basso, con un procedimento veloce e a calore
vivo, pezzi di carne, con l'aiuto di materie grasse quali olio,
burro o strutto.
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 salvia |
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Pianta con foglie
dalla superficie vellutata di colore verde-grigio, dal profumo
intenso. E' molto usata per preparare scaloppine e involtini di
carne, maiale, zuppe o minestre e per i famosi agnolotti burro e
salvia. Le foglie si possono anche friggere in pastella.
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 santoreggia
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Erba aromatica
dall'aroma simile a quello della menta, è utilizzata per
profumare salumi, ripieni, in Provenza si usa per aromatizzare
formaggi caprini.
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sapido
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Si dice di vino in cui si percepisce al gusto
una leggera e piacevole sensazione salina. Solitamente è un vino
strutturato, prodotto in zone calde o caratterizzate da terreni
ricchi di minerali.
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sapori fondamentali |
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Sono le
sensazioni che l'apparato orale é in grado di percepire
attraverso le papille gustative e sono 4: dolce, salato, acido e
amaro. |
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sarmento |
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Tralcio di vite lignificato che viene
distaccato dalla pianta con la
potatura. |
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Satèn
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Nella tipologia spumante Metodo Classico, è un brut ottenuto da
uve bianche che ha una minor pressione in bottiglia (i francesi
lo chiamano crèmant) e che può vantare un gusto decisamente più
morbido e rotondo. Fino al 1995 era possibile chiamarlo crèmant
anche in Italia.
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sbancamento
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Durante
la maturazione sulle fecce, le bottiglie vengono scosse per
evitare che queste si incrostino sulle pareti (metodo Champenois).
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sboccatura
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Vedi
dégorgement. |
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scacchiatura |
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Consiste nell'eliminazione dei
germogli sterili o inutili per la pianta. E' un'operazione
colturale i cui effetti sono simili a quelli della
cimatura precoce:
diminuzione della superficie fogliare e del peso totale dei
sarmenti, aumento del peso di ogni singolo
tralcio. Favorisce anche un
miglioramento qualitativo dei grappoli poiché ne riduce il
numero per pianta. |
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 scalogno |
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Bulbo dall'aroma simile ma più
delicato della cipolla, ideale per preparazioni raffinate e per
salse come la Bordolese e la Bearnaise. |
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scasso |
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Tipo di aratura, generalmente profonda 80-100 cm, eseguita per
preparare il terreno a ricevere l'impianto di un frutteto, di un
vigneto o di altre colture arbustive. |
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scheda di degustazione |
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Vedi l'apposita sezione. |
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scheletro |
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In pedologia, nome della frazione di suolo costituita da
materiali di dimensioni superiori a 2 mm. La granulometria e la
costituzione dello scheletro sono importanti per la gestione del
suolo. In base alla percentuale in volume occupata sul volume
totale dell'orizzonte, lo
scheletro viene definito: - assente, se la percentuale è minore
dell'1%; - scarso, se è compresa tra 1% e 5%; -
comune, se è
tra il 5% e il 15%; - frequente, per una percentuale che va dal
15% al 35%; - abbondante, se è compresa tra il 35% e il 75%; -
molto abbondante, se è maggiore del 70%. In base alla granulometria,
le dimensioni degli elementi che costituiscono lo
scheletro possono essere molto piccole (se comprese tra 2 e 20
mm), piccole (tra 20 e 75 mm), medie (tra 75 e 250 mm), grandi
(tra 250 e 500 mm), molto grandi (oltre 500 mm). Lo scheletro di
un terreno è un parametro importante per la valutazione della
tecnica colturale più idonea e del tipo di
portinnesto. |
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scisto |
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Termine che indica una roccia metamorfica facilmente sfaldabile
lungo piani paralleli. Nello scisto i minerali sono distribuiti
su lamelle o piani più o meno paralleli tra loro. |
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scolina |
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Fosso di campo per lo sgrondo delle acque in eccesso (vedi
ritocchino). |
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secco |
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Si dice di vino che, al gusto, non manifesti
alcuna sensazione di dolcezza evidente. Si tratta di vini con
residuo zuccherino molto basso, percepibile ai sensi solo come
"morbidezza", il cui valore si aggira tra 1 e 5 g/l.
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sedimento
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Deposito di residui minerali che si
accumulano in strati di spessore variabile secondo il processo
di sedimentazione. Possono provenire dalla disgregazione di
rocce, dovuta all'erosione prodotta dai fenomeni atmosferici o
dai corsi d'acqua; da scheletri e gusci di organismi marini,
oppure dalla precipitazione di sali disciolti nelle acque. Con
il tempo i sedimenti si cementano e si compattano. Il processo
di trasformazione dei sedimenti in roccia è detto diagenesi.
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seme |
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Organo vegetale che deriva dall'ovulo
fecondato e che nelle angiosperme è contenuto nel frutto. E'
costituito da un involucro detto tegumento, da un eventuale
tessuto di riserva (endosperma) e dall'embrione. Nella vite il
seme prende il nome di
vinacciolo.
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semi di finocchio selvatico |
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Si ottengono da una pianta diffusa nel
mediterraneo e si utilizzano per aromatizzare pane e dolci.
Contengono l'anetolo, che dà l'aroma tipico di anice. Nelle
preparazioni culinarie sono ideali per pesci alla griglia, zuppe
come la bouillabaisse o per piatti a base di capretto e agnello,
per salsicce e insaccati o per aromatizzare pane e salatini.
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 semi di
papavero
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Si utilizzano per
aromatizzare pane, salatini, formaggi e dolci, soprattutto in
Trentino e nel centro-nord Europa.
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 semprepieno
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Tipo di vaso vinario, in acciaio o
vetroresina, costituito da un serbatoio con coperchio che può
abbassarsi o alzarsi in base al livello del vino. Ha come
vantaggio quello di evitare ossigenazioni non volute, in quanto
non lascia mai scolma la vasca. Il dispositivo di tenuta del
coperchio può essere ad aria o a olio enologico, in quest'ultimo
caso è possibile utilizzarlo solo per piccoli contenitori ad uso
famigliare, in quanto non è autorizzato dalla legge.
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senape |
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Si ottiene da due
piante della famiglia delle crucifere, delle quali si utilizzano
i semi essiccati. Le più diffuse sono le senapi francesi, più
o meno piccanti. In Italia si usa prevalentemente la senape di
Digione nelle versioni dolce e piccante. Esistono anche senapi
aromatizzate con menta, pepe verde, peperoni.
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serpillo |
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Pianticella di
cui si usano le sommità fiorite per preparare marinate, salse
per carni bovine e ovine e umidi di carni bianche. Si usa anche
per profumare e colorare insalate. |
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sesamo |
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Pianta coltivata in Sicilia, i cui semi
servono per aromatizzare il tipico pane di Palermo o alcuni
prodotti di pasticceria. |
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sfarinati |
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Sono
il frutto della macinazione dei semi di frumento attraverso i mulini. |
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sfecciatura |
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Separazione della frazione liquida del mosto
dalle fecce. Viene effettuata
normalmente dopo il primo travaso, mediante una decantazione
che, per l'azione della forza di gravità, permette di lasciare
depositare il materiale fine in sospensione sul fondo del
recipiente. Per togliere completamente le fecce fini si ricorre
ad appositi filtri. La feccia essiccata viene utilizzata
nell'industria per la produzione di acido tartarico. |
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sfogliatura |
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Operazione colturale eseguita generalmente
sulle varietà a bacca rossa, che consiste nell'eliminare parte
delle foglie intorno ai grappoli, per consentire un migliore
passaggio della luce e dell'aria, in modo da evitare possibili
attacchi di muffe e garantire la giusta maturazione delle
bacche.
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 sgrondatura |
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Separazione
ed eliminazione delle vinacce (bucce e vinaccioli) dal mosto
fiore, applicata quasi esclusivamente per i vini bianchi. E'
detta anche smostamento ed è effettuata con apparecchiature
chiamate sgrondatori, che possono essere statici o dinamici. Gli
sgrondatori statici, sono costituiti da telai a listelli,
falsifondi a piani forellati e pareti bucante, per consentire la
percolazione del mosto liquido (mosto fiore) dopo la pressatura.
Negli sgrondatori dinamici, il pigiato viene messo a
contatto con una superficie forellata. Se questa superficie è
piana, l'avanzamento del pigiato avviene per semplice forza di
gravità (il piano è inclinato a 45°) o per trasporto su nastri;
nel secondo caso, un cilindro metallico forellato, detto
buratto, percorso all'interno da una coclea in lenta rotazione,
trasporta e fa avanzare il pigiato.
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Sherry |
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Vedi Jerez.
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sistemi di vinificazione |
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Vinificazione a caldo, vinificazione con
macerazione carbonica, vinificazione continua, vinificazione in
bianco, vinificazione in rosato, vinificazione in rosso (vedi le
singole voci). |
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 Slow Food |
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Movimento internazionale costituito a Parigi
nel 1989 da delegazioni provenienti da tutto il mondo con la
sottoscrizione del Manifesto dello Slow Food. Gli obiettivi che
il Movimento si prefigge sono lo studio, la conoscenza e la
divulgazione della cultura materiale; la salvaguardia del
patrimonio agroalimentare dal degrado ambientale; la difesa del
consumatore e della qualità produttiva; la ricerca e la
promozione del piacere gastronomico e della convivialità. Le
origini del movimento vanno però ricercate all'interno di un
gruppo di giovani legati all'Arci di Bra, intorno alla metà
degli anni '70, che daranno vita negli anni '80 all'Arcigola.
Dal 1989 Arcigola assume la denominazione "Arcigola Slow Food",
diventando un'associazione internazionale. Il nome "Slow Food"
nasce in occasione dell'apertura di un McDonald's in piazza di
Spagna a Roma, durante la manifestazione di protesta a cui
partecipano molti membri dell'associazione, per criticare un
modello economico che tende a omologare i gusti e i sapori,
cancellando le singole specificità territoriali. |
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sobbollire o affogare |
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Cuocere un alimento in un liquido ad una temperatura inferiore al punto di
ebollizione. |
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sofisticazione |
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Impiego di sostanze e processi diversi da
quelli dichiarati, che altera gli elementi naturali che
caratterizzano un prodotto alimentare. Nella maggior parte dei
casi vengono utilizzate sostanze di qualità e valore inferiori a
quelli prescritti. |
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sol di silice |
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Sospensione acquosa, concentrata e stabile,
di colore latteo, utilizzata in enologia per la
chiarificazione dei
vini e dei mosti, in abbinamento a proteine, necessarie per il
collaggio. |
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Soleras |
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Metodo
di invecchiamento utilizzato per il Marsala,
che consiste nell'eseguire diversi parziali travasi in botti
poste scalarmente, che contengono vini di diverse annate, in
modo da ottenere miscele estremamente ricche di aromi e profumi
pregiati. Le botti sono piene per 2/3
del volume. Le addizioni di mistelle, mosto cotto o concentrato
e alcol, fanno rientrare il Marsala fra i vini "conciati".
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solfati |
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Sali dell'acido solforico, che nel vino allo
stato naturale sono presenti in piccole quantità, comprese tra
100 e 400 mg/l, sotto forma di solfato di potassio. Con le
operazioni di solfitazione, necessaria per la conservazione, la
quantità di solfati aumenta.
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solfitazione |
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Operazione enologica che consiste
nell'aggiungere anidride
solforosa al mosto o al vino in diversi momenti della
vinificazione. |
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sommelier |
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Figura professionale che si occupa della
selezione e dell'acquisto del vino, dell'organizzazione e del
controllo della cantina, della compilazione della carte dei vini
e del servizio al tavolo. Il sommelier fornisce anche consigli
ai clienti sull'abbinamento ottimale fra le pietanze richieste e
il vino. Per diventare sommelier è necessario frequentare i
corsi organizzati dall'Associazione
Italiana Sommeliers e dalla
Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori, organismi riconosciuto a livello
nazionale che, a fine corsi, ciascuno dei quali comprensivo di
esami, assegnano l'Attestato di Qualifica di Sommelier. |
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sostanze aromatiche
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Vedi aromi.
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sostanze azotate
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Sali di ammonio, vedi
azoto.
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sostanze pectiche
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Pectine,
gomme (polimeri a base zuccherina), pentosani (determinano la struttura
della polpa poiché cementano le cellule vegetali). Le sostanze
pectiche aumentano dopo la maturazione ma diminuiscono dopo la
fermentazione. Vedi pectine.
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sostanze polifenoliche
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Vedi
polifenoli.
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sostanze terpeniche
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Vedi terpeni.
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 sovescio
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Pratica agricola tradizionale che consiste
nell'interramento di tutta la vegetazione di una coltura, allo
scopo di arricchire il terreno di sostanze organiche quali i
sali azotati naturali. Viene ancora utilizzata in ambienti dove
c'è poca disponibilità di concimi naturali. Le piante più
utilizzate per questa operazione sono il trifoglio incarnato, il
lupino, il favino, la favetta, la veccia, segale, orzo, colza.
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sovrinnesto
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E' rappresentato dall'innesto di una nuova
varietà di vite su una pianta già sviluppata. Fra le diverse
tecniche di sovrinnesto, ultimamente sono molto usate quelle
mediante l'inserimento delle marze sul tronco o su diramazioni
del ceppo da reinnestare. Con questa pratica colturale, si
ottiene un risparmio sui costi di reimpianto di un vigneto.
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Spagna
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Vedi
Le zone vinicole della Spagna.
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spalliere
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Forme di allevamento della vite, disposte
secondo un piano verticale, che hanno il vantaggio di facilitare
la meccanizzazione delle operazioni colturali.
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Spätlese
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Vino
di Qualità da vendemmia tardiva prodotto in Germania e Austria.
Le uve devono essere raccolte almeno una settimana dopo la
vendemmia normale. Fa parte del gruppo dei "Qualitätswein
mit Prädikat" per i quali non è ammesso lo zuccheraggio;
ha una gradazione compresa tra 10-13%.
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sperone
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Ramo di vite di un anno, potato a 1 o 2
gemme.
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speziato
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Si dice di un vino in cui prevalgono profumi
e sapori di spezie.
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spigoloso |
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Si dice di un vino in cui si percepisce una
netta mancanza di morbidezza. |
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spina |
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Rubinetto posto sulla botte, da cui si spilla
il vino o la birra.
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split |
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Corrisponde a 1/4 di bottiglia, ovvero 0,187
litri.
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spollonatura |
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E' la prima forma di potatura verde, che
consiste nell'eliminazione dei ricacci (polloni) presenti al
piede della vite o, più frequentemente, lungo il fusto (succhioni).
Questa operazione è necessaria soprattutto nei vigneti giovani,
dove è frequente la formazione di germogli con numerose gemme
latenti sul fusto. |
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Spressa delle Giudicarie |
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Vedi Formaggi
D.O.P. |
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spuma |
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Insieme di bollicine di varie dimensioni, più
o meno persistenti, provocate dall'effervescenza conseguente
allo sviluppo dell'anidride carbonica, in soluzione negli
spumanti o nei vini frizzanti. |
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spunto o acescenza |
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Malattia
del vino provocata da batteri acetici (aerobi), soprattutto del
genere Acetobacter. E' più frequente nei vini a bassa
gradazione alcolica, lasciati a lungo a contatto con l'aria o
già indeboliti dalla fioretta. |
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SR (société de récoltants)
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Sigla utilizzata dai produttori di Champagne che indica uno
stesso gruppo familiare di vigneron, che spumantizzano insieme
il loro vino in un impianto collettivo, ma poi lo vendono
ciascuno con la propria etichetta.
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stabilità
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Mantenimento nel tempo delle caratteristiche qualitative e
quantitative di un determinato prodotto.
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stabilizzazione
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Pratica enologica che assicura l'inalterabilità nel tempo delle
caratteristiche originarie, qualitative e quantitative, di un
prodotto. Fanno parte dei procedimenti di stabilizzazione: la
chiarificazione, la
stabilizzazione tartarica (effettuata principalmente per
refrigerazione, che
elimina l'eccesso di sali per
precipitazione), la
stabilizzazione proteica (nei vini bianchi, la presenza di
proteine può provocare intorbidamento e deposito in seguito alla
loro flocculazione), la
stabilizzazione biologica (tramite
pastorizzazione,
filtrazione, aggiunta di anidride solforosa e acido sorbico), la
prevenzione dalle ossidazioni (con antiossidanti), la
prevenzione dagli intorbidamenti della materia colorante dei
vini rossi (collaggio,
gomma arabica,
bentonite).
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stagione vegetativa
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E' rappresentata dal periodo che intercorre tra il
germogliamento e la vendemmia, o più correttamente tra il
germogliamento e la caduta delle foglie. Il ciclo vegetativo
della vite è di circa 150 giorni.
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staio |
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Antica unità di misura di
superficie che, in linea teorica, doveva indicare lo spazio
occupato dalla semina di uno staio di grano, i valori erano
molto variabili, per esempio a Foligno corrispondeva a 58,80 mq,
mentre ad Arezzo a ben 1750,10 mq. |
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stappatura |
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E' l'operazione, attraverso l'utilizzo di appositi strumenti,
con la quale si estrae il tappo dal vino. |
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stemperare |
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Diluire una farina, un amido o un
alimento asciutto con un liquido. |
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stenospermocarpia |
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Fecondazione
imperfetta o assente dell'ovario del fiore, per cui si formano
gli acini (bacche) privi di vinaccioli. |
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STG |
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Specialità Tradizionale Garantita.
Riconoscimento del carattere di specificità di un prodotto
agro-alimentare, inteso come elemento o insieme di elementi che,
per le loro caratteristiche qualitative e di tradizionalità,
distinguono nettamente un prodotto da altri simili. Il marchio
non fa, dunque, riferimento a un'origine ma ha per oggetto
quello di valorizzare una composizione tradizionale del prodotto
o un metodo di produzione tradizionale (Reg. CE 2082/92). |
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stramigna o étamine |
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Tela di cotone o
seta che serve a filtrare brodi, salse, creme, impedendo alle
impurità di passare attraverso. |
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strutto |
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Si
ottiene dalla fusione del grasso viscerale
del suino, filtrato e conservato a basse temperature. |
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struttura del suolo |
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E' rappresentata dal modo in cui le
particelle primarie del suolo (sabbia, limo e argilla), si
uniscono tra loro in particelle composte dette aggregati.
Secondo la composizione, la forma, le dimensioni e la stabilità,
la struttura del suolo si divide in tre tipologie fondamentali:
- primaria o colonnare, caratterizzata da grandi quantità di
materiale aggregato che si sviluppa più verticalmente che
orizzontalmente; - lamellare, in cui prevale lo sviluppo
orizzontale con fessure larghe e profonde tra i blocchi; -
poliedrica, in cui il materiale è sostanzialmente in equilibrio
fra dimensioni verticali e orizzontali. La struttura di un suolo
influenza la crescita delle piante, in base al suo livello di
fertilità e al suo rapporto con l'acqua. |
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stucchevole |
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Si dice di vino in cui, soprattutto al gusto, la sensazione di
dolcezza è dominante e non ben supportata dalle altre
componenti, in particolare dall'acidità. |
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stufare |
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Metodo di cottura mediante il quale
gli alimenti cuociono per mezzo di due diversi conduttori di
calore: l'umidità e le sostanze grasse. Per questo procedimento
si usa una casseruola coperta, dove si forma del vapore e dove
le sostanze grasse provvedono alla rosolatura e alla colorazione
del prodotto. |
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substrato |
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Complesso di sostanze in cui le piante
possono trovare gli elementi nutritivi indispensabili per la
loro crescita. E' costituito da rocce o depositi sciolti
accumulati per opera della forza di gravità, dell'acqua, del
vento e dei ghiacciai. E' l'elemento originario dalla cui
trasformazione deriva il suolo.
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Sudafrica |
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Attualmente
ha una discreta importanza a livello vitivinicolo, ed esporta
vini di grande qualità. Vitigni
bianchi: Chardonnay, Sauvignon, Riesling; vitigni
rossi: Syrah, Cabernet Sauvignon, Merlot.
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sughero |
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Materiale vegetale che costituisce il tessuto
esterno del tronco (corteccia) della
quercia da sughero (Quercus
suber), con funzione di protezione contro il disseccamento della
pianta e l'attacco degli agenti esterni. Il sughero è costituito
da strati compatti di cellule morte di forma esagonale, la cui
parete ha uno spessore di circa un micron. Di aspetto
disomogeneo, è attraversato da pori e canalicoli detti
lenticelle, le cui dimensioni influiscono sulla porosità ed
elasticità del sughero. Le lenticelle sono piene di una polvere
bruno-rossastra, ricca di tannini, che deve essere eliminata
durante le fasi di lavorazione, perché fattore inquinante per i
vini. Il sughero viene classificato in base al numero e alle
dimensioni delle lenticelle: tanto è più basso il numero di
lenticelle e piccola la loro dimensione, tanto migliore è la
qualità del sughero.
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 suino |
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Ne esistono due tipi in commercio: suini pesanti
e suini leggeri o magroni. Il primo è allevato affinché le carni possano essere
trasformate in prodotti di salumeria, il secondo è destinato al
consumo come carne fresca, perché ha un contenuto in grasso
simile a quello delle altre carni da macello.
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suolo |
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Si intende per suolo un corpo naturale
quadridimensionale (perché influenzato anche dal tempo),
formatosi dai substrati geologici per azione degli agenti
climatici e degli organismi che vivono all'interno e al di sopra
di esso. La formazione del suolo è, quindi, strettamente
correlata ai seguenti fattori: - clima, in particolare per le
precipitazioni e le temperature; - substrato, cioè l'elemento
originario dalla cui trasformazione deriva il suolo; -
morfologia, in funzione di essa, una parte del paesaggio può
risultare stabile o essere in continua evoluzione; -
organismi
viventi, in particolare la vegetazione, che attraverso le sue
radici partecipa alla disgregazione delle rocce, apportando
acqua, elementi nutritivi e sostanze organiche; - tempo, fattore
importantissimo, in quanto la maggior parte dei processi che
portano alla formazione del suolo richiedono decine di migliaia
di anni. Vedi anche i
processi pedogenetici.
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surmaturazione |
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Parziale appassimento dell'uva sulla pianta,
che viene raccolta in ritardo per ottenere una maggiore
concentrazione di zuccheri negli acini.
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svinatura |
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Separazione del vino che si è formato dalle fecce
(cellule morte di lieviti, sostanze colloidali, sali precipitati) e dalle vinacce. |
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 sylvoz |
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Forma di allevamento di origine francese,
diffusa principalmente nell'Italia nord-orientale. E' costituita
da un fusto verticale principale, alto 1,5-2 m, che si prolunga
in un cordone orizzontale sul quale sono inseriti i capi a
frutto, potati lunghi e curvati verso il basso. I capi a frutto
vengono rinnovati annualmente utilizzando un tralcio formatosi
sulla curvatura del tralcio dell'anno precedente o da un breve
sperone. Il sylvoz è una forma di allevamento che consente di
ottenere elevati livelli produttivi. |