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"Un giorno
l'imperatore volle intrattenermi con parecchi dei loro giochi nazionali,
nei quali eccellono su tutti i paesi che ho conosciuto, sia nella
abilità che nel fasto. Nessuno mi divertì quanto quello dei funamboli
che ballavano su di un sottile filo bianco, lungo un mezzo metro e alto
da terra un trenta centimetri. Su questo gioco chiedo al paziente
lettore di potermi dilungare un po'. A praticare questo esercizio sono
solo quelle persone candidate a ricoprire cariche elevate o alte
onorificenze della corte. Fin da giovani vengono addestrate a questa
arte e non tutte sono di sangue nobile o di cultura liberale. Quando una
carica di primo piano è vacante, perché il titolare è morto o è caduto
in disgrazia, cinque o sei candidati alla successione presentano
all'imperatore la richiesta di potere intrattenere Sua Maestà e la corte
esibendosi sulla corda. Colui che fa più salti senza cadere, ha diritto
a subentrare in quella carica. Molto spesso gli stessi ministri sono
obbligati a dare prova della loro bravura, per convincere l'imperatore
che sono sempre in possesso della loro abilità. Il Ministro del tesoro
Flimnap, lo riconoscono tutti, fa capriole sulla corda tesa un
centimetro più in alto degli altri nobili dell'impero." I VIAGGI DI
GULLIVER - Jonathan Swift
Il Ministro della Saccenza. È un neo-degustatore che sbuffa ed alza gli occhi
al cielo se gli domandano qualcosa di ovvio, oppure un docente che taccia di
idiozia il tizio che gli chiede: "ma è vero quello che dice quello di Gusto?",
o un luminare che si presenta al tavolo della conferenza con la maglietta
sbiadita finto-trash (forse perché vestire sciatto dà l'impressione di essere
assorto in cose più grandi?) e l'aria annoiata di quello che pensa "che ci fa
un genio della mia levatura qui?".
Il Ministro dell'Esperienza. Prende un bicchiere, centrifuga il vino per un
quarto d'ora, lo annusa e dice con sguardo rapito: "che cantina è?" ... "X" ...
"Ah..si ...si ... si sente... gli darei 98 meno meno perché il colore dell'etichetta
non si intona con la sfumatura granitica del rosso". Il Ministro
dell'esperienza è esperto, e non ha bisogno di qualifiche per essere esperto,
né che gli altri lo definiscano esperto. È esperto perché sì, e basta. Ed è
il più esperto!
Il Ministro dell'Istruzione. Ha il diploma di assaggiatore di ogni cosa
commestibile e non. Ha il diploma per parlare, per fare lezione, per scrivere,
per leggere, per disegnare e per fare il decoupage sulle bottiglie (anche sulle
magnum). Ha vinto 34.750,9 premi e assaggiato 3.875.396.946,4 etichette (perché
assaggi le etichette e non beva il vino è ancora un mistero). È fra i più
difficili da riconoscere ed eleggere, non si svela se non quando si trova testa
a testa in dirittura d'arrivo per accaparrarsi la prima fila, e la carica.
Il Ministro dell'Economia. Si riunisce con i consiglieri e sviluppano il piano
di progetto per l'organizzazione delle manifestazioni: 1) Chiamare "Il Ministro
dell'Esperienza" per parlare, così si vede che è una cosa seria e non una sagra
di paese. 2) Cercare delle signorine alte e belle per il servizio del vino, e
se non ne capiscono di vino...accorciamo le minigonne che il risultato è lo
stesso (Esame visivo). 3) Mettere le candele alla citronella che tengono
lontane le zanzare e fanno ambient (Esame olfattivo). 4) Cercare le aziende che
ci regalano la roba da mangiare (Esame gustativo). 5) Cercare le bottiglie da
degustare, di qualunque tipo, tanto quelli che vengono che ne capiscono? Sempre
efficiente e ben collegato con gli altri ministeri, questo Ministro coglie
qualunque spunto per diffondere la cultura enogastronomia: C'è un convegno di
fisica in città? Bene! Ci sarà anche la manifestazione "Calici di Fisica".
Il Ministro della Virilità. Per essere ministro della virilità bisogna essere
obbligatoriamente uomini e affetti da un particolare tipo di morbo. La malattia
colpisce solo una piccola ma pericolosissima parte della specie maschile degli
enogastronomi, generalmente quelli che hanno già affezioni di altro tipo
(misoginia, xenofobia, eccesso di autostima, ignoranza ecc.). Il morbo si
manifesta con una specie di paresi alla bocca, come un sorriso condiscendente,
accompagnato da uno sguardo compassionevole elargito dall'alto della paternale
saggezza. La malattia causa crisi violentissime scatenate da una donna che
parla di qualcosa di strano (distillati, sigari ecc.), gli occhi si iniettano
di sangue, la paresi alla bocca rientra, lo sguardo si incupisce e il malato
si avventa sulla vittima ringhiando "Signorina, lasci stare! Questa è roba da
uomini!".
Il Ministro delle Politiche Sociali. È megapresidente di questo o di quello, è
anche Ministro della Pubblica Enogastronomia, insignito di medaglie al valore
per la strenua lotta sostenuta contro... gli altri Ministri delle Politiche
Sociali. Non può oltraggiare la propria regale persona relazionandosi a comuni
mortali. In questa categoria annoveriamo anche i Ministri della parola e della
scrittura. Il loro ministero si riassume in "Scrivo/Parlo ergo Sono"... ma non
solo sono, sono migliore! Guardano con sufficienza e se interagiscono è solo
con un laconico "Ho scritto un articolo/parlato a Roma su questo".
Il Ministro dei Ministri. È il ministro supremo, colui che non ha nulla da
imparare e nulla da migliorare. È arrivato! Il mondo non può più insegnargli
nulla, l'enogastronomia non può più insegnargli nulla. Egli sa sempre qual è la
persona giusta per il seminario giusto, sa qual è il vino giusto per il piatto
giusto, sa cosa e come fare, e sa farlo nel modo giusto. Sa valutare tutto, il
vino, il cibo, i sentimenti, le persone, gli scritti. Sono persone complete, il
completo compendio dei ministeri precedenti.
Giorgia Benvenuto
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