Taste Alto Piemonte 2017: finalmente!

Ingresso a Taste Alto Piemonte 2017

Era ora che l'Alto Piemonte si muovesse (quasi) al completo per presentarsi alla stampa nazionale ed estera e ad un pubblico di appassionati, buyers, ristoratori, enotecari. Taste Alto Piemonte, alla sua prima edizione, organizzato dal Consorzio Tutela Nebbioli dell'Alto Piemonte, ha visto la partecipazione di un folto gruppo di aziende, ben 46, a rappresentare le denominazioni di origine Boca, Bramaterra, Colline Novaresi, Coste della Sesia, Fara, Gattinara, Ghemme, Lessona, Sizzano e Valli Ossolane, provenienti dalle province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli.
Il successo è stato decisamente superiore alle attese, non solo per la partecipazione di numerosi giornalisti internazionali (38) e nazionali (60), ma anche per il notevole afflusso di pubblico, oltre 1700 persone che hanno letteralmente invaso le sale del Castello Visconteo Sforzesco di Novara.

Sala degustazione


Non ho potuto, però, fare a meno di notare l'assenza di alcune aziende di rilievo come Travaglini, Le Piane e Antichi Vigneti di Cantalupo. Probabilmente hanno sottovalutato la forza di questo evento, ma nello specifico caso di Le Piane, l'azienda di Christoph Künzli, fatico a comprendere la sua scelta di non partecipare, quando proprio lui ha avuto un ruolo fondamentale nella rinascita del Boca, è stato capace di coinvolgere tanti piccoli vignaioli verso una viticoltura di qualità e, soprattutto, fare uscire la denominazione dall'ombra. La sua assenza, a mio avviso, è stata una stonatura in un contesto molto vivo e dinamico, che ha messo in evidenza tutto il fascino di questi territori tanto diversi ma tutti accomunati da una produzione di ottimo livello, unica nel suo genere, con numerose punte d'eccellenza e un denominatore comune: il nebbiolo, chiamato "nebieul" in Langa, "prünent" in Val d'Ossola, "spanna" nel Novarese, "picoutener" in Valle d'Aosta, "melasca" nel Biellese, "martesana" nel Comasco e "chiavennasca" in Valtellina.
Fare gruppo è sempre uno dei problemi principali di ogni luogo, c'è sempre chi vive tutto come una competizione e il confronto come un pericolo. Ma da soli si promuove se stessi, non certo il territorio, che invece ha bisogno di coesione per crescere.
Pensate cosa sarebbe l'Italia se ristoranti, alberghi, aziende vinicole, agriturismi, musei, lavorassero in sinergia per rendere indimenticabile quel patrimonio straordinario che abbiamo la fortuna di possedere e che, purtroppo, sta progressivamente disgregandosi o finendo in mano a gente estera, più intelligente e consapevole di noi.
Ma non è sempre così, Taste Alto Piemonte ha funzionato bene, come un evento già ben oliato, merito anche dell'energia e della dedizione di Lorella Zoppis, presidente del consorzio e proprietaria dell'azienda Antoniolo in Gattinara, che afferma "Con una così grande ricchezza di territori e denominazioni il nostro compito è quello di fare cultura diffondendone la conoscenza assieme a quella delle altre eccellenze enogastronomiche locali per promuovere uniti un intero territorio". Merito anche di AIS Piemonte che con la sua esperienza ha contribuito in modo determinante sul piano della didattica e sulla perfetta gestione della degustazione professionale.

Alfonso Rinaldi

Detto questo, un pezzo del mio cuore svolazza come un deltaplano su queste terre che conosco e amo particolarmente, ho conosciuto uomini eccezionali come Alfonso Rinaldi, appassionato di rock, quello vero dei tempi andati, produttore a Suno di un erbaluce di cui ho scritto numerose volte, che riporta in etichetta il nome del vigneto che alleva come un figlio, Costa di Sera dei Tabacchei; come Gianluca Zanetta, energia pura e voglia di fare bene, in tutti i campi, il suo agriturismo La Capuccina a Cureggio, frazione di Borgomanero, è semplicemente straordinario, cucina i propri prodotti raggiungendo una qualità da ristorante stellato, probabilmente in Francia lo sarebbe, e poi è l'unico che ha in carta quasi il 95% dei vini del territorio, ci tiene, a ragione. E poi c'è Piero Bertinotti, quel grand'uomo prima che grande cuoco, patron di Pinocchio a Borgomanero, un punto di riferimento, una cucina di territorio strepitosa; molti anni fa ha perso la stella Michelin, non si è mai capito perché, non l'ha più ripresa, eppure come lui ce ne sono davvero pochi, non solo in Piemonte, la mia preoccupazione è, quando lui deciderà di ritirarsi, chi prenderà il suo posto?

Gianluca Zanetta

LA DEGUSTAZIONE
Una carrellata di 45 vini, sufficiente ad avere un quadro generale delle diverse denominazioni, al centro il nebbiolo e la vespolina, due vitigni che ben rappresentano la viticoltura in rosso dell'Alto Piemonte. I vini di questo ampio ed eterogeneo territorio hanno in comune una misura e una finezza espressiva che allontana qualsiasi rischio di appesantimento, sono vini nordici, minerali, mai troppo alcolici, ideali per la buona tavola e capaci ad alti livelli di emozionare.

₪₪₪₪ Gli "eletti" ₪₪₪₪

• Valli Ossolane Nebbiolo Superiore Prünent 2013 - Cantine Garrone
Granato classico, colpisce per le avvolgenti note di violette, ciliegie e lamponi, ha grande freschezza, allungo, sapidità, davvero molto bello (che è più di "buono"). 90
• Fara Barton 2012 - Gilberto Boniperti
Tenuta di colore superiore alla media, rubino con riflessi granati, naso preciso con un bel frutto, dolcezza, fresco, armonioso, non complesso ma di grande vitalità e lunga vita davanti a sé. 91
• Bramaterra 2013 - Le Pianelle
Rubino con cenni granati, trasparente, naso delicato, fine, piccoli frutti, ciliegia, bocca fresca, buona materia, balsamico, menta, elegante, tannino perfetto. 91
• Bramaterra 2012 - Odilio Antoniotti
Rubino luminoso, naso fine, bel frutto, vanta già un interessante corredo speziato; in bocca ha dolcezza, ottima trama tannica, ancora contratto ma ha un profilo che promette grandi cose. 90
• Lessona 2013 - La Prevostura
Granato luminoso, naso balsamico con un bel frutto raffinato, bocca di slancio, fresca, dinamica, bella trama speziata, molto buono e persistente. 92
• Lessona Tanzo 2010 - Pietro Cassina
Granato classico, naso di buona finezza con fragoline e lamponi, bocca che punta sulla speziatura, pepato, tocco di legno, buona materia, sapido. 90
• Lessona Riserva 2010 - La Badina
Granato classico, naso di grande finezza, floreale, con un frutto tutt'altro che scontato che tende al candito, molto bello; bocca straordinaria, grandissima classe, frutto e spezie in perfetta fusione, tannino esemplare, davvero un gran vino. 93
• Boca 2012 - Barbaglia
Rubino con richiami granati, fresche note di rosa e geranio, fruttato, bocca succosa e sapida, ottima materia, tannino importante ma smussato, c'è ricchezza di frutto, vino che stupisce nel riuscire ad essere tecnico con anima. 91
• Ghemme Oltre il Bosco 2011 - Francesco Brigatti
Granato medio, naso tanto floreale e di piccoli frutti, di grande finezza, bocca piacevole e ben fatta, succosa, toni mentolati, fresco e godibile, molto naturale. 92
• Gattinara San Francesco 2012 - Antoniolo
Rubino con riflesso granato, naso elegante, bel frutto, balsamico, profondo, bocca ampia, ricca, austera, di grande carattere, fresca e dal tannino molto fine, lunghissimo finale. Da dimenticare in cantina se lo si vuole al massimo, ma anche adesso le vibrazioni non mancano. 93
• Gattinara Vigna Molsino 2011 - Nervi
granato che più granato non si può, naso di erbe aromatiche, speziato, bocca dolce e al contempo austera, di grande classe, elegante e con un corpo rilevante, tannino da attendere. 90

I vini in degustazione

₪₪₪₪ Le bottiglie diverse ₪₪₪₪

• Sizzano 2012 - Paride Chiovini
Non è il Sizzano che conoscevo, qui ho trovato una timbrica difficile, spunti ossidati, legno (che solitamente maschera molto bene), insomma forse l'ennesima bottiglia infelice, vedremo in futuro. 79
• Boca Vigna Cristiana 2010 - Podere ai Valloni
Troppe differenze da bottiglia a bottiglia rendono la valutazione un terno al lotto, ed è un peccato, perché se trovi quella giusta emerge un grande vino, dal potenziale quasi infinito. La speranza è che risolvano le ragioni di cotanta irregolarità. 93 (solo la terza bottiglia provata)
• Gattinara 2011 - Luca Caligaris
Primo campione: probabile brett, animale, scomposto. Secondo campione: naso ancora poco pulito, in bocca va meglio ma non riesce a liberarsi del tutto, recupera in freschezza e sapidità. 78-84

Paola ed Elena Conti

₪₪₪₪ Ad un passo dalla vetta ₪₪₪₪

• Colline Novaresi Nebbiolo Giulia 2012 - Enrico Crola
Curiosamente scarico nel colore, con tonalità tendenti all'aranciato, naso da nebbiolo, ciliegia, spezie, leggera liquirizia, tende già alla terziarizzazione, conoscendo questo vino e la sua tenuta sospetto una bottiglia non perfetta; al palato è freschissimo, bello slancio, fine, gradevole, con un tannino di buona tessitura, a dimostrazione di una innaturale mancanza di coerenza. 88
• Colline Novaresi Nebbiolo Nobile 2011 - Filadora
Granato profondo, naso elegante, ferro, tè, fiori, bella naturalezza, bocca corrispondente, ampia, intensa, tannino educato. 89
• Coste della Sesia Nebbiolo Castellengo 2011 - Centovigne
Granato con ricordi rubini, rosa e acciuga, bocca di buona complessità, fresco, asciutto, ancora rigido ma di buona materia e con un allungo rassicurante. 89
• Bramaterra Cascina Cottignano 2013 - Colombera & Garella
Dove mette il proprio ingegno il giovane enologo Cristiano Garella, il risultato è assicurato, qui rispetto al Bramaterra Le Pianelle manca quel filo di personalità in più, ma è comunque un rosso accattivante, ben fatto, con finale piacevolmente pepato. 88
• Lessona Riserva 2011 - Massimo Clerico
Granato classico e trasparente, ciliegia sotto spirito, spezie officinali, buona freschezza in bocca, frutto piacevole, ma anche sapidità, finale balsamico. 88
• Lessona Omaggio a Quintino Sella 2009 - Sella
Granato medio, naso un po' impreciso, animale, metallico, in bocca recupera bene, bella freschezza, balsamicità, slancio, vivo e con buona profondità e persistenza. 88
• Boca Il Rosso delle Donne 2012 - Cantine del Castello Conti
Granato con ricordi rubini, naso con qualche eccesso volatile, ciliegia e lampone maturi, bocca succosa, affilata, bella materia, tannino appena crudo, crescerà. 88
• Ghemme dei Mazzoni 2013 - Tiziano Mazzoni
Granato con rimandi rubini, naso di lampone maturo, oliva, bocca speziata, fresca, di buona complessità e profondità, allungo infinito e sapido. 89

Paride Iaretti

₪₪₪₪ Quelli buoni e... w.i.p. ₪₪₪₪

• Colline Novaresi Vespolina 2016 - Platinetti
Rubino luminoso, naso tipico, bel frutto carnoso, pepe, balsamico, bocca fresca, molto pepata, succosa, giovanissimo, finale appena teso ma promettente. 85
• Coste della Sesia Nebbiolo Castello di Montecavallo 2011 - Castello di Montecavallo
Granato leggermente evoluto, ciliegia e lampone, erbe aromatiche, sottilmente boisé; bocca un po' tesa, nervosa, con tannino da assestare, ma la materia sembra molto buona, sapida e non banale. 85
• Fara 2012 - Francesca Castaldi
Vecchia conoscenza, si fa per dire, come sempre il suo vino esce alla distanza, per ora profuma di rosa e lampone intarsiati nel legno; palato corrispondente, fresco, buon tannino, balsamico, menta, il legno finisce per coprirne alcuni tratti caratteriali. Aspettiamo... 85
• Bramaterra 2012 - Roccia Rossa
Granato trasparente, naso leggero, piccoli frutti, fragola e lampone, anche floreale, al palato è fresco, un po' asciugante e una punta di amaro ma non manca di piacevolezza e può solo migliorare. 86
• Boca 2012 - Davide Carlone
Rubino granato di buona profondità, altalena di frutta e spezie, sorso ricco e fresco, tannico, manca un po' di eleganza. 86
• Boca 2011 - Poderi Garrone
Granato poco luminoso, bouquet non del tutto definito, frutto dolciastro, in bocca ha un profilo sapido, maturo al punto giusto, manca di guizzo acido e progressione, ma è un 2011... 84
• Ghemme Balsina 2011 - Ioppa
Un vino che appare meno spontaneo, ancora un po' legnoso, ma la qualità c'è, bocca succosa, bel frutto che ritorna, sarebbe auspicabile che l'azienda lo lasciasse più libero di esprimersi e meno "indirizzato". 85
• Ghemme Vigna Pelizzane 2010 - Torraccia del Piantavigna
Granato classico, naso floreale e di piccoli frutti sotto spirito, bocca più fruttata ma anche legnosa, il tannino è difficile, polveroso, il finale è molto asciugante, seccante per il contributo del rovere, peccato. 84
• Ghemme Mirù 2007 - Mirù
Il più "anziano" dei 45, ma tutt'altro che spento, ha colore granato ancora vivo, toni maturi che virano verso il terziario, ma accomagnati da qualche confortante guizzo floreale; bocca che non molla, di buona intensità, fresca e balsamica, meritevole. 87
• Gattinara Pietro 2012 - Paride Iaretti
Voglio un gran bene a Paride e conosco il potenziale dei suoi vini, questo appare molto speziato, chiodo di garofano, cardamomo, poi arriva il frutto maturo; in bocca ha lo stesso profilo, austero, ma con un legno ancora dominante, un po' appesantito, che gli sottrae scorrevolezza. 85
• Gattinara Il Putto Vendemmiatore 2012 - Cantina Delsignore
Granato luminoso, naso speziato e boisé, anche in bocca ha le stesse dinamiche espressive, fresco, manca un po' di scioltezza e precisione esecutiva, giovane, concediamoglielo. 85

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