Benvenuto Brunello 2017: annata 2012? Buona, con qualche se e qualche ma

La fortezza di Montalcino
La fortezza di Montalcino


Un altro febbraio intenso dedicato principalmente agli eventi enoici toscani, dei quali Benvenuto Brunello occupa sempre un ruolo fondamentale; quest'anno era in ballo l'annata 2012, analizzando i quasi 170 campioni di Brunello e Selezioni, non ho potuto fare a meno di notare come quest'annata metta in risalto le differenze da zona a zona, in un buon numero di casi ho rilevato tannini un po' troppo ruvidi e non di grana finissima e una materia non sempre in grado di compensarne le asperità.
Del resto il vigneto ilcinese di oggi abbraccia zone fortemente eterogenee, sia in altitudine che come suolo ed esposizione, diverse temperature e umidità, elementi che oggi contano in modo determinante dato il clima sempre più bizzarro e poco prevedibile con cui dobbiamo fare i conti. A questo si aggiunge un problema che, a dire il vero, è in crescita da qualche anno, non solo a Montalcino ma qui sembra particolarmente evidente: troppe differenze da bottiglia a bottiglia, riconducibili nella maggior parte dei casi alla qualità dei sugheri (e qui non sarebbe male se i sommelier prestassero una maggiore attenzione prima di servire i vini). Il classico sentore da TCA si è presentato in numero limitato, i veri problemi sorgono da quelle sensazioni meno evidenti date da profumi spenti o leggermente ossidati e da una netta sensazione di secchezza al palato, non da tannino, ma ben più asciugante, che ne arresta completamente l'espressività. Quelle sensazioni sono davvero maledette, perché se non conosci quel vino rischi di penalizzarlo, quando invece è stato il tappo a renderlo così.

I sommelier AIS in fervente attività
I sommelier AIS in fervente attività


Detto questo, si tratta di un'annata di buon livello, meno definita e profonda della 2010, ma non sono poche le aziende che ormai hanno raggiunto una tale qualità da saper tirare fuori vini di grande impatto e capaci anche di invecchiare bene.
Mi spiace molto di non aver potuto testare anche le riserve, ma da quest'anno abbiamo a disposizione un solo giorno per la degustazione professionale, cosa che sinceramente non capisco poiché penalizza inevitabilmente le altre tipologie messe a disposizione. Il sabato si può degustare solo ai banchi d'assaggio, cosa che ovviamente ho fatto, ma l'alto numero di vini e una discreta folla non mi hanno consentito di prendere appunti se non in modo frettoloso e, quindi, di poterne scrivere. Quello che posso dire è che il Rosso di Montalcino 2014 si è rivelato mediamente un vino estremamente piacevole, fruttatissimo e intenso, con punte di vera eccellenza, quindi vi consiglio di approfittarne, tanto più perché il prezzo è ovviamente più misurato.
Questi i Brunello 2012 che ho trovato più convincenti.

Monica Coluccia
Monica Coluccia



₪₪₪₪ Gli "eletti" ₪₪₪₪

• Canalicchio di Sopra: meno pronto della 2011, ma con una trama olfattiva più fine e di carattere, giocta su note di fragola e ciliegia, sfumature pepate, cannella e spezie orientali; al palato è scattante, dinamico, con un tannino veemente ma ben supportato da polpa e freschezza. 90

• Capanna: ha in sé tutti i tratti tipici dell'annata, naso ricco di frutto, mediterraneo, bocca ancora tesa, dal tannino incisivo ma non sgarbato, ritorna il frutto, c'è energia, alcool, tensione, si prospetta un bel vino, è solo questione di tempo. 91


• Caprili: floreale, note di eucalpito, erbe aromatiche; bella freschezza al palato, elegantissimo, lungo, profondo, sapido, carnoso, non gli manca quasi nulla. 92

• Vigna Poggio Ronconi - Citille di Sopra: grande eleganza, al frutto si accostano sfumature di tabacco e sottobosco, naso di bella freschezza, bocca piena, avvolgente, sapida, in continua crescita. 90

• Col d'Orcia: fine, bello, elegante, lampone e ciliegia, ma anche leggera liquirizia, timo; un vino di grande bellezza, salato, affascinante, lungo e con un tannino perfetto. 92

• Corte dei Venti: naso di amarena, menta, timo, alloro, molto bello; bocca che esprime carattere, matteria, ricchezza, sapido, succoso, con un finale sapido, balsamico e persistente. 93

• Cupano: naso elegante, terroso, note di prugna e ciliegia nera, bella fruttosità; c'è il legno ma anche una notevole freschezza, dinamicità, un moderno fatto bene, intenso, di esempio. 91

• Fattoi: all'olfatto è un po' rustico, ma rivela note di rosa e ciliegia, ribes, humus e liquirizia; bocca coerente, buona pulizia, piacevole, neanche troppo tannico, buona succosità, bel vino onesto, autentico, con un filo di dolcezza sul finale ma non importa. 90

Un degustatore



• Fuligni: naso moderno, dolce, bel frutto, ginepro, cacao, radici di liquirizia, venature di tamarindo; ben fatto al palato, bocca complessa, di carattere, con alcolicità sopra le righe e un bel nervo acido, tabacco, ha bisogno di tempo per dare di più, ma è già grande ora. 93

• Gianni Brunelli Le Chiuse di Sotto: olfatto di piccoli frutti, ciliegia, etereo, di carattere, austero quel tanto che da sempre lo caratterizza; sorso elegante, ben fatto, equilibrato, con un tannino fine e ben integrato, piacevole, sincero, appena scomposto nel finale, ma di grande bellezza, ferroso, profondo. 92

• Il Marroneto: rischia sempre di passare in secondo piano di fronte all'impatto e al fascino del Madonna delle Grazie, ma ha dalla sua una notevole finezza floreale, piccoli frutti in confettura, sottobosco, artemisia; bocca fresca, bella spinta, energia, succosità, lungo, sapido, bello con finale di liquirizia. 90

• Madonna delle Grazie - Il Marroneto: all'olfatto esprime note eleganti di prugna e spezie fini, al palato è più concentrato, c'è tanta materia, pieno, ricchissimo, avvolgente, ha una spinta notevole, lunghissimo. 94

• Il Paradiso di Manfredi: naso di piccoli frutti, in parte canditi, erbe selvatiche, finissimo; bello anche al gusto, con un tannino ancora molto corposo ma c'è una bellissima materia, diventerà grande, freschissimo e balsamico nel finale. 92

• La Fiorita: naso pulito, molto frutto, visciola in primis, ma anche ciliegia e lampone, cacao; bella materia, succosa, lavorato ma bene, sopra le righe ma meno del solito. Buono. Ho sempre avuto qualche perplessità sui vini di Roberto Cipresso, ma devo dire che questa è un'interpretazione moderna ma intelligente, alleggerita rispetto ad assaggi passati. Bella estrazione. Un approccio tecnico che non nasconde il carattere del vino. 90

• Le Chiuse: bell'impatto, naso di grafite, menta e ciliegia, rintocchi agrumati; bocca di grande slancio e complessità, lunghissima, intensa, succosa, davvero notevole. 94

• Le Ragnaie: bellissimo attacco mentolato, anice, ciliegia matura, grande eleganza che ritrovo nel sorso, fresco, intenso, godibilissimo, davvero un bel vino che non sfigura di fronte alle selezioni. 93

• Vigna Vecchia - Le Ragnaie: uno dei vini che ho dovuto riassaggiare per problemi di bottiglia, non era lui, poco pulito, difficile, irriconoscibile. Il secondo invece mostrava tutta la personalità che lo caratterizza, con quella venatura agrumata che è uno dei tratti distintivi dei vini eleganti, soffuso all'olfatto quanto intenso al palato, deciso, avvolgente, ricco d'energia, lunghissimo. 95

• La Fornace - Le Ragnaie: se la batte, anche se a mio avviso non ha l'allungo del Vigna Vecchia, bella materia intensa e progressiva, con note mentolate e di sottobosco, felce; palato che rivela spessore, potente e un po' meno raffinato ed elegante del fratello, ma di grande impatto e avvolgenza. 93

Marzia Morganti Tempestini di Marte Comunicazione
Marzia Morganti Tempestini di Marte Comunicazione



• Le Macioche: second campione, denota carattere e intensità, gioca su note di prugna, ciliegia nera, grafite ed erbe aromatiche; al gusto è già in buon equilibrio, con un tannino di bella fattura e un frutto corredato di vena sapida. 90

• Lisini: bel vino mediterraneo, profumi di macchia, anice, erbe, rosmarino; assaggio con un bel succo fresco, materia molto naturale, godibile, di spessore, tannino importante ma fine. 92

• Mastrojanni: naso intrigante, austero, etereo, pepato; rivela una bella acidità, ha temperamento, con un ritorno fruttato intenso, intarsiato da una speziatura elegante. 91

• Vigna Loreto - Mastrojanni: molto fine al naso, frutto che non spara, già molto variegato; bocca sontuosa, piena, di grande complessità, tannino finissimo, un filo maturo ma di grande fascino. 93

• Franco Pacenti Canalicchio: c'è frutto, ciliegia e lampone, sfumature mentolate; c'è dolcezza al palato, tannino ostile, un filo di ossidazione ma non manca di piglio e personalità. 90

• Podere Brizio: naso dolce e variegato, con note di fragola e lampone, cannella e una punta di anice, lavorato, fatto con giudizio anche al palato, dove mette in risalto una bella freschezza e un tannino indubbiamente ancora severo ma con una qualità che garantisce maggiore scioltezza per il futuro. 90

• Poggio di Sotto: altro vino che ha creato qualche problema da bottiglia a bottiglia, quella giusta ha naso strepitoso, di una finezza inarrivabile, purissimo, frutto e spezie in continuo movimento; bellissimo anche al palato, fresco, fragrante, lungo, elegante, viene voglia di berne a secchiate. 96

• Salvioni: bel naso carnoso, tanta ciliegia, lamponi e fragoline di bosco, pepato; ricco anche al palato, di spessore, grande impatto, cicciuto, balsamico, solo il tannino chiede ancora tempo per integrarsi. 93

• Bramante - Podere Sanlorenzo: naso fine e preciso con note agrumate, frutta rossa, terroso, ematico; buon impatto al palato, c'è succosità, struttura, tannino, ma tutto è ben imbrigliato e consente un sorso di grande soddisfazione. 91

• Sesta di Sopra: naso di ciliegia candita, amarena, cannella, pepe bianco; al gusto ha tannino tosto ma una materia di grande finezza che vincerà il passo nel tempo. 90

• Sesti: naso fine, elegante, note di mirtillo, lampone e spezie dolci; bello anche all'assaggio, grande ampiezza, succosità, allungo, tannino finissimo, lucente, di grande classe. 95

• Tenuta di Sesta: naso di bella finezza, forse un po' evoluto, terziario; anche al palato sembra già maturo, non particolarmente complesso ma di grande bevibilità. Leggermente sotto tono rispetto ad altre annate. 90

• Tenuta Le Potazzine: naso finissimo, grande florealità, ciliegia elegante, liquirizia, anice; vino spaziale, bellissimo, una complessità e un allungo infiniti, tannino superbo, salato, spettacolare, forse la migliore versione di sempre. 97

• Vigna Soccorso - Tiezzi: naso di stampo originale e selvatico, frutto e cipria; al palato ha mordente, bella polpa, freschezza, dinamicità, vino autentico, fine e godibile. 91

• Caparzo - Vigna La Casa: naso di grande ampiezza, fruttato dolce, ma anche di terra e roccia; l'assaggio rivela una trama tannica incisiva ma ben ingabbiata, polpa e classe, sebbene abbia bisogno di tempo per raggiungere quella complessità degna della sua fama. 91

• Baricci: un classico di classe, giocato sulla delicatezza, su profumi sussurrati, fiori e frutti in armonia e su una bocca deliziosamente tornita, balsamica e profonda.92

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