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Bagolaro è il nome di un albero
della famiglia delle ulmacee, che ha foglie dentate che manco a dirlo
somigliano a quelle dell'olmo, corteccia liscia, legno piuttosto duro e
molto elastico e può raggiungere la ragguardevole altezza di 36 metri. Ce
n'è un esemplare proprio lì, in azienda, che proietta la propria ombra
sulla casa, Ca' dell'Ora; lo trovate magnificamente riproposto
sull'etichetta talentuosamente disegnata dalla gentil consorte di Claudio
Tambara, responsabile della conduzione aziendale... e Bagolaro è anche il
nome di questo vino dal
colore rosso
rubino vivace, cristallino, che non esagera nella concentrazione ma mostra
la sua consistenza sui bordi del bicchiere, che restano ben grassi al suo
passaggio e formano larghi archetti che, rattrappendo, scendono in lacrime
decisamente larghe. Lo avviciniamo a noi e riconosciamo il sottofondo
erbaceo, tipicamente di fieno, tipico dei vitigni dai quali il vino
è ottenuto. Dal sottofondo emergono frutti di bosco ancora freschi e
fragranti, fragoline in primis, poi ribes rossi e neri, quasi in
macedonia. Note tostate e vanigliate accompagnano in maniera apprezzabile l'insieme
dei profumi fruttati,
lasciando comunque spazio, dopo l'ossigenazione ad aromi ancora erbacei ma stavolta
freschissimi, quasi balsamici di menta. In bocca si mostra coerente e
pulito, abbastanza caldo ed anche qualcosina di più, di buona morbidezza
come ci si aspettava, sostenuto da nerbo acido ancora vivido, sicuramente
insieme alla tipica sapidità conferita dal territorio, la caratteristica più in evidenza di questo vino. Il tannino è in media
quantità e quello che c'è è di ottima fattura, vellutato e piacevole.
E' vino gentile, più persistente che intenso, corrispondente alle attese
di vista ed olfatto, che finisce come era iniziato lasciando sensazioni
nel contempo morbide e fresche, gradevolmente ammandorlate. Elegante
ripetiamo, giusto compromesso tra sfarzo ed austerità; da provare, servito a 16-18°,
in calici per vini rossi morbidi di equilibrio
gustativo.
Noi l'abbiamo accompagnato con un pollo ruspante cotto semplicemente al
forno in una casseruola con un dito di acqua sul fondo, sale pepe ed una
noce di burro... accordo perfetto. Da provare anche con primi piatti
saporosi, la polenta condita alla maniera del centro-sud con le spuntature
di maiale, carni scottate alla griglia e formaggi a media
stagionatura.
Maurizio
Taglioni
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