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Un'annata
buona ma decisamente impegnativa Se con il Barbaresco 2001 si è potuta confermare la
notevole qualità dell'annata, sicuramente vicina all'eccellenza, non si può
dire la stessa cosa per il Barolo 2000, che in alcune zone ha dimostrato di aver
sofferto in parte per le condizioni climatiche instabili della stagione. Certamente il tempo ci aiuterà a capire meglio le possibili
evoluzioni dei vini, ma un quadro abbastanza chiaro e rappresentativo è emerso
già dalla degustazione dei 179 campioni messi a disposizione dall'Unione
Produttori Vini Albesi per la IX edizione
di Alba Wines Exhibition.
Le difficoltà dell'annata sono emerse già con i primi interventi per
combattere la peronospora, le cui avvisaglie si sono presentate immediatamente
dopo le piogge di fine aprile. Interventi ostacolati in parte dal ritorno del maltempo nella seconda settimana di maggio. Il mese di giugno ha consentito
una buona ripresa della vite grazie al clima decisamente caldo, anche se tra il
10 e il 13 giugno ci sono state ancora precipitazioni. Anche luglio, partito
bene, ha subito un andamento alterno come nei mesi precedenti, provocando non
pochi problemi con la grandinata dell'undicesimo giorno, che ha colpito un'area
piuttosto vasta e portato un drastico abbassamento della temperatura. Come
sempre succede in Langa, la grandine colpisce in modo disomogeneo, lasciando
spesso intatti alcuni appezzamenti vitati.
Al momento dell'invaiatura (la fase in cui gli acini cambiano colore), a fine
luglio, è comparsa la flavescenza dorata, altro incubo per i vignaioli che, se
non prendono le giuste contromisure, rischiano di perdere gran parte della
produzione. Come se non bastasse, il 2 agosto si è ripresentata la grandine,
anche se non in tutte le zone, mentre il 4 è stato caratterizzato da forti
precipitazioni, con conseguente ricomparsa della peronospora che ha dato non
pochi problemi. Per fortuna nella seconda metà di agosto si è avuto un
cambiamento positivo del clima, che finalmente ha raggiunto temperature ideali
per una buona maturazione delle uve. A fine settembre, quando la maggior parte
delle varietà era stata raccolta, il maltempo si è ripresentato, ma il
nebbiolo era ormai abbastanza maturo per poter essere vendemmiato indenne la
prima decade di ottobre, non appena il terreno si è asciugato.
Come si sono comportate le varie zone
Quello che è accaduto e che ho precedentemente descritto, basandomi sui dati
forniti dal Consorzio di Tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Roero, è
solo un riferimento delle caratteristiche climatiche dell'annata. Ciò che
invece accade nei vini, dipende anche dall'esperienza dei produttori e
dall'intera equipe che dà supporto in vigna e in cantina. Così non ci si deve
stupire se anche da un'annata che ha presentato delle difficoltà oggettive, si
possano ottenere prodotti di qualità mediamente elevata. E' vero, si possono
fare correzioni e aggiustamenti in cantina, inutile negarlo, ma se l'uva non
arriva sana, non c'è tecnica che possa sostituirsi alla natura. Ecco perché è
molto più importante il lavoro meticoloso in vigna, di cura e selezione delle
uve migliori, anche a costo di ridurre drasticamente la produzione, per
mantenere il livello qualitativo degno di un vino importante come il Barolo. Ma
veniamo alla degustazione che, come avevo già menzionato nel precedente
articolo sul Barbaresco 2001 (vedi), ha visto sfilare i vini in
base ai comuni di provenienza.
I vini di Barolo Le impressioni avute dai Barolo provenienti dal
comune omonimo sono state positive, ma in parte al di sotto delle attese:
complessivamente vini piuttosto chiusi all'olfatto, a volte con note già surmature e
terziarie evidenti, in altri casi con qualche squilibrio e difficoltà
di assestamento nella parte gustativa. Per fortuna, non sono stato dispensato
dal provare belle emozioni, con
il Barolo Castellero dei F.lli Barale (molto fine
all'olfatto, con note ben fuse tra l'etereo e il balsamico e suggestioni
fruttate di prugna e ciliegia), con il Barolo Cannubi di Chiara Boschis (E.
Pira e Figli) dai profumi eleganti di mora e ciliegia nera, cacao,
liquirizia dolce e accenni balsamici, piena corrispondenza al gusto, ancora alla
ricerca di una maggiore complessità ma molto promettente. Si conferma sempre ai vertici
Poderi Luigi Einaudi con il
Barolo nei Cannubi (sottobosco, eucalipto, more e mirtilli maturi, tannini
di grande finezza e finale che si distende bene) e con il Costa
Grimaldi (di poco inferiore, ha ancora bisognoso di assorbire il tostato del legno, ma
è supportato da un
frutto dolce e maturo molto accattivante) , mentre mi è sembrato
davvero ottimo il Costa di Rose di Bric Cenciurio, dal taglio
moderno, giocato su un bel frutto intenso e maturo (mora, prugna, ribes nero,
mirtillo), cioccolato e un bello sfondo minerale. Questa volta il Barolo
Cannubi di Michele Chiarlo (caffè torrefatto, prugna, mora, note
eteree e minerali, bocca densa e tannino levigato) mi è parso migliore e più
equilibrato del Barolo Cerequio (buono ma con qualche nota eterea di
troppo). Anche il Barolo Preda di Cascina Adelaide si presenta ben
fatto e dal gusto moderno e accattivante, ha bocca potente e tannino ben
supportato da una grande mole di frutto, ma perde in parte quella suggestione
tipica e dai caratteri unici di un grande nebbiolo, più evidente nel Barolo
Cannubi che, pur non raggiungendo la stessa immediata piacevolezza, rivela
tratti nobili e, con il tempo, potrebbe superarlo. Sempre affascinante il Cannubi
Boschis di Luciano Sandrone, di poco inferiore alla versione 1999, ma
che mantiene quei tratti raffinati ed eleganti che lo contraddistinguono. Anche
il Barolo di Bartolo Mascarello, personaggio simbolo della grande
tradizione langarola che non ha mai voluto nelle sue cantine quello strano
barilotto proveniente dalla Francia, pur presentandosi più scorbutico e
aggressivo della precedente versione, non perde quei tratti nobili e
affascinanti che lo hanno da sempre reso famoso, con quella caratteristica nota
di violetta in primo piano, seguita da ciliegia, lampone e prugna, fogliame e sottobosco, e un tannino
che chiede un po' di pazienza per smussarsi. Per quanto riguarda Damilano,
ho preferito di poco il Cannubi (dai profumi intensi e variegati, che
spaziano da note di sottobosco a frutta matura, in particolare mora e amarena,
arricchite da nuances mentolate e balsamiche), che mi sembra avere un
maggiore equilibrio e una complessità superiore al Liste, nel quale si
percepisce maggiormente l'apporto del piccolo legno e un tannino ancora un po'
duro.
Una buona serie da Castiglione Falletto
Situazione controversa e non da tutti condivisa, quella di Castiglione Falletto.
E' inevitabile che fra degustatori, a fine lavori, si senta il desiderio di
verificare le impressioni degli altri, pour parler, non tanto per avere conferme
quanto per rilevare le diverse opinioni e i personali punti di vista. Così c'è
chi ha ritenuto i Barolo (scusate, ma il plurale non mi piace proprio) di
Castiglione inferiori a quelli di Barolo e chi li ha invece preferiti. E si, non
illudiamoci che la nostra sia una scienza esatta, perché il gusto personale, la
scuola di pensiero, lo stato di salute (già, si dovrebbe avere sempre una bocca
perfetta e un naso che non teme allergie) incidono non poco sul nostro giudizio
finale. Certo, quando le impressioni sono molto distanti, sarebbe interessante
scoprirne le cause, ma quasi sempre la risposta è nel metodo analitico
utilizzato. Basti pensare alla teoria del vino-frutto di Luca Maroni che, per
forza di cose, non può coincidere con un metodo di valutazione più classico
come quello A.I.S. o con la versione rivisitata della guida Vini d'Italia di
Gambero Rosso-Slow Food. E non è meno rilevante, ai fini del giudizio,
l'entusiasmo per uno stile moderno e meno condizionato da disciplinari o
metodologie tradizionali, o l'attaccamento ad una cultura antica e rispettosa di
ciò che madre Natura ci ha generosamente messo a disposizione. Si potrebbe
continuare all'infinito, ma ciò che al fine conta e non deve mai mancare è la
voglia di capire, cercando di allontanarsi per quanto possibile da rigide
posizioni che, quasi sempre, non permettono di cogliere l'essenza di quel
prezioso contenuto, frutto delle infinite variabili uomo-natura, comunemente
conosciuto col nome di "vino".
Chiusa la parentesi filosofica, i vini di Castiglione Falletto mi sono piaciuti
molto, ma solo in parte. Mediamente già pronti e maturi, hanno dimostrato una
buona complessità e tannini non arroganti; qualche piccola delusione e qualche
piacevole sorpresa. Il migliore mi è parso il Barolo Rocche di Brovia,
certamente tradizionale nello stile sin dal colore granato medio; i profumi
eleganti e complessi si aprono a note di fiori macerati, di viola e rosa, per
poi offrire spunti fruttati di mora e ciliegia mature, note balsamiche e
minerali. Suggestivo al palato, grazie a tannini già vellutati e ad un frutto
che ritorna appena surmaturo ma sostenuto da sufficiente acidità. Il Bricco
Boschis dei F.lli Cavallotto ha colore granato compatto e abbastanza
profondo, naso con sfumature di lampone, mora, prugna e liquirizia,
nuances erbacee e speziate; in bocca è già maturo e godibilissimo, con un bel
frutto pieno e rotondo che ritorna e si mantiene vivo nel lungo finale. Di
taglio moderno ma senza eccessi il Bricco Fiasco di Azelia, dal
colore granato cupo e concentrato, naso fine e variegato con cenni minerali,
liquirizia dolce, menta, mora, prugna e ciliegia nera; al palato è intenso e
sapido, con bella trama tannica equilibrata dalla componente morbida
dell'alcol e dei frutti maturi. Molto interessante la prova del Barolo
base della famiglia Boroli, un'azienda giovane che sembra avere le idee
chiare e uno stile già delineato: colore caratteristico, granato medio, bouquet
elegante e intenso di fiori appassiti, ciliegia, prugna, tabacco in foglia e una
sottile vena tostata; al gusto è raffinato e molto piacevole, corpo snello ma
ben delineato, come una bella donna, grazie anche a tannini estremamente
vellutati. Non è da meno il cru Villero, più concentrato nel colore e
appena più marcato dal legno, ma con belle nuances fruttate di mora, mirtillo,
mon chéri e una spolverata di cacao; all'assaggio mostra una buona struttura e
tannino forte ma ben estratto, rotondità di frutto che accompagna il
finale appena ammandorlato. Mi aspettavo di più dal Barolo Rocche di
Castiglione dei F.lli Oddero (molto meglio l'altro cru di Monforte)
dai profumi un po' spenti e non pulitissimi e dalla struttura poco incisiva.
Ottima prova a Monforte d'Alba
Tutti i vini hanno raggiunto una fascia medio-alta, segno che il millesimo 2000
in quest'area è stato generoso ed equilibrato. Il Barolo Colonnello
di Aldo Conterno mi è piaciuto addirittura più della versione 1999,
assaggiata lo scorso anno: al naso esprime un bouquet affascinante e
progressivo, con note di ribes, ciliegia, prugna, tabacco in foglia, pepe, cuoio
e una bellissima nota minerale che ne esalta l'eleganza; in bocca ha tannino
ancora aggressivo e una bella acidità, un vino che con il tempo esprimerà
grandi cose. Grande impressione mi ha fatto il Vigna d'La Roul del Podere
Rocche dei Manzoni (il Vigna Cappella di S.Stefano mi è piaciuto
meno) intenso e maturo, dal gusto già morbido e dal lunghissimo finale.
Migliore che in altre occasioni l'unico cru presentato da Marziano ed Enrico
Abbona, il Barolo Pressenda, ben calibrato sia al naso che in bocca,
con un frutto intenso e dolce, moderno ma non troppo. Ma i vini di rilievo sono
davvero tanti, hanno ben figurato Gianfranco Alessandria, sia con il San
Giovanni che con il Barolo base, i F.lli Oddero con il Mondoca
di Bussia Soprana, Franco Conterno con il Bussia Munie, Armando
Parusso con il
Bussia Vigna Rocche, Tenuta Rocca con il Barolo Tenuta
Rocca (sempre magistrale nella fusione fra frutto e spezie, con in più una
struggente mineralità), Prunotto con il sempre ottimo Bussia
(bella struttura, tannini come sempre forti ma grande equilibrio e pulizia), Domenico
Clerico con il Ciabot Mentin
Ginestra (sorprende la convivenza fra i sentori di viola e le note
vanigliate e tostate), Cascina Ballarin con il Barolo Bussia (ma a
La Morra è andata ancora meglio), Poderi Colla con il Bussia Dardi Le Rose
(belle sfumature di viola e rosa macerate, pepe bianco, sottobosco), Mauro
Veglio con il Castelletto (anche lui è andato ancora meglio a La
Morra). Una piacevole sorpresa i vini di Costa di Bussia, in particolare
il Tenuta Arnulfo, ma anche il Campo dei Buoi, che l'anno passato
non mi aveva convinto. Ottima prova anche per il
Sorì Ginestra (grande è l'intensità della viola, ma anche le note
di mora e ribes, tabacco e grafite) e il Vigna del Gris (più minerale e
speziato) di Conterno Fantino. E che dire del Barolo Giblin (non
male anche il Barolo base proveniente dalle colline di Serralunga, dai sentori
affumicati e di polvere pirica, sottobosco e frutta in confettura) di Gemma,
dai profumi intriganti di fiori passiti, ciliegia e prugna in confettura,
tabacco e spezie che si ripresentano fedeli al gusto? Insomma una serie davvero
notevole di prodotti qualitativamente quasi ineccepibili, da tenere a mente per
arricchire la propria cantina.
Serralunga d'Alba, forse la migliore
Difficile valutare quale dei due comuni ha ottenuto risultati migliori, se non
fosse per qualche punta più elevata a vantaggio di Serralunga, ma nel complesso
hanno goduto al meglio di questo millesimo. Mi ha quasi entusiasmato il Barolo
Serralunga di Giovanni Rosso, ancora migliore dell'anno
passato, di grande equilibrio e finezza olfattiva, giocato su nuances floreali e
minerali arricchite da un frutto giusto, non ammiccante e una bocca grassa e
piacevolissima dal finale interminabile. Quasi sullo stesso piano il Ca' Mia
di Brovia, fine e balsamico, arricchito da sfumature di fiori secchi e
una bella mineralità, al gusto profondo e ben calibrato nei tannini. Davvero
notevole il Prapò (cuoio, tabacco, prugna, mora e una bocca intensa e
non banale) di Ettore Germano, quest'anno leggermente superiore al Cerretta
(caffé tostato, vaniglia, sottofondo minerale e terroso, legno di liquirizia,
mora matura). Lunga è la sequenza di vini di grande valore: il Barolo
Serralunga d'Alba e il Lazzarito Vigna La Delizia di Fontanafredda
si sono mostrati in gran forma, il Prapò di Mauro Sebaste (dal
ventaglio olfattivo di grande piacevolezza, pervaso da fiori appassiti, mora,
mirtillo nero e amarena mature, avvolti da un velo minerale e balsamico), il Sorano Coste & Bricco
di Ascheri (di poco superiore al Sorano) dai ricordi di tartufo e
sottobosco, liquirizia dolce e una vena di menta. Ottimi il Parafada
(complesso e ricco di sensazioni speziate e floreali, arricchite da un frutto
generoso, soprattutto al gusto, che nasconde bene la potenza tannica) e il Margheria
(dai sentori di ginepro, pepe rosa, ribes nero e ciliegia, bocca intensa e
corrispondente, penalizzata da un finale piuttosto amaricante) di Vigna
Rionda. Affidabile il Boscareto (dominato dai frutti di bosco in
confettura, mora, mirtillo, ciliegia nera, e da note balsamiche e di legno
aromatico) di Ferdinando Principiano, molto vicini il Vigneto Marenca
(rubino-granato quasi impenetrabile, profumi di mora, fragola e ciliegia in
confettura, caffé, menta, liquirizia e nuances balsamiche, bocca potente e
moderna) e il Vigneto Margheria( con sentori di viola, prugna, ciliegia,
mora, cacao, carrube) di Luigi Pira, ben fatto il Meriame di Paolo
Manzone (ampio e coinvolgente, soprattutto al palato). Quest'anno Vietti
ci ha presentato un ottimo Barolo Lazzarito, compensando parzialmente la
mancanza del Rocche e del Villero; solido come sempre il San
Rocco di Azelia, anche se ha bisogno di tempo per integrare i toni
del legno nella polpa fruttata. Sorprendente il
Vigna Broglio di Palladino, elegante e suggestivo, già
equilibrato e maturo. Chiude la serie dei migliori il Vigna della Ginestra
dei F.lli De Nicola, dal colore (quantomeno improbabile per un nebbiolo)
rubino cupo molto concentrato, che soffre ancora di eccessi vanigliati e
tostati, ma che mostra un bel frutto scuro e fitto, mora, mirtillo ciliegia
nera; tannino molto fine e un'impronta moderna abbastanza spinta.
Ma La Morra non sta a guardare
Se fino ad ora l'annata 2000 poteva presentare qualche discrepanza che rischiava
di pregiudicarne le potenzialità, i vini di La Morra fanno pendere il piatto
della bilancia dalla parte "buona", confermando che, nonostante le
difficoltà climatiche oggettive, i risultati sono complessivamente ben al di
sopra della sufficienza. Fra l'altro, da questo comune sono forse arrivate le
maggiori sorprese, da aziende come Luigino Grimaldi, Stefano Farina,
Dosio, Cascina del Monastero (ottimo il Bricco Luciani dai
sentori eleganti di humus, tabacco, prugna e ciliegia sotto spirito, note
balsamiche), Mario Marengo, Cavagnero, Flavio Saglietti
(con il Cerequio), Massimo Penna e Mario Gagliasso
(soprattutto con il Torriglione) per citarne alcuni. Notevole si è
rivelato il Bricco
Rocca di Cascina Ballarin dal naso equilibrato e ben
bilanciato fra frutto (ciliegia, mora, ribes) e spezie (tabacco, liquirizia,
accenni al goudron), arricchito da accenni di cuoio e cioccolato amaro, bocca
intensa e corrispondente, molto accattivante e dal lungo finale. Il Vigna Gancia
di Mauro Molino si apre senza reticenza a sentori di eucalipto, viola
passita, humus, ribes e ciliegia in confettura, tabacco e liquirizia; al gusto
ha un bell'impatto, profondo e coinvolgente, esemplare nella persistenza. Si
mantiene ai piani alti il Barolo Roggeri di Ciabot Berton, dalle
eleganti tonalità floreali, di cannella, di prugna e ciliegia sotto spirito; il
tannino ancora recalcitrante non nasconde la buona fattura e personalità del
vino. Diverse le possibilità evolutive del Vigna
Giachini e del Vigneto Arborina di Giovanni Corino: il
primo chiede ancora tempo per dischiudersi all'olfatto, pur presentando un
corredo che lascia presagire una notevole capacità evolutiva, con note di
frutti di bosco, chiodi di garofano, liquirizia, tabacco dolce e cenni minerali,
mentre al gusto ha buon impatto, tannino no troppo serrato ed un finale non del
tutto espresso; nel secondo è più percepibile l'apporto del legno, poi si apre
a ciliegia, mora e prugna, tabacco e spezie in formazione, mentre in bocca il
tannino è serrato e astringente, bisognoso di tempo per essere assorbito almeno
in parte. Manca di un soffio il massimo riconoscimento il Rocche
dell'Annunziata (seguito a poca distanza dal non meno interessante Vigna
Conca) dei F.lli Revello, dal colore granato cupo e concentrato, naso
arricchito da note di mora e ciliegia nera in confettura, pepe e ginepro,
tabacco su un fondo appena minerale, corrispondente al palato, evidenzia tannini
misurati e un lungo finale. Di grande eleganza il Barolo Marcenasco di Renato
Ratti, dai profumi di ciliegia, amarena e mirtillo, liquirizia dolce,
sfumature di rosa, gusto corrispondente, pulito ed equilibrato.
Verduno, Novello e gli altri
Anche dai comuni "minori", qualche piacevole sorpresa. Da Verduno si
è fatto notare lo splendido Barolo Acclivi del Comm.G.B.Burlotto,
azienda di origini lontane (intorno al 1850) che sta progressivamente
sviluppando una nuova personalità, rilevabile nei sentori puliti di tabacco
scuro, ribes, menta e liquirizia, su un fondo gradevolmente balsamico; per nulla
banale al gusto, dimostra una buona concentrazione e pulizia, tannini setosi e
un finale suggestivo. Altro vino di grande interesse è il Barolo Riva di
Claudio Alario, in questo caso una conferma: di taglio moderno ma senza
eccedere, mostra un ventaglio aromatico ampio e originale, con sentori di
mirtillo, ciliegia e mora, tabacco e caramella balsamica, sottobosco; in bocca
ha una bella struttura, tannino fitto ma elegante, ben sostenuto da un frutto
vivo ma non dolciastro. Novello regala spunti interessanti al Barolo Ravera
di Elvio Cogno, dal naso sottile ma elegante e dal tannino ancora tenace
e giovane. Più volto verso l'esaltazione delle spezie che disponibile al
frutto, il Sorì Gepin de La Spinona, che al gusto mostra una
certa potenza e concentrazione, anche se il finale cede a qualche amaritudine.
Barolo 2000 e riserve 1998
| Denominazione
Barolo Barolo Barolo Audace Barolo Bergeisa Barolo
Boschetti Barolo Bricco Zuncai Barolo Brunate Le Coste Barolo
Vigneto Cannubbio Barolo Cannubi Barolo Cannubi Barolo Vigneto
Cannubi Barolo Cannubi Barolo Cannubi Barolo Cannubi Barolo
Cannubi Barolo Cannubi Barolo Nei Cannubi Barolo Cannubi Barolo
Cannubi Boschis Barolo Cannubi Boschis Barolo Cannubi San Lorenzo Barolo
Castellero Barolo Costa di Rose Barolo Costa Grimaldi Barolo Le
Coste Barolo Liste Barolo Preda Barolo Preda Sarmassa Barolo
Sarmassa Barolo Sarmassa Barolo Sarmassa Barolo Vigna di Aldo Barolo
Vigna Merenda Barolo Barolo Le Vigne Barolo Famiglia
Anselma Barolo Barolo Cerequio Barolo Bricco Bergera Barolo
Rocche Barolo Barolo Barolo Bric del Fiasc Barolo
Bricco Boschis Barolo Bricco Fiasco Barolo Carobric Barolo
Vigna Enrico VI Barolo Le Rocche Barolo Pernanno Barolo Poderi
Scarrone Barolo Rocche di Castiglione Barolo Scarrone Barolo
Vigneti Solanotto e Altinasso Barolo Vigna Mandorlo Barolo Vigna
Pugnane Barolo Villero Barolo Villero Barolo Barolo Le
Coste Barolo Barolo Bricco Visette Barolo Bussia Barolo
Bussia Barolo Bussia Barolo Bussia Barolo Bussia Dardi Le Rose Barolo
Bussia Barolo Bussia Munie Barolo Bussia Vigna Munie Barolo
Bussia Vigna Rocche Barolo Castelletto Barolo Ciabot Mentin
Ginestra Barolo Colonnello Barolo Corsini Barolo Giblin Barolo
Ginestra Barolo Ginestra Vigna Casa Matè Barolo Vigneto La Villa Barolo
Le Coste Barolo Le Gramolere Bricat Barolo Mondoca di Bussia
Soprana Barolo Pajana Barolo Pressenda Barolo San Giovanni Barolo
Sorì Ginestra Barolo Tenuta Arnulfo Barolo Tenuta Rocca Barolo
Campo dei Buoi Barolo Vigna Cappella di S.Stefano Barolo Vigna
d'la Roul Barolo Vigna del Gris Barolo Vigna della Ginestra Barolo
Vigne dei Fantini Barolo Barolo Arione Barolo Vigna
Regnola Badarina Barolo Boscareto Barolo Ca' Mia Barolo Cerrati Barolo
Cerretta Barolo Vigna Cucco Barolo Vigneto Corda della Briccolina Barolo
Lazzarito Barolo Lazzarito Vigna La Delizia Barolo Margheria Barolo
Meriame Barolo Ornato Barolo Parafada Barolo Prapò Barolo
Prapò Barolo San Rocco Barolo Serralunga Barolo Serralunga Barolo
Serralunga d'Alba Barolo Sorano Barolo Sorano Coste & Bricco Barolo
Vigna Broglio Barolo Vigneto Marenca Barolo Vigneto Margheria Barolo
Vigna San Bernardo Barolo Vigna Sumot Barolo Barolo Preve Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Paesi
Tuoi Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Arborina Barolo Bricco
Francesco Barolo Bricco Luciani Barolo Bricco Luciani Barolo Bricco
Rocca
Barolo Brunate
Barolo Brunate Barolo Brunate Barolo Vigneto
Cerequio Barolo Cerequio Barolo Vigna Gattera Barolo La
Serra Barolo La Serra Barolo Leon Barolo Manzoni Barolo Marcenasco Barolo Merlotti Barolo Monfalletto Barolo Pichemej Barolo Vigneto
Rocche Barolo Rocche Barolo Rocche dell'Annunziata Barolo Rocche
dell'Annunziata Barolo Rocche dell'Annunziata Barolo Rocche
dell'Annunziata Barolo Roggeri Barolo San Biagio Barolo Torriglione Barolo Vigna
Conca Barolo Vigna Conca Barolo Vigna Gancia Barolo Vigna
Giachini Barolo Vigna Rocche Barolo Vigna San Giacomo Barolo Vigneto
Arborina Barolo Ravera Barolo Ravera Barolo Ravera Barolo Sorì
Gepin
Barolo Sotto Castello di Novello
Barolo Barolo Acclivi Barolo Monvigliero Barolo Monvigliero Barolo Riva Barolo San
Lorenzo Barolo Riserva 1998 Barolo Br. Boschis Vigna S.Giuseppe Ris.1998 Barolo Montanello Riserva 1998 Barolo Vignolo
Riserva 1998 Barolo Riserva 1998 Barolo Arione Sorì
dell'Ulivo Riserva 1998 Barolo Vigna Rionda Riserva 1998 Barolo Classico
Riserva 1998 |
Azienda
Vittorio Camerano Giorgio Scarzello e Figli Roberto Sarotto Le
Strette Gomba Franco Molino Giuseppe Rinaldi Francesco
Rinaldi e Figli Giacomo Brezza e Figli Cascina Adelaide Comm.
G.B.Burlotto Damilano F.lli Borgogno Marchesi di Barolo Michele
Chiarlo E. Pira e Figli Poderi Luigi Einaudi Tenuta Carretta Luciano
Sandrone Virna Vittorio Camerano F.lli Barale Bric Cenciurio Poderi
Luigi Einaudi Giacomo Grimaldi Damilano Cascina Adelaide Virna Cav.
Enrico Bergadano Giacomo Brezza e Figli Marchesi di Barolo Rino
Varaldo Giorgio Scarzello e Figli Bartolo Mascarello Luciano
Sandrone Famiglia Anselma Cagliero Michele Chiarlo Roberto
Sarotto Brovia Boroli Ettore Fontana Paolo Scavino F.lli
Cavallotto Azelia Paolo Scavino Monfalletto F.lli Monchiero Cascina
Bongiovanni Terre da Vino F.lli Oddero Bava Cavalier
Bartolomeo F.lli Giacosa Franco Conterno Boroli Giacomo
Fenocchio Gianfranco Alessandria Cascina Gagliassi Josetta
Saffirio Attilio Ghisolfi F.lli Barale Silvano Bolmida Cascina
Ballarin Giacomo Fenocchio Poderi Colla Prunotto Franco
Conterno Armando Parusso Armando Parusso Mauro Veglio Domenico
Clerico Poderi Aldo Conterno Podere Ruggeri Corsini Gemma Paolo
Conterno Elio Grasso F.lli Seghesio Ferdinando Principiano Giovanni
Manzone F.lli Oddero Domenico Clerico Marziano ed Enrico Abbona Gianfranco
Alessandria Conterno Fantino Costa di Bussia Tenuta Rocca Costa
di Bussia Podere Rocche dei Manzoni Podere Rocche dei Manzoni Conterno
Fantino F.lli De Nicola Silvano Bolmida Gemma Gigi Rosso Bruna
Grimaldi Ferdinando Principiano Brovia Cascina Cucco Ettore
Germano Cascina Cucco Batasiolo Vietti Fontanafredda Vigna
Rionda Paolo Manzone Pio Cesare Vigna Rionda Ettore Germano Mauro
Sebaste Enologo Azelia Paolo Manzone Giovanni Rosso Fontanafredda Ascheri Ascheri Palladino Luigi
Pira Luigi Pira Palladino Cerretta Gianni Gagliardo Gianni
Gagliardo Umberto Fracassi Terre del Barolo Franco Fiorina Pio
Cesare Giovanni Sordo Terre da Vino Dosio Stefano Farina Giribaldi Eraldo
Viberti Gianfranco Bovio Rocche Costamagna Silvio Grasso Cascina
del Monastero Cascina Ballarin
Mario Marengo
Poderi Marcarini Flavio Saglietti Batasiolo Flavio
Saglietti Gianfranco Bovio Massimo Penna Poderi Marcarini Rivetto F.lli
Ferrero Renato Ratti Cavagnero Monfalletto Gian Piero
Marrone Mauro Veglio
Aurelio Settimo
Mario Gagliasso Franco Molino F.lli Revello Rocche
Costamagna Ciabot Berton Luigino Grimaldi Mario Gagliasso Mauro
Molino F.lli Revello Mauro Molino Giovanni Corino Erbaluna Oreste
Stroppiana Giovanni Corino Cagliero Elvio Cogno Vietti La
Spinona Giacomo Grimaldi Cadia Comm. G.B.Burlotto F.lli
Alessandria Castello di Verduno Claudio Alario F.lli
Alessandria Marchesi di Barolo F.lli Cavallotto F.lli Monchiero F.lli
Cavallotto Rivetto Gigi Rosso Vigna Rionda F.lli Borgogno |
Comune
Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo Barolo-La Morra Barolo-Monforte d'Alba Barolo-Monforte d'Alba Barolo-Novello Barolo-La Morra Barolo-Novello Castiglione
Falletto Castiglione Falletto Castiglione Falletto Castiglione
Falletto Castiglione Falletto Castiglione Falletto Castiglione
Falletto Castiglione Falletto Castiglione Falletto Castiglione
Falletto Castiglione Falletto Castiglione Falletto Castiglione
Falletto Castiglione Falletto Castiglione Falletto Castiglione
Falletto Castiglione Falletto Castiglione Falletto Monforte d'Alba Monforte
d'Alba Monforte d'Alba Monforte d'Alba Monforte d'Alba Monforte
d'Alba Monforte d'Alba Monforte d'Alba Monforte d'Alba Monforte
d'Alba Monforte d'Alba Monforte d'Alba Monforte d'Alba Monforte
d'Alba Monforte d'Alba Monforte d'Alba Monforte d'Alba Monforte
d'Alba Monforte d'Alba Monforte d'Alba Monforte d'Alba Monforte
d'Alba Monforte d'Alba Monforte d'Alba Monforte d'Alba Monforte
d'Alba Monforte d'Alba Monforte d'Alba Monforte d'Alba Monforte
d'Alba Monforte d'Alba Monforte d'Alba Monforte d'Alba Monforte
d'Alba Monforte d'Alba Monforte d'Alba Serralunga d'Alba Serralunga
d'Alba Serralunga d'Alba Serralunga d'Alba Serralunga d'Alba Serralunga
d'Alba Serralunga d'Alba Serralunga d'Alba Serralunga d'Alba Serralunga
d'Alba Serralunga d'Alba Serralunga d'Alba Serralunga d'Alba Serralunga d'Alba
Serralunga d'Alba Serralunga d'Alba Serralunga d'Alba Serralunga d'Alba Serralunga d'Alba
Serralunga d'Alba Serralunga d'Alba Serralunga d'Alba Serralunga d'Alba Serralunga d'Alba
Serralunga d'Alba Serralunga d'Alba Serralunga d'Alba Serralunga d'Alba Serralunga d'Alba
Serralunga d'Alba Cherasco Comuni diversi Comuni diversi Comuni
diversi Comuni diversi Grinzane C.-Castiglione La Morra La
Morra La Morra La Morra La Morra La Morra La Morra La
Morra La Morra
La Morra
La Morra La Morra La Morra La Morra La Morra La Morra La
Morra La Morra La Morra La Morra La Morra La Morra La
Morra La Morra La Morra La Morra La Morra La Morra La
Morra La Morra La Morra La Morra La Morra La Morra La
Morra La Morra La Morra La Morra La Morra Novello Novello
Novello
Novello Novello Verduno Verduno Verduno Verduno Verduno Verduno Barolo Castiglione
Falletto Castiglione Falletto Castiglione Falletto Serralunga
d'Alba Serralunga d'Alba Serralunga d'Alba Barolo |
Chiocciole
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Centes.
80 83-84 85-86 83-84 82-83 83-84 87-88 88-89 81-82 84-85 83-84 87 85-86 86-87 88-89 90-91 89-90 86
87-88 84-85 83-84 90-91 89-90 88-89 87 85-86 87-88 84 81-82 84-85 87-88 86 84-85 86-87 87 83-84 81
84-85 85 90-91 87 85 86-87 88-89 88-89 84 85 79-80 80 82-84 78-79 79-80 80-81 81-82 80-81 87-88
82-83 86 81-82 84 84-85 81-82 83 86-87 84-85 86-87 87-88 88 85 88-89 87 87-88 91 83 86
85 85-86 86 83-84 85-86 88-89 84 90-91 88-89 87-88 88-89 87-88 86 86 90-91 87 87 84
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83 82-83 86-87 83 82 85 87 85 83 86 83-85 86-87 87-88 87 90-91 87-88 84-85 81 83 86 85 87 88-89 85 86 88-89 89 84 83 88-89 85-86
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84-85 89-90 87 88 89-90 87 85 87 90-91 86-88 84 85 85-87 84 87 84 86 83-84 85 88 84-85 83 91 83 89 88 84 87-88 86-87 85 86-88 83-84 |
Roberto Giuliani
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