BOSCO - Bosco Nestore & Co.

laVINIum - 01/2002
Grande fermento in Abruzzo, molta attenzione alle nuove tecniche di vinificazione, ai vitigni d'importazione ma, per nostra fortuna, anche rispetto della tradizione. Le origini della vite in Abruzzo vanno riallacciate alla presenza degli Etruschi nel Centro Italia durante il VII secolo avanti Cristo. Del vino prodotto oltre il territorio degli Umbri e dei Piceni, a ridosso della costa adriatica, intorno al territorio dei Pretuzi (l'attuale provincia di Teramo) parla lo storico greco Polibio di Megalopoli, vissuto tra il 210 e il 125 avanti Cristo. Polibio, raccontando delle gesta di Annibale, riferisce che questo vino addirittura "guarì completamente i feriti, gli altri li rese vigorosi e pronti alle future necessità".
Ma la storia della vitivinicoltura abruzzese è innanzitutto legata ai vini della Valle Peligna che, nel primo secolo dopo Cristo, vantavano estimatori come Marco Valerio Marziale e Plinio il Vecchio.
Dopo i Romani, con l'avvento dei Barbari, la coltivazione del vino fu abbandonata per tornare a grandi livelli nel VII secolo dopo Cristo grazie ai frati benedettini che si insediarono in Abruzzo in quel periodo: la diffusione del Cristianesimo aveva elevato il pane e il vino al corpo e al sangue di Gesù.
Si arriva al '500 e il vino abruzzese comincia a essere citato nelle opere di letteratura fino a quando anche uno scrittore inglese, Edward Lear, ne decanta la bontà nei racconti dei suoi tre viaggi in Abruzzo tra il 1843 e il 1844.
Con il passare degli anni aumenta la produzione e aumentano gli affezionati al vino abruzzese, assistito com'è da un clima generalmente mite, a cui la breve distanza tra mare e montagna garantisce piogge, sole, vento e il giusto grado di escursione termica tra notte e giorno, elementi ideali per la coltivazione della vite.
Il nome Bosco può dirsi sinonimo della tradizione vitivinicola abruzzese. Esperienza ultracentenaria. Da generazioni infatti si tramandano l'arte della viticoltura iniziata sui Colli di Pescara ed oggi perfezionata ed impiantata nel verde delle colline pescaresi di Nocciano, zona famosa per la bontà delle sue uve.
Qui il vino riposa in botti di rovere, successivamente imbottigliato e immagazzinato nella prestigiosa cantina, unica nel suo genere.
Il nome Bosco può dirsi a ragione sinonimo della tradizione vitivinicola abruzzese. Da generazioni infatti si tramandano l'arte della viticoltura iniziata sui colli di Pescara ed oggi perfezionata ed impiantata sulle colline pescaresi nel cuore di Nocciano.
Anni di crescita, esperienza, professionalità concretizzati nella coltivazione delle uve e nella delicata opera di trasformazione dell'uva in vino. La quiete della campagna, il clima dolce, la dislocazione delle colline e la perfetta selezione delle uve, fanno si che il prodotto finale sia il re incontrastato sulle nostre tavole.
La superiore qualità di questo vino nasce da una superiorità non dichiarata, ma reale, di saperlo produrre, anche e soprattutto dall'attuale generazione della famiglia Bosco.
La nuova cantina ampliata e ristrutturata su un ambito programma d'investimento, è forse nel panorama delle aziende vitivinicole della Regione la migliore espressione di una moderna ed attenta struttura per la produzione e l'invecchiamento del vino.
Nel dolce paesaggio collinare si stendono i filari ed i vigneti della tenuta Bosco, curati e controllati con maestria ed orgoglio. Essi danno i vini genuini di cui la famiglia Bosco è fiera.
I lunghi corridoi interrati dove, nelle nicchie appositamente costruite, vengono disposte annata per annata le bottiglie per l'invecchiamento del Montepulciano, l'attenzione sui particolari estetici e costruttivi, fanno di questa nuova cantina e di questi vini l'espressione di una passione senza tempo.
Le botti di rovere simboleggiano la tradizione dell'azienda vinicola Bosco. Da sempre presenti all'interno del processo produttivo, danno il tocco finale al già rappresentativo Montepulciano d'Abruzzo.
Vini degustati
Annata
Prezzo
Voto
2000
N/A
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