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Mai bevuto un vino del
genere, mai bevuto un vino così sui generis. Vitigno sconosciuto,
il nome praticamente lo conosce solo la famiglia Cugini, che lo ha
preservato dall'espianto selvaggio dei vitigni poco produttivi dei
Castelli Romani avvenuto decenni addietro. Vino rosato da uva veramente
verde-rosa, una specie di Pinot Grigio ma qui il colore delle bucce tende
veramente al rosa ciclamino e non al ramato, vinificata in rosso; per i non addetti
significa che il mosto non è stato separato dalle bucce prima della
fermentazione ma che quest'ultime sono rimaste a contatto con il mosto, in
macerazione e fermentazione, per un periodo tale da estrarne i pigmenti (antociani,
tannini, ecc.), dieci giorni nel caso dell'Alba Rosa. Ne è risultato un
vino che non ha nulla a che vedere con tutti i vini che abbiamo degustato
sino ad ora, neanche con i rosati. La vinificazione fa sì che il colore
resti rosato a lungo, anche ad anni di distanza, senza scadere verso tonalità rame o buccia di
cipolla, tipico di tanti vini rosati ottenuti da uve nere. L'olfatto è
unico... ma iniziamo dall'esame visivo: cristallino di colore rosa vivace
che lo fa somigliare più ad un cocktail che ad un vino, compostezza ed
acidità risaltano allo scuotimento del vino, che ben si attacca alle
pareti, le ingrassa, rattrappisce e scende lento e largo. Olfatto di
buccia di mela deliziosa, di ciliegia rosa, di liquore allo cherry, di fragola e banana
con una reminescenza di chewing-gum. Menta fresca e pepe rosa... qualcosa
di etereo dopo l'ossigenazione. Intenso, complesso e di rara finezza.
Morbido e fresco sotto al palato, con un'apparente punta zuccherina, quasi
sapido; gustoso e di buona persistenza al retrolfatto ancora rosa come il
suo colore ed il suo profumo, di ciliegie rosa nel loro chiaro liquore, di
menta piperita. Più che un tramonto
è un'alba (da cui il nome). Se fosse musica sarebbe
un classico da piano bar come una canzone di Fred Bongusto, inconfondibile
come una canzone di Jacques Brel (Rosa è quella che più gli si
addice), vagamente eterea come un'interpretazione di Patty Pravo. Rapporto
qualità/prezzo entusiasmante. Da
provare in contesti anche diversi dal pasto: sì, con
antipasti di fichi e prosciutto, con crostate di frutta rossa, ma anche
come aperitivo, come
digestivo, o fuori pasto, al piano bar... non rovinatevi il fegato con
capirinhas e margueritas o come si chiamano, chiedete "a glass of
wine": un'Alba Rosa di Strade Vigne del Sole. Quasi freddo, nel
bicchiere da cocktail ghiacciato, guarnito con una ciliegina od una
fragolina ed una foglia di menta. Cheers!
Maurizio
Taglioni
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