Nebbiolo Prima 2017: tre giorni fitti di degustazioni ma...

Palazzo dei Congressi ad Alba

Da quest'anno Nebbiolo Prima ha cambiato formula ed è confluito in Grandi Langhe Docg. La gestione organizzativa e delle attività con la stampa è passata da Gheusis all'agenzia Sopexa che già si occupava di Grandi Langhe. I giorni a nostra disposizione per degustare le nuove annate di Barolo, Barbaresco e Roero sono passati da 5 a 3 e il numero dei vini da circa 500 a poco più di 300, la formula nuova è: per ogni tipologia di vino, uno solo per azienda, quindi se un'azienda produce Barolo, Barolo Riserva e Barbaresco, potrà presentare tre vini, ma non tutti i Barolo e Barbaresco che produce.
Dal lato di noi degustatori, il risultato è stato che giornalmente abbiamo continuato a superare i 100 campioni, ma abbiamo avuto a disposizione un quadro molto più parziale, venendo a mancare il confronto fra i diversi cru, cosa tutt'altro che secondaria, soprattutto in Langa.

La sala degustazione


Inoltre l'evento, per poter confluire in Grandi Langhe Docg, è stato anticipato ad inizio aprile, ovvero di un mese, e dato che già a maggio molti vini erano imbottigliati da pochissimo, questo mese in meno ci ha messo di fronte a campioni tutt'altro che pronti, difficili da inquadrare e da immaginare in prospettiva. Ora, capisco le esigenze di razionalizzare le spese, ma Nebbiolo Prima è stata, sin da quando è nata come Alba Wines Exhibition, un punto di riferimento nazionale per professionalità e aziende messe in campo. Se qualcosa non ha funzionato o le aspettative di Albeisa e dei due Consorzi di Tutela sono state disattese, forse ci si dovrebbe domandare dov'è il problema, forse sarebbe opportuno un confronto con chi ha partecipato a quindici e più edizioni. C'è da dire, poi, che se continuano ad entrare nel gruppo nuove realtà, dall'altro c'è stata di anno in anno una perdita di produttori storici e comunque di rilievo che non poteva non portare conseguenze, soprattutto nell'interesse della stampa estera.

Vigneti in Langa


Nebbiolo Prima è senza dubbio, ancora oggi, l'evento enoico più importante della regione, ma sono diventate davvero troppe le aziende che non partecipano, molte delle quali sono una sicura attrattiva e rappresentano, a prescindere dalle correnti di pensiero, un fondamentale pezzo di storia delle Langhe: Angelo Gaja, Giacomo (Roberto) Conterno, Aldo Conterno, Giuseppe (Mauro) Mascarello, Bartolo (Maria Teresa) Mascarello, Bruno Giacosa, Roagna, Elio Altare, Roberto e Gianni Voerzio, Conterno Fantino, Elio Grasso, Vietti, Cappellano, Schiavenza, Domenico Clerico, Damilano, La Spinetta, Massolino Vigna Rionda, Rocche dei Manzoni e la lista potrebbe continuare; alcune non hanno mai partecipato, altre invece si sono via via tirate fuori. È evidente che l'assenza di un così cospicuo numero di nomi importanti non può non pesare sull'attrattiva e sulla risonanza mediatica di una vetrina così importante.

Altri vigneti


Ovviamente la responsabilità non si può attribuire agli organizzatori, ogni produttore ha il diritto di scegliere se esserci oppure no, purtroppo bisogna fare i conti con gli individualismi, con la difficilissima capacità di fare gruppo e promozione collettiva, un problema che è tipicamente italiano e fa non pochi danni. Però questo non basta a giustificare l'attuale situazione, né l'idea di alcuni che le anteprime abbiano perso di interesse. Basta osservare i risultati di Benvenuto Brunello, sia come partecipazione di produttori che di stampa e pubblico, per rendersi conto che funzionano eccome.
Allora cos'è che ha portato Nebbiolo Prima a scegliere questa nuova formula, sinceramente non migliorativa? Spero vivamente che ci sia una futura occasione per discuterne, serenamente, non credo di essere l'unico a tenere moltissimo a questa manifestazione e a desiderare che risplenda esprimendo tutto il meglio di questo straordinario territorio.

Il castello di Perno
Il castello di Perno



Ma veniamo ai vini. Quest'anno erano in ballo le annate 2014 per Barbaresco e Roero, 2013 per Barolo e Roero Riserva, 2012 per Barbaresco Riserva e 2011 per Barolo Riserva.
I Barolo di La Morra hanno messo in evidenza in parte un'alcolicità esuberante, note piuttosto mature, ma complessivamente sono usciti bene, la 2013 si è rivelata un'ottima annata, capace di proporre un corpo solido e già sufficientemente in equilibrio, con tannini solo in alcuni casi davvero tesi e sgraziati; complessivamente un millesimo positivo per un comune dove il caldo si soffre parecchio, appesantendo e rendendo meno scorrevole il sorso. Molto bene a Verduno, sei campioni uno più buono dell'altro, equilibrati, ricchi e profumati. Ottimi risultati anche da Serralunga e Monforte (questo appena più indietro e difficile), mentre a Barolo ho riscontrato una maggiore rigidità, vini che chiedono più tempo, ancora imbrigliati tra tannini e alcol.

Monforte d'Alba
Monforte d'Alba


Bene a Castiglione Falletto, dove non sono mancate eleganza, finezza e tipicità, vini con prospettive rassicuranti.
Barbaresco 2014: annata certamente non grande, ma a mio avviso ben al di sopra di quello che molti temevano, anche perché nell'areale del Barbaresco non ci sono state così tante piogge come nel Barolo. La freschezza e un corpo più snello hanno favorito l'esaltazione dei profumi, più naturali e caratteristici della tipologia; quello che a volte è difficile trovare nelle annate più di struttura, qui emerge con chiarezza e positivamente. I limiti sono dati da una tannicità non sufficientemente equilibrata dalla polpa, che per ovvie ragioni non è "grassa", ma piuttosto fresca e croccante; questo significa vini magari non longevi ma comunque apprezzabili soprattutto a tavola, non ci sono Barbaresco di altissimo pregio ma una media più che decorosa, che per chi l'ha saputa interpretare (molti), rivela profumi fini, floreali e fruttati, di liquirizia, erbe aromatiche, balsamicità e freschezza, un Barbaresco più scorrevole, che ben rispetta le differenze fra zona e zona.
Non si può dire altrettanto per il Roero 2014, dove ancora si riscontrano imprecisioni tecniche, un uso del legno non ben controllato e una bevibilità più faticosa e appesantita, pochi i vini davvero equilibrati e convincenti, dove affiora qualche guizzo d'eleganza, ma va comunque tenuto conto del precoce momento di degustazione.

Il cstello di Roddi
Il castello di Roddi



₪₪₪₪ Gli "eletti" ₪₪₪₪

Barolo 2013 - La Morra
Brunate - Poderi Marcarini: bel naso elegante e fruttato, con un legno ben dosato, bocca molto fine ed equilibrata, alcolicità e tannino sotto controllo, balsamicità, sapidità e speziatura raffinata nel finale.
• Brunate - Mario Marengo: granato classico di buona concentrazione, profumi di liquirizia, piccoli frutti e tracce floreali; bocca strutturata, fresca, con un bel frutto e balsamicità avvolgente, tannino che sull'allungo erode un po' ma senza stressare la beva.
• Cerequio - Michele Chiarlo: floreale e balsamico, con un legno ancora presente ma non invasivo, speziatura elegante, bel frutto non troppo maturo; bello anche in bocca, sfuma sulla menta, fine, di stoffa, lungo e piacevole.
• Monfalletto - Cordero di Montezemolo: piccoli frutti, speziatura in formazione che tende al tabacco, bocca di una certa finezza, bella dolcezza non smielata, buona lunghezza e poche asperità, molto classico.
• Renato Buganza: non è un cru, eppure ha molte frecce al suo arco, colore rubino granato di buona intensità, naso fine con un bel frutto corredato di ali floreali, bocca piacevole, elegante, ben dosata, molto buono e di trama fine.
• Rocche dell'Annunziata - Rocche Costamagna: azienda che sta tornando a crescere, il Rocche ha naso delicato, floreale e terroso, bocca di una certa densità, buona freschezza, materia piacevole e ben definita, finale suggestivo e stimolante.

Barolo 2013 - Verduno
• Massara - Castello di Verduno: da uno dei cru nobili di questo delizioso borgo, di cui l'azienda possiede alcuni spicchi (la maggior parte è di Cascina Massara), rivela un colore granato con ricordi rubini, note nette di ciliegia e lampone, bocca di buona finezza, fresca, con un bel frutto che torna, tannino ben controllato, appena un po' corto nel finale, ma potrebbe distendersi con il tempo.
• Monvigliero - Pietro Rinaldi: eccellente vino da un eccellente cru, colore granato classico luminoso, naso molto elegante, traditional, floreale, sottobosco, mediterraneo, spezie molto fini, bocca di bella ampiezza e profondità, elegantissimo, menta, molto bello e profondo.
• Monvigliero - Fratelli Alessandria: granato di buona trasparenza, naso ancora leggermente segnato dai toni boisé ma con un bel corredo di frutta e spezie, al palato ha una buona tessitura, tannino ancora un po' affilato, ma la stoffa c'è e crescerà sicuramente.
• Acclivi - Comm. G.B. Burlotto: una sicurezza, il vino frutto di una fusione fra più cru, che rivela note di ciliegia, lampone, oliva, bocca di buona eleganza, molto piacevole, fresca, con un bel frutto e finale di liquirizia dolce.


Barolo 2013 - Barolo
• Bricco delle Viole - G.D. Vajra: rubino con riflessi granati, naso floreale, di rosa e viola, poi ciliegia matura; al palato ha impatto mentolato e balsamico, con un tannino ancora bisognoso di integrarsi, finale lungo che non manca di eleganza.
• Brunate - Giuseppe Rinaldi: i vini di Beppe Rinaldi si riconoscono ad occhi chiusi, il Brunate ha colore granato classico di buona profondità, toni di liquirizia, frutto e legno in fusione; bocca fresca, con una buona tensione espressiva, materia elegante, profonda e persistente, davvero molto buono.
• Brunate - Claudio Boggione: granato con ricordi rubini, trama olfattiva giocata su frutti di bosco e una speziatura fine che lo eleva in finezza; ottima corrispondenza all'assaggio, balsamico, con buona dinamicità di frutto e finale speziato.
• Cannubi - Francesco Rinaldi & Figli: floreale e di ciliegia matura e sotto spirito, venature di oliva e vegetale maturo; bocca balsamica, tannino di buona grana e non troppo arrogante, bella stoffa, finale che tiene bene.
• Cannubi - Poderi Luigi Einaudi: granato classico, naso appena dolce, frutto maturo e sotto spirito, ciliegia e leggera prugna; in bocca conferma lo stesso profilo, bella polpa fruttata, opulento senza esagerare, ben fatto.
• Cannubi - Fratelli Serio e Battista Borgogno: ciliegia e leggero ribes nero, liquirizia, cacao, toni boisé; al palato ha ancora qualche difficoltà ad espandersi, c'è materia e sapidità, ma chiede tempo.


Barolo 2013 - Novello
• Ravera - Rèva: azienda recente in continua crescita, lo dimostra questo 2013 dal colore granato netto, profumi di piccoli frutti appena maturi, ginepro, spezie fini; bocca di buona ampiezza, bel ritorno fruttato e speziatura che avvolge un finale lungo e sapido.
• Ravera - Fratelli Abrigo: rubino granato luminoso, naso floreale con una bella ciliegia di accompagno; attacco al palato convincente con un tannino di ottima misura, corrispondente fresco e di una balsamicità naturale.


Barolo 2013 - Monforte d'Alba
• Bussia - Giacomo Fenocchio: decisamente riuscita la versione di Claudio Fenocchio del cru simbolo dell'area monfortina, oggi fin troppo allargato purtroppo; il colore è granato classico, arrivano subito note di timo, alloro, con un bel frutto a corredo; bocca fresca, scorrevole, dinamica, bella finezza e allungo.
• Bussia - La Biòca: azienda che già da qualche anno si sta dimostrando in grado di produrre ottimi Barolo, come questo dall'impatto balsamico e speziato; fresco al palato, ricco, di bella materia succosa, con un tannino senza spigoli.
• Bussia Dardi Le Rose - Poderi Colla: ineccepibile, elegante naso di spezie fini, frutto dolce e maturo; bocca di bella espressione, fresco, vitale, energico, molto piacevole, lungo, pieno, non stanca mai.
• Castelletto Rocche di Castelletto - Cascina Chicco: granato trasparente, bel floreale, ciliegina e fragolina di bosco sotto spirito, piacevole al palato, fresco, scorrevole, con un buon profilo tannico e finale balsamico e mentolato.
• Ginestra - Diego Conterno: i vini di Diego Conterno si caratterizzano per classicità, come il Ginestra, floreale, con note fruttate a corredo e sfumature di liquirizia ed erbe aromatiche; al palato è ancora indietro, ma quel filone floreale che lo caratterizzava al naso, riemerge anche qui, il profilo di buona definizione e una coreografia non banale ne elevano la caratura.
• San Giovanni - Gianfranco Alessandria: granato profondo, bel frutto maturo ma ben calibrato, c'è anche la viola, al palato è teso, molto asciugante, giovanissimo, ma la materia è eccellente e dal futuro roseo.


Barolo 2013 - Castiglione Falletto
• Bricco Boschis - Cavallotto Tenuta Bricco Boschis: non ha più la pulizia esecutiva di un tempo, ma riesce ancora a convincere per personalità ed espressività; qui deve ancora assorbire qualche eccesso di legno, nocciola tostata; al palato ha buona freschezza, speziatura fine e buon allungo; gli basterebbe poco per essere uno dei migliori.
• Bricco Rocche - Ceretto: molto convincente, ha colore granato classico e trasparente, naso floreale e di ciliegia e ribe nero; al palato ha buona freschezza, note di cacao e liquirizia, buon tessuto tannico, sapido e coerente il finale.
• Rocche di Castiglione - Oddero Poderi e Cantine: granato classico luminoso, naso di rose e frutto dolce, bocca piacevole, fresca, con un bel tessuto tannico e finale di cacao. Molto Castiglione.
• Rocche di Castiglione - Roccheviberti: piccoli frutti, leggera menta, liquirizia, cacao; al palato ha buona freschezza, ritorni di cacao e liquirizia, piacevole e in progressione, senza ostacoli tannici.


Barolo 2013 - Serralunga d'Alba
• Badarina - Bruna Grimaldi: naso floreale ma ancora piuttosto chiuso, buon frutto e speziatura in formazione; bocca dolce e piacevole, buon carattere, succoso, lungo, godibile, un classico in casa Grimaldi.
• Brea Vigna Cà Mia - Brovia: ho sentito che qualche collega ha trovato una bottiglia poco felice, non è stato il mio caso: granato luminoso, bel frutto carnoso, profilo speziato; bocca corrispondente, molto fruttata, succosa, tenta di nascondere un tannino di indubbia consistenza e ci riesce piuttosto bene, ha classe da vendere e una progressione come pochi.
• Del Comune di Serralunga d'Alba - Giovanni Rosso: riuscito intreccio di fiori e spezie fini; bocca scorrevole, fresca, balsamica, molto fruttata, affatto male per un Barolo annata.
• Margheria - Luigi Pira: granato con ricordi rubini, ciliegia fresca e matura, lampone, ricordi floreali, profumo fine e coinvolgente; al palato è corrispondente, dolce, piacevole, forse non complesso e con un finale ancora teso ma ha bella stoffa e promette molto.
• V.Lazzairasco - Guido Porro: granato classico, piccoli frutti, macchia mediterranea; al palato mantiene lo stesso profilo, molto fine, piacevole, fresco, con una patina sapida che corrobora.
• Vigna La Rosa - Fontanafredda: esce sempre bene questo Barolo dal colore granato luminoso, impatto floreale di rosa, peonia e viola, con inizio speziatura; non male anche in bocca, dove rivela un buon frutto succoso e un tannino non particolarmente incisivo.
• Ornato - Palladino: granato di buona profondità, naso giocato fra legno e spezie con guizzi fruttati; vino ancora in divenire, ma c'è qualità e pulizia, un tannino ben dosato e una materia in chiara crescita.


Barolo 2013 - Più Comuni
• Prunotto: merita la menzione per questo Barolo annata la Prunotto, casa che ha vissuto vicissitudini alterne ma che da qualche anno sta riconquistando fascino e precisione: granato classico, ciliegia, rosa, sottobosco, felce, bocca fresca, buon slancio di frutto, legno ben dosato.
• Trèsüri - Mauro Sebaste: granato classico, naso sottile e speziato, bocca fresca, ampia, c'è succo, tannino ancora un po' duro, ma buona progressione e complessità, un vino che mira più all'equilibrio che alla potenza.

Il castello di Serralunga
Il castello di Serralunga



₪₪₪₪ I Barolo Riserva 2011 ₪₪₪₪

Barolo
• Coste di Rose - Bric Cenciurio: granato di buona profondità con unghia appena aranciata, naso di frutta e spezie in progressione, in bocca si sente l'annata calda, è rotondo, già pronto e avvolgente, succoso, da bere senza preoccupazione.
• Sarmassa Vigna Bricco - Brezzaattacco con note di rosa e un bel profilo fruttato, speziatura fine con riflessi di tabacco; al palato è fresco, balsamico, solare, buon slancio, tannino sempre importante ma di graana fine.


La Morra
• Rocche dell'Annunziata Bricco Francesco - Rocche Costamagna: un'altra conferma, ha colore granato netto, note di tabacco, cardamomo, balsamico; bocca con buona freschezza, materia lineare, ampiezza espressiva, maturo ma senza derive.
• Rocche dell'Annunziata - Paolo Scavino: granato con ricordi rubini, naso di frutto dolce e maturo, balsamico, terroso; tessuto tannico importante, buona freschezza, acquista in complessità e rivela un'ottima persistenza.


Monforte d'Alba
• Bricco San Pietro - Simone Scaletta: sono contento per Simone Scaletta, torinese innamorato delle Langhe che ha scelto a un certo punto della sua vita di coltivare la vite, in località Manzoni a Monforte. La sua Riserva ha colore granato trasparente, profuma di rose e viole passite, ginepro, liquirizia, venature agrumate; al palato rivela carattere, buona pulizia esecutiva, trama tannica fine e non debordante, buona persistenza.
• Bussia 90 Dì - Giacomo Fenocchio: per chi ancora non lo sapesse, quel "90 dì" sta ad indicare la durata della macerazione a contatto con le bucce, una scelta ponderata il cui risultato sembra premiarla: granato trasparente, naso floreale arricchito da una speziatura elegante, bocca con buona spinta acida, tannino che non sovrasta, finale lungo e di buona complessità.
• Bussia Vigna Mondoca - Oddero Poderi e Cantine: granato con ricordi rubini, naso dove legno e frutto si amalgamano alle spezie, al palato ha freschezza, buon allungo, materia importante, vino in progressione, molto balsamico, da seguirne l'evoluzione.


Serralunga d'Alba
• Gabutti - Giovanni Sordo: si distingue dagli altri dello stesso cru per una spiccata florealità e un corpo lineare, fine, quasi snello, di notevole fascino.
• Lazzarito - Ettore Germano: granato trasparente, naso già maturo, speziato, al palato è fresco, balsamico, buona materia, progredisce bene, non elegantissimo ma molto riconoscibile.
• Vigna Rionda - Giacomo Anselma: granato classico, naso molto fine e misurato giocato fra frutto e spezie raffinate, legno perfettamente integrato; al palato ha freschezza e dolcezza di frutto, balsamico e lungo, ottima trama tannica.


Verduno
• Monvigliero - Castello di Verduno: il cru più affascinate di Verduno ma certamente fra i migliori di tutto il compresorio del Barolo, ben espresso da questa storica cantina, caratterizzato da una speziatura fine e suggestioni di macchia mediterranea; al palato ha buona tensione, frutto e spezie in amalgama, cacao, lunga e progressiva persistenza.

Vigneti



₪₪₪₪ I Barbaresco più stimolanti ₪₪₪₪

Alba (Frazione San Rocco Seno d'Elvio)
• Montersino Ad Altiora - Michele Taliano: rubino granato, naso fresco e piacevole con una bella ciliegia, lampone, rosa, bocca scorrevole, fresca, beverina, con una ottima materia e tannino non aggressivo.


Barbaresco
• Asili - Ceretto: granato con ricordi rubini, molto floreale, elegante, bocca fresca, con un bel ritorno fruttato, una punta di agrumi, un filo conduttore di livello alto che ritroviamo integerrimo nel sorso.
• Pajé - Carlo Boffa: granato classico, naso floreale e di piccoli frutti, molto fine, bocca sapida, con buona materia, fresca, dinamica, bello ed elegante.
• Rabajà - Cascina Luisin: uno dei migliori cru del Barbaresco, ben interpretato dalla famiglia Minuto, riccamente floreale, elegante, cilegia, erbe aromatiche, macchia; bocca avvolgente, sapida, larga, molto piacevole e senza tensioni.
• Rabajà - Giuseppe Cortese: molto diverso, rubino granato, più sottile e austero al naso con evidenti richiami agrumati, rivela una bocca di ottima tessitura, fresca, sapida, con un tannino di grana finissima nonostante il peso specifico non indifferente, il finale guadagna terreno secondo dopo secondo.
• Roncaglie - Poderi Colla: un altro gioiello di casa Colla, dal colore rubino granato, naso di piccoli frutti, ciliegia, leggera melagrana, spezie finissime; in bocca è fresco, espansivo, tannino nobile, progressivo e complesso, un Barbaresco capace di emozionare.
• Ronchi - La Biòca: granato con ricordi rubini, naso molto floreale, molto buono anche al palato dove mantiene la stessa finezza espressiva; apparente semplice, in realtà è solo giovane con ottime prospettive evolutive.


Neive
• Basarin Vigna Gianmaté - Fratelli Giacosa: rubino granato di buona intensità, naso fitto, di grande impatto, balsamico, piccoli frutti; perfettamente sincronizzato al palato, con un frutto pieno che si interseca alla speziatura, c'è polpa, energia, allungo.
• Gallina - Prinsi: granato classico, note di menta e piccoli frutti, erbe aromatiche; al palato è fresco, corrispondente, molto piacevole, appena corto nel finale ma solo perché un po' contratto.
• Froi - Massimo Rivetti: da notare come il colore di quasi tutti i vini sia tornato quel granato più o meno intarsiato da ricordi rubini che caratterizza il nebbiolo ancora giovane, il Froi non fa eccezione, profuma di piccoli frutti maturi e toni balsamici; bocca con buon ritorno fruttato, piacevole, rotonda, equilibrata, sapida.
• San Cristoforo - Pietro Rinaldi: profuma di macchia mediterranea, balsamico, ricco di fascino; al palato è misurato, già in buon equilibrio, bella materia fresca, tannino ben gestito.
• Serraboella Mossiere - La Trava: azienda relativamente giovane (1999) di Giorgio e Maria Grazia Rivetti, che ottiene un buon risultato con questo Barbaresco dai profumi di ciliegia, lampone, liquirizia e leggera vaniglia; pulito e fine, al palato è fresco, semplice ma ben fatto, con perfetto ritorno di frutto croccante.


Treiso
• Marcarini - Rivetto dal 1902: sta lavorando davvero bene Enrico Rivetto, questo Barbaresco esprime una bella finezza al naso di fiori e frutti molto curati; impatto gustativo che rivela una bella materia, fresca, piena, equilibrata sapida.
• Nervo - Pertinace: è il Barbaresco che trovo più convincente fra quelli prodotti da Cesare Barbero, ha colore granato profondo, naso ancora un po' chiuso, selvatico; molto più dinamico all'assaggio, con un bello scambio acido-sapido e un tannino importante ma ben delimitato.
• Pajoré - Rizzi: esce sempre bene questo cru della famiglia Dellapiana, ha colore rubino con cenni granati, frutti e fiori di bella finezza, bocca scorrevole, mai troppo carico, piuttosto fresco e godibile.
• Rombone - Figli Luigi Oddero: rosa, iris, magnolia, ciliegia; senza asperità al palato, fresco, espressivo, tannino non invadente e di buona grana, finale che spinge a berne.
• Valeirano - Ada Nada: granato classico, naso di piccoli frutti, erbe aromatiche, radici, liquirizia, rintocchi minerali; bocca scorrevole fresca, ben fatta, a tratti austera, di carattere.
• Vallegrande - La Tribuleira: autrice fra l'altro di un'ottima Nascetta, l'azienda conferma le sue qualità con questo Barbaresco di carattere, fresco, godibile, ricco di frutto e non solo.

Cantina Manzone



₪₪₪₪ I Barbaresco Riserva 2012 ₪₪₪₪

Barbaresco
• Martinenga Camp Gros - Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy: granato classico, naso di bella finezza, floreale, con piccoli frutti ben precisi, bella stoffa anche in bocca, succoso, con un tannino sotto controllo e grande balsamicità, elegante.
• Montestefano - Luigi Giordano: ciliegia matura, lampone, ribes, primi bagliori speziati; bocca fresca, slanciata, bella dinamicità, balsamico e persistente.


Neive
• Ciabot - Pasquale Pelissero: granato di buona profondità, per ora è il frutto a dominare; al gusto ha buona risposta, fresca, appena balsamica, con tannino quasi risolto, insieme godibile e rifinito.
• San Cristoforo - Sassi San Cristoforo: qualche difficoltà ad aprirsi, al palato invece recupera molto bene rivelando una buona tessitura, trama tannica fine, corpo snello e approdo su speziatura fine.



₪₪₪₪ I Roero più interessanti ₪₪₪₪

Canale
• San Michele 2014 - Livio Maccagno: rubino granato, fiori e frutti maturi, leggero balsamico, al palato ha freschezza e buona espressione di frutto, finale gradevole e progressivo.
• Bric Volta 2014 - Malabaila di Canale: granato di buona profondità, un lampo floreale lascia poi la strada al frutto, anche con sfumature agrumate; buona esecuzione al palato, fine, preciso, fruttato su base sapida, finale fresco e godibile.
• Mompissano Riserva 2013 - Cascina Ca' Rossa: granato classico, bella freschezza, floreale, piccoli frutti, piacevole anche al palato, ben fatto e lineare.
• Roche d'Ampsej Riserva 2013 - Matteo Correggia: un vino che in passato non mi ha mai del tutto convinto, questa volto l'ho trovato "alleggerito", più scorrevole, floreale, molto roerino, fresco e fruttato al palato, lungo, in parole povere buono!


Montà
• Bric Valdiana 2014 - Giovanni Almondo: rubino granato, fiori e frutti maturi, leggero balsamico, al palato ha freschezza e buona espressione di frutto, finale gradevole e progressivo.


S.Stefano Roero
• Monfriggio 2014 - Carlo Chiesa: granato di buona profondità, naso balsamico, speziato, liquirizia netta; al palato è ancora la liquirizia a contrassegnare le sensazioni, la freschezza e un tannino di buona fattura rendono il finale piacevole e stimolante.


Monteu Roero
• Ginis - Poderi Moretti: granato trasparente, floreale e balsamico, bocca corrispondente, fresco, un po' semplice per una riserva ma non è caricaturale, finisce piacevolmente fresco e appetibile.

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