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lavinium editoriali

 


Sotto il cielo di Alba i grandi rossi di Langa


(prima parte: il Barbaresco)


Roma, 30/05/2004
 

 

Manifesto Alba Wines ExhibitionAlba Wines Exhibition 2004: dal produttore al... degustatore
Dal 10 al 14 maggio, cinque giorni durante i quali la migliore produzione vinicola langarola, a base nebbiolo, è stata sottoposta al giudizio di circa 50 giornalisti provenienti da tutto il mondo (quest'anno anche dalla Russia), mentre il 15 e il 16 maggio sono state aperte le porte agli enoappassionati, che hanno potuto riassaggiare l'intera gamma dei vini. Con la IX edizione, l'Unione Produttori Vini Albesi, sotto la guida del presidente Pietro Ratti, ha voluto dare un ulteriore slancio innovativo, introducendo nuove iniziative che consentissero un rapporto più stretto fra i produttori e i giornalisti, attraverso gruppi pomeridiani di degustazione che si sono svolti presso sedi appositamente studiate per accogliere i numerosi partecipanti. Inoltre, gli ospiti hanno potuto assaporare, ogni sera in un ristorante diverso, i migliori piatti della tradizione piemontese. Va sottolineato l'ormai collaudato e praticamente perfetto supporto organizzativo dell'agenzia Well Com.

L'Unione Produttori Vini Albesi
E' un'associazione non a scopo di lucro, nata nel 1973, per volontà di 16 aziende vinicole (Terre del Barolo, Marchesi di Barolo, Produttori del Barbaresco, Giacomo Borgogno, Ceretto, Gaja, Batasiolo, Bartolo Mascarello, Renato Ratti, Oddero, Francesco Rinaldi, Cavallotto, Elvio Cogno, Marchesi Fracassi, Mauro Mascarello e Calissano) con l'obiettivo di riutilizzare l'antica bottiglia Albeisa, per caratterizzare e qualificare maggiormente i vini provenienti dalle denominazioni di Langa e Roero. Oggi, sotto la presidenza di Pietro Ratti, l'Unione vanta circa 180 soci e quasi 9 milioni di bottiglie Albeisa prodotte ogni anno. Per ogni bottiglia acquistata, ciascun produttore versa una piccola percentuale del prezzo ad un fondo utilizzato per attività promozionali come Alba Wines Exhibition.

La degustazione cieca dei vini di Langhe e Roero
La distribuzione dei vini durante le cinque giornate ha seguito un iter già collaudato con successo nella precedente edizione: lunedì 10 hanno sfilato sui banchi difila bottiglie assaggio i Nebbiolo d'Alba 2002 e i Roero 2001 (per un totale di 48 vini); martedì 11 è stata la volta dei Barbaresco 2001 (65) dei comuni di Alba, Barbaresco e Neive; mercoledì 12 quelli di Treiso (18) più 3 Riserve 1999, poi una prima tornata di Barolo 2000 (57); giovedì (66) e venerdì (56 + 8 riserve 1998) sono stati interamente dedicati al Barolo. Sequenza a mio avviso più che corretta, anche se avrei preferito che la giornata di martedì avesse compreso tutta la produzione di Barbaresco (86 vini).

Il Barbaresco 2001
Per quanto mi riguarda, non ho potuto partecipare alla sessione di lunedì (Nebbiolo d'Alba e Roero), mentre ho potuto verificare lo stato di salute dell'annata 2001 di Barbaresco e dell'annata 2000 di Barolo. La prima, come era prevedibile, si è dimostrata un'annata potente, tanto da rendere duri e meno pronti persino buona parte dei Barbaresco di Neive, solitamente più disponibili e piacevoli, fatto che non deve però ingannare sulla qualità dei prodotti, certamente elevata e con ottime prospettive evolutive. Si tratta di un'annata che ha sicuramente maggiore complessità e finezza della precedente e, proiettata nel futuro, è abbastanza vicina alla 1999, ma non al punto da eguagliarla. Questo in linea di massima, ma sappiamo bene quanto possano essere diverse le condizioni e i risultati di ciascuna microzona, fatto sommelier che può determinare la possibilità che alcune aziende possano ottenere vini migliori in un'annata "teoricamente" inferiore. E' ormai un fatto acquisito che il Barbaresco ha raggiunto un livello qualitativo e, soprattutto, una propria personalità, tali da consentirgli di proporsi al pubblico senza alcun complesso di inferiorità nei confronti del Barolo. Il "fratello minore" è cresciuto ed è assolutamente in grado di risplendere di luce propria. Gli assaggi di Barbaresco effettuati negli ultimi anni hanno confermato il progressivo abbandono del carattere "baroleggiante", inevitabilmente perdente, a vantaggio di una diversa modalità espressiva, più consona alle sue caratteristiche naturali. Il panorama dei vini presentati in generale è assai confortante: difficile trovare vini con qualche difetto tecnico, pochissimi casi di colori iperconcentrati e poco "realistici" per un nebbiolo; sempre più contenuto, o almeno, meglio controllato l'utilizzo delle barriques. Ma soprattutto, e questo vale anche per il Barolo, ho rilevato un ricupero della territorialità, ho ritrovato in molti casi i profumi caratteristici del vitigno, una mano generalmente meno pesante e più spazio alle qualità intrinseche della vigna. Tornando ai Barbaresco 2001, ci sono stati pochi picchi di eccellenza assoluta, ma la qualità media è risultata molto elevata. I migliori Barbaresco assaggiati quest'anno sono stati il Montestefano di La Ca' Nova, il Vigneto Brich Ronchi di Albino Rocca, il sorprendente Gaia Principe di Roberto Sarotto, il Rabajà di Giuseppe Cortese e una straordinaria new entry, il Basarin di Angelo Negro & Figli, conosciuto soprattutto per il suo ottimo Roero Sodisfà. Ma a ridosso ci sono moltissimi produttori, lo splendido Campo Quadro (ma anche il base non è niente male) di Punset, il Bric Balin di Moccagatta, il Morassino e l'Ovello di Cascina Morassino, il, Faset di Marziano ed Enrico Abbona, il sempre ottimo Rabajà di Bruno Rocca, il Vigneto 'L Ciaciaret di Antichi Poderi dei Gallina, il Barbaresco base dei Fratelli Oddero, l'altro eccellente base della Tenuta San Mauro, il Bricco Libero di Rino Varaldo, il Marcarini di Elvio Pertinace, il Rabajà di Cascina Luisin, il Surì Canova di Mario Amerio, il Rio Sordo dei Fratelli Giacosa, il sempre valido e potente Rombone di Fiorenzo Nada. Ma non sono meno interessanti il Basarin di Domenico Filippino, alcune mie piacevoli scoperte come il San Giuliano dell'azienda omonima, il Canova di Ressia e il Surì Basarin di Bonino. Insomma, una panoramica vasta di prodotti dagli stili diversi ma di ottima qualità, che lasciano ben sperare per il futuro di questa tipologia.

Barbaresco 2001 e riserve 1999

Denominazione

Barbaresco
Barbaresco Sorì Fratin
Barbaresco Sorì Sartù
Barbaresco
Barbaresco Raggiante
Barbaresco Asili
Barbaresco Asili
Barbaresco Bric Balin
Barbaresco Bric Turot
Barbaresco Bricco Faset
Barbaresco Faset
Barbaresco Vicenziana
Barbaresco Montestefano
Barbaresco Morassino
Barbaresco Ovello
Barbaresco Ovello
Barbaresco Rabajà
Barbaresco Rabajà
Barbaresco Rabajà
Barbaresco Sorì Rio Sordo
Barbaresco Rio Sordo
Barbaresco Roncaglie
Barbaresco Sorì Loreto
Barbaresco Sorì Montaribaldi
Barbaresco Vigna del Casot
Barbaresco Vigna Vitalotti
Barbaresco Vigneto Brich Ronchi
Barbaresco Vigneto Loreto
Barbaresco La Casa in Collina
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco Basarin
Barbaresco Basarin
Barbaresco Basarin
Barbaresco Basarin
Barbaresco Bricco
Barbaresco Bricco Libero
Barbaresco
Barbaresco Campo Quadro
Barbaresco Canova
Barbaresco Canova
Barbaresco Cottà
Barbaresco Fausoni
Barbaresco Gaia Principe
Barbaresco Vigneto 'L Ciaciaret
Barbaresco Gallina
Barbaresco Gallina
Barbaresco Masseria
Barbaresco Micca
Barbaresco Vigna di Montesommo
Barbaresco Palazzina
Barbaresco Pian Cavallo
Barbaresco San Giuliano
Barbaresco Serraboella
Barbaresco Serracapelli
Barbaresco Sorì Burdin
Barbaresco Sorì Paitin
Barbaresco Sorì Paolin
Barbaresco Surì Basarin
Barbaresco Surì Canova
Barbaresco Vecchie Vigne
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco Ausario
Barbaresco Boito
Barbaresco Cascina Bordino
Barbaresco Cichin
Barbaresco Vigna Manzola
Barbaresco Marcarini
Barbaresco Vigna Montersino
Barbaresco Nervo
Barbaresco Nubiola
Barbaresco Rombone
Barbaresco S.Stefanetto
Barbaresco Sorì Valgrande
Barbaresco Valeirano
Barbaresco Valgrande
Barbaresco Vigna Gaia
Barbaresco Vigna Rongallo
Barbaresco Montestefano Ris. (1999)
Barbaresco Rabajà Riserva (1999)
Barbaresco Santo Stefano Ris. (1999)

Azienda

Gianluigi Lano
Armando Piazzo
Massimo Penna
Castello di Verduno
Ferdinando Giordano
Ca' del Baio
Michele Chiarlo
Moccagatta
Prunotto
La Spinona
Marziano ed Enrico Abbona 
La Licenziana
La Ca' Nova
Cascina Morassino
Cantina del Pino
Cascina Morassino
Cascina Luisin
Giuseppe Cortese
Bruno Rocca
Cà Romè
F.lli Giacosa
Poderi Colla
Varaldo Rino
Montaribaldi
Carlo Boffa
Carlo Boffa
Albino Rocca
Albino Rocca
Terre da Vino
Batasiolo
Stefano Farina
F.lli Oddero
Punset
Marco & Vittorio Adriano
Domenico Filippino
Moccagatta
Angelo Negro & Figli
Dante Rivetti
Rino Varaldo
Tenuta San Mauro
Punset
Cascina Vano
Ressia
Sottimano
Sottimano
Roberto Sarotto
Antichi Poderi dei Gallina
Ugo Lequio
Prinsi
Vietti
Dante Rivetti
F.lli De Nicola
Montaribaldi
Giuseppe Negro
Fattoria San Giuliano
Massimo Rivetti
Poderi Elia
Fontanabianca
Paitin
Cascina Luisin
Bonino
Mario Amerio
Paitin
F.lli Mainerdo
Bruno Rocca
Casa Guarena
Stefano Farina
Molino
Rizzi
Tenuta Carretta
Ada Nada
Luigino Grimaldi
Vignaioli Elvio Pertinace
Orlando Abrigo
Vignaioli Elvio Pertinace
Pelissero
Fiorenzo Nada
Piero Busso
F.lli Grasso
Ada Nada
Ca' del Baio
Armando Piazzo
Orlando Abrigo
Produttori di Barbaresco
Produttori di Barbaresco
Castello di Neive

Comune

Alba
Alba
Alba
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Barbaresco
Comuni diversi
Comuni diversi
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive
Neive-Barbaresco
Neive-Treiso-Barbaresco
Treiso
Treiso
Treiso
Treiso
Treiso
Treiso
Treiso
Treiso
Treiso
Treiso
Treiso
Treiso
Treiso
Treiso
Treiso
Treiso
Treiso
Treiso
Barbaresco
Barbaresco
Neive

Chiocciole

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Roberto Giuliani   
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